Empires: Galactic Rebellion: anteprima Essen 2016

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La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e le conseguenti prime impressioni. In nessun modo ha valore di recensione. 


Se Rosenberg è spesso accusato di autoplagiarsi, pare che Glenn Drover voglia fare ancora di più. Questo Empires: Galactic Rebellion, per 2-6 giocatori, 90-180 minuti, età consigliata 14+, è infatti la trasposizione nello spazio di Age of Empires, già rieditato tramite Kickstarter come Glenn Drover's Empires: Age of Discovery. Le differenze, vedrete, sono poche e a mio parere anche peggiorative, per cui...

Regolamento inglese: http://www.boardgamegeek.com/filepage/125372/galactic-rebellion-rulebook...

IL GIOCO

Chi già ha avuto a che fare con Age of Empires può saltare direttamente al paragrafo “differenze”, gli altri continuino da qui. 

Il tabellone presenta una parte sinistra con otto pianeti, ciascuno presidiato da truppe neutrali in numero da 1 a 4, con un tipo di risorsa prodotto e fornente PV (punti vittoria) per chi dei giocatori è in maggioranza sul pianeta con le proprie pedine, alla fine dei round 3, 6 e 8. La parte destra del tabellone è invece dedicata al piazzamento lavoratori, con vari box in cui i giocatori piazzeranno, uno alla volta e in ordine di turno, le proprie pedine. Se ne hanno 5 iniziali, più altre speciali ottenute con un'azione (specializzazione) e alcune tecnologie. In sostanza i vari box permettono di: cambiare l'ordine di turno; prendere merci per aumentare le proprie rendite fisse in soldi; pagare soldi per ottenere tecnologie, ovvero abilità speciali o lavoratori aggiuntivi, alla fine del gioco anche PV extra; mandare soldati (un tipo speciale di pedine) a combattere contro i neutrali su un pianeta, oppure anche ad ammazzare le pedine degli altri giocatori; partecipare alle missioni segrete di sabotaggio (carte), pagando il prezzo richiesto e ottenendone il beneficio; partecipare all'asta dell'assemblea politica del senato galattico vincendo così il diritto ad applicare una delle tre carte Legge esposte; ecc. 

La maggior parte dei PV deriva dal controllo dei vari pianeti e si verifica alla fine dei round 3-6-8. Altri PV arrivano dalle tecnologie finali, dalla rendita monetaria finale, dalla maggioranza di pedine nel senato galattico e dalle missioni segrete effettuate durante la partita. 

DIFFERENZE CON AGE OF EMPIRES / AGE OF DISCOVERY

  • Principalmente il modo di combattere. Nel vecchio gioco si applicavano le perdite matematicamente, qui invece ogni giocatore ha dei cubi colorati che rappresentano il suo potenziale bellico. Nel corso della partita questi cubi possono essere aumentati di numero grazie a tecnologie o anche leggi. In una battaglia si mettono tutti cubi colorati dei due contendenti in un sacchetto, se ne estraggono tre e chi ne ha estratti di più vince la battaglia. Ovviamente, più cubi hai, più è probabile che sia tu a vincere. Funziona così anche contro le forze neutrali.
  • A fine partita, dopo il terzo punteggio, c'è una specie di attacco in massa delle forze neutrali, su tutti i pianeti, verso il giocatore con la maggioranza. Lo scontro continua fino a che un contendente non è stato totalmente eliminato ed eventualmente le forze neutrali continuano a picchiare il secondo in ordine di maggioranza (che ora ovviamente è diventato primo...). Dopodiché c'è un'ulteriore fase di punteggio per i pianeti.
  • Un paio di box cambiano. Non c'è più il box scoperta, per colonizzare nuovi pianeti, ma lo sostituisce il box per le missioni segrete, in cui ci sono tre carte missione sempre disponibili. Pagando il prezzo in uomini richiesto, se ne ottengono i PV. 
  • C'è il box del senato galattico, che si risolve ad ogni round con un'asta a giro in cui si offrono i voti degli uomini presenti al senato. Ovviamente, come nel vecchio gioco, ci sono “lavoratori specializzati” che valgono più di un voto, come il diplomatico, che sostituisce il vecchio missionario. Chi vince l'asta ritira i proprio uomini offerti dal senato (gli altri rimangono tutti) e applica a proprio vantaggio una delle carte Legge esposte.

PRIME IMPRESSIONI

È il tempo del riciclo, anche nel gioco da tavolo. Glenn Drover riprende la sua idea migliore e le cambia un po' faccia, imbellettandola di fantascienza che, non si sa mai, dovrebbe far più presa del barboso colonialismo, visto che siamo in piena febbre da Star Wars.

Il fatto è che meccanicamente siamo di fronte al medesimo vecchio gioco, con in più qualche piccola modifica che secondo me è solo peggiorativa. Il combattimento col sacchetto introduce quell'aleatorietà che non necessitava ad un titolo già interattivo e cattivo come Age of Empires / Age of Discovery. Le missioni segrete di sabotaggio non sono altro che il vecchio mazzo delle colonie (ricordo che anche in Age of Discovery c'è l'opzione di tenerlo scoperto). Simpatico il senato, ma non basta un'asta in mezzo al round per gridare all'originalità. Infine la “grande fagiolata finale”, con l'attacco suicida delle truppe neutrali a partire dal giocatore in maggioranza potrebbe regalare la vittoria a chi si è tenuto furbescamente alle spalle del primo. Magari ha anche una bella valenza tattica, ma non mi attira per nulla scoprirlo.

Insomma, un giocatore german, che si tenga ben stretto il vecchio Age of Empires / Age of Discovery. Un american non vedo cosa potrebbe trovare in questo Empires: Galactic Rebellion che non troverebbe meglio espresso e con più originalità in – ad esempio – Cry Havoc, tanto per nominare un gioco di botte, gestione risorse e controllo territorio di prossima uscita. Se invece vi ha sempre attirato Age of Empires ma non lo avete e preferite il tema spaziale, potreste anche dargli una possibilità.