Intervista nell'Olimpo di Chiarvesio e Iennaco

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Quest'oggi incontriamo l'autore di Kingsburg e del nuovo Olympus: Andrea Chiarversio (tanis70 sulla Tana). Abbiamo fatto quattro chiacchiere ed ecco cosa ne è saltato fuori...

[Morpheus] Ciao Andrea, prima di parlare dell'ultimo nato Olympus, volevo chiederti una cosa.
Ho dato un'occhiata su BGG alla tua cronistoria come autore, ed ho notato che hai fatto tutti giochi o in coppia con un altro autore oppure in un team di autori. La mia domanda è: Hai paura di volare da solo o cosa?

[Andrea] No, forse è perché in realtà mi annoio facilmente, o forse sono solo molto socievole! Del lavoro di autore mi piace molto il generare il sistema di gioco, ideare le meccaniche di base, stabilire il flusso del gioco.

Mentre a volte trovo un po' pesante il passare tanto tempo sullo stesso gioco a rifinirlo, bilanciarlo, dettagliare le regole, seguire i report del playtest eccetera. In questa fase ho bisogno di confrontarmi con qualcuno per non annoiarmi :-) Inoltre, trovo giusto riconoscere il talento delle persone, e quando qualcuno sa fare una cosa meglio di te, perché dovresti intestardirti a farla tu al posto suo, solo per essere quello con l'unico nome sulla scatola?
In alcuni casi, in genere per i giochi che richiedono meno sviluppo o i lavori su commissione, in realtà trovate solo il mio nome come autore (ad esempio nelle Quack Cards, che tuttora reputo una delle mie creazioni migliori, oppure in un gioco di carte che sta per essere pubblicato in Cina di cui magari presto sentirete parlare).

Quello con Luca Iennaco sembra un sodalizio che va molto bene. Come vi siete divisi i compiti operativi (se lo avete fatto)?

Forse ho già risposto prima. Diciamo che nei nostri giochi (ma anche negli altri progetti in comune con altri autori) di solito io sono la mente creativa che sta dietro alle meccaniche principali ed all'impianto di gioco. Luca è lo "sviluppatore", colui che partendo dal mio primo prototipo (anzi, in genere dalla terza o quarta versione, faccio vedere i giochi a Luca quando già funzionano discretamente da soli per non vedermeli bocciare!) rifinisce e sviluppa. Per fare un esempio: la meccanica di piazzamento dadi di Kingsburg, il flusso del gioco organizzato su cinque anni divisi in stagioni, le fasi, lo schema base degli edifici sono tutte idee mie presenti dal primo prototipo. I gettoni "+2", l'effetto di alcuni edifici come la Cattedrale (o l'intera riga dell'Ambasciata), ecc... sono idee di Luca.
Naturalmente i confini non sono così rigidi, se Luca ha delle opinioni sull'impianto generale del gioco so che è saggio dargli ascolto, e solitamente io mi immischio nella definizione anche dei dettagli (su cui devo ammettere che le poche volte in cui siamo in disaccordo alla fine ha quasi sempre ragione lui!).
Come ci diciamo a volte tra noi, siamo una specie di società in cui io ho il 51% delle azioni e Luca il 49%.

Ed ora veniamo ad Olympus. Dobbiamo aspettarci tutti gli Dei dell'Olimpo nel gioco?

Per il momento no, solo dieci (Zeus, Era, Demetra, Artemide, Poseidone, Atena, Afrodite, Efesto, Ares ed Apollo). Nelle prime versioni c'erano anche Mercurio e Bacco, che sono stati momentaneamente accantonati (magari li riprenderemo per un'eventuale espansione), ad un certo punto era comparso anche Ade, ma è tornato rapidamente negli inferi...
Alcuni playtesters hanno chiesto a gran voce l'apparizione di Pollon, magari nella prima espansione... temo ci siano problematiche di copyright ma sarebbe senz'altro divertente!

E' nata prima l'ambientazione oppure prima le meccaniche?

Prima le meccaniche. La meccanica base di Olympus nasce dal mio amore per i giochi di role selection e di piazzamento lavoratori (per intenderci, da Puerto Rico a Citadels o a Twilight Imperium passando per Agricola, Caylus, Leonardo da Vinci, Age of Empires III ecc...).

Volevo una meccanica similare ma che come già accade del resto in alcuni di questi giochi non desse importanza alla posizione al tavolo, perché non mi piace che l'esito della mia partita sia direttamente influenzato in modo pesante dall'identità del giocatore che è di turno prima di me (questo mio poco gradimento per il gioco in senso orario o antiorario lo ritrovate anche riflessa nell'ordine di turno variabile di Kingsburg). Da lì è nata la meccanica base, ovvero la scelta di un giocatore di attivare un potere divino dando la possibilità agli altri di utilizzarlo, ma pagando un "costo", ovvero se in un turno i miei quattro avversari attivano due poteri ciascuno, per un totale di otto poteri diversi, io devo sceglierne uno o al massimo due di cui voglio usufruire (più avanti nel gioco magari tre o addirittura quattro, ma mai tutti).

Da lì, sono andato in cerca di un'ambientazione che si abbinasse bene a questa meccanica, e l'idea dei sacerdoti che andavano a pregare le divinità mi è parsa perfetta. Potevo scegliere altri pantheon, ma per cultura e studi noi italiani siamo più a nostro agio con le divinità greco-romane. Mi servivano delle città indipendenti in lotta tra loro, quindi l'ambientazione romana era da scartare, ed eccoci con Olympus.

La Stratelibri che edita il gioco è stata acquisita, ci sono stati contraccolpi o rallentamenti?

Qualche fisiologica giornata di ritardo nei lavori, ma devo dire che la transizione è stata gestita molto bene da ambo le parti, e credo fermamente che non mancheremo la data di release per Essen.

E' stato di dura gestazione il playtesting oppure è filato via tutto liscio?

Io e Luca siamo tendenzialmente dei perfezionisti (lui molto più di me, a dire il vero), quindi ci applichiamo sempre molto al playtesting dei nostri giochi. Direi che alla fine abbiamo trovato una buona soluzione a tutto, anche grazie al fatto che Olympus è un gioco che tende ad adattarsi allo stile di gioco dei giocatori, e questo rende il playtest più semplice. Paradossalmente, i giochi "per gamers" si autobilanciano molto meglio di quelli dedicati ad un pubblico più casuale, quindi Olympus è filato via più liscio di Kingsburg, sicuramente.

Descrivimi Olympus in breve, quali sono gli elementi "entusiasmanti" del gioco? Scalabilità?

Un gioco a fortuna zero di piazzamento lavoratori (che qui si chiamano sacerdoti), gestione risorse con elementi di civilizzazione e con molta interazione diretta.
E' bello veder crescere la tua città, arricchirla con gli edifici e le scoperte utili per la tua strategia, in qualche caso è molto divertente anche attaccare un avversario che si è preoccupato troppo dei suoi campi e dei suoi mari e poco del suo esercito e costringerlo a pagarti un pesante tributo per il prossimo turno, oppure chiedere ad Apollo di scatenare la peste sulle città dei tuoi avversari e coglierli impreparati!
Funziona perfettamente in 3, 4 o 5 giocatori. Non abbiamo previsto questa volta regole per 2 giocatori perché non c'era modo di farlo scalare in maniera soddisfacente. Mi immagino che i giocatori più volenterosi non faticheranno a crearsi delle house rules per giocare in due.
Una delle caratteristiche del gioco di cui sono più orgoglioso è che ogni gruppo di giocatori può trovare la propria misura di interazione diretta. Nel gioco appunto si può guerreggiare, o invocare pestilenze sulle città altrui o danneggiarle in altri modi.

Nello stesso tempo, non sono mosse obbligate per vincere, quindi se i giocatori sono più di indole pacifica il gioco può diventare quasi esclusivamente una competizione a chi sviluppa in maniera più efficiente la propria città ed i propri meccanismi di produzione, in presenza di giocatori a cui piace un approccio più diretto ed aggressivo la guerra e la peste possono giocare un ruolo più centrale, ma è sempre consentito difendersi. Diciamo che se al tavolo c'è un giocatore aggressivo a livello militare (Sparta vi dice niente?) sarà meglio non ignorare del tutto le proprie difese, ma una città che produce molte merci può addirittura decidere di pagare un piccolo tributo ad una città militarmente più forte quasi ogni turno senza per questo veder diminuire sensibilmente le proprie possibilità di vincere.
Ecco, le soddisfazioni più belle nei report di playtest sono il vedere a fine partita quattro giocatori, uno che ha giocato pesantemente sul piano militare, uno che si è focalizzato sugli sviluppi culturali e sull'edificare l'acropoli, uno che ha il dominio economico e di generazione risorse ed uno che ha scelto un approccio bilanciato giocarsi tutti e quattro la vittoria con uno scarto finale di pochissimi punti...

A Quale tuo gioco tieni di più, a prescindere dal successo che può aver avuto?

E' davvero come chiedere ad un padre a quale dei figli vuole più bene... ho un legame affettivo profondo con le Quack Cards, perché è stato il primo gioco pubblicato con sopra il mio nome...
Kingsburg mi ha dato "quel po' di celebrità" (colta la citazione musicale?) come autore quindi ovviamente ci tengo molto (ed è anche quello su cui ho letto il maggior numero di cattiverie gratuite per cui me la sono, credo giustamente, presa a cuore)...
Wizards of Mickey è stata un'esperienza magica, poteva avere un maggior successo commerciale ma sono orgoglioso del lavoro di sviluppo fatto, e credo di essere l'unico autore italiano ad aver progettato e pubblicato per intero e con un marchio importante come Disney un gioco di carte collezionabili di cui sono uscite anche un buon numero di espansioni... è anche quello per cui non ho sentito un parere negativo da parte di un solo giocatore che l'abbia provato...
Olympus è il nuovo nato quindi in questo momento tutte le mie attenzioni sono per lui...
guarda, ti rispondo Rockstar, che è uno dei miei prototipi non ancora pubblicati, secondo me uno dei migliori ed al cui tema sono decisamente affezionato.

Come giocatore Andrea è più tedesco o filo americano?

Sono filo giochi belli :-) Penso di apprezzare entrambe le tipologie ed entrambi i filoni, credo ci si possa divertire con Agricola quanto con Arkham Horror, con Furia di Dracula quanto con Caylus, con la Guerra dell'Anello quanto con Vasco da Gama. Privarsi di uno dei due principali filoni di giochi da tavolo vuol dire privarsi di molte esperienze di gioco piacevoli!

Olympus presumo uscirà per Essen prossima, tu e Iennaco sarete presenti alla fiera, magari per autografare le scatole?

Io ci sarò sicuramente... spero più che altro a giocare i tanti bei giochi in uscita (a proposito, finalmente esce Costantinopolis, che ho adorato sotto forma di prototipo... e sono davvero curioso di provare Rio della Plata, ed il gioco FFG su Civilization - ma su quest'ultimo ho dei timori), ma senz'altro un po' di tempo allo stand lo passerò!

Olympus è un gioco che potrà avere espansioni?

Assolutamente sì, il gioco si presta tantissimo a scenari, espansioni, ecc... da questo punto di vista è una gabbia meno rigida di Kingsburg dove ad esempio lo spazio per il sesto giocatore è quasi impossibile da creare senza snaturare il gioco.

Domanda d'obbligo. Stai/state pensando testando un nuovo gioco?

Insieme a Luca in questo momento no, siamo impegnati con l'editing finale di Olympus e stiamo lavorando ognuno per suo conto a scenari/espansioni/varianti di Kingsburg che non sappiamo se ed in che forma vedranno la pubblicazione.

Io personalmente invece sto seguendo moltissimi progetti:
sto sviluppando un gioco a fazioni in lotta tra di loro dal titolo provvisorio "Re Riccardo alle Crociate", sto elaborando alcuni prototipi insieme a Pierluca Zizzi (l'autore di Caligula) tra cui un gioco quasi astratto ispirato al calendario maya (da un'idea iniziale di Stefano Pavanello), ho appena iscritto al concorso per il gioco inedito di Lucca un gioco di carte mio e di Marco "Iz" Valtriani dal titolo "Alliances of Kingdoms" ed ho nel cassetto un paio di giochi finiti molto validi, uno è il Rockstar di cui dicevo prima, l'altro è un gioco di parole che si chiama Spelling (in precedenza Wordice). Inoltre c'è un mezzo progetto per un lavoro autoriale di gruppo (sì lo so, ancora un gioco con altri autori!) su un gioco dedicato all'unità d'Italia in vista del centocinquantenario, ma al momento è poco più di un abbozzo...

Insomma, se ci sono editori che leggono l'intervista, non fatevi scrupolo a contattarmi ;-) :-)

Caro Andrea, abbiamo terminato. In bocca al lupo per il nuovo gioco!

Morpheus