Days of Ire: Budapest 1956: anteprima Essen 2016

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La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e le conseguenti prime impressioni. In nessun modo ha valore di recensione. 


60-90 minuti, età consigliata 10+, per 1-4 giocatori, con tre alleati che manovrano i personaggi rivoluzionari e col quarto che fa il sovietico, altrimenti mosso da un mazzo di carte bot. 

Days of Ire ci catapulta nei primi 7 giorni di rivoluzione ungherese. 

Regolamento inglese: https://dl.dropboxusercontent.com/u/43539904/days_of_ire_-_rulebook_-_pu...

IL GIOCO

È un collaborativo in cui lo scopo è arrivare alla fine dei sette giorni di rivoluzione con 4 o meno carte evento in gioco. Se un leader rivoluzionario (pedina personaggio) muore o se la città è troppo devastata (ci sono 5+ eventi in gioco) alla fine del settimo giorno, vince il sovietico. 

Ogni giorno di rivoluzione è diviso in 3 fasi: sovietico, rivoluzionari, SPA (milizia ungherese).

- Fase Sovietico: gioca carte strategia dalla mano. Queste possono avere anche eventi a favore dei rivoluzionari ma danno comunque al russo punti azione per giocare le carte evento. Le carte evento sono in un display a costo variabile, su quale scorrono man mano che vengono comperate e giocate. Si posizionano nei luoghi del tabellone per essere risolte dai rivoluzionari o mettono in campo forze per il sovietico o hanno altri effetti negativi. I punti azione rimanenti possono essere usati per spostare le pedine carro armato sul tabellone, da un luogo all'altro, oppure piazzarne di nuovi.

- Fase Rivoluzionari: hanno sempre e solo 4 punti azioni cumulativi, da dividersi tra i giocatori. Possono risolvere eventi, attaccare la milizia, attivare una tessera combattente, distruggere un carro armato, usare un'abilità speciale, scambiarsi carte se nello stesso posto, pescare una carta Rivoluzione. Queste carte sono utilissime appunto per risolvere gli eventi perché hanno dei simboli che devono corrispondere a quelli sula carte evento, per eliminarla dal gioco. Giocare carte è dispendioso, ma i giocatori possono essere aiutati dalle tessere dei combattenti rivoluzionari che hanno messo in gioco con altre azioni e che forniscono ai giocatori abilità speciali o azioni aggiuntive o, appunto, simboli permanenti da usare contro le carte evento nel luogo in cui si trovano. La carta evento risolta attiva anche un effetto favorevole agli insorti. Giocare carte rivoluzione con l'icona pallottola elimina le tessere milizia nel luogo in cui ci si trova. Ogni volta che si fa un'azione in un posto col carrarmato sovietico, si tira un dado: all'1-3 il giocatore subisce una ferita, oppure rimuove una tessera combattente. A cinque ferite si muore e la partita è persa subito per tutti. Alla fine di questa fase i rivoluzionari pescano e si dividono nuove carte rivoluzione pari al valore indicato sul tracciato di morale. 

- Fase SPA (state protection authority): il sovietico usa le carte dal mazzo SPA per piazzare milizia, muoverla e sparare ai rivoluzionari e alle tessere combattente. 

PRIME IMPRESSIONI

Non pare avere alcun elemento di originalità, questo collaborativo per 1-3 giocatori, se non il fatto che quando sarete in 4, uno dovrà fare l'antagonista e tenere il sovietico. L'argomento è molto interessante, perché la rivoluzione ungherese è un fatto storico poco conosciuto ma denso di significati e di conseguenze. 

L'ambientazione pare essere stata ben ricreata, sebbene le meccaniche siano piuttosto standard, di conseguenza ben rodate. Anche quel poco che ho potuto vedere del mazzo sovietico bot pare girare bene e proporre una buona sfida. 

Insomma, se amate i collaborativi e soprattutto vi interessa il periodo, potreste dargli una chance, se invece cercate sempre qualche novità o colpo di genio nel game design, credo possiate passare oltre senza troppi rimpianti. 

Personalmente sono stato portato d'istinto a simpatizzare con i rivoluzionari contro l'oppressivo regime comunista, ma poi ho pensato che senza la miseria e la povertà portata in Ungheria dai sovietici, non avremmo avuto tutte quelle belle attrici ungheresi di un certo genere cinematografico di nicchia, per cui penso che se avrò occasione di provarlo, terrò il sovietico. 

Commenti

Ritratto di Agzaroth Agzaroth Ven, 09 Set 2016 - 20:27

Se ogni volta che si fa dell'ironia si dovesse stare attenti a tutti quelli che si possono offendere, non la si potrebbe fare su nulla.
Peraltro c'è anche un bel po' di autoironia (questa sconosciuta), visto che, mentre rimarco la miseria (quella sì, seria) che ha costretto quelle persone a far quella vitaccia, mi do da solo del consumatore di cinema d'essai ungherese.

(noi) non indulgemmo né a noi stessi né ad altri
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