A&P Chronicles 2004-2005 (II, 2)

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Le Cronache della Rinascita

dagli scritti di Aurelian il Vecchio - 5 Luglio 2120

Parte II, Capitolo 2: "La minaccia dal passato"

Seduta del 25/05/2004



La minaccia dal passato

l
pavimento cessò quasi immediatamente di tremare, mentre le strane sagome
iniziavano a prendere corpo all'interno dei misteriosi cerchi di luce nera che
erano comparsi a mezz'aria nella sala principale alla base della piccola torre.
Jack era rimasto fermo davanti al camino, sorpreso dall'interessante quanto
inattesa manifestazione di forze al di sopra della sua comprensione, mentre
Cedric e Foraeean si precipitarono verso l'uscita senza curarsi di accertare
cosa stesse accadendo. Il marinaio fu più rapido dell'anziano, e con un balzo
forse dettato più dallo spavento che non dall'agilità, fu all'esterno in un
istante, mentre già sfoderava le sue due sciabole. Foraeean si gettò dietro di
lui, mentre dalle sue spalle giunse il sibilo di qualcosa che gli ricordò una
frusta. Ma non era una frusta. Mentre guadagnava anche lui l'uscita,
fortunatamente incolume, si accorse che si trattava di tentacoli, neri come la
notte, i quali cercavano invano di colpirlo o quantomeno di trattenerlo
all'interno. 

Per
un istante, il mezzuomo riuscì a vedere la sagoma di una delle creature che
prese forma a pochi passi da lui. Si trattava di uno strano quadrupede dalla
pelle spessa e nera, vagamente simile ad un grosso cane mastino, con un corpo
sottile dal lato posteriore che diveniva via via più grosso fino a diventare
una sorta di testa priva di collo nella quale si apriva un'enorme bocca cosparsa
di zanne messe alla rinfusa. La creatura effetuò un balzo improvviso, con una
rapidità che sorprese lo stesso Jack, rivelando pericolosi artigli alle
estremità delle possenti ma agili zampe. Altre creature simili erano uscite in
zone diverse della stanza, ed era difficile osservarle attentamente, a causa dei
loro rapidi movimenti e dei continui balzi che sembravano in grado di spiccare
tanto dal pavimento quanto sfruttando le pareti e lo stesso soffitto.

In
prossimità della porta, una creatura del tutto simile, ma provvista di quattro
lunghi tentacoli che agitava come fossero clave, stava cercando di aggredire
Foraeean e Cedric. Con un rapido gesto, il vecchio mormorò qualcosa
materializzando una sorta di barriera quasi invisibile che ostruì lo spazio del
passaggio, impedendo ai tentacoli di raggiungere coloro che si trovavano fuori,
ma che non causò alcun ostacolo alle sciabole di Cedric, che presero a mulinare
nel tentativo di colpire quelle rapide e mostruose appendici. In quel momento,
Gelgoog comprese che stava succedendo qualcosa, ed iniziò ad avvicinarsi alla
torre, sfilandosi l'arco dalla spalla, mentre Krilzit e Merpol giungevano in
quel momento dalle scale dei piani superiori.

Nella
piccola torre, intanto, altre creature si erano materializzate allo stesso modo.
In totale erano sei. Ve n'erano tre, le più veloci, che con zanne e artigli
saltavano e correvano rapidissime cercando inutilmente di colpire il povero
Jack, il quale riuscì nonostante tutto ad assestare un colpo ad una di esse con
il suo bastone. Altre due creature, meno rapide, erano quelle provviste di
tentacoli, una delle quali stava cercando invano di colpire Cedric, che era al
sicuro grazie all'incantesimo di Foraeean, mentre la seconda si diresse verso il
nano appena arrivato. 

Un'ultima
creatura stava quasi immobile al centro della sala. Era simile alle altre, ma
non aveva tentacoli né artigli particolarmente affilati: il suo corpo, in
compenso, era irto di lunghi aculei simili a dardi metallici. Il mostro sembrò
tremare per un istante, arrestandosi solo quando lanciò numerosi aculei in
tutte le direzioni, come se avesse una balestra. Solo Merpol venne colpito, ma
fortunatamente fu protetto dalla sua spessa corazza.

-
Preumani! - pensò Krilzit, riconoscendo istintivamente quel fremito di energia
vitale antica che aveva già notato entrando nella torre. Ora quel lieve accenno
si era fatto più forte, segno che le creature che aveva di fronte dovevano
davvero appartenere a quella specie aborrita da tutti tranne che dalla sua
gente, la progenie dell'Antico. 

Fortunatamente,
il passaggio sulle scale era abbastanza stretto, e la creatura tentacolata non
poteva colpire la Drow finché c'era davanti Merpol a sostenerne l'attacco,
rintuzzando ogni aggressione con possenti colpi del suo gigantesco mazzafrusto.
L'elfa oscura si concentrò, senza neanche saper bene cosa fare, nel tentativo
di stabilire un contatto con quegli esseri. Non conosceva un incantesimo adatto,
né sapeva nulla di quelle creature, tuttavia, se la sua gente aveva davvero in
passato qualche affinità con simili esseri, forse il suo istinto ereditario le
avrebbe dato una mano.

Senza
quasi rendersi conto, Krilzit si trovò a pronunciare qualcosa in uno strano
linguaggio che in realtà sembravano solo grugniti di porco.

Per
tutta risposta, le creature distolsero immediatamente le loro attenzioni da Jack
e Cedric, puntando tutte nella sua direzione.

A
nulla valse una seconda serie di grugniti, le creature ora si ammassavano
davanti al nano, nel probabile tentativo di raggiungere proprio lei.

onstatato
che non riusciva a causare danni a quelle veloci creature, non appena Jack si
rese conto che erano attratte da un nuovo bersaglio, si precipitò verso la
porta, sgattaiolando sotto le gambe di Cedric e guadagnando così l'uscita. Il
mostro al centro della stanza prese a fremere nuovamente, e a nulla valse
l'intervento di Foraeean che fece in modo che il terreno si aggrappasse alle sue
zampe, immobilizzandola. Ancora una volta i dardi sibilarono nella sala,
infrangendosi contro la corazza di Merpol, il quale ne risultò stavolta
lievemente ferito, ma proseguì a tempestare di colpi il suo avversario. 

-
Sono la progenie dell'Antico, dobbiamo distruggere queste aberrazioni! - gridava
Foraeean, cercando di far comprendere agli altri la reale natura di ciò che
avevano davanti. A parte Krilzit, probabilmente il vecchio era il solo a capire,
per via della sua cultura e della sua età. 

I
preumani erano la stirpe dell'unico potere inviso a tutti i Giovani Dei,
Themanis e Zeldana inclusi, erano i figli dell'Antico, un essere che era
l'incarnazione stessa del male atavico del mondo, la negazione stessa della vita
così come tutte le razze la intendevano, buone o malvage che fossero. Era un
male superiore. Di fronte alla minaccia dell'Antico, Themanis stesso poteva
essere considerato un male minore. Ma da più di cinque secoli ormai i preumani
erano scomparsi da Terala, si diceva a causa di un bando imposto magicamente,
dunque le razze non erano certo preparate ad una simile minaccia. Peggio ancora,
le razze meno longeve come quelle degli umani potevano ben aver dimenticato quel
pericolo in un arco di tempo così lungo. E forse anche gli Elfi stessi, che pur
essendo più longevi avevano nella loro storia recente eventi importanti come
l'esodo ed il successivo ritorno.

Da
dove venivano quelle creature? Si trattava di un caso, di un evento sporadico, o
quelle erano solo le prime avvisaglie di una reale minaccia incombente di cui
Hoadun aveva voluto renderli partecipi per i suoi oscuri fini? Foraeean era
assillato da mille domande e mille dubbi, avvertiva un pericolo assai più
grande di quello del combattimento in corso, e per un istante fu sul punto di
dimenticarsene.

-
Allora, là fuori! - rombò la voce del nano, - volete darci una mano o ve ne
state a guardare?

Ora
il combattimento si era spostato in prossimità delle scale, e i quattro che si
trovavano all'esterno avevano ben visibile solo la creatura immobilizzata al
centro della stanza. Scrollatosi momentaneamente dai suoi pensieri, ancora una
volta Foraeean richiamò a sé il potere delle rune, e fece scaturire dalle sue
dita alcuni globi azzurri che andarono a colpire il mostro, descrivendo una
bizzarra traiettoria. La creatura si accasciò al suolo incenerita, per
trasformarsi immediatamente dopo in un piccolo cumulo di polveri luccicanti.
Intanto, Cedric e Gelgoog, armi in pugno, varcarono l'ingresso per andare a
soccorrere i compagni in difficoltà.

L'elfo
silvano abbandonò l'arco prima di entrare e sfoderò la sua spada, che
rapidamente abbattè su una delle creature che gli davano le spalle, mentre il
Cedric faceva altrettanto. In quel momento Merpol stroncò il mostro
tentacolato che lo aveva avvinghiato alle gambe, il quale si disintegrò come
l'altro in un cumulo di polvere brillante. Qualche gradino più in alto, Krilzit
stava mormorando qualcosa, quindi fece un brusco movimento con le mani ed una
delle creature artigliate venne scagliata dall'altro lato della stanza,
schiantandosi violentemente contro una parete e distruggendosi nell'impatto.

In
pochi istanti, la piccola compagnia ebbe la meglio e riuscì a debellare tutti
gli avversari, dei quali non rimasero che le misteriose polveri che qualcuno si
affrettò a raccogliere sperando in un loro possibile impiego futuro. Non
avevano subito gravi danni, fortunatamente. I mostri erano assai rapidi, ma non
si erano rivelati altrettanto pericolosi, quantomeno perché non avevano potuto
aggredire Krilzit e Foraeean, i più deboli in combattimento. La minaccia,
almeno per ora, era scongiurata.

Foraeean
tornò a predicare accoratamente della pericolosità dei preumani, sostenendo
che fosse assolutamente necessario dare alle fiamme l'intera torre, per evitare
che potessero aprirsi nuovi varchi e altre creature ne potessero uscire. Cedric
fu subito dalla sua parte, ma Krilzit ed il nano erano restii a rinunciare alle
informazioni che potevano essere ancora contenute nella sala che si trovava al
piano superiore. Non senza discussioni, alla fine riuscirono ad accordarsi,
grazie soprattutto al fatto che i rituali di purificazione ed esorcismo che
Foraeean giudicava indispensabili prima della distruzione, avrebbero richiesto
parecchio tempo ed un suo notevole sforzo fisico. Merpol avrebbe assistito il
vecchio, che aveva bisogno di essere sorretto, mentre Jack e Krilzit avrebbero
sfruttato quel tempo per verificare se vi fosse qualche altra cosa utile da
reperire. Cedric e Gelgoog, che non volevano saperne di rientrare nella torre,
avrebbero trascorso la notte di guardia all'esterno.

All'alba,
infine, avrebbero incendiato la torre.

a
tenue luce del sole nascente era rotta, in quell'angolo di Terala, dal contrasto
del piccolo edificio in preda alle fiamme, che si levavano in lingue guizzanti
verso l'alto, consumando ogni cosa vi fosse all'interno. La compagnia si trovava
ora sulla strada, prossima al momento della partenza. Foraeean, sfinito, era
infine crollato ed era immerso in un sonno profondo al punto che  pareva
privo di sensi. Null'altro era stato trovato dalla Drow e dal mezzuomo nello
studio in rovina, a parte qualche appunto ancora leggibile che aveva suggerito
in che lingua fossero scritte le pergamene precedentemente recuperate. Si
trattava di un antica forma di Themanita, una lingua che sfortunatamente nessuno
conosceva nel gruppo. Anche se molti erano convinti che su quelle carte vi
fosse, almeno in parte, una spiegazione a quanto era accaduto, furono così
costretti a rimandarne la lettura, e si prepararono per rimettersi in viaggio.

Dopo
che si furono accampati la sera successiva, Foraeean si riprese, riaprendo per
la prima volta gli occhi dopo molte clessidre passate in stato di quasi totale
incoscienza, al punto che Cedric aveva temuto per la sua stessa vita. Nonostante
il riposo, il vecchio appariva ancora stanco e provato, soprattutto perché
sentiva dentro di sé una grande inquietudine ed un senso di pericolo che non lo
abbandonavano. Con il passare dei giorni la sensazione diminuì, ma senza mai
lasciarlo del tutto.

I
giorni di viaggio passarono lenti e noiosi, senza che accadesse nulla di
particolare e senza che si riuscisse, malgrado le discussioni e le ipotesi, a
raggiungere un'opinione comune nè su quanto era accaduto nella torre, né sul
comportamento da tenere con i loro datori di lavoro in vista della prossima
occasione in cui li avrebbero incontrati. Ora si trovavano nuovamente nella
parte più civile del Ro-Meldan, le strade si erano fatte nuovamente lastricate,
con gli ostelli ed i posti di cambio che di tanto in tanto si affacciavano sulla
via, ed anche il traffico tornava a farsi più intenso mano a mano che
procedevano verso sud.

Fu
quando sembrava che ormai tutto dovesse procedere senza sorprese che il veleno
nei loro corpi tornò a richiamarli alla realtà più sgradevole. Dapprima
Krilzit e Foraeean, poi a distanza di uno o due giorni anche gli altri,
provarono i malesseri che preannunciavano la necessità di assumere una delle
foglie antidoto che avevano ricevuto prima di partire. Allora si scoprì che
Foraeean non aveva più le sue foglie, e che comunque non intendeva farne uso.
Quando il suo fisico, più debole degli altri, fu sul punto di cedere e Foraeean
perse conoscenza, nacque un'accesa discussione, nella quale solo Jack sembrava
convinto che la volontà del vecchio fosse da rispettare, anche se questo
significava la sua morte. Gli altri erano più o meno concordi sul fatto che
fosse necessario somministrargli comunque l'antidoto, mentre lo furono un po'
meno quando si trattò di decidere chi si sarebbe privato di una delle sue
foglie per darla al vecchio.

Alla
fine, scartata l'ipotesi di Gelgoog che suggerì di dare ciascuno un pezzetto di
foglia, dal momento che non si sapeva se le foglie spezzate avrebbero dato
ugualmente il loro effetto, fu Cedric a farsi avanti, rivelando di avere qualche
foglia in più. Il marinaio, infatti, si era premurato di prendere le foglie dal
corpo del defunto Tandel, quando lo aveva trovato morto, anche se al momento non
ne aveva fatto parola. Ma nessuno si lamentò della cosa, e ben lieti di aver
infine una valida soluzione, riuscirono a curare Foraeean prima che questo
morisse per il veleno che lo stava consumando rapidamente.

Il
vecchio sembrò riconoscente al gruppo per averlo tenuto in vita, malgrado ciò
apparisse in evidente contrasto con la sua decisione di abbandonare le foglie
prima e di non farne comunque uso in seguito. L'uomo doveva essere un mistero
per molti dei suoi compagni, e forse per questo, almeno in quei primi tempi, le
sue parole non furono sempre ascoltate con attenzione, dato che doveva apparire
solo un vecchio strambo e fatalista per molti di loro.

Eppure
su alcune cose aveva visto giusto.

Gli
eventi si disponevano a dargli ragione già quando, in un tardo pomeriggio di
Luglio, la compagnia raggiunse infine le porte di Meldanos.