[Dalla parte delle Goblinesse] Dieci giorni da Goblin(essa)

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Nei primi dieci giorni di agosto si è tenuta una splendida iniziativa nella pineta delle Grotte di Castellana. Lucine bianche, alberi, panche di pietra e gli immancabili tavoli verdi per una occasione ludica che potrei definire magica. L’evento si chiamava Fantasy Wood.
Il mio Starpino e il buon Tomicdec hanno dato anima e giochi per realizzare per dieci giorni di fila dimostrazioni e tavoli per tutti i gusti. Io per parte mia, non sono molto brava con le demo, mi ingarbuglio con le parole, pertanto mi sono concentrata sull’osservazione, sulle pubbliche relazioni, sul supporto morale e gran carico di pazienza per il mio sudatissimo e gasatissimo Goblin barese.
 
 
Nel nostro piccolo paese non sono molti i conoscitori del mondo dei giochi in scatola, pertanto è stata davvero una sfida mettersi in un luogo pubblico all’aperto e invitare gli avventori a sedersi al tavolo. Tutta la Tdg Bari si è stupita nell’osservare l’affluenza notevole, ma soprattutto il gran numero di curiosi che, avendo provato un gioco la prima sera, ritornava anche la seconda e la terza, per giocare fino a notte fonda. 
Il mio stupore da goblinessa è stato subito rivolto a tutte quelle ragazze che, totalmente all’oscuro di ogni forma di gioco, si rivelavano brillanti già al primo turno. Ho potuto constatare che le ragazze dai 16 ai 25 anni erano numericamente superiori ai loro coetanei maschi, cosa che non accade ad esempio nei tornei. Le ragazze che ho avuto modo di osservare hanno avuto tempi di ricezione delle regole decisamente più ristretti rispetto ai loro uomini e li hanno sicuramente battuti in accanimento ludico. Ho visto delle piccole Goblin crescere bluffando e imbrogliando al tavolo di Sabotatore e Lupus e lasciare gli ingenui maschietti a bocca aperta.
Un caso interessante quello di Dixit: se ci sono due amiche al tavolo per i ragazzi non c’è storia: le donne useranno tutte le armi possibili per indovinarsi le carte a vicenda.
 
 
Uno sguardo a parte l’ho poi rivolto ai bambini e ai ragazzi che hanno tanto bisogno di attività come i giochi da tavolo, per socializzare, per allenare la mente, per divertirsi, soprattutto nei piccoli paesi dove le attività sono poche e ci si chiude in casa con la PS o il computer o la TV h24. Ho chiesto a Starpino e co. di procurarsi una scorta di giochi per bambini perché alcuni avevano certamente bisogno di imparare a rispettare le regole del gioco e a stare seduti al loro posto e non lanciare le pedine in giro per la pineta. Due piccole piccole giocatrici hanno vinto il premio fedeltà: tutte le sere venivano ai tavoli dei Goblin a giocare a Super Farmer o a Camel Cup (di cui Starpino aveva semplificato un po’ le regole): una aveva otto anni e l’altra dieci. Ed era un piacere vederle una di fronte all’altra chiacchierare sul punteggio e sui turni di gioco come i grandi. 
 
Piccolo aneddoto per piccoli protagonisti: una sera al tavolo di Sabotatore si trovava anche un bambino di nome Giacomo. A metà gioco scopriamo che una ragazza era sabotatrice. Tomicdec grida a Giacomino: "Distruggila, rompile l'attrezzo!!" e Giacomino soffice soffice, dall’alto dei suoi otto anni, dice: "Io le ragazze non le distruggo, le aggiusto...". 
 
 
 
 

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