[Editoriale] Dall'anteprima alla guida strategica

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Non è un argomento nuovo quello della quantità di partite necessarie per fare una recensione. Naturalmente ognuno ha la sua opinione, che ruota attorno a numeri magici – 1, 5, 10, ecc – o a configurazioni, come una per ogni numero della scalabilità.
 
Ma prima di definire un numero – riusciremo a definirlo? - mettiamo un paio di paletti distinguendo quello che possiamo trovare e leggere su un gioco in giro per la rete. 
Questo perché a volte mi è stato detto “ho letto la tua recensione e mi è piaciuta”, quando non avevo scritto nessuna recensione, ma solo una anteprima. E siccome le parole sono importanti e hanno un peso, usiamole correttamente:
 
- Anteprima: si basa sulla sola lettura delle regole o a volte anche meno, su notizia riportate su altri articoli, su parole o interviste all'autore, su report di playtest fatti da altri. L'anteprima può quindi riportare solo ed esclusivamente una prima impressione del gioco, mai un giudizio, perché non si basa sul gioco reale, ma sull'idea che ci facciamo noi di come sarà, il gioco reale. Quanto è affidabile? Dipende. Dipende sia da chi la scrive, quanti regolamenti ha letto, quanti giochi ha provato, quanto riesce ad entrare nelle regole alla sola lettura, quanto riesce ad immaginare, ipotizzare e simulare situazioni di gioco in astratto. Con l'esperienza, con una certa predisposizione naturale e con l'impegno di mettersi lì a pensare e ragionare su quello che si è letto, si arriva a un buon grado di approssimazione. Rimane sempre approssimazione, però.
 
- Prova su Strada: si basa su una partita, massimo due. Oltre non avrebbe più senso pensare a una prova su strada e se uno si spinge alla terza partita in un gioco – oggi che ne abbiamo tonnellate da provare sempre di nuovi – significa che gli è piaciuto e che sta pensando a una recensione. Quella che troviamo in una prova si strada è una analisi che può essere anche molto approfondita, specie se chi la scrive, come sopra, ha esperienza, intuito e impegno sufficienti. Mancheranno i giudizi sulla scalabilità (anche se molte cose si possono comunque intuire), sulla rigiocabilità (ma anche qui si può già dire molto) e naturalmente strategie e tattiche saranno solo abbozzate, così come spesso ci sarà una voce che inizia con “da rivedere...” o “da riprovare per valutare se...”.
 
- Report: il report è una prova si strada ma vista da un altro punto di vista. Non ci si focalizza sugli aspetti tecnici, ma su quelli sociali. Si fa al solito una descrizione sommaria delle meccaniche, ma l'aspetto tecnico finisce lì o poco più in là. Si parla delle sensazioni che il gioco ha lasciato, di come sia stato accolto nel gruppo, a volte ci sono anche i commenti di tutti i partecipanti. A volte vengono narrate anche tutta una serie di scenette di contorno, che riguardano il metagioco (vendette, ripicche, bastardate, reazioni) o addirittura esulano proprio dalla partita, descrivendo tutto il contorno. É il classico pezzo che finisce con “mi sono divertito molto”.
Di solito il report non è scritto per informare, ma per condividere e rivivere una serata, fissarla nero su bianco. Attenzione quindi a non attribuire il valore di recensione a quelli che sono solo report. Sarebbe come scambiare un romanzo storico per un saggio storico.
 
 
- Recensione. Ed eccoci qui, alla recensione. La si fa dopo diverse partite, ma anche qui – sorpresa – il numero non può essere fisso. Chi parla dele classiche "10 partite" non considera tutta una serie di fattori. Perchè poi 10 e non 9 o 11? Forse perchè siamo abituati ad usare il sistema metrico-decimale ;) ? Probabilmente nel Regno Unito avranno l'idea che prima di 12 partite tu non possa recensire...
Non occorrono 10 partite a Splendor per capire come funziona il gioco, non ne bastano 20 a Through the Ages per avere cognizione di causa completa di tutte le scelte. E non dipende solo dal gioco, ma anche dai tre fattori personali a cui abbiamo già accennato: esperienza, predisposizione personale, impegno. L'esperienza te la fai giocando, leggendo regolamenti e altre recensioni, articoli, confronti. La predisposizione, o intuito, è una cosa innata, che purtroppo non può darti nessuno: c'è chi entra subito dentro ai giochi, alla prima partita e chi fa molta più fatica. C'è chi è più portato a capirne una determinata tipologia e chi una completamente diversa. Come nella matematica, nello sport, in tanti altri ambiti della vita, c'è una predisposizione naturale che non può essere bypassata. L'impegno, terza voce, può in parte supplire. Se ci si sforza di analizzare, ragionare, confrontare, anche provare da soli, forzare il gioco, anche sacrificare una partita per provare o smentire qualche teoria, si può capire molto di più di un gioco che non in 4-5 partite “regolari”. Certo questo costa, appunto, impegno e tempo perso e non molti hanno la voglia di farlo.
Quindi il numero di partite necessarie per una recensione è estremamente soggettivo. L'importante è che la recensione sia fatta quando si è sufficientemente sicuri di poter motivare quello che si è scritto e si è in grado di fare un'analisi tecnica (non importa quanto approfondita), oltre che emotiva, altrimenti diventa solo un report di tante partite. 
Al contempo, scrivere una recensione non deve spaventare nessuno, nel senso che non è necessario essere dei campioni a quel gioco o conoscerne a memoria tutte le strategie per farlo. Quello fa parte di un altro tipo di lavoro, che vedremo subito qui sotto. É sufficiente intuire quel che c'è sotto alla superficie. Che The Great Zimbabwe sia un gioco profondo, lo si capisce anche solo dopo due partite. Lo stesso vale per Caylus.
 
- Guida Strategica. Questo è un passo successivo rispetto alla recensione ed è la guida strategica che dovrebbe effettivamente spaventare. Qui non è sufficiente solo aver compreso e analizzato il gioco, ma anche saperlo giocare bene ed essere quindi in grado di dare consigli, analizzando gli aspetti tecnici oltre il loro valore nominale, ma addentrandosi nel funzionale. Se nell'esempio precedente avete capito che Caylus ha molte possibilità strategiche ed è sufficiente dirlo, qui vanno analizzate, definite, se possibile quantificate. Il numero di partite sarà a regola maggiore rispetto ad una recensione, ma anche qui rientrano in gioco i 4 fattori nominati prima: tipo di gioco, esperienza, predisposizione, impegno. 
 
Perciò, rispondendo alla nostra domanda iniziale, quante partite occorrono per fare una recensione? Rileggete quanto scritto sopra e capirete che l'unica risposta possibile è: dipende.