Goblin a Essen 2012: Sargon - Prima puntata

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Per la Rubrica Speciale "Goblin a Essen" diamo voce al grande Re Sargon, che ci accompagnerà per alcuni articoli raccontandoci la sua personalissima Essen 2012.

Essen si è conclusa. Come tutte le cose belle che durano poco o il giusto, mai troppo, Essen non fa eccezione. Si sono spente le luci, si sono smontati gli stand e tutti i colori dei giochi sono stati costretti in scatoloni industriali. Essen 2012 è passata e come ogni grande, grandissima esperienza ha lasciato qualcosa ed io ho lasciato qualcosa. Ne parleremo insieme in questa mini serie di articoli dove vi racconterò non tanto se quel gioco era per 5 giocatori piuttosto che per 2 come scritto su BGG o se funziona o meno, piuttosto voglio rendervi partecipi della mia Essen intesa come esperienza, momento cosciente che mi è rimasto nel petto prima ancora che nella mente.

I giocatori ad Essen si dividono in due grosse, macro categorie. Quelli che non si preparano e quelli che lo fanno. Prepararsi per Essen vuol dire non tanto riuscire a portare quel paio di scarpe ultimo grido (beh magari se aveste gli stivali del calcioinculo sarebbe doveroso…), quanto arrivare davanti ad uno stand e sapere che gioco stiamo vedendo. Questo non è solo per un maniacale fanatismo, quanto per evitare di restare di stucco, sorpresi, quasi irretiti e senza colpo ferire comprare immediatamente il gioco. Questo perché se tu non sei pronto, se il tuo cervello non ha già elaborato quel gioco, quei colori, quella componentistica, appena ti ci ritrovi davanti fai l’unica cosa sensata per un giocatore in piena attività berserk come si è sempre ad Essen, compri. E come se non ci fosse un domani… E poi, orgoglione del tuo ottimo acquisto, lo provi e ti maledici, perché onestamente è proprio una chiavica e, sotto la luce di una casa, dopo una giornata che ti ha riempito di colori e forme, magari non ti pare neanche tanto irresistibile.

A me succede così, per questo io mi difendo compilando una tabella dove do voti, giudizi e previsioni ad ogni singolo gioco: nasce la LISTA ESSEN di Sargon. Alcuni hanno avuto il disonore di vederla… per ogni gioco io do un valori a vari e varissimi fattori e un logaritmo di mia invenzione mi dice se devo prenderlo perché mi piacerà, se devo prenderlo perché non lo ritroverò, se ci devo pensare, se non vale la pena neanche pensarci (magari perché è molto simile a quanto io ho già). Allucinante, di ogni gioco io mi leggo le regole, guardo le foto, studio i commenti e i dibattiti. Devo farlo qualcuno deve pur fermarmi.

Quest’anno la lista si è dimostrata davvero eccezionale, mi ha aiutato tantissimo a non spendere. Ma questo non mi ha fatto più felice. Ancora sono qui, lo confesso, davanti a voi, a dire che però magari un Ragami a 24 euro me lo potevo pur prendere. Me lo meritavo eccome… Un Guards Guards (peraltro NON ERA NELLA LISTA) me lo potevo anche prendere, meritavissima. Ma almeno se ho fame potrò comprarmi un panino, ma non un bretzel. Quelli li ho dovuti lasciare tutti lassù, boni da morire. Perché niente da più gusto di un bretzel caldo mentre giochi da ore e ti sei dimenticato di mangiare. Mica puoi aspettare che la frikadelle sia pronta, ti prendi un bretzel e lo divori. Poi però lo stomaco ti si è aperto, sono le 15,00 non mangi da 7 ore ed allora aspetti quella maledetta frikadelle o il wurstell che irrori con kechup e curry per fare il piatto dell’imperatore. Perché mentre pensi che hai giocato come un matto tutto il giorno e così sarà nel pomeriggio e naturalmente la sera idem, tu ti senti un imperatore. E ti meriti il giusto meritevole trattamento.

E fai il punto, razionalmente, e ti fai un programma, prima qui poi li, poi su e, quindi, esco. Stabilisci orari e percorsi, mentre addenti il curry wurstell. Poi ti avvii e ti basta vedere che in quello stand hanno Macao a 10 euro e ti avvicini al botto, poi vedi che in tedesco, ci pensi, poi desisti. Poi vedi che c’è Last Will a 15 ed allora continui. Quando hai finito ed hai mille mila buste stracolme, ti chiedi come tornerai a casa quella sera e te ne freghi perché scopri che la AEG con 10 euro di spesa ti regala il superbustonegigante termonucleare globale che tiene tutto e corri allo stand, sudi, vai e compri, compri qualunque cosa (tra cui anche l’ottimo Inifinity City a 3 euro…).

Ed hai il bustone, finalmente ti riorganizzi lo spazio e ricominci perché mica hai finito, e ti rendi conto che però il bustone pesa esageratamente e la spalla comincia a cedere. Ti sforzi, resisti pensi che hai già preso Terra Mystica che è andato sold out, pensi che hai con te la carta del formato assurdo e poi passerai alla Swan Panasia, pensi a tutto questo e non cedi. Cede però il superbustone termonucleare globale che, quindi, si rivela non tanto termonucleare globale. Ma procedi perché Essen ti frega sempre, non c’è ressa, nessuno spinge e non ci sono persone che bloccano l’unica via di accesso e ti sembra comunque tutto fattibile e vai avanti così, tranquillo. Poi vedi un gioco dai milioni di colori che ti chiama e ti invita, manco fosse una sirena. Ma tu, primo, non sei Ulisse e, secondo, non hai nessuno che ti lega all’albero maestro.

Però forse con una scintilla di lucidità, l’ultima rimasta, ti ricordi della lista e la guardi sperando di trovare quel gioco, o forse sperando proprio che non ci sia e vai in confusione. Vedi che era al limite dell’acquisto necessario, scopri che non costa 60 euro ma 52,50 (Archipelago) ti viene il dubbio che quel voto sia stato influenzato dal costo eccessivo, fingi che 7,50 euro di sconto è tantitsssssssima roba, sei li indeciso, poi confuso, poi prendi il portafoglio e…. e qui, signori, subentra quella componente che non deve mai mancare in ogni Essen: gli amici. Ti vedono che sudi e che sei nel panico e ti chiedono soldi perché loro li hanno finiti e il bancomat fuori ha una fila che manco Belen a Sanremo… tu respiri, li dai a loro, ma vedi che ne rimangono pochi e desisti dall’acquisto. Ah se non ci fossero gli amici.

E continui in questo tour (turno? Quale turno? Tocca a me?) de force, splendido e faticosissssssimo. Poi si chiude e devi ancora fare la metà delle cose programmate quel pomeriggio. Beh domani farai anche quelle… ma domani, si sa, domani è un altro giorno (o gioco?).