Civilization - Uno sguardo attento.

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10 buoni motivi per giocare a Civilization? Chissà se esistono!

Proviamo a scoprirlo assieme: alla fine di questo articolo forse ti sarai fatto un’idea se Civ e il gioco che fa per te, ma andiamo con ordine!

Avendo un po’ di tempo da spendere, non posso rifiutare la richiesta che mi è stata gentilmente fatta di provare a raccogliere in un articolo un qualche tipo di presentazione, ed insieme riflessione, riguardo uno dei maggiori titoli di civilizzazione oggi sul mercato: Sid Meier’s Civilization edito nel 2010 dalla Fantasy Flight.

Successivamente sono uscite due espansioni belle corpose che hanno arricchito notevolmente quanto offerto dal gioco stesso; si tratta di “Fame and Fortune” (Fama e Fortuna) e del più recente “Wisdom and Warfare” (Guerra e Pace).

 

Da dove cominciare?

“Civilization è…..

Civilization!” … e su questo avremo modo di tornare.

Navigando nella rete si può leggere tutto, ed il contrario di tutto, riguardo a questo titolo. In questo articolo proverò, con ordine, a dare uno sguardo più ravvicinato al gioco e successivamente, in altre brevi pubblicazioni, alle sue espansioni. L’obiettivo che mi pongo è quello di portare chi non conosce questo gioco a capire se possa o meno rientrare nei suoi gusti. Se siete venuti qui sperando di avere da parte mia analisi dettagliate su tattiche o debolezze del gioco, vi è andata male! Lasciatemi pure qualche piccolo segreto, sennò finisce che non riesco più a vincere nemmeno in uno dei pochi giochi dove ogni tanto qualcosa riesco a portare a casa!!!

Cercherò, piuttosto, di offrirvi uno sguardo d’insieme ma allo stesso tempo non superficiale sul gioco. E sì…. se volete arrivare in fondo ne avete da leggere!

Vedremo se questa spiegazione basterà a convincervi a provare almeno una partita… o un paio dai!!!

 

CIVILIZATION GIOCO BASE

Visione d'insieme:

La peculiarità principale di Civilization è quella di essere un gioco gestionale dotato di mappa che garantisce al giocatore la possibilità di sviluppare piuttosto in profondità almeno 3 aspetti fondamentali di una civiltà:

Militare - Tecnologico - Culturale.

Chiaramente questi aspetti si sviluppano nel gioco con un tratto piuttosto schematico, però non banale. Le tecnologie sono piuttosto "poche", anche se, nelle prime partite, la percezione sarà piuttosto quella opposta.  Allo stesso tempo la gestione eserciti-unità è stata strutturata attraverso un meccanismo astratto. Le unità che vengono mosse sulla mappa rappresentano infatti gli eserciti nel loro insieme, mentre sono alcune carte “in mano” a rappresentare nel dettaglio le truppe del giocatore, differenziate per tipologia e livello. Solamente allo scoppio di una battaglia un certo numero di truppe saranno associate agli eserciti, in base alle loro dimensioni, e scenderanno così in battaglia.

Questa semplificazione, che riguarda molti aspetti del gioco dei quali quelli sopra citati rappresentano solamente un esempio, è a mio parere la forza del gioco, perché permette di condensare il tutto in 3 ore di partita. Dico 3 ore reali, quindi veramente un tempo di gioco abbastanza contenuto.

Meno godibili sono alcuni aspetti del gioco che forse molti amanti di Sid Maier’s Civilization stanno cercando, e cioè la gestione della scoperta e quella dell’economia. Per completare questa breve presentazione va detto che alcune di queste lacune sono state ampliamente colmate con l’uscita delle espansioni.

Cerchiamo ora di capire un po’ di più cosa troveremo nella scatola del gioco:

 

Funzionamento

Nessuna particolare sorpresa, ovviamente. Lo scopo di Civilization è quella di prendere una delle grandi civiltà della storia e di condurla passo passo nel suo sviluppo verso la dominazione nei confronti delle altre compagini in gioco. Sono previste ben quattro modalità con cui potremmo dimostrare di essere la civiltà più importante:

  • Una vittoria economica, raggiungibile attraverso l’accumulo di una grande ricchezza (simboleggiata nel gioco dalle monete). Raccogliete 15 monete e sarete i vincitori.
  • Una vittoria tecnologica. Così come nella celeberrima versione per computer, il primo giocatore in grado di far sviluppare alla propria civiltà il volo spaziale vince la partita.
  • Una vittoria culturale. La supremazia culturale è evidenziata dalla capacità di attrarre tutte le maggiori personalità del mondo di civilization nella propria civiltà.
  • Una vittoria militare. Conquistando una capitale avversaria dimostrerai la tua forza militare e automaticamente il mondo ti riconoscerà quale vincitore.

 

Scalabilità

Secondo me è ottima. Il gioco funziona perfettamente sia in 2 che in 3-4 giocatori. Personalmente apprezzo sempre le partite giocate in gruppo, quindi la mia leggera preferenza verso il massimo numero di giocatori penso dipenda più dal mio gusto personale che non da un reale cambiamento del funzionamento.

Bisogna considerare che l'aspetto militare, l'unico dove l'interazione è effettiva, pur non essendo secondario non è nemmeno basilare: per questo rimando però al punto successivo.

 

Wargame o no?

Lo sviluppo militare non è di per sé fondamentale. Si può vincere tranquillamente senza combattere una battaglia. Certo, colpire gli avversari a volte diventa necessario per impedire una vittoria, però diciamo che il peso del militare non è preponderante, o meglio dipende molto da tipo di giocatori al tavolo. Alcuni giocatori di Boardgamegeek hanno sviluppato un’espansione dal titolo Dawn of Civilization, di cui parlerò in seguito, nella quale hanno eliminato la possibilità di vincere militarmente considerando l'eliminazione di una capitale nemica come elemento in grado "solo" di derimere eventuali pareggi.

Che conclusioni potremmo trarre da questa modifica effettuata da un gruppo decisamente esperto, con decine, se non centinaia, di partite sul gruppone? A mio parere l'aspetto militare nel gioco è estremamente importante soprattutto per mantenere gli equilibri. Proprio per questo una decisa spinta verso questo tipo di attività da parte di un giocatore può portare ad una sorta di "corsa agli armamenti" in grado di avvicinare l'esperienza di gioco a quella di un wargame ma di allontanarla dal gioco di civilizzazione precisamente detto. Questa modifica è secondo me interessante proprio perché limita parzialmente la possibilità e l'utilità di una vera corsa all'escalation militare, relegando questa importantissima componente al compito di riportare qualche civiltà troppo tecnologica o troppo culturale a livelli più accettabili attraverso un'aggressione militare.

 

Punti deboli

- Bilanciamento: ho sentito tantissime critiche riguardo a questo aspetto.

In Italia, sui vari forum e blog ho letto molte riflessioni. Alcuni pensano che la vittoria economica sia la più facile, secondo altri la vittoria tecnologica è banale, secondo terzi è quella militare a farla da padrone.

Pensieroso su queste conclusioni avevo deciso di dare un’occhiata su cosa se ne pensasse a livello internazionale, scoprendo una realtà piuttosto sfaccettata. Infatti sul forum di BGG esiste una sorta di database che ripartisce le vittorie, con una netta preponderanza di quella militare ed effettivamente ultima quella culturale. Eppure, ho fatto partite dove ho vinto nettamente proprio con quella culturale. Trovare queste indicazioni riguardo a Civilization senza espansioni ormai è molto molto dura, non so nemmeno se esistano più!

Quello che posso dire è che un giocatore esperto difficilmente non vincerà con giocatori alle prime partite, indipendentemente da quale nazione controlla e quale strategia prosegue. A parità di abilità c'è un po' di sbilanciamento, ma anche la percezione dello stesso è strana. Per esempio la vittoria militare associata ai tedeschi è molto criticata dai “colleghi” di BGG, ma se non la si associa ad una strategia molto aggressiva finisce per non essere troppo considerata (come dimostrano soprattutto le critiche italiane al bilanciamento).

 

Ripetitività - Longevità

Da questo punto di vista posso solo raccontarvi la mia esperienza per quanto riguarda circa le mie prime venti partite a Civilization, dopodiché ho introdotto la prima espansione e quindi ho giocato ad un gioco leggermente diverso.

Se mi aveste chiesto dopo 15 partite se il gioco soffriva di ripetitività vi avrei risposto che forse questo non era un problema gigantesco ma in effetti una certa schematicità nell’ordine delle tecnologie scoperte si poteva trovare. Poi ho imparato a giocare meglio.

Quello che mi sento di dire è che apparentemente esiste una strada più semplice verso la vittoria, ma nei fatti alcuni percorsi che sembrano più contorti e poco prevedibili si riveleranno vincenti. Il bello di Civilization è anche questo. Giocando e rigiocando ci possiamo rendere conto che ogni partita finisce per fare storia a sé.

 

Conclusioni

Concludendo, secondo me Civilization rimane un ottimo titolo, non privo di difetti, che da il massimo se giocato in maniera non troppo regolare. Lo consiglio soprattutto a coloro a cui piacciono i giochi un po' epici, e non ai grandi amanti delle meccaniche pulite e perfette!

Vi tolgo però un dubbio: se cercate un vero gioco di civilizzazione, uno di quei giochi dove potrete sentire e percepire la vostra civilità evolvere, uno di quei giochi dove ciò che potete fare al primo turno non ha nulla a che vedere con quanto potrete fare all'ultimo, uno di quei giochi dove partirete veramente armati di lance e poi potrete lanciare una bomba atomica, uno di quei giochi là... beh allora civilization è quanto potete sognare!