IL TRIS: DIETRO LE QUINTE

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So che - a leggere il titolo dell'articolo - qualcuno penserà che, dopo aver "infettato" la pagina delle recensioni con quella del Tris (sottoposta per scherzo da SdP), vogliamo mettere fuffa anche nell'area delle "designer notes".
Tranquillizzatevi: non è così. Volevamo solo dare qualche chiarimento utile a chi ha letto la (stupenda) recensione di Silvano...

Qualche settimana fa, nell'ambito di un riordino globale mondiale, ho ritrovato l'articolo che trovate qui allegato: per me, che lo tenevo da parte da anni, era l'illuminante paradigma di una teoria filosofica - il Retro-Snobismo - detto da qui anche "Mazzarellismo".
Lo ho inoltrato a un po' di amici (tra i quali Silvio e Silvano), perché ci vedevo i germi di tante malattie presenti in molte testate (siti e riviste) che frequentiamo, nei vari settori di cui ci occupiamo (cinema, musica, gioco, letteratura...): loro la hanno talmente apprezzata, che Silvano ne ha fatto una parodia "ludica" col Tris, e Silvio la ha postata "per vedere se si accorgono che è uno scherzo" sulla TdG.
In sintesi estrema, il filosofo aderente al Mazzarellismo si distingue a mio parere nello scrivere di un prodotto - cd, libro, gioco, film... - potenzialmente di massa, inusuale per il target del proprio "editore": nel testo allegato si tratta di un cd di Nada, recensito nel 2004 su una rivista (Blow Up) che per lo più trattava musica sperimentale o comunque di nicchia.
L'oggetto della recensione deve essere un insuccesso, reale o almeno potenziale: questo darà modo all'articolista di essere il solo - se non nel mondo, almeno nel proprio "condominio"- a esaltarlo in maniera esagerata.
Il recensore è pertanto l'unico padrone del Verbo nascosto nell'opera, unico ad avere la stele di Rosetta per decodificare il messaggio nascosto nel capolavoro (citazione dai Tool - tiè!): quindi contemporaneamente esecra sia la massa che non ha capito l'opera, che i propri colleghi della testata, che la hanno colpevolmente ignorata.
Si tratta, ovviamente, di un esercizio sofistico, che potrebbe essere fatto anche limitandosi a guardare una copertina, o a sbirciare qualche nota dell'ufficio stampa, traendone auspici: ma il Mazzarella lo porta a un livello di sottigliezza tale da rasentare il sublime, esplicitando l'assunto primo del recensore veramente snob, o Mazzarellista, ovvero
"Se vende una copia è male: anzi - DATO CHE non vende una copia è bene - e quindi, speriamo che non venda una copia."
(Tra parentesi: Nada ringrazia, immagino).
Tutta questa pipp.... questa mia prolusione vuole solo chiarire che l'articolo di Silvano era la presa in giro di un approccio - reale - che molti "studiosi" hanno nei confronti della realtà: si prendono talmente sul serio, da risultare una parodia.
Ma la parodia di una parodia involontaria, diventa un articolo serio? E vale la pena di metterla all'indice?
Ed è possibile fare le cose seriamente, senza prendersi sul serio?
(Domanda retorica: la risposta potrebbe essere, per esempio, "Elio e le Storie Tese"... o magari daVinci, chissà! ;-) )
 
NdSDP
Ed ecco, dopo averla cancellata la recensione del TRIS, nel caso abbiate ancora bisogno di commentarla ;-p
 

Questa recensione proviene da: La Tana dei Goblin (http://www.goblins.net)


Tris

(Filetto, Tic Tac Toe)

 



Recensore: Ilsilvano (23 Agosto 2007)

Voto del recensore:  8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 (8)

Goblin Score:  1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 1.82 (1.82 - Voti: 23)

Marca o Produttore: n.a.  

Link al sito ufficiale:

Autore: anonimo

Tipo di gioco: Giochi di scacchiera

Lingue: tutte

Giocatori: 2

Durata media: 2 minuti

Difficoltà: Immediato (chiunque)

Espansioni: non disponibile

Ambientazione: Astratto

Meccaniche: Piazzamento

Argomenti: non disponibile

 

Contenuto: una placia e 10 pedine di due colori


 

Descrizione

Il gioco del tris, con la sua benedetta negazione della sacra triade strategia/tattica/pensiero, concede al giocatoresploratore di ergersi a dio (seppure con la "d" minuscola, ma sempre dio!) su quelle nove caselle.

Lasciamo ai "giocatori" di Go la vastità inutile della loro pseudoscacchiera steroidea, solo qui il pensiero si sublima e c'è subito un aggangio sinaptico fra pensiero e azione nell'iscrivere in una casella il proprio simbolograffito marchiato a fuoco con una matita che traccia solchi profondi come ferite grondanti grafite. Tutte le possibili combinazioni sono già insite nel nostro DNA, il dio-catore deve solo scegliere di volta in volta quella che, osservata sotto la luce del gioco puro, riluce in modo più promettente. C'è chi dice che il gioco è "risolto", ma per chi scrive invece semmai è un gioco "risoluto" o al massimo "rivolto", rivolto su se stesso come in un immagine bachescheriana, in un mondo nonodimensionale dove solo pochi tratti di penna tracciano il solco in cui seminare quello che Callois chiamerebbe il nucleo ludico. Lasciamo ad altri esaltati il perdersi dentro le complessità fuorvianticasuali dei falsi idoli kniziakramerteuberiani: è qui che il ludo esiste davvero a livello primordiale. Ovviamente il mondo lo snobba, ma questo vuol dire che siamo nel giusto.

 

Pregi

Praticamente per tutti e tutti lo hanno giocato almeno una volta.

 

Difetti

Due giocatori forti possono solo pareggiare.