Il primo Live di Manila!

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Il primo giorno di TdG masters non era stato dei migliori per la Tana degli Orsi.

Volendo adoperare un eufemismo dalle delicate tinte pastello, si potrebbe dire che era stata una vera chiavica merdosa, culminata nella pietosa prestazione del Cavallo che aveva giocato Caylus con le regole del Monopoli.

Alla terza richiesta su dove fossero finiti i Bastioni Gran Sasso, gli altri tre giocatori avevano indossato strani cappucci a punta e l'avevano immolato su una croce incendiata.

Tragicamente ultimi in classifica, gli Orsi avevano confidato in un sereno sonno ristoratore per affrontare la seconda giornata di gare quando avrebbero dovuto cimentarsi in giochi che non avevano mai neppure visto e che immaginavano avvolti in un'ideale aura di leggende metropolitane, visioni e miraggi.

Il gioco più temuto in assoluto era il misterioso MANILA.

La colpevole ignoranza degli Orsi era senza scusanti ed essi, essendone consapevoli, fingevano di conoscere tutte le regole e recitavano sinanche una pessima tracotanza condita da una malcelata insicurezza.

Il Luckignolo, infatti, asseriva di aver avuto un amico (in seguito sommariamente passato per le armi durante una partita di Axis And Allies) che aveva un conoscente gay il quale diceva di aver sentito dire che l'oggetto del gioco era quello di costruire bordelli in tibet oppure (non ne era certo) di costruire il tibet in un bordello.

Il Cavallo, invece, con la sua consueta albagia, asseriva di poter arrivare, probabilmente e se non avesse subito ostruzioni da parte di giocatori "invidiosi", almeno quarto senza troppe difficoltà. Forse.

Ritiratisi nella propria camera, il Luckignolo fu colto da una insolita mania di pulizia e, sfoggiato un osceno mutandone ascellare (pietosamente chiuso sul davanti da un clamoroso spillone da balia), prese una decisione che avrebbe avuto tragici risvolti sul prosieguo di questa storia.



Il braccio del Cavallo penzolava pressocché esanime dal letto.

E penzolava in dieci centimetri buoni d'acqua.

Immedesimandosi nel ruolo dell'orso, egli sognava di stare pescando grassi salmoni che risalivano un torrente circondato da boschi sempreverdi. Mimando goffamente il gesto con cui i veri grizzly fanno schizzare i pesci fuori dall'acqua, il Cavallo (profondamente addormentato con tanto di rivoletto di saliva ai lati della bocca) provocava schizzi e sciabordii che risuonavano nella camera ormai completamente allagata.

Daredevil, ignaro dell'acquitrino, evitava miracolosamente una rotta-di-collo senza scampo mentre Luckignolo si accorgeva (troppo tardi) d'esser stato tradito dal tombino della doccia. La stanza era ormai una versione in miniatura della Giudecca. Di tanto in tanto coppie di scarafaggi innamorati solcavano le poetiche superfici acquatiche a bordo di gondole improvvisate cantando "Santa Lucia".

Cosa è il genio?

E' quella particolare (e rara) facoltà che consente a chi la possiede di volgere a proprio favore situazioni apparentemente catastrofiche.

Così Luck, raggiunto il Cavallo nuotando a rana (e stabilendo un ottimo tempo - di valore europeo - di 3,42 secondi netti) lo svegliava con una schiaffeggiata di pinne e proponeva entusiasta il primo tentativo per un Live di Manila. I letti fungevano da barca e le merci (simulate con scarpe vecchie ed altri rottami portati a galla dalla corrente) venivano trasportate lungo i corridoi per un numero di metri proporzionale al relativo lancio di dado. Daredevil subito aveva colto l'occasione per fare il ruolo del pirata. L'albergatore, invece, spontaneamente aveva deciso di giocare il ruolo dell'assicurazione.

Dopo una consimile nottata di allenamenti, gli Orsi finalmente recuperavano la penultima posizione ed evitavano il cucchiaio di legno.

L'importante è giocare e divertirsi - ripeteva fra sé il Cavallo esausto - ma la prossima volta ci batteremo strenuamente per il terzultimo.

Ciò detto stramazzò in un lattiginoso e profondo torpore privo di sogni.