[Il Duello] Marco Polo: Steteo vs Gaspatcho

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The Voyages of Marco Polo

 Nuovo Duello per i goblin. Oggi sul piatto della bilancia niente meno che Marco Polo, uno dei giochi di gestione dadi più apprezzati.

ad affrontarsi per noi a colpi di dialettica, Steteo (pro) e Gaspatcho (contro)

a voi il verdetto :)

Nuovo Duello per i goblin. Oggi sul piatto della bilancia niente meno che Marco Polo, uno dei giochi di gestione dadi più apprezzati.
 
ad affrontarsi per noi a colpi di dialettica, Steteo (pro) e Gaspatcho (contro)
 
a voi il verdetto :)
 
 
 [Steteo]
 
D1) Quali sono i pro oggettivi di questo gioco?
 
Ho acquistato AdsvMP al day one e da allora ad oggi (qualche mese) è il gioco al quale ho giocato di più, scrivo dunque all’attivo di più di 30 partite prevalentemente in 2-3 giocatori anche se almeno 5 partite in 4 le ho registrate.
Che dire?
Per me è stata una piacevolissima sorpresa di inizio 2015, da una coppia di autori che mi aveva deluso su Tzolkin e non aveva certo spopolato con Dungeon Bazaar.
Perché piacevolissima sorpresa, lo scopriamo dai PRO Oggettivi
 
1. E’ un gioco strategico nel quale si deve usare molto anche la tattica. La scelta dei personaggi iniziali, in funzione del setup di città piccole e grandi, è infatti il momento chiave del gioco. In questa fase si delinea la strategia di gioco (scegliendo tra 1) Viaggio; 2) Commercio; 3) Mix dei due) ma in un tavolo con giocatori di pari esperienza non è qui che si decide il vincitore: sarà infatti l’esecuzione più efficiente della strategia attraverso la gestione tattica del risultato dei dadi a determinare il vincitore, spesso per pochi punti di distacco (altro pregio oggettivo).
 
2. Le meccaniche -pur non presentando nulla di originale- sono perfettamente amalgamate rendendo l’esperienza di gioco molto fluida e razionale: siamo di fronte ad un gioco “elegante” con pochissime eccezioni o workaround. Se si considera poi che AdsvMP era pronto prima di altri gestionali di dadi es. Bora Bora, si potrebbe anche azzardare che le meccaniche non sono originali ora, ma lo erano un po’ di più al momento dell’ideazione del gioco: una su tutte la possibilità di occupare spazi già presi pagandone il costo, che supera quello che secondo me in Alien Frontiers è un difetto.
 
3. E’ un gioco molto vario e quindi longevo: ogni partita fa storia a se grazie al setup randomico delle città e alla scelta dei personaggi; contrariamente a quanto si legge, scritto da chi secondo me ha poche partite all’attivo ma vuole comunque dire la propria, su 100 setup sono veramente pochi quelli in cui ci possono essere forti sbilanciamenti. Questo, come scriverò dopo, è sicuramente anche un difetto che però si può prevenire, senza dover usare house rules ma seguendo i consigli degli autori stessi.
 
4. E’ un gioco dannatamente corto! Da fanboy di Agricola non posso che adorare questo aspetto, ci sono tantissime opzioni ad ogni turno ma se ne possono fare molte meno, è una corsa alla massima efficienza dove vince chi tiene più alto il rapporto PV/risultati dei dadi.
 
5. Ha una durata ottimale! In quattro in 1 h e 30’ si finisce, in due ho registrato anche partite di mezz’ora. Lascia dunque spazio anche a due partite in una serata, e in genere viene voglia di rigiocarlo.
 
6. Scala bene da 2 a 4, in due può sembrare leggermente più largo che in tre o in quattro ma conserva tutta la validità dell’esperienza di gioco a più giocatori.
 
R: E' un gioco in cui la strategia è scritta alla scelta del personaggio e se il personaggio non è adatto a quel determinato setup, si arriva indietro di parecchi punti.
 
 
D2) Quali sono i contro oggettivi di questo gioco?
 
1. Non è oggettivamente corretto determinare il primo giocatore con il principio “dell’ultimo ad aver viaggiato” e poi invece scegliere 2°, 3° etc in base alla disposizione intorno al tavolo. HIG ha semplificato per ragioni commerciali, nulla vieta di tornare all’impostazione iniziale degli autori, bastano 4 token numerati da 1 a 4…
2. Il setup randomico del gioco potrebbe (quasi per definizione) generare situazioni di sbilanciamento, per altro a me non ancora capitate: come si previene dunque? Da qualche partita ho iniziato a seguire il modo di giocare suggerito da Tascini (alias dizzark) proprio sul forum della TDG: città piccole fisse secondo la sequenza A,B,C etc. Funziona alla grande. 
3. …non c’è un terzo contro oggettivo
 
 
D3) Cosa è piaciuto/non è piaciuto a te personalmente?
 
Si è capito che mi è piaciuto?!!:-)
La cosa bella è che i motivi per cui mi è piaciuto sono tutti abbastanza oggettivi (non a caso li trovate nella risposta alla prima domanda), non siamo dunque di fronte ad un gioco che divide le opinioni, a parte quella dell’antagonista di questo duello :-)
Lo osservo sulla chart di BGG dal primo giorno, ad oggi con soli 600 voti è nella top 200 degli strategy games e ancora non è uscita la versione USA; vediamo che posto avrà tra un anno magari quando i voti saranno 3mila. Personalmente mi sono già sbilanciato pronosticandolo come vincitore del kennerspiel, ci sono andato vicino, è stato menzionato…
 
R: I setup sbilanciati saranno anche pochi (cosa da dimostrare), ma ci sono. Se ti capita un setup sbilanciato che fai, ti alzi? Il problema grosso è proprio nel combinato disposto tra setup e scelta dei personaggi. Ci sono personaggi che sono favoriti per determinati setup (considerando anche il numero di giocatori) e personaggi ingiocabili in certe situazioni. Sono pochi? Sono tanti? Servono home rules? Io critico il gioco per come è stato confezionato dagli autori.
 
 
 
 [Gaspatcho]
 
- quali sono i pro oggettivi di questo gioco
 
Il pregio maggiore e oggettivo del gioco, forse il motivo per cui piace praticamente a tutti, è il sistema di gestione dei dadi. Io preferisco la meccanica feldiana di Bora Bora, ma Tascini & Luciani hanno ideato un sistema che funziona molto bene, tanto che il potere di un personaggio sta proprio nello scegliere il valore dei dadi e comunque non vince sempre.
Sono utili sia i tiri bassi, sia quelli alti e si possono giocare tatticamente in modo soddisfacente. Bella l'idea di equilibrare con soldi o cammelli un tiro particolarmente basso, anche se non condivido la regola di contare nella somma anche il dado bianco, bonus concesso ad uno dei personaggi. Mi sembra una scelta illogica.
 
R: Nulla da aggiungere riguardo alla qualità della meccanica di gestione dadi, è uno dei pregi oggettivi, non il principale. Sul dado bianco direi che la logica c’è altrimenti il personaggio che lo usa avrebbe la compensazione come gli altri e poi tirerebbe anche un dado in più: in tal caso sarebbe una scelta illogica.
 
 
- quali i contro oggettivi di questo gioco
 
I contro oggettivi di questo gioco sono proprio nel twist che doveva essere la vera novità del titolo, ovvero i poteri dei giocatori ed i setup variabili.
Ebbene si è creato un sistema per cui, per ogni dato setup e per ogni numero di giocatori, ci sono personaggi favoriti e personaggi sfavoriti già in partenza.
 
R: Con più di trenta  partite all’attivo, io ho un riscontro contrario. In generale, non solo in questo caso, sarebbe interessante sapere quante partite ci sono alle spalle di valutazioni su possibili sbilanciamenti di un gioco. Ricordo che anche all’uscita di Terra Mystica si è verificata la caccia alle streghe ( leggasi possibili razze overpowered) tradotta poi –nel tempo- in quasi un nulla di fatto...e già in queste cose dove contano i grandi numeri, il tempo è un galantuomo, nel frattempo però per superare l’impasse di questo duello si potrebbe aprire un sondaggio in tana, Sbilanciato si/ Sbilanciato no con condizione di accesso almeno 20 partite in 2-3-4 giocatori. 
 
Io non sono un fan del perfetto equilibrio, anzi amo giochi asimmetrici come Terra Mystica, ma nel caso di Marco Polo l'asimmetria sfocia nello sbilanciamento ed in determinate situazioni l'ultimo a scegliere un personaggio si può alzare dal tavolo anche prima di giocare, visto che ha pochissime possibilità di vittoria.
La parte oggettivamente peggiore del gioco sta proprio nella modalità di scelta dei personaggi. Da regolamento vengono messi in gioco n+1 personaggio (dove n è il numero dei giocatori) e la scelta viene fatta in ordine inverso a quello del primo round.
In pratica chi gioca per primo nel primo round, sceglie il personaggio per ultimo, mentre chi gioca per ultimo sceglie per primo e prende anche più soldi.
Perché il design è oggettivamente pessimo? Perché per il vantaggio di giocare un round per primo (cosa che non cambia quasi nulla nella partita) ci si ritrova a scegliere personaggi che non vanno assolutamente bene per quel setup e quindi si è già fuori dai giochi ancor prima di iniziare.
Per ovviare a questa scelta pessima, ho già visto diverse home rule di assoluto buon senso, ma mi chiedo per quale motivo gli autori non si siano accorti di un difetto del genere durante il playtesting e non abbiano ovviato essi stessi.
Anche sui setup avrei preferito che le carte fossero raggruppate per gruppi, un po' come avviene in Concordia, in modo tale da mantenere una certa variabilità iniziale, ma limitando gli sbilanciamenti.
Sembra strana anche la scelta di dividere le azioni tra principali e secondarie. Il regolamento dice che bisogna usare almeno un dado per svolgere una azione principale, ma i dadi si possono sfruttare tutti anche solamente per fare azioni secondarie, il che è paradossale. Sarebbe bastato eliminare questa differenza per rendere tutto più semplice ed intuitivo.
 
R: Tutte queste considerazioni si sostengono sul presupposto dello sbilanciamento, quindi in base alla mia esperienza decadono.
 
 
- cosa è piaciuto/non è piaciuto a te personalmente?
 
Il limite tra oggettivo e personale è spesso labile, ma quello che mi aspettavo da Marco Polo era un gioco di esplorazione e commercio amalgamati con la gestione dei dadi.
In definitiva l'unica cosa riuscita è la gestione dei dadi, in quanto l'esplorazione ed il commercio sono resi in maniera non convincente.
In pratica mi attendevo un mix tra Navegador e Bora Bora e Marco Polo rimane al di sotto di entrambi i titoli di riferimento.
-Esplorazione: questo aspetto sembra marginale nel gioco. All'inizio vengono distribuiti degli obbiettivi, che ricordano da lontano quelli di Ticket to Ride, i quali elargiscono punti ai giocatori al raggiungimento di determinate città e ci sono dei bonus incrementali fino alla scoperta di tutte le 4 città obbiettivo. In più c'è un altro bonus se si riescono a piazzare tutte le case (quindi se si è viaggiato molto) e un bonus per il raggiungimento di Pechino. In tutto diciamo una quarantina di punti.
Si possono presentare però dei setup in cui il viaggio è svantaggioso e quindi tutti si dedicano quasi solamente al commercio, che sembra molto più semplice da attuare e più remunerativo rispetto all'esplorazione.
Commercio: la scelta più brutta di design è il mercato centrale. In pratica tutti possono comprare tutto da ogni parte del mondo allo stesso prezzo, o a prezzo praticamente doppio (lo spiegherò poi) per chi mette dadi dove già ce ne sono. In pratica il commercio in Marco Polo non è altro che un grande Amazon.com senza spese di spedizone. I cammelli, l'oro, la seta e le spezie possono essere comprate dovunque e quindi stare a Venezia o a Pechino non ha nessun significato ed i prezzi sono fissi.
Non voglio arrivare all'eleganza del sistema di Navegador, ma qui mi sembra veramente osceno, tanto che si poteva togliere del tutto questo mercato dando più importanza ai viaggi ed alla scoperta di nuovi mercati in diverse città. 
Oltre al pessimo mercato centrale, troviamo un mercatino messo lì abbastanza a caso in cui si possono giocare solo dadi superiori o uguali a quelli precedenti. E' una specie di mercato di riparazione per dare una impronta tattica ad un dado. 
Poi ci sono i mercati nelle città che sbilanciano il gioco a seconda di dove capitano: in effetti ottenere 3 ori con un 6 è ben diverso da dover pagare 3 dadi al mercato centrale. Certo se il mercato è ad Alessandria tutti lo possono sfruttare, se capita a Sumatra o vicino a Pechino, il personaggio cinese è avvantaggiato.
-Dadi e soldi: in Marco Polo abbiamo ben due valute, i dadi e le monete. In effetti i dadi vengono usati come moneta, ogni punto su un dado equivale ad un soldo (con un dado da 6 compri sei cammelli, con un dado da 5 ne compri 5), e quindi ci si domanda perché siano state inserite anche le monete. Tutto poteva essere gestito semplicemente con più dadi. Si creano dei paradossi per cui i viaggi di terra si pagano con i cammelli, che compri al mercato coi dadi, ma anche con le monete, che si comprano sempre coi dadi (in pratica si effettua un cambio di valuta).
C'è anche un altro paradosso quando con tre cammelli prendi un dado nero. Quando tiri il dado puoi riprendere da 1 a 6 cammelli con un tasso di cambio abbastanza stravagante ed aleatorio.
-Alea: da buon giocatore german, l'alea mi infastidisce abbastanza soprattutto nei giochi in cui è necessario fare molti calcoli, i quali possono essere mandati completamente all'aria da un tiro di dado. Diciamo che in Marco Polo gli autori hanno cercato di mitigare questo elemento inserendo alcuni bilanciamenti ben riusciti, ma comunque nel gioco rimangono dei momenti in cui la fortuna può aiutare o danneggiare, sia nei tiri di dado, sia nell'uscita dei contratti. 
 
In definitiva questo gioco mi ha deluso. Mi ha deluso perché avevo grandissime aspettative, anche leggendo i riscontri entusiastici in tana e tra i miei amici, che non sono state soddisfatte.
Il gioco non è brutto, gli ho dato un 7 su bgg, ma non fa per me per i motivi che ho sopra elencato. Con una maggiore attenzione degli autori poteva essere un capolavoro, ma evidenti pecche nel design per me lo fanno scendere di molto.
 
R: De Gustibus non disputandumst, mi attengo agli antichi insegnamenti e rispetto l’opinione altrui.
 

Commenti

Una curiosità mia, Gaspatcho quante partite hai fatto a Marco Polo? Secondo me per parlare di personaggi sbilanciati serve una statistica fatta su un grande numero di partite fatte inoltre da giocatori differenti, diciamo che la statistica che troviamo sul sito per giocare Terra Mystica online può essere attendibile poichè si basa su un grandissimo numero di partite giocate e su un grande bacino di giocatori differenti, per quanto riguarda Marco Polo io ho per ora ho fatto tre partite, una in ogni numero di giocatori, tutte fatte con personaggi diversi e con set-up differente, ovviamente non sono in grado di dire se ci siano personaggi sbilnaciati o meno ma ti posso dire che chi ha perso ha sempre fatto degli errori di gioco specialmente quando ci sono stati una ventina di punti di distacco tra un giocatore e l'altro!

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Ho all'attivo una dozzina di partite, tutte in 4 giocatori, forse una in 3.

Trovo Marco Polo sia un ottimo gioco di piazzamento dadi.
E' un mix di meccaniche ben amalgamate, piacevole, senza tempi morti e divertente. Va pianificato. Poi, è vero, ci sono a seconda del setup strategie più premianti e meno premianti, ma è giusto così dato che gli autori ci hanno concesso una variabilità della mappa davvero ampissima.
L'alea c'è e può sentirsi (se prendi il personaggio che non paga per fare l'azione non da primo giocatore e fai tutti 6 ogni volta che tiri un dado, stravinci a mani basse...) però non lo considero un difetto del gioco. Non ne pregiudica il divertimento perché bene o male si ha la sensazione di essere sempre in partita fino alla conta dei punti.

Il vero difetto di Marco Polo, giustamente evidenziato da Gats, è il fatto che il primo giocatore (specie in una partita a 4 giocatori) sia davvero sfavorito. I personaggi sono molto forti, ma a seconda della mappa alcuni sono fortissimi e altri possono rivelarsi inutili... ragion per cui scegliere per ultimo è un discreto handicap. Urgono official rules per correggere questo difetto. Per il resto rimane un ottimo gioco, quando verrà corretto il criterio di scelta dei personaggi, finanche creandone di nuovi o comunque mettendoli tutti in gioco e/o non dando pure più monete a chi gioca per ultimo...ecco quando sarà stato corretto questo per me saremo dalle parti di un gioco da 8,5

Già è stato corretto con l'house rule dell'Asta.

Dopo aver giocato ad Eldritch Horror, mi è difficile non credere in forze esterne che regolano il destino di questo mondo.

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