Goblin a Essen 2012: Pennuto77 - Prime impressioni

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Per la Rubrica Speciale "Goblin a Essen" diamo voce al nostro Pennuto77, che ci propone il suo personale resoconto sui giochi presentati alla prestigiosa fiera tedesca.

Eccoci qui, come tutti gli anni (quantomeno gli ultimi 5) a darvi e scrivervi le mie impressioni sui giochi usciti ad Essen quest’anno e che ho avuto la Fortuna di riuscire a provare. Intanto una doverosa premessa, si tratta di mie impressioni, il più delle volte basate solo su alcuni turni (in fiera sono state pochissime le occasioni per riuscire a fare una partita intera). Inoltre le spiegazioni dei titoli ci sono state date in inglese ed in una situazione tutt’altro che ottimale per cui prendete quello che scrivo con le dovute cautele.

Al netto di ciò sono comunque impressioni basate non sulla sola lettura delle regole ma su una prova “su strada” del titolo per cui comunque ritengo possano essere un valido aiuto per orientarsi sull’acquisto dei molteplici titoli in uscita per la fiera. Non mi soffermerò molto sulle regole perché molte (se non tutte) si trovano on-line e di tanti giochi potete verificare le meccaniche nelle descrizioni fatte sulle preview.

Un ultima precisazione, quest’anno sono riuscito a provare tutti titoli molto validi un po’ per fortuna ed un po’ perché mi ero documentato prima cercando di capire quali titoli potessero incontrare i miei gusti.

A quanto pare avevo fatto un buon lavoro e la cosa si riflette nei giudizi quasi tutti molto positivi. Ma veniamo alle anteprime (riportate in ordine cronologico di partite fatte):


Suburbia

Avevo fatto la preview di questo titolo esprimendo qualche perplessità sulla scarsa innovazione e varietà dei poteri. Devo dire che se da una parte tale impressione è rimasta la stessa, di fatto nulla di particolarmente innovativo si trova nelle meccaniche di gioco e nei poteri delle varie tessere; dall’altra il titolo risulta davvero piacevole e divertente da giocare poiché il giusto mix di scelte complesse e gestione delle proprie finanze si unisce ad una partita che scorre veloce e senza intoppi grazie ad un regolamento semplice e lineare. Per chi non avesse letto le regole si tratta di un gioco in cui ci si trova ad acquistare tessere da una riga (con una modalità di costi simile alle carte di Trought the ages) per posizionarle sulla propria plancia facendo via via crescere il proprio quartiere. Nulla di stupefacente dunque ma la gestione dei soldi e dei punti è resa molto intrigante da una serie di trovate. La prima (e migliore) è quella per cui ogni volta che si sale di un certo tot nella track dei punti si superano delle linee di demarcazione oltre le quali si scende di un punto e di un soldo nei due indicatori di income che danno punti e rendite a fine turno.

Questa cosa obbliga i giocatori a gestire oculatamente i propri avanzamenti onde rischiare di ritrovarsi senza soldi o in negativo sui punti che si prendono ogni turno. Inoltre tutte le tessere gestiscono avanzamenti sui punti e/o sui soldi che rendono necessaria un’attenta strategia a lungo termine. Ci si trova spesso a chiedersi se convenga salire sui soldi (indispensabili per comprare altre tessere) o sui punti e quanto forzare su una direzione o sull’altra.

La varietà delle partite è aumentata grazie anche a diversi obiettivi a fine gioco che regalano punti a chi li raggiunge e che sono pubblici per la maggior parte e propri ad ogni giocatore per una piccola parte. Tali obiettivi vengono presi a caso ad inizio partita da un numero piuttosto alto e rendono la rigiocabilità di Suburbia piuttosto elevata.

Considerazioni finali:

Insomma alla prova pratica il titolo supera l’esame a pieni voti risultando divertente ed impegnativo quanto basta ad accontentare i gamers più tosti ma anche chi non vuole rischiare mal di testa a fine gioco. Consiglio l’acquisto a chi ama questo genere di titoli. A me è molto piaciuto anche se per ora non l’ho comprato perché essendoci spesso qualche riga di testo sulle tessere per chiarirne gli effetti preferisco aspettare la versione italiana (anche se in fiera si poteva prendere quella inglese all’ottimo prezzo di 35 euro).

Voto finale: 8


La Loire

Il secondo titolo provato in fiera è stato l’italianissimo La Loire del nostro amico Ornella. Si tratta di un titolo che basa le sue meccaniche sugli spostamenti sulla mappa di due pedine per ogni giocatore che devono reperire risorse e messaggi per poi vendere/consegnare il tutto nella due città principali ottimizzando i guadagni secondo un mercato molto variabile (quando si compra una merce il prezzo sale). Il gioco è abbastanza freddo e ci si trova a dover calcolare ed ottimizzare spostamenti, acquisti e vendite facendo molta attenzione anche a ciò che fanno gli altri giocatori (che influenzano con le loro azioni i prezzi delle merci). A questo si uniscono una serie di personaggi acquistabili durante il gioco che donano particolari vantaggi ai loro possessori e variano moltissimo le strategie di gioco percorribili. Inoltre il tabellone varia ad ogni partita (vi si inseriscono le merci acquistabili) e occorre gestire gli spostamenti facendo i conti con i propri cavalli a disposizione.

Considerazioni finali:

Secondo quanto ormai il buon Ornella ci ha abituato a vedere fila tutto bene ed il gioco richiede pianificazione ed impegno e regala una buona esperienza. Il difetto che mi fa abbassare un pochino il giudizio a questo titolo comunque buono è proprio l’interazione tra i giocatori. Infatti il mercato è molto variabile proprio in base alle scelte fatte dai diversi giocatori e questo rende il tutto difficilmente controllabile in partite con più di due-tre persone. Non si tratta di nulla di grave ma comunque mi fa dare un voto inferiore.

Voto finale: 7+


The Palaces of Carrara

Titolo di Kramer (in collaborazione con Kiesling) edito dalla Hans im Gluck. Accoppiata di tutto rispetto (per i miei gusti) che mi aveva fatto puntare gli occhi su questo titolo. Le aspettative non rimangono deluse (almeno in parte) poiché il titolo risulta innovativo ed interessante. Alla base di tutto c’è un’originalissima meccanica di acquisto delle risorse che rende tale fase complessa ed originale e che non mi soffermerò a spiegare nel dettaglio perché sarebbe complicato. Basti dire che le risorse girano su una ruota che ne abbassa il prezzo e obbliga (quando possibile) i giocatori a comprare solo nello spicchio dove almeno una risorsa è gratuita. Detto questo il titolo per il resto è abbastanza banale perché si tratta di costruire con le risorse dei palazzi da piazzare su diverse file che moltiplicano punti e soldi a seconda di quando si decide di scorarle. Ci sono altre cose carina che non starò qui a dettagliare ma il succo è quello di un gestionale guidato da questa particolare meccanica di mercato.

Considerazioni finali:

Il titolo non delude per alcuni aspetti ma nel complesso poi risulta piuttosto freddo e, meccanica di acquisto risorse a parte, anche relativamente semplice. L’impressione che mi ha dato è stata quella di un titolo basato solo su un’idea e nient’altro. Messo insieme in fretta per costruire qualcosa che funzionasse sulla base dell’unica bella meccanica pensata dagli autori. Peccato perché la meccanica in questione è interessante e nuova e con un pochino più di impegno ne poteva uscir fuori un gioiello. L’occasione poteva essere sfruttata meglio ma il titolo rimane godibile e valido.

Voto finale: 7,5


Asgard

Anche in questo caso si tratta di un titolo italiano prodotto dalla WYG?. È un gioco molto particolare in cui i giocatori si contendono i favori degli dei nordici per ottenere risorse e vantaggi utili ad accumulare punti e per una fase finale di gioco che prevede una lotta tra gli dei positivi e quelli negativi con il supporto delle persone al tavolo. Fondamentalmente è un gioco di piazzamento lavoratori che ha una spiccata propensione per l’ottimizzazione della scelta del timing di risoluzione di tali azioni più che per il piazzamento stesso. Ci sono molte opzioni tra cui scegliere e molte strategie percorribili. Anche l’interazione (a volte distruttiva) fra i giocatori non è poca e l’ambientazione a me personalmente è piaciuta molto. Il tutto si risolve in un gioco tosto più vicino alle logiche tedesche che a quelle americane pur non disdegnando una strizzatina d’occhi anche su quel lato.

Considerazioni finali:

Personalmente trovo il titolo molto valido e ben ambientato ed infatti è stato il mio primo acquisto in fiera. Lo consiglio a chi ama i giochi seri ma non disdegna anche un pochino di “american style” in logiche principalmente tedesche. Alla fine dei conti penso si tratti di uno dei 3-4 titoli migliori che ho provato a questa Essen.

Voto finale: 8,5


Terra Mystica

Titolo molto ambito in fiera per la mancata consegna di tutte le scatole commissionate che ne ha decretato l’esaurimento in tempi brevissimi. Si tratta di un titolo di controllo del territorio molto particolare. I giocatori impersonano delle popolazioni (tutte con proprie peculiarità) che devono espandere la loro presenza su un territorio molto stretto e quindi contendendosi gli esagoni con gli altri. C’è molta carne al fuoco in questo titolo che permette molte diverse azioni e una forte interazione sulla mappa. Diverse buone idee ne fanno qualcosa di originale ed intrigante che non è stato possibile approfondire nei pochi turni di gioco fatti (non facevano provare il titolo per più di un’ora). Rimane però la sensazione di un gioco molto corposo e profondo con diverse strategie percorribili e tante difficili scelte da fare ogni turno. Ha dei materiali discreti e una grafica che non si può dire brutta anche se a me personalmente non ha esaltato.

Considerazioni finali:

Difficile dire molto su un titolo che per sua natura non è facilmente inquadrabile con soli pochi turni di prova. L’impressione finale resta però ottima e appare come un tedesco piuttosto astratto ma molto ben fatto e profondo. Secondo me è un titolo da non perdere per quanti apprezzano il genere, possibile che diventi difficile da reperire. Peccato per il prezzo (in fiera) alto di circa 50€.

Voto finale: 8


1969

Anche questa volta si tratta di un titolo italiano presentato ed ideato dai ragazzi (simpaticissimi) della Cranio. Dalla lettura delle regole ero francamente rimasto freddino per questo titolo che appariva semplice e banale per regole e meccaniche. Invece devo ammettere che se anche questo è vero (si spiega in 5 minuti e si gioca in un’ora) la partita risulta gradevole e non priva di scelte difficili e significative. Il principale pregio di questo titolo è quello di offrire un’ora di gioco divertente che, alla fine, lascia in bocca un forte sapore di german game nonostante il dado tirato per i tentativi di risoluzione delle missioni.

Considerazioni finali:

Strano il fatto che questo gioco dovrebbe risultarmi antipatico per diverse sue caratteristiche ed invece mi ha visto divertito ed appagato al termine di una patita quasi completa e che non era stata affatto programmata tra quelle da cercare di fare ad Essen quest’anno.

Voto finale: 7,5


Clocks

Questo titolo mi aveva intrigato per l’atipicità di tabellone e regolamento. Si tratta, infatti, di un gioco in cui ci si sfida a gestire dei dadi per cercare di comporre le dodici ore dell’orologio disegnato sulle diverse plance dei giocatori. Molte meccaniche intriganti e strane (dadi bianchi, rossi, neri, grigi ed oro che hanno ognuno caratteristiche peculiari di utilizzo) fanno di questo titolo un piccolo gioiellino che ho provato davvero molto volentieri. Si tratta di gestire i dadi con un occhio ai soldi a disposizione ma senza disdegnare qualche rischio ed azzardo e sperando in occasioni ghiotte nel futuro. Ogni turno si lanciano dei dadi ed i giocatori se ne aggiudicano il possesso con un’asta a pugno chiuso. Ogni dado va poi piazzato sull’orologio della propria plancia cercando di rispettare l’ordine ed ottenendo diversi benefici quando il valore piazzato è esattamente quello richiesto.

Considerazioni finali:

Titolo particolare ed originale che richiede molta tattica ed anche alcuni spunti strategici. I materiali sono discreti pur sfiorando l’autoproduzione ed una partita dura abbastanza poco (30-40 minuti). Personalmente ho trovato questo titolo davvero accattivante, peccato per il prezzo un tantino alto per 4 plance e 50 dadi (35€).

Voto finale: 8


Clash of Cultures

Premetto che per me questo titolo era molto atteso perché si tratta del mio genere preferito, la civilizzazione. Alla prova pratica il gioco non delude risultando abbastanza lineare e snello senza essere troppo complesso e lento. C’è molta interazione (distruttiva) tra i giocatori a due livelli, quello militare e quello di influenza politica. Ci si trova a sviluppare tante tecnologie per poi “rubare” punti con l’influenza sulle città altrui o combattendo militarmente contro il gioco o gli altri. Abbiamo fatto un paio di turni completi (circa 6 round) e ci sono bastati ad apprezzare questo titolo che a buone meccaniche unisce anche ottimi materiali, belli e funzionali (magnifiche le città “componibili”).

Considerazioni finali:

Un buon titolo che regge bene il confronto con gli altri capostipiti del genere ritagliandosi una sua fetta di estimatori per semplicità e peculiarità sue. Nulla di davvero nuovo ma tutto ben assemblato in un mix gradevole ed appagante. Devo però aggiungere che non abbiamo giocato abbastanza da arrivare ad uno scontro fra i giocatori e inoltre alcune carte pescate mi hanno un pochino fatto storcere il naso (paga x per dare fastidio al giocatore y). Nel complesso anche lui è promosso al netto del solito prezzo alto (60 euro in fiera).

Voto finale: 8


CO2

Titolo di Lacerda prodotto dalla Giochix che ci fa vestire i panni di imprenditori dediti alla riconversione delle centrali per renderle ecologiche con l’intento di evitare il sempre più prossimo disastro ambientale in un futuro quanto mai attuale. Il gioco è un gestionale piuttosto complesso ed asciutto che, a discapito dell’ambientazione molto bella e fortemente ricreata nella grafica (per me bellissima), risulta poi un tedesco freddo e tosto. Molte e complesse le scelte da fare a fronte del fatto che una complessiva gestione sbagliata dell’inquinamento fa vincere il gioco a discapito di tutti i giocatori. A fronte di questa caratteristica da semi-cooperativo, il titolo poi offre un’esperienza di gioco che non mi è parsa particolarmente interattiva, anzi risulta relativamente un solitario (ma la cosa va verificata con altre partite).

La variabilità delle partite è alta e garantita da un setup sempre diverso di obiettivi pubblici e non. Pare un gioco molto “stretto” nel senso che ci si ritrova sempre a corto di azioni e soldi.

Considerazioni finali:

Un ottimo gioco che unisce meccaniche solide ad un’ambientazione originale ed azzeccata ed una grafica per me eccelsa. Bello e  consigliato.

Voto finale: 8+


Archipelago

Questo era il titolo che personalmente aspettavo con più ansia e con maggiori aspettative e, anche se non si tratta di un gioco brutto, è anche risultato essere la più grande delusione della fiera. Cerco di spiegarmi, tutto funziona bene e le cose possibili in questo gioco sono molte e con idee carine e ben realizzate. La grafica è ottima e la partita non mancherà di divertire quanti vogliono un gioco divertente e senza troppe pretese di strategicità e pianificazione. Si perché proprio qui sta il motivo della mia grande delusione. A fronte di tante cose complesse trovo che ci siano delle cadute di stile francamente ingiustificabili a fronte di un autore blasonato e di un genere che voleva essere complesso e strategico. Ne cito un paio su tutte: quando si esplora, se si pesca una tessera che non si può piazzare per incompatibilità “geografica”, si perde l’azione! Alcuni eventi (del tutto casuali) penalizzano moltissimo un giocatore invece che un altro senza motivo e senza che si possa fare nulla per prepararsi in anticipo. Altri richiedono risorse che se le ha un solo giocatore o le paga lui (senza vantaggi) o il gioco potrebbe vincere e sconfiggere tutti (si tratta di un semi-cooperativo anche in questo caso). Ma, la peggiore di tutte, è che il modo di vincere è facendo punti in base a delle condizioni di vittoria che hanno tutti i giocatori in segreto! Per cui alla fine ognuno non potrà fare altro che cercare di primeggiare nella propria e sperare, sviluppando un po’ di tutto, di trovarsi bene in quelle altrui che saprà solo a fine partita! Non si tratta di difetti in assoluto per un gioco ma sono cose che io personalmente non ho affatto gradito e che mi portano a giudicare non benissimo un titolo come questo.

Considerazioni finali:

Personalmente si tratta della mia più grande delusione anche se anche in questo caso abbiamo potuto fare solo uno scampolo di partita per cui potrei sempre cambiare idea. Se non si è infastiditi da elementi molto randomici e casuali e da altre sbavature di questo tipo il titolo offre buone cose e ricchi materiali. Io personalmente l’ho depennato dalla lista dei miei acquisti.

Voto finale: 7


Kemet

Ultima fatica della Matagot, di autori esordienti (due fratelli) questo titolo l’ho provato con grande piacere e sapendo che la semplicità delle regole poteva nascondere un ottimo gioco come per i suoi predecessori (Cyclades e Giants). Il titolo ha mantenuto le promesse risultando divertente, rapido e molto interessante per la varietà dei poteri acquistabili e delle modalità (permanenti o temporanee) di fare punti. Siamo di fronte ad un titolo molto simile a Cyclades che si vince cercando di tenere un basso profilo e cercando di non inimicarsi nessuno se non quando necessario (i punti in gran parte si fanno combattendo con gli altri giocatori). A questo gioco abbiamo potuto fare una partita intera (anche se nella versione breve da 5 punti vittoria invece di 8) e il risultato è stato buono. Ci si diverte e ci si mena a sufficienza restando comunque su una durata ed un regolamento semplici e brevi. I materiali sono molto buoni in pieno stile Matagot.

Considerazioni finali:

Titolo sicuramente divertente e vario che unisce una componente “militare” ad altre trovate carine. Secondo me non siamo all’altezza di Cyclades come profondità perché il gioco è abbastanza semplificato per opzioni strategiche e possibilità ma il tutto è gradevole e dura il giusto. Peccato che per il prezzo di 55 euro che per un titolo di media complessità per me è troppo e mi ha fatto desistere dall’acquisto.

Voto finale: 8-


The Great Zimbabwe

Ultima fatica della Splotter Spellen questo titolo era per me un salto nel buio effettuato solo per la “fama” della casa editrice dovuta ai capolavori fatti in precedenza. Seduti al tavolo vi premetto che siamo riusciti solo a fare un paio di turni con spiegazione parziale del regolamento (eravamo a fine giornata e la spiegatrice non aveva il tempo di dirci tutto). Tanto è bastato per farmi innamorare di questo titolo che, a fronte di materiali relativamente mediocri come di consueta) ha dalla sua una serie di trovate davvero geniali che mi hanno impressionato favorevolmente. La cosa migliore che ho trovato è stata l’idea secondo cui il gioco varia le sue condizioni di vittoria per ogni giocatore a seconda di quali sviluppi questi decide di acquistare! Il gioco, infatti, di base si chiude al raggiungimento dei 30 punti vittoria da parte di un giocatore. Ciò però viene modificato (in punti necessari in più od in meno) a seconda di cosa si compra come “aiuto” di gioco. Ad esempio se si ottengono i favori di un Dio molto benefico che dona una cospicua rendita ogni turno, di conseguenza si vedrà aumentare il numero di punti necessari a vincere a 35! Allo stesso modo i punti necessari potrebbero scendere se si prendono dei malus. Insomma per me un’idea davvero geniale che se ben sviluppata potrebbe rivelarsi interessantissima. Peccato non aver potuto provare meglio questo titolo altrimenti probabilmente lo avrei preso al volo!

Considerazioni finali:

Scarsi materiali e prezzo alto non mi scoraggiano dal giudicare positivamente questo titolo che promette idee davvero nuove ed interessanti ed un sistema di gioco che sembrerebbe stare in una durata relativamente contenuta (2-3 ore). Ottima prima impressione ma con una prova troppo parziale per poter giudicare bene il titolo.

Voto finale: 8,5


Noblemen

A questo titolo siamo riusciti a fare una partita intera in tre giocatori ed anche se abbiamo sbagliato un paio di regole secondarie alla fine il giudizio unanime è stato più che positivo. Il gioco scorre bene e l’idea è di trovarsi davanti ad un prodotto onesto e ben realizzato che si fa forte di molti possibili e bilanciati modi di vincere. Il primo paragone che mi viene in mente è con Hawaii, che pur non vantando grandi idee risulta gradevolissimo per il bilanciamento delle strategie da poter perseguire. Ovviamente, avendo fatto una sola partita non posso dare giudizi definitivi ma le prime impressioni sono ottime. Durante il gioco ci si trova a dover gestire una discreta componente di logistica nel costruire dei giardini ottenendo diversi benefici a seconda di cosa e dove si riesce a costruire. Inoltre tutti i giocatori si trovano a competere, in alcune fasi di gioco, per ottenere dei titoli nobiliari in base alla fama raggiunta che danno sconti e punti. I materiali sono buoni e carinissima è l’idea di “cambiare volto e vestito” ai propri schermi di gioco in base ad il titolo nobiliare appena ottenuto!

Considerazioni finali:

Ottimo titolo che pur senza vantare meriti particolari nel suo complesso risulta divertente, equilibrato e con molte e diversificate strategie attuabili per la vittoria. Consigliato.

Voto finale: 8


Tzolk’in

Titolo di due autori italiani che si fa forte di un meccanismo di piazzamento (e soprattutto movimento) lavoratori davvero carino basato su ingranaggi su cui si piazzano i nostri lavoratori, che girano alla fine di ogni turno. La grafica è molto chiara e semplice ed i materiali ottimi e di grande effetto (le ruote dentate sono bellissime) ma nulla di tutto questo contribuisce al mio giudizio finale in modo significativo. La realtà è che questo titolo promette di essere un vero capolavoro! Tutto trasuda grandi idee a ottimo playtest risultando ben bilanciato e creando una tensione crescente per tutta la partita. L’idea del piazzamento sugli ingranaggi che alla fine di ogni turno girano migliorando l’eventuale azione da poter compiere con il proprio lavoratore è geniale e rende ogni scelta strategica e davvero difficile. Vi troverete ad aver bisogno di fare una determinata azione ma con la tentazione di aspettare un altro turno per farla ancora migliore! La gestione del grano (da usare per piazzare i lavoratori ma da avere anche in diverse fasi di gioco per sfamarli in stile Agricola) è sempre critica ed ad essa si aggiungono le risorse per comprare edifici che danno vantaggi. Ci sono i favori degli dei e i teschi di cristallo (utili solo per dare punti). Insomma parecchia roba tutta messa insieme in modo ottimo!

Considerazioni finali:

Per me si tratta del miglior gioco in assoluto uscito quest’anno e nessuno mi toglie dalla mente l’idea che si potrebbe trattare di una futura top-10 su BGG. Un gioiello, tosto, elegante e davvero innovativo. Complimenti agli italici autori! Imperdibile

Voto finale: 9


Ginkopolis

Questo titolo particolarissimo unisce meccaniche di draft a piazzamento di tessere e maggioranze in modo leggero ed elegante e regalando un’esperienza di gioco fresca ed innovativa. Mai banale nelle scelte e molto carino per grafica e materiali Ginkopolis è stato una gradita conferma di quanto già mi aspettavo dalla parziale lettura delle regole. Siamo riusciti a fare una partita completa (anche perché dura poco) di questo titolo che è stato apprezzato da tutti.

Considerazioni finali:

Gioco nuovo e molto gradevole che senza essere troppo strategico risulta per nulla banale e molto divertente da giocare. Il prezzo era abbordabile (a fine fiera di trovava anche a 28 euro) e mi sento di consigliarlo a quanti cercano innovazione e giocabilità di media difficoltà e durata.

Voto finale: 8+


Il Vecchio

Titolo molto tedesco e spartano in cui ci si trova a girare per una mappa collezionando risorse per comprare favori e tessere per fare punti. Tutto molto astratto ed asciutto e senza nulla di nuovo sotto il sole ma gira bene e risulta molto rapido (sotto l’ora e mezza). La grafica mi piace molto e l’ambientazione (toscana dell’epoca dei medici) contribuisce ad aumentare l’appeal di questo titolo che avrà i suoi estimatori.

Considerazioni finali:

Buon titolo che regala una partita onesta in pieno stile tedesco con idee carine ma nulla di innovativo. Discreto e godibile per durata e impegno richiesti.

Voto finale: 7,5


Yedo

Titolo ambientato nell’antico Giappone in cui si concorrerà alla risoluzione di missioni (ognuno le sue) per accumulare punti. Le missioni, che si pescano da mazzi di diversa difficoltà, richiedono il possesso di determinati oggetti da accumulare e danno soldi e punti vittoria. C’è una prima fase di asta per alcune risorse uguale a Principi di Firenze e poi una parte di piazzamento e risoluzione delle azioni molto simpatica. Il tutto è condito da qualche idea carina, un’ottima grafica (poco funzionale nelle carte missione però), dei buoni materiali e un regolamento semplice ed intuitivo. Le cose da fare sono molto e la durata discreta. Purtroppo i bei materiali si pagano con un prezzo di 46 euro in fiera che per le mie tasche era un tantino esagerato. Comunque il titolo è molto godibile e carino

Considerazioni finali:

Nulla di particolarmente geniale ed innovativo in un titolo che però scorre bene e regala una bellissima e curatissima ambientazione. Tante cose ben mixate che alla fine faranno sicuramente contenti quanti apprezzano il genere e l’ambientazione. Buono.

Voto finale: 7,5


Dahschur

Gioco di posticcia ambientazione egizia in cui si devono collezionare gemme e fare punti in diverse modalità. Alcune buone idee sulla gestione con le carte delle azioni che potevano essere sviluppate meglio. Infatti il gioco risulta per me rovinato da alcune cadute di stile per me gravi come quella che in caso di pareggio sulle azioni le fa risolvere con un lancio di dado! Nel 2012 poteva essere utilizzata una soluzione più elegante per una cosa del genere. A questo si uniscono altri difetti che non sto qui a dettagliare ma che alla fine hanno fatto notevolmente abbassare il mio giudizio su questo titolo.

Considerazioni finali:

Il peggiore dei giochi provati a causa di buone idee sprecate con soluzioni ineleganti ed a tratti ridicole di alcune situazioni di gioco. Ci sarà sicuramente qualcuno che apprezzerà questo titolo ma ad una mia prima impressione ho pesantemente bocciato Dahschur. Peccato.

Voto finale: 6


Snowdonia

Gioco di ambientazione ferroviaria con una serie di buone idee. Tutto scorre bene ed offre numerosi spunti strategici nella gestione di alcune azioni di gioco basate sulla principale meccanica di piazzamento lavoratori. Si concorre alla creazione di una rete ferroviaria tramite il reperimento delle risorse, l’acquisto di locomotive, la costruzione di binari e stazioni. Alcune azioni mi paiono più potenti ed utili di altre ma un giudizio in merito sarebbe frettoloso perché supportato da una sola mezza partita. Tutta però fa ben sperare in questo titolo che ha anche diverse idee carine e molte meccaniche ben amalgamate insieme.

Considerazioni finali:

Questo titolo mi ha trovato stanco e affaticato dalla settimana di fiera ed inizialmente non mi aveva colpito. Poi, con l’avanzare della partita vi ho trovato molte cose carine e begli incastri strategici che mi hanno fatto cambiare radicalmente idea facendo finire il gioco fra i migliori provati a questa Essen. La dipendenza dalla lingua c’è per cui mi rallegro di sapere il titolo prodotto da U-Play in italico idioma.

Voto finale: 8+