A&P Chronicles 2004-2005 (II, 4)

Act'n Play

Le Cronache della Rinascita

dagli scritti di Aurelian il Vecchio - 7 Luglio 2120

Parte II, Capitolo 4: "Notte di sangue al Pesce Baleno"

Seduta del 08/06/2004

Le Cronache della Rinascita

dagli scritti di Aurelian il Vecchio - 7 Luglio 2120

Parte II, Capitolo 4: "Notte di sangue al Pesce Baleno"

Seduta del 08/06/2004

Notte di sangue al Pesce Baleno

marco
Pedio aveva assegnato al piccolo gruppo le stesse stanze che avevano occupato
l'ultima volta, al piano superiore. Si trattava di due stanze doppie ed un
modesto sgabuzzino che, durante l'ultimo mese, era stato riadattato facendone
una stanza singola. Salendo le scale, si accedeva ad un corridoio il cui lato
esterno, a sinistra, aveva tre finestre che davano su un vicolo posteriore,
mentre sul lato destro si aprivano le porte delle varie stanze. La prima era
proprio l'ex sgabuzzino, che fu occupato da Gelgoog. La stanza centrale ospitò
Jack e Merpol, più Foraeean che non aveva bisogno di un letto per dormire,
visto che già la volta precedente si era sdraiato sul pavimento. La terza
stanza, infine, fu presa dalla sola Krilzit che, essendo la sola femmina, aveva
le sue ovvie esigenze di riservatezza, oltre al fatto che nessuno moriva dal
desiderio di passare la notte con lei, nonostante non lo si dicesse apertamente.
Oltre la stanza di Krilzit si trovava un'altra porta, quella dove un mese prima
si trovava il burbero mercante che tanto si era lamentato per il rumore, ed
infine il corridoio si chiudeva con la porta da cui si accedeva al locale di
decenza, in comune per tutti gli ospiti del piano.

Diversamente
dalla volta precedente, i cinque personaggi non si dilungarono in accese
discussioni sul corridoio, limitandosi a salutarsi brevemente per ritirarsi
ciascuno nella propria stanza. Gelgoog e Foraeean furono i primi a prendere
sonno, mentre gli altri li imitarono dopo non molto tempo, una volta che ebbero
terminato di sistemare il proprio equipaggiamento. 

era
passata poco più di una clessidra quando Krilzit aprì gli occhi, i suoi sensi
risvegliati da un insolito rumore nel corridoio. Stette immobile per un istante,
cercando di percepire qualcosa che le confermasse che non si trattava di un
sogno. Passò qualche istante, quindi un lieve fruscio le confermò che c'era
qualcuno che avanzava furtivamente dal fondo del corridoio.

Nella
stanza accanto, quasi contemporaneamente, Jack ebbe la netta sensazione di un
rumore metallico che proveniva dalla porta della sua stanza. Silenziosamente, si
sollevò dal giaciglio per ascoltare meglio. Non si poteva sbagliare, qualcuno
stava tentando di forzare la serratura!

Badando
a non fare il minimo rumore che avrebbe messo in guardia il misterioso individuo
alla porta, si affrettò dall'altro lato della stanza, dove riposava Merpol.
Cercando di evitare le sue urla e le imprecazioni che sarebbero seguite al
brusco risveglio, Jack gli premette un cuscino sulla bocca, quindi iniziò a
scuoterlo facendo cenno, con l'altra mano, di non parlare. Il nano strabuzzò
gli occhi, sentì il respiro affannato a causa del cuscino e, pensando al
peggio, sferrò un pugno nelle parti basse del povero mezz'uomo, il quale
riuscì a stento a reprimere il grido di dolore, continuando a fare cenno di
silenzio. Poi, ripresosi, indicò la porta proprio mentre un nuovo rumore
giungeva alle sue orecchie, sentito stavolta anche da Merpol.

D'istinto,
il nano afferrò il suo pesante flagello facendone rumoreggiare inopportunamente
le catene, il cui suono fu avvertito anche da Krilzit al di là della parete.
Quindi, si piazzò davanti alla porta e con un rapido gesto la aprì. Di fronte
a lui, un Elfo Oscuro ed altre sagome indistinte si trovavano nel corridoio. Un
tenue bagliore di riflesso gli fece capire che erano armati.

Jack
chiuse rapidamente la porta, sbattendola sulla faccia dell'individuo che poco
prima aveva cercato di forzarne la serratura. Ma prima ancora che i due
potessero dirsi qualcosa, la porta fu sfondata con un calcio dal Drow che, non
avendo gradito il trattamento, si presentò sull'uscio roteando due spade nelle
mani avanzando minaccioso verso Merpol.

Foraeean
si destò di soprassalto a quel rumore, mentre Krilzit, ormai certa del
pericolo, si precipitò nel corridoio, pronta a invocare il potere della sua
magia. Inspiegabilmente, il solo che non era stato svegliato da quella
confusione era Gelgoog.

Il
nano si scagliò sul primo avversario spappolandogli la testa con un solo colpo
della pesante arma. Un denso fiotto di sangue Drow andò a imbrattare quanto
restava della porta spalancata. In quel momento, una sorta di lieve nebbia
entrò dalla porta, mostrando ampie volute fumose che si contorcevano assumendo
le sgradevoli forme di teschi, mani scheletriche dagli artigli affilati e cose
simili. Le eteree apparizioni si avvolsero attorno ai corpi di Merpol e Jack
dissolvendosi quasi subito, mentre altre ebbero la meglio su Foraeean, il quale
si sentì avvizzire mentre la sua stessa energia vitale ne veniva consumata.

Nel
corridoio, Krilzit riportò alla mente le complesse formule runiche che le
avrebbero permesso di scatenare il suo potere contro il mago avversario, la cui
attenzione era in quel momento rivolta agli occupanti della stanza centrale. Ma
quando si preparò come al solito ad assorbire quell'essenza che dava potere al
suo incantesimo, si accorse che qualcosa non andava per il verso giusto.
L'energia non veniva normalmente sottratta in piccole parti dalle cose attorno a
lei, senza conseguenze, ma proveniva massicciamente dalla sua stessa forza
vitale, ed era troppo tardi per interromperlo. Il suo avversario si era
preparato bene, pensò, mentre realizzava il collegamento che questo aveva
stabilito fra la sua energia magica e quella vitale. Infine l'incatesimo fu
rilasciato dalla Drow, e andò dritto contro i suoi bersagli, colpendone due, ma
lasciando illeso il mago. 

Senza
la sua armatura indosso, Merpol costituiva un bersaglio fin troppo statico e
facile per la rapidità dei suoi avversari. L'Elfo Oscuro che si trovava dietro
il primo riuscì, avanzando, a portare una micidiale sequenza di colpi contro il
povero nano, che crollò a terra per le ferite. Subito dopo, fu lo stesso 
Drow a finire a terra, poiché Jack, che non era stato visto, scattò
rapidamente e lo sbilanciò aiutandosi con il suo bastone. In quel momento,
Foraeean aveva portato a termine la preparazione del suo incantesimo. Invocò
gli elementi dell'acqua e scatenò un impetuoso getto che si dipartì dalle sue
mani, scagliando fuori della porta Merpol, Jack, il Drow morto e quello a terra,
che si schiantarono contro la parete di fronte. Il getto aveva investito in
parte anche il mago nemico, il quale non sembrò risentire della cosa.

Fu
a quel punto che il sibilo di numerosi quadrelli echeggiò nell'aria. Uno dei
Drow che si trovavano a fianco del mago impugnava una balestra, e l'aveva appena
scaricata verso l'interno della stanza.

Foraeean
avvertì un dolore intenso in più punti, quindi la sua vista si annebbiò e si
spense.  

la
confusione aveva finalmente svegliato Gelgoog, il quale sulle prime non si rese
conto esattamente di quanto stava accadendo, fino a quando i lamenti ed i rumori
metallici non gli confermarono che erano sotto attacco. Per qualche ragione la
sua stanza non era presa di mira, sembrava che il tutto si svolgesse davanti a
quella accanto, dove si trovavano i suoi tre compagni. Afferrata la spada, si
avvicinò silenziosamente alla porta e riuscì a socchiuderla di un'inezia, quel
tanto che bastò a non rivelare la sua presenza ma che gli consentì di
sbirciare all'esterno. Altri tre Drow armati presidiavano la sua stanza, per
sorprenderlo nell'eventualità che ne uscisse.

Richiuse
la porta altrettanto silenziosamente, quindi si affrettò ad indossare il
corpetto di cuoio che solitamente portava sotto la cotta di maglia. Non c'era
tempo di indossare anche la protezione metallica. 

Intanto,
nell'ultima stanza, quella in fondo dopo Krilzit, un altro ospite della locanda
era stato svegliato dal rumore. Fuori di sé per la seccatura, il robusto
esmeldiano afferrò la sua spada a due mani che teneva accanto al letto e
invocò la grazia di Elendos su di sé, quindi si precipitò fuori, incurante
del fatto di indossare solo un buffo pigiama e delle ridicole ciabatte. Si
avvide della sagoma di Krilzit, di spalle, che in quel momento stava richiamando
un controincantesimo per annullare gli effetti del legame magico che la
avviluppava. Hond, l'esmeldiano, sentì svanire i benefici effetti del potere di
Elendos dalla sua spada nell'istante stesso in cui Krilzit si sentì libera dal
legame, ma tentò ugualmente di colpirla. Il buio tradì i suoi sensi, e mancò
la figura facendo sibilare la lama a poca distanza dal volto albino della
femmina Drow.

Foraeean
non dava più segni di vita, Merpol era anche lui a terra in una pozza di
sangue, e Jack non poteva distinguere che la figura di Krilzit dall'altro lato
del corridoio, mentre si chiedeva che fine avesse fatto Gelgoog. Sentì il Drow
stordito agitarsi sotto di lui, e prima che questo potesse reagire, gli assestò
un violento colpo senza neanche rialzarsi da terra. Poi, deciso a mantenere la
sua posizione vantaggiosa, si alzò con un movimento assai agile, continuando a
tempestare l'avversario di bastonate, finché questo ne ebbe abbastanza. Il
mezzuomo studiò rapidamente la situazione e quando vide infine l'Elfo Silvano
aprire la porta ed aggredire i tre che la presidiavano, decise di assalire alle
spalle uno degli avversari che fiancheggiavano il mago.

Gelgoog
aveva aperto la porta all'improvviso, scagliandosi contro i tre Drow che furono
sorpresi dalla sua velocità, non riuscendo a reagire prontamente. 

-
Per l'artiglio di ferro! - tuonava una voce che si avvicinava a passi pesanti
dalla scala. - Chi ha osato disturbare il riposo di Terdet Braccioforte? 

L'insperato
alleato fu accolto da Krilzit con un sospiro di sollievo, mentre, incurante
delle sagome di morte che le si avvolgevano intorno senza effetti, richiamava
alla mente il potere demoniaco che stava per scatenare sui suoi avversari,
incluso quello che aveva tentato di prenderla alle spalle. D'improvviso, la
sfera nera si irradiò dal suo corpo per alcuni passi attorno a lei, colpendo
tutto ciò che incontrava. Il mago avversario ne fu spostato all'indietro e
perse la concentrazione sul suo attacco successivo, mentre alle spalle di
Krilzit anche Hond subiva l'aggressione della forza dei demoni. Una salva di
quadrelli fu scagliata nella sua direzione. Fortunatamente, li udì sibilare
accanto senza che la colpissero, mentre il tonfo che udì dietro di lei le
confermò che andarono a segno sul misterioso nemico che si trovava alle sue
spalle. Ora poteva chiudere la partita con il mago nemico.

-
Per la forgia di Morgrim, qui c'è un fratello nano che ha bisogno di aiuto! -
esclamò Terdet notando la sagoma priva di conoscenza di Merpol. Si chinò su di
lui e pochi istanti dopo Merpol era nuovamente in piedi, con il flagello in
mano, pronto ad alleggerire la pressione dei tre Drow che si stringevano attorno
a Gelgoog. L'elfo, intanto, si era portato al centro della mischia, e roteando
la sua lama aveva spiccato di netto la testa ad uno dei suoi avversari,
riuscendo ad evitare ogni colpo che gli veniva portato contro.

Jack
era riuscito a colpire il Drow cui si era avvicinato, non visto, cogliendolo di
sorpresa ed assestandogli un forte colpo che gli fece mancare il fiato. Fu in
quel momento che si risolse lo scontro. Krilzit, approfittando del momentaneo
vantaggio, materializzò due dardi magici direttamente alle spalle dell'odiato
mago che le stava di fronte, e scagliò i due lampi di luce rossastra contro la
sua schiena. Il primo si dissolse nel nulla, come annullato da una barriera
invisibile, ma il secondo colpì in pieno il bersaglio, aprendogli un ampia
voragine nel torso e riemergendo dall'altra parte prima di svanire. Il mago
cadde a terra senza un lamento, privo di vita. 

Fu
allora che un quadrello la colpì in pieno petto, facendole perdere la
cognizione della realtà.

Nonostante
tutto, ormai le cose si erano messe al meglio per il gruppo, e fu questione di
pochi istanti perché avessero la meglio sui pochi aggressori rimasti. L'ultimo
di essi, vistosi ormai perduto, tentò disperatamente di sfuggire alla spada di
Gelgoog lanciandosi da una delle finestre. Era già morto quando si schiantò a
terra, cinque braccia più sotto, con la schiena squarciata.

oltre
al benefico intervento di Terdet, e a quello di Hond, lo scontro aveva
ovviamente richiamato l'attenzione di tutti coloro che alloggiavano al Pesce
Baleno. Marco Pedio fece per primo la sua comparsa, sconvolto per la scena che
si presentò ai suoi occhi, seguito da uno degli inservienti. Sangue e cadaveri
ovunque, porte rotte, vetri e mobilio in frantumi, sembrava una scena di guerra.
Il pover'uomo non sapeva come raccapezzarsi né cosa dire, e da buon oste
diligente, la prima cosa di cui si premurò fu di far ripulire il tutto.

Gelgoog
e Krilzit si occuparono invece di esaminare quanto restava dei loro nemici,
trovando conferma ai loro sospetti: uno di essi aveva un pezzo di pergamena sul
quale era stato affrettatamente abbozzato un disegno che riproduceva,
inequivocabilmente, la fiala di vetro. Trovarono anche una buona scorta di erbe,
droghe e veleni di cui i Drow sono soliti fare uso, che infatti Krilzit non ebbe
difficoltà a riconoscere, di fronte allo sconcertato Gelgoog che pure di quelle
cose (tranne i veleni) se ne intendeva abbastanza.

Ma
mentre si occupavano di queste incombenze, notarono che il conto dei morti non
tornava. Peggio ancora, ogni volta che contavano il totale era diverso. Non ci
misero molto a capire che, chiunque fossero i mandanti di quell'agguato
notturno, avevano preso le loro belle precauzioni. I corpi sembravano evaporare
nel nulla, non lasciando alcuna traccia. Pochi istanti dopo, non restavano
praticamente tracce visibili del combattimento, se non per i danni alle
suppellettili. La cosa rallegrò Marco Pedio, il quale ovviamente si sarebbe
trovato in difficoltà nel relazionare alle autorità circa l'accaduto, e fu ben
felice di cavarsela con qualche trattamento di favore in cambio del silenzio dei
suoi ospiti.

Merpol
e Terdet approfittarono quindi della cucina per saziare l'inesauribile appetito
nanico che sembrava crescere a dismisura ogni qualvolta si verificava un
combattimento. Marco Pedio si premurò di somministrare a Krilzit e Hond un
infuso che teneva "per le emergenze, e di cui non è bene abusare". Il
benefico preparato ebbe l'effetto di rimettere in piedi i due, che subito
iniziarono ad altercare accusandosi reciprocamente di essere stati aggrediti
senza ragione. Hond non sembrava affatto gradire gli Elfi Oscuri, che chiamava
"adoratori del male" e "razza infame", la qual cosa gli
riservò da parte di Krilzit lo stesso trattamento che già aveva inflitto ad
uno dei nani di Bar-Shamdaar: l'esmeldiano si trovò a volare disteso a terra
per qualche passo, senza causa apparente.

Ma
la situazione più grave era quella di Foraeean. Quasi dimenticato dagli altri
all'interno della stanza, quando finalmente si accorsero della sua assenza lo
trovarono morto, trafitto da numerosi quadrelli. Il fragile corpo dell'anziano
non aveva retto alle ferite, ed il suo cuore aveva smesso di battere.
D'improvviso il silenzio calò nella stanza, mentre ciascuno considerava le
implicazioni di una nuova morte che aveva colpito il gruppo, per quanto male
assortito esso potesse apparire.

Dopo
un breve consulto, decisero di affidare il corpo ai preti di Hoadun, nella
speranza che potessero ancora fare qualcosa, o perlomeno potessero dargli una
degna sepoltura come fedele ed integerrimo discepolo del suo dio, al cui fato si
era rimesso fino all'ultimo respiro.

A
nessuno venne in mente di chiedersi dove fosse finita la fiala di vetro.