Grandi Eroi... in pigiama: un gioco da sbadigli

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Grandi eroi... in pigiama!

Un castello viene sorpreso nella notte dall'attacco di un drago. Gli eroi si devono vestire in fretta per affrontarlo e metterlo in fuga. 
Detta così pare un gioco elettrizzante. In effetti il tema di Grandi Eroi... In Pigiama mi ha attirato subito ed è stato uno dei primi acquisti fatti per Sofia.

Un castello viene sorpreso nella notte dall'attacco di un drago. Gli eroi si devono vestire in fretta per affrontarlo e metterlo in fuga. 
Detta così pare un gioco elettrizzante. In effetti il tema di Grandi Eroi... In Pigiama mi ha attirato subito ed è stato uno dei primi acquisti fatti per Sofia.
Proposto appena il limite di età scritto sul cartone è stato raggiunto, non ha sortito un grande effetto, se si esclude il lancio di tessere per tutta la sala. La qual cosa mi ha fatto sospettare che “da 3 anni in su” fosse un'indicazione un po' troppo ottimista.

Per cui ho aspettato quattro anni e la strada spianata da altri giochi forse più abbordabili. 
Il personaggio scelto da lei è stata subito la principessa di rosa vestita, direi per nulla originale, io invece mi sono orientato sul mago prima, sul cavaliere poi. 

IL GIOCO

I sei personaggi sono rappresentati ciascuno su una plancia fronte/retro: da una parte col loro pigiamone, dall'altra belli bardati e pronti alla pugna.
Sul lato notturno sono circondati da 8 oggetti che dovranno indossare per prepararsi allo scontro: armatura, lancia, ecc. Questi otto oggetti sono forniti anche sotto forma di tesserine, tutte col retro identico. Le tessere dei personaggi in gioco – uno per giocatore – vanno mescolate coperte, con aggiunte quattro tessere drago.

Al proprio turno il giocatore pesca una tessera: se è sua, la metta sulla plancia; se è dell'altro giocatore, la rigira coperta; se è il drago, la rigira e rimette nel mucchio uno dei suoi pezzi precedentemente equipaggiati.

Il primo ad essere vestito di tutto punto deve solo pescare una tessera drago per vincere.

CONSIDERAZIONI

Il gioco è fondamentalmente un memory. Devi ricordarti dove sono le tue tessere, se prese dall'altro, dove quelle avversarie, se prese da te e dove il drago, per evitare di perdere pezzi e sconfiggerlo alla fine. 

Ora, sarà che i memory a me hanno sempre annoiato terribilmente e quindi forse non l'ho presentato col giusto entusiasmo; sarà che il drago ha una faccia da pacioccone che poveraccio, ti dispiace quasi cacciarlo via; sarà che il pensiero di svegliarsi nel cuore della notte per vestirsi e affrontare un combattimento è già disturbante di per sé; sarà quel che volete, ma il gioco non ha riscosso molto successo. 

Probabilmente anche a mia figlia non entusiasma l'idea di doversi ricordare le cose. Questo lo vedo costantemente anche nel perfetto ordine in cui mi riduce giornalmente la casa.
La cosa più simpatica è stata insegnarle a non barare, visto che quando sbagliava pezzo, la furbastra lo rimetteva giù come nulla fosse e andava subito a prenderne un altro. Mancava giusto fischiettasse indifferente...

Alla fine abbiamo vestito un po' i personaggi come fossero barbie, ma è durata poco pure lì, perché gli oggetti vanno tutti di lato e non sopra alla figura. 

Ci ho riprovato un'altra volta ma dopo una partita moscetta, mi ha categoricamente liquidato con “papà, io devo vedere i Paw Patrol”, con una voce che sottintendeva uno “sciocco” finale. 

Vabbè, buco nell'acqua, del resto bisognerà pure iniziare a sfrondare qualche meccanica. 


 

Commenti

Credo che qualche risultato apprezzabile di coinvolgimento lo si possa iniziare a vedere a 6 anni, mia figlia li ha appena compiuti e batte ad armi pari mia moglie a quoridor (8+)!
m@

La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

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