Campionato Mondiale di Agricola, ecco il racconto del campione italiano

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Un'altra avventura internazionale si è conclusa per i giocatori italiani, il Campione Italiano Pasquale Di Carlo e il suo vice Riccardo Sandroni, sono volati a Vienna per partecipare alla prima edizione del Campionato Mondiale di Agricola! Volete sapere com'è andata?
Leggete il racconto scritto da Pasquale:

Vienna – Il modernissimo edificio dell’Austria Vienna Center, a poche centinaia di metri dal Danubio, ospita la Spielefest 2011. Alcune migliaia i partecipanti al grande evento ludico austriaco consumatosi tra il 18 e il 20 Novembre.

Tra questi, 37 ragazzi, tra i venti e i quaranta anni, da 13 diversi paesi (Austria, Belgio, Bielorussia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svizzera e Ungheria) si sono sfidati nel primo Campionato Mondiale di Agricola, patriotticamente chiamato Agricola Weltmeistershaft 2011.
L’italica spedizione ha visto coinvolti due giocatori concorrenti: Pasquale Di Carlo da Bari, chi scrive, campione italiano in carica, e Riccardo Sandroni da Milano; e un accompagnatore non ufficiale, Giovanni Intini, terzo classificato nel campionato nazionale.

La formula del torneo prevedeva tre turni di gioco con accoppiamento secondo il sistema svizzero e l’utilizzo di 115 nuove carte, il Weltmeister deck (55 occupazioni e 60 piccoli miglioramenti) divise in cinque mazzetti da 23 carte ciascuno, chiamati con le prime cinque lettere dell’alfabeto greco.
Intorno alle 9.30 di Sabato 19 Novembre si chiudono le registrazioni e i giocatori vengono divisi in tavoli da cinque, - per età! -, sentenzia Hanno Girke, arbitro e organizzatore dell’evento. Alla confusione che accompagna l’assegnazione dei posti segue la distribuzione dei mazzetti, lo stesso mazzetto sarà giocato nella medesima posizione in tutti i tavoli e sarà attribuito un punteggio in base al confronto tra gli scores ottenuti dai possessori.

La concentrazione porta via anche il rumore dei respiri, bisogna affrontare le nuove carte e scartare fino ad avere le solite sette occupazioni e sette miglioramenti.

Dopo quindici minuti di ostiche decisioni si può partire.

L’arbitro è continuamente chiamato ai tavoli per chiarimenti sulle carte, nessuna contestazione rilevante e dopo circa tre ore i primi risultati. Riccardo ed io siamo entrambi terzi, 5 punti al primo, 4 al secondo, 3, 2, 1. Inizio non esaltante ma neanche penoso.

Il secondo turno segue immediatamente, tavoli da quattro, Rochester draft, è il momento cruciale (9 punti al primo, 6, 4, 2). Riccardo ottiene una brillante vittoria che lo lascia in corsa per il podio, il sottoscritto si deve arrendere ad un ragazzo ceco, sono secondo e sfumano le possibilità di essere tra i primissimi.

Terzo turno, sui primi tavoli, ora da tre, (8 punti per chi vince, 5, 3) l’aria è diventata elettrica, siamo in ritardo sulla tabella di marcia, l’edificio si svuota, rimaniamo solo noi agricoltori. A partire dall’ultimo giocatore si sceglie con quale mazzetto giocare, in base ad opinabili metodi a ciascun mazzetto è assegnato un malus di punteggio, al mazzo gamma zero, al mazzo epsilon ben sette, a mio parere una decisione folle.
Mentre chi scrive, gioca e perde una inutile partita, chiudendo ventisettesimo, Riccardo si gioca tutto, è primo giocatore, sceglie quindi per ultimo ed è costretto al beta mini-deck, -6 punti, parte praticamente con due carte elemosina. Purtroppo è secondo e chiude al nono posto. Una vittoria l’avrebbe proiettato in alto al terzo posto e senza questa incredibile regola dei malus non sarebbe stato impossibile.

Al tavolo n° 1 intanto si davano battaglia al traino di aratri e botte di steccati, il danese Rasmus Damm, il tedesco Bastian Winkelhaus e l’ungherese Edmond Balogh.
Vince, concludendo con tre vittorie su tre partite, 25,5 punti, e si aggiudica il primo titolo di Weltmeister il danese Rasmus Damm davanti al ceco Martin Horácek (22,7 punti), ed Edmond Balogh (21,8) che beffa per lo spareggio il connazionale Csaba Lampert. Il tedesco Bastian arrivando ultimo al tavolo finale precipita dal secondo posto e chiude ottavo.

La tensione si scioglie, Hanno inizia a stilare a mano la classifica, eseguendo le somme direttamente al lato della classifica parziale, sono solo le 19.00 del pomeriggio ma pare che sia l’una di notte, devono chiudere. La premiazione viene svolta rapidamente, ciascun giocatore a partire dall’ultimo viene chiamato per riceve un attestato di partecipazione e una copia del Weltmeister deck.

Ai primi tre una coppa. Gentilmente offerta dall’organizzazione una birra con una stampa speciale del torneo di agricola.
Il finale si tinge di giallo, con il nostro Riccardo che non viene chiamato, Giovanni ed io scherziamo, “ti hanno saltato”. Alla fine viene proclamato terzo classificato e riceve anche la coppa. Ovviamente nel fare i conti a mano e di fretta Hanno ha pasticciato. La questione viene risolta subito con il passaggio di testimone all’ungherese.
Forse tre turni sono pochi per un campionato mondiale, forse farne quattro in due giornate sarebbe stato meglio, ma bisogna rimandare tutto all’anno prossimo.
Il torneo ha decretato la presenza di quattro o cinque giocatori molto forti, ma noi italiani ci siamo difesi bene e tutto lascia ben sperare per le future eventuali altre edizioni.

La classifica finale ha visto due ungheresi (3°, 4°), due cechi (2°, 6°) e un polacco di Crocovia 5° nei primi sei, un bel blocco di forza mittel europeo! Una classifica che avrebbe lasciato contenta la principessa Sissi nel vedere l’amata Ungheria e la periferia dell’impero farsi tanto onore nella celebrata capitale.

Usciamo da un intorpidito Vienna Center, il freddo tagliente investe le facce accalorate, immagino non quella di Rasmus, vittorioso e avvezzo al clima, con alcuni ci diamo appuntamento al giorno seguente, per un altro torneo di Agricola, a libera partecipazione, di consolazione, mentre ci sfilacciamo ognuno nella sua direzione, ognuno con il suo zaino e con i suoi pensieri.

Pasquale Di Carlo