Intervista con Mister -De Vulgari- Mario Papini

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Mario, grazie innanzitutto di avermi concesso questa intervista per la Tana dei Goblin.
Ci conosciamo di persona perché ho giocato i tuoi prototipi di Siena nel 2005 e De Vulgari poche settimane or sono, volevo ripercorrere con te la tua carriera di autore di giochi da tavolo e parlare del tuo ultimo nato.

 

 

• Se non sbaglio il tuo primo gioco e' datato 1983 "Casablanca", poi nel 2004 "Feudo", quindi l'arcinoto "Siena" nel 2005, per proseguire con "Mamma" e "Fishmarket" nel 2006, e dopo un salto di 4 anni ecco il nuovo "De Vulgari", gioco sulla nascita della lingua italiana.
Cronologia esatta oppure ho saltato qualcosa?

Perfetta cronologia.
 
• La prima domanda e' scontata: come mai hai deciso di diventare autore di giochi da tavolo?

 

 

 

 

Anche la risposta è scontata. mi piace giocare. Ho cercato di fare un gioco che liberasse la mia fantasia e che fosse bello. Sicuramente il primo scopo l'ho raggiunto. 
• Parliamo della tua prima creatura "Casablanca", visto che il gioco lo meritava, hai mai pensato di riproporlo magari attualizzandolo con meccaniche riviste?

 

Sì, ci sto pensando da tempo. Ma è proprio il tempo che manca.
 
• Eccoci dunque a De Vulgari, prima di tutto voglio sapere come ti e' venuta l'idea (originale) di fare un gioco sulla nascita della lingua italiana?
 
I passaggi sono stati i seguenti:

Volevo fare un gioco sulle lingue, facile. E ho fatto un card game.
L'ho fatto giocare e mi è stato detto: "la meccanica è simpatica peccato sia ambientato in un college. Il medioevo andrebbe meglio."
Parlandone con Lanzuisi (Daredevil qui sulla Tana, N.d.R), mio caro amico, lui mi ha suggerito di farlo sulla nascita della lingua italiana. Quindi il primo germe è suo. Da quando l'ha detto ci ho messo mezza giornata per traslare l'ambientazione dal moderno al volgare, e mentre ci riuscivo quasi godevo. E' venuto fuori un card game ancora migliore. Poi subito mi sono reso conto che c'era troppo materiale per ridurlo ad un card game e l'ho fatto diventare un boardgame.

 

• C'è una strategia vincente in De Vulgari?

No, e questo credo sia un pregio. Si va a sentimento. C'è chi vuole rimanere mercante (sono quelli che non ti offrono mai una cena) c'è chi vuole diventare frate  (sono quelli buoni). Lanzuisi, per esempio, è un ragazzo buone di cuore... non ha mai terminato da mercante. 
 
• Vedendo il prodotto finito, sei soddisfatto del risultato oppure hai qualche rimpianto?

Non ho ancora visto il prodotto finito. Se ti riferisci al gioco, sono molto soddisfatto. Direi che è un'evoluzione di Siena.
 
• L'editore e' Giochix di Quondam, che finora ha prodotto quasi esclusivamente giochi di Michele Q., cosa lo ha convinto a produrre un gioco di Papini? Ci sono stati intoppi durante lo sviluppo del gioco?

 

 

Beh questo dovreste chiederlo a lui. Intoppi è una parola impropria.
Opinioni che si sono confrontate.
 
• Hai qualche aneddoto da raccontarci capitato durante la gestazione del gioco?

 

 

 

Beh ci siamo sempre molto divertiti. Il divertimento nel gioco è un po' una mia caratteristica, credo di essere poco tedesco da quel punto di vista. Ho giocato con persone che poi ho messo come personaggi nel gioco, questo ci ha coinvolto. A me ho riservato il ruolo di frate Mario, essendo anche io un buono di natura. 
• Mario dacci qualche dettaglio in più su De Vulgari Eloquentia

 

 

 

Io non sono molto esperto nel parlare di meccaniche. Direi che ce ne sono svariate, che si incrociano tra loro.
Di base, in ogni turno ciascuno deve spendere 5 azioni, tra svariate possibili.
Originariamente queste azioni erano un termine temporale. Ciascuno aveva 5 “settimane di tempo”, da impiegare in vari modi. Sono diventate semplici “azioni”, forse perché sia più comprensibile.
 
Vorrei accennare ad alcuni particolari aspetti del gioco.
1) Il cambio di stato sociale.
La propria pedina personaggio, che muove sulla mappa dell’Italia del tardo medioevo, è un mercante, all’inizio del gioco.
Nel corso della partita, puoi far diventare il tuo personaggio frate e/o cardinale.
Questo aspetto ricorda un mio gioco precedente, “Siena”, ma direi che qui c’è un’evoluzione.
In “Siena” partivi contadino e prima della fine della partita dovevi diventare mercante, quindi banchiere, per poter accedere alla vittoria.
In DVE puoi vincere in qualsiasi stato sociale, e credo che il gioco sia
Bilanciato nei 3 ruoli.
I giocatori potrebbero essere interessati a ri-giocarlo per vedere se riescono a vincere in un ruolo diverso da quello già sperimentato.
2) Lo scopo del gioco.
Vince chi alla fine, con il proprio personaggio, ha imparato meglio il volgare,
cioè la futura lingua italiana. I punti vittoria (pv) si chiamano “punti volgare” (pv).
I modi per ottenere “punti volgare” sono tanti. Il principale è aumentare la propria conoscenza linguistica (frequentando università o cogliendo prima di altri certi eventi), e attraverso questa maggiore conoscenza saper leggere più manoscritti possibili, scritti nei dialetti diversi dell’epoca, reperibili nelle corrispondenti regioni.
Per fare questo bisogna quindi viaggiare attraverso l’Italia, nel modo più accorto possibile. Può essere da nord a sud, o viceversa, o in altro modo.
Viaggiare costa denaro, i mercanti avranno modo di farne vendendo le loro merci in alcune città d’Italia.
Per i religiosi, fare soldi è chiaramente più problematico.
3) Diversi Frati e Cardinali
Questa possibilità di trasformarsi da mercante in frate, e poi eventualmente in cardinale, attrae molti giocatori.
Capita un po’ come nella vita vera....cerchi di cambiare, quello che sei non ti soddisfa più.
Per incrementare questo aspetto ho fatto il mercante di tipo standard.
Ciascun mercante è uguale all’altro. Mentre ci sono 5 possibili frati e 5 possibili cardinali, uno diverso dall’altro, con benefit speciali.
Questa ricchezza di particolari diversi induce molti a voler provare il cambio.
Ma alla fine, se per caso dovesse vincere un mercante, capiresti che la vita nuova non era poi così migliore di quella che avevi e che tanto ti annoiava...
4) La strategia
Questo è sicuramente un gioco strategico.
I giocatori più esperti possono pianificare sin dal primo turno che tipo di partita faranno.
Per esempio
a) giocare da mercante 10 turni, diventare frate all’undicesimo, che so forse frate Ralph,  e restare frate fino alla fine.
b) oppure diventare presto frate, per poi diventare per primo cardinale, per esempio Lanzuisi.
c) Fare la partita per addirittura diventare Papa
d) Completare velocemente l’università di Bologna, oppure ignorarla del tutto
e) Curare molto l’aspetto economico, oppure ignorarlo del tutto.
f) Percorrere la penisola nel modo migliore per cogliere prima di altri certi eventi, oppure ignorare questo.
g) Sostare in abbazie, oppure decidere di non entrarvi mai
5) Regole speciali
Ci sono svariate regole speciali in questo gioco, tutte di mia soddisfazione.
Quella del "Cantico delle Creature" di San Francesco, primo documento letterario scritto in volgare, è, nel mio gusto, la più bella che abbia mai creato (ma probabilmente questa classifica interessa solo me...).

 
• A che tipo di giocatore può essere rivolto De Vulgari Eloquentia?

 

 

Credo sia un gioco abbastanza facile, a dispetto delle 10 pagine di regole.
Ma io sono il peggior giudice di questo.

 
• Numero perfetto di giocatori?

A me piace in qualsiasi numero, ma anche qui sono di parte.
In due è molto veloce, in tre ciascuno potrebbe scegliere un ruolo diverso, in quattro o cinque c'è sicuramente la concorrenza tra diversi frati e/o cardinali.

 
• Perché i giocatori dovrebbero giocare De Vulgari?

Premesso che questo è un classico gioco mio, cioè il tipo di gioco che ti puoi aspettare da uno che ha fatto “Feudo” e “Siena”, i giocatori si dividono in 3 categorie, come certamente sapete.
Quelli che conoscono e apprezzano il tipo di giochi che faccio io.
Quelli che conoscono e non apprezzano il tipo di giochi che faccio io.
Quelli che non sanno minimamente chi sia Mario Papini.
 
Alla prima categoria dico: fidatevi del babbo, questo gioco vi piacerà molto.
Alla seconda categoria dico: vi prego, datemi un'altra chance.
Con la terza categoria sono in difficoltà. Sono talmente tanti e variegati che non saprei da dove cominciare per convincerli.
Va beh, ci provo…
A questa moltitudine dico:
se vi piace la storia, se vi piace sorridere giocando, se vi piace la strategia fino al punto di decidere che tipo di vita fare, provate questo gioco.
Della serie… “assaggiatemi, e diverremo amici”.

• Quando uscirà De Vulgari?

E’ previsto per Ottobre 2010.

• Ora un po' di gossip. Personalmente circa 3 anni fa giocai ad un tuo prototipo chiamato Michelangelo che aveva come oggetto l'affresko della cappella Sistina, proprio il tema e la meccanica che ritrovo oggi in Fresko della Queen Games di quest'anno.
Ti sei venduto l'idea?!

Eheh, no in verità non sapevo neanche di questo gioco... abbandonai l'idea di Michelangelo dopo che mi fu negata l'autorizzazione per riprodurre l'affresko nel gioco. Probabilmente dopo averlo fatto giocare nelle varie fiere estere qualcuno ha utilizzato la mia idea, ma invece di utilizzare un vero affresko e dover chiedere un'autorizzazione è stato riprodotto un dipinto ex novo simil rinascimentale così molto probabilmente non c'è stato bisogno di chiedere niente a nessuno...

• Questo non ti scoccia in qualche modo?

 

 

Ma no, io sono un tipo romantico in fondo in fondo.

 

• Ora uno sguardo al futuro, cosa ha nel cassetto Papini come gioco da realizzare?

Che domandona impegnativa! Idee ce ne sono, voglia di studiarci un po' di più pure. E' un po' il tempo che manca. Sai a 57 anni mi sono messo a lavorare sul serio.
Ma il bambino che è in me si agita...

 
• Ci farai aspettare altri 4 anni prima di rivedere un tuo gioco?

L’Ispirazione è una donna. Gironzola, non si sa bene dove. La incontrerò io? E
se la incontrerò, la metterò incinta? :)
Da questo puoi capire che minimo saranno 9 mesi...

• In bocca al lupo per tutto Mario!

Crepi. Un caro saluto a tutti i Goblins.

Morpheus