Goblin a Essen 2012: Sargon - Terza puntata

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Per la Rubrica Speciale "Goblin a Essen" diamo voce al grande Re Sargon, che ci accompagnerà per alcuni articoli raccontandoci la sua personalissima Essen 2012.

Ad Essen, dopo aver fatto la lista e dopo scelto il mezzo con cui andare alla fiera, dovete gestire il secondo grande problema dell’umanità: il cibo… Non tanto quello del pranzo (di cui abbiamo già blandamente trattato), ma quello della colazione e della cena.



Ora chi non è mai stato ad Essen, non sa, magari, che in ogni padiglione esistono, anzi sussistono, diversi chioschetti, di quelli che spesso vediamo in giro per le nostre fiere. Li son dentro, e ce ne sono per tutti i gusti. C’è il classicissimo hot dog (con quella meraviglia chiamata cipolla fritta…. nu babà), la pizza, i bretzel, i frullati di frutta il gelato… Ora voi penserete che ci sarà un odore terrificante dentro la fiera. Sicuramente nei paraggi più prossimi al chioschetto, i sapori penetrano le nari, ma pochi passi e tutto è scomparso. Non chiedetemi perché o per come, ma è così. I padiglioni non sono forni dove avete cotto prima il pane, poi il pesce ed infine un arrosto, lì, gli odori non vincono. Ma il problema, dicevo, non è il pranzo. Giocate, che vi frega di mangiare? Anzi cercate i brestel che non ungono così potete mangiare mentre giocate. Perché giocare è la priorità.



Ma la mattina è tutto altro discorso. Vi svegliate, dopo aver dormito poche ore, che mica potevate smettere di giocare la notte prima. Aprite gli occhi, avete il vostro puzzillo in mano e vi rendete conto che quando avete detto “vo in bagno” ci siete rimasti, svenuti. Ma il bello è che gli altri non hanno ne notato la vostra assenza, ne hanno usato il bagno (o almeno sperate che sia così). La sveglia è inesorabile e quello che vi pesa durante l’anno li no, vi alzate, sentite di avere un formicaio in bocca (se avete giocato a Myrmes, non è poi così metaforico), vi lavate sommariamente che è tempo perso e provvedete a nutrirvi. Che le energie servono, tutte. Qui, a secondo di dove sei sistemati, vi arrangiate: in casa vi scaldate l’acqua per il vostro the preferito e pensate che il colore della bustina del the sia proprio un bel colore per un puzzillo (perché SIAMO MALATI!!!!), oppure su con la moka e immaginate di essere in Italia (perché lì un buon caffè non esiste!) e quindi preferite il the. In albergo scendete e provvedete come più vi aggrada. Ma poi c’è chi, come me, ha la casa se ne frega e si dirige verso una delle catene di ristorazione per la colazione ad Essen. Ce ne saranno almeno 5 e quasi tutte anche in zona fiera e quasi tutte in Martin Strasse (lungo la stessa linea metropolitana). Già vicini sentite il profumo del pane caldo e questo vi fa felici. Poi entrate e avete davanti a voi una varietà indiscriminata di formati e modi di fare pane. Ora dovete sapere che a Essen non è detto che si faccia colazione col dolce, ed io in quanto diabetico neanche guardo la parte dei krafen ripieni, bomboli ripieni, ciambelle ripiene, crostate ripiene, croissant vuoti ripieni…. Va beh un occhio ce l’ho dato… Però, dicevo, c’è anche il salato. Wurstell, frikadellen, schnitzel, pesce fritto, uova sode in ogni dove, cetrioli pomodori e salsina come setup iniziale di ogni panino… Ma la vera svolta è quando ho visto il mezzo panino con carne macinata cruda e cipolla cruda. Ora voi farete gli schifiltosi, ma la bontà è totale. E l’alitino pesante vi darà il bonus di +2 a tutti i tiri del giorno, esclusi quelli in diplomazia, ma a voi che vi frega? Anzi a volte mentre contrattate per uno sconto, avere una fiatella decisa, imporrà all’altra parte di accontentarvi pur di farvi allontanare. Nella catena per la colazione vedete il prezzo dei panini… il più costoso è 3,00… vi ricordate che il giorno prima in fiera per un hot dog con la cipolla fritta e salse avete spese 4,00… ritornate al presente e guardate la fridallen a metà del prezzo, ricordate il giorno prima che vi siete fatti prendere dalla voglia di fridallen e avete fatto 20 minuti di fila (20 minuti di gioco in menooooooo), ritornate al presente e prendete qualunque cosa come se non ci fosse un domani e già che ci siete prendete da bere. E spendete 10 euro… e pensate allora che in casa nostra in una fiera con 10 euro ci prendete un panino con bibita e deve andare bene e cominciate a capire tante cose… Ora avete un pranzo da far invidia a chiunque e vi sedete da una parte e ve lo pappate voraci che fame ce n’è. Ma vi avanza qualcosa, non riuscite a mangiarlo un po’ perché siete pieni, un po’ perché fretta di giocare ne avete. Qui o vendete il panino o lo conservate per dopo. Vendere, insomma, non vi aiuterà molto, non si fidano molto di uno che ha il fiato alla cipolla, e poi, si sa, basta un sorriso e scatta il regalo automatico. Conservarlo… oh mamma mia non lo fate MAI!!!! Perché state sicuri che l’ottima salsina, odorato il profumo del cellophan che ricopre un gioco, ci andrà sopra, di lato, intorno. La salsina di Essen è innamorato del cellophan e cercherà di accoppiarcisi con assoluto viscidume… Ed è il disastro. Ed allora che ci fate con quel panino? E qui, signori, subentra quella componente che non deve mai mancare in ogni Essen: gli amici. Quelli affamati. Ti tolgono dall’impiccio, subito e non ti fanno fare la figura dell’ebete quando regali alla prima umana femmina qualunque cosa…



Poi c’è la sera. Qui ci sono ancor più alternative. Vietnamita, thailandese, italiano, argentino, tedesco etc. Una marea di posti dove mangiare particolare o locale. Pub di ogni tipo e misura. Ed ora che c’è l’atto finale della tragedia. La scelta: si perché tutti quelli della fiera devono mangiare, tutti si affolleranno nei locali vicini o i più famosi e tu devi prenotare, ma si sa, gli italiani sul cibo sono indecisi fino alla fine. Ed allora inizia il pellegrinaggio del cibo. Una danza, oserei dire, che ti porta in ogni angolo di Essen a scoprire la città che altrimenti resterebbe un mistero. E trovi mille posti, tuti colmi o dagli effluvi decisamente nauseanti o senza lo spazio sul tavolo per giocare (FONDAMENTALE!!), ma poi ti chiamano, ti dicono che da loro c’è posto e l’attrazione di fare casino con gli altri è più forte e torni indietro perché ovviamente sono dove eri partito… Entri dentro i tuoi ti fan spazio e ordini. Tutto in tedesco e vai allora a caso perché sei li non per mangiare, ma per fare casino ed anzi devi vincere una partita a Level X, per poterlo fare. E va bene così, al più puoi obbiettare che a Essen 2012 è uscito Level XI ed allora vinci a prescindere e ti fanno lo sconto del 5%. Sconto che ti fuffi subito perché fai l’errore madornale numero 1 a Essen. Ordini l’acqua e non la birra. STOLTO!!!! Costa l’ira di dio, l’acqua, e tu te ne stai li con un liquido senza colore mentre gli altri, risparmiando, tracannano liquidi ambrati spumeggianti e freschi. Poi ordini il cibo e chiedi una grigliata mista di manzo e agnello. Ti portano il piatto con milletrecento salsine sopra, che a me non dispiacciono mai, ma magari ad altri si… addenti la carne e senti il manzo, bene, ci doveva essere, poi addenti ancora e è manzo, ok, addenti ancora ed è manzo, insomma mica tanto bene, poi addenti ancora ed è manzo. Eh no, dov’è l’agnello? Chiami, chiedi, ti esprimi. E qui crolla subito un mito, non è vero che a Essen tutti conoscono l’inglese, non solo tra i più temprati, ma anche tra i più giovani. E non capiscono e tu non capisci, ed allora parti con la tattica tutta italiana: i gesti inconsulti che sono universalmente interpretabili, eccetto quando gli altri non vogliono capire. E loro non vogliono capire, la butti in una sfida totale a Perudo, ma loro sono argentini e odiano Perudo. Ed allora mestamente ritorni al posto mangi della buona carne di manzo, ma non di agnello, ripari con chili e chili di ogni salsina per far finta che è agnello. A quel punto, però, scatta la vendetta, non prendi altro, anche se hai fame, perché sai bene due cose, primo devi prendere la metropolitana per tornare a casa E, secondo, alla stazione centrale ci sono 10 chioschetti. Ti ci fiondi e vai di nuddles, poi di animali morti fritti a caso, poi birra perché cavolo al chioschetto l’acqua costa più del cibo. Ma alla fine sei sazio. Poi casa e invece che dormire senti il tuo compagno che dice “io ho letto le regole di Terra Mystica…” e capisci che Essen (che in tedesco vuol dire mangiare) non vuole che tu sia sazio di cibo, ma di giochi. E però con noi casca male. E tu giochi e poi alle 2,00 dici che devi andare in bagno e ti svegli lì.



Cipolla cruda, manzo, salsine, nuddles, fritto, birra e qualche insetto che durante la notte aveva freddo e ti ha trovato li steso per terra vicino alla finestra aperta… Ora capite perché quando vi svegliate a Essen, la bocca sa di morte. Ma voi vi alzate, vi lavate sommariamente e ricominciate a scegliere dove andare a fare colazione…