Il Dizionario dei Giochi in biblioteca

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Biblioteca centrale per ragazzi
Sabato 11 dicembre ore 11.00
presentazione del DIZIONARIO DEI GIOCHI di Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti
Zanichelli editore, 2010, € 32

Natale, l’inverno, le vacanze scolastiche offrono il tempo per stare insieme e dedicarsi ai giochi: in famiglia, con gli amici, da soli o...in biblioteca! E con il nuovo Dizionario dei giochi si potranno fare tante scoperte e controllare quelle regole su cui capita magari di litigare, tra amici.
Il gioco è una cosa seria. E ogni gioco ha le sue regole e i suoi rituali da rispettare. Perciò qualunque esso sia meglio essere preparati. Un buon punto di partenza è consultare il Dizionario dei Giochi (Zanichelli editore) di Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti, gli unici due esperti di gioco italiani riconosciuti con tanto di decreto ministeriale. A presentarcelo saranno lo stesso Andrea Angiolino e Beatrice Parisi: traduttrice e a lungo conduttrice di "Giocando" (Radio Rai), è un'esperta sia di parole che di giochi di ogni genere.
Quali giochi si trovano in questo dizionario? Tutti: da tavolo, di movimento, di carte, di parole, di ruolo, popolari, fanciulleschi, intelligenti, idioti e altri ancora, più qualche giocattolo" come recita il sottotitolo. Una raccolta dei vocaboli fondamentali sul mondo del divertimento, dei passatempi, delle gare e delle attività ludiche dell’Itali di ieri e di oggi
Oltre 6500 voci in quasi 1200 pagine: da arrocco a tabellone, da acchiapparella a piazzamento che illustrano, spiegano tutto ciò che avreste voluto sapere sul girotondo e i solitari, sul tiro alla fune o sull'ottovolante, dal Calcio Balilla al Go, dal Senet ai Coloni di Catan, con incursioni nella storia delle parole, nel giocattolo, nel videogioco e nel mondo dei giochi sportivi più o meno famosi. Un’opera per imparare centinaia di nuovi giochi, da fare da soli o in compagnia, con migliaia di definizioni precise, documentate ma anche aneddoti giocosi perché: "Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare” (Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra).