Battlelore: Meccaniche di Combattimento a bocce ferme

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La Days of Wonders con il suo (comunque bello) nuovo titolo fa un sacrificio all’altare della dea Fortuna favorendo i suoi adepti nel suo ultimo colossale titolo. Tutto ciò si deduce in pura linea teorica dalla semplice lettura delle regole, analizzate sotto il profilo puramente matematico. Seguitemi nel resto dell’articolo per una semplice dimostrazione di ciò che dico.

Per la nostra dimostrazione abbiamo reclutato due immaginari giocatori dalle particolari doti.
Gastone è un adepto della dea fortuna: ogni suo tiro di dado è accompagnato dal favore della dea. Un dado lanciato da Gastone riporterà SEMPRE il risultato più favorevole possibile. La sua divinità gli ha sconsigliato i giochi come Puertorico dove Lei riesce a passargli solo le piantagioni più favorevoli al momento giusto e di Caylus dove riesce solo a farlo partire per primo con un vantaggioso piazzamento degli otto edifici iniziali.
Fabrizio invece è un adepto del dio della Matematica e delle probabilità e i suoi lanci di dado rispecchiano sempre i calcoli delle probabilità. Se ha il 33% di fare un risultato favorevole sul lancio dei dadi e lancia 3 dadi otterrà SEMPRE un solo  risultato favorevole.

Iniziamo a far giocare ai 2 tester il genitore di Battlelore, Memoir’44, già sotto accusa di monopolio della dea fortuna da parte di alcuni. Poi li faremo giocare col nuovo titolo.

GASTONE E FABRIZIO GIOCANO A MEMOIR
Fabrizio
esamina le possibilità offerte dal gioco per formulare la sua strategia di gioco. Calcola che per abbattere un’unità completa di fanteria, escludendo situazioni particolari, ha bisogno di lanciare 9 dadi. Per distruggere un’unità di carri ne deve invece lanciare 9. Per l’artiglieria gli servono invece ben 12 lanci.
Eliminata dalla sua testa l’idea di perdere tempo con l’artiglieria si concentra sui due tipi rimanenti di unità e, calcolando che i carri si ritirano molto facilmente (oltre a richiedere un dado in più) decide che farà la maggior parte dei punti eliminando la fanteria avversaria.
Gastone calcola cosa è meglio fare. Per eliminare i fanti ha bisogno di lanciare 4 dadi (contro gli 8 di Fabrizio), per i carri 3 (contro i nove di Fabrizio), per l’artiglieria solo 2 dadi (contro i 12 di Fabrizio). Le sue priorità sembrerebbero diametralmente opposte a quelle di Fabrizio: buttiamoci sulle artiglierie! Nota però che le artiglierie stanno dietro le linee nemiche e sono difficilmente raggiungibili senza mettersi nei guai. Buttiamoci allora sui carri! I carri però hanno la tendenza a stare lontano e a scappare velocemente.
Alla fine Gastone e Fabrizio si ritrovano a giocare più o meno allo stesso modo. Gastone è più propenso alle sortite attraverso le linee, Fabrizio meno. Ma non sono grosse differenze.
Le due anime del giocatore completo arrivano alle stesse soluzioni. Gastone vincerà ma Fabrizio sa che una buona partita è il massimo che può ottenere contro la dea Fortuna e le premesse per dare filo da torcere ci sono.

GASTONE E FABRIZIO GIOCANO A BATTLELORE
Fabrizio esamina le possibilità offerte dal gioco per formulare la sua strategia di gioco. Nota che qui le distanze contano poco e per calcolare le probabilità di successo dei dadi si possono racchiudere le unità in sole 2 categorie: quelle che possono colpire anche col bonus strike e quello che non possono.
Analizza le fanterie (arcieri e balestrieri compresi) e nota che gli ci vogliono 12 tiri di dado per eliminarle. Per le cavallerie il calcolo è leggermente più complicato: se le attacca con le fanterie di base o gli arcieri gli ci vogliono ben 18 lanci di dado, che diventano 9, però, se le attacca coi balestrieri o altre unità con la spada lunga. Per eliminare una creatura invece gli ci vogliono ben 18/36 lanci di dado che nessun pazzo si permetterebbe di lanciare.
Praticamente le cavallerie sono invulnerabili alle normali fanterie e agli arcieri ma sono anche il mezzo più conveniente per far punti, scagliandole contro le cavallerie avversarie. Sarà un massacro di cavallerie, decide, e poi finiamo con un fante contro fante.
Gastone calcola cosa è meglio fare. Per eliminare i fanti ha bisogno di lanciare 4 dadi (contro i 12 di Fabrizio), per le cavallerie gli bastano 3 dadi (contro i 9/18 di Fabrizio), mentre è veramente facilissimo eliminare le creature: gli tiriamo un dado (certo, ripetuto 2 volte ma... qual’è il problema?) con un arciere in movimento e, voilà, il punto è fatto.
Ma che bel gioco questo Battlelore! Non capisco perché Fabrizio si lamenti che non riesce a fare un punto!?

LE CONSIDERAZIONI DI FABRIZIO
La forbice matematica che allontana il giocatore avveduto dal giocatore fortunato è in questo gioco NOTEVOLMENTE più larga. Anche in Memoir’44 i lanci fortunati fanno pendere la bilancia verso chi è assistito dalla fortuna ma, con una tattica accorta che ti porta a lanciare molti più dadi del tuo avversario è possibile recuperare qualche colpo di fortuna avversario. Qui la fortuna regna sovrana! E il gioco risulta pure più lungo.
La cosa si attenua leggermente (nel gioco non-storico) con l’utilizzo di alcuni incantesimi che ti fanno colpire anche con il risultato Lore (ma aggiungono altra fortuna necessaria per la pesca delle giuste carte) ma non così tanto da farmi desistere da questa mia considerazione. Va bene per giocare con mio nipote ma se voglio affrontare i miei esperti amici non vorrei che fosse  il dado a dominare il tutto.

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