Il Tolkien che non ti aspetti!!!

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Sentieri Tolkieniani: Osasco (TO) 17 e 18 maggio 2008: di cosa si tratta? Patrizio Righero patron della manifestazione, ci illustra di cosa si occuperà questa suggestiva due giorni e quale sarà lo spirito che la accompagnerà.

Ovvero fede e spiritualità, tra le pagine del fantastico



Due giorni dedicati al pensiero e all’opera letteraria di Tolkien.



Interessante. Ma perché è un Centro Giovani Diocesano a proporre una simile iniziativa. Quale nesso tra la pastorale giovanile e il filologo inglese?



Il grande pubblico ne conosce l’opera fantastica, il suggestivo mondo de Il Signore degli Anelli, la capacità narrativa, l’acume psicologico nel tratteggio dei personaggi. In pochi, invece, conoscono la vicenda umana e la profonda spiritualità del Tolkien, uomo di fede e cattolico fervente.



Questa immagine, rimasta per troppo tempo in ombra, emerge in modo limpido in un testo – La realtà in trasparenza - che raccoglie numerose lettere del grande scrittore.



La fede cattolica di Tolkien, ricevuta dalla madre, appare nell’epistolario come una scelta consapevole e riflessa, anche a motivo dell’ambiente a maggioranza anglicana, nel quale si trovava a vivere nell’Inghilterra di allora.



«E’ mai stato detto – scrive al figlio Michael - che i cattolici romani soffrono ancora per restrizioni che non vengono applicate più nemmeno agli Ebrei? Mi è difficile tutto questo, dato che la mia infanzia è stata oscurata dalla persecuzione. Ma la carità deve perdonare un mucchio di peccati!»



Poco prima, nella stessa lettera, aveva scritto della “sua” Chiesa di cui conosce lucidamente limiti e risorse: «La “mia chiesa non è stata concepita da Nostro Signore perché restasse statica o rimanesse in uno stato di eterna fanciullezza; ma perché fosse un organismo vivente (come una pianta), che si sviluppa e cambia all’esterno in seguito all’interazione fra la vita divina tramandatale e la storia – le particolari circostanze del mondo in cui si trova. Non c’è alcuna somiglianza tra il seme di senape e l’albero quando è completamente cresciuto. Per quelli che vivono all’epoca della sua piena crescita è l’albero che conta, perché la storia di una cosa viva fa parte della vita e la storia di una cosa divina è sacra. I saggi sanno che tutto è cominciato dal seme, ma è inutile cercare di riportarlo alla luce scavando, perché non esiste più e le sue virtù e i suoi poteri ora sono passati all’albero».




È per questo che ha senso proporre questa iniziativa. Perché, nascosta e quindi ancora più affascinante, la fede è presente in tutta la sua opera come lievito e sale.



Per questo nel programma abbiamo inserito un intervento sulla spiritualità. Per questo ciò che sembra solo folklore carnevalesco, come la punta di un iceberg, vela e svela al tempo stesso insospettate profondità.



Patrizio Righero