La CASA DEL GIOCO di Pierpaolo Turitto

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Sono passati solo quindici anni! Era il 1992, da 500 anni era stata scoperta l’America e qualcuno ancora si chiedeva se ne fosse valsa la pena. Il mondo del gioco in Italia muoveva dei piccoli primi passi a colpi di Dungeons & Dragons, mappe esagonali e Risiko. Qualcuno di noi voleva di piu’ e per questo ci si incontrava come carbonari e si elaboravano piani sovversivi per portare la cultura ludica nelle case di tutti.

Ricordo distintamente una sera in cui prendemmo appuntamento presso la Societa’ Aperta, un’associazione culturale con sede nel quartiere di San Lorenzo a Roma per parlare della "Casa del Gioco". Cosa fosse non e’ poi cosi’ semplice da spiegare: fondamentalmente un gruppo di persone operanti nel mondo ludico che si riunivano per lavorare alla diffusione della famigerata cultura ludica. Se nessuno di voi ne ha mai sentito parlare il motivo e’ presto detto: questa Casa non venne mai edificata. Eppure nessuno si e’ mai demoralizzato e tanti dei presenti di quella sera sono ancora oggi con le maniche rimboccate a lanciar dadi a casa di amici, a nascondere le carte napoletane a Capodanno per proporre un gioco piu’ "evoluto", a spiegare alle cene la differenza tra il gioco ed il giocattolo.

La strada piu’ ovvia che mi si presenta di fronte nello scorrere delle parole e’ fare un bilancio dell’utopia che ci accomunava, ma la evitero’ accuratamente, perche’ di cose ne sono cambiate molte e cio’ che potrei catalogare come un successo, in realta’ e’ un punto di partenza per fare ancora meglio e di piu’. In quel panorama, gli adepti della setta ricevevano a casa un bollettino: Agonistika News, una pubblicazione piu’ ambiziosa e solida di una fanzine ma meno ricca di un periodico. Ho avuto il piacere di poter collaborare a quelle pagine ed oggi sfogliandole la nostalgia mi e’ stata inevitabile.

Quindici anni e di cose ne sono cambiate moltissime, una su tutte l’avvento di Internet che renderebbe obsoleto il voler riproporre una pubblicazione come quella, ma altre cose sono rimaste identiche: come in quei giorni, anche oggi ci incontriamo intorno ad un tavolo per giocare con lo stesso piacere. Cosi’ come allora una setta di appassionati opera in Italia con gli stessi ideali, ora si fanno chiamare Goblin e si danno appuntamento nella Tana.

Come potevano il passato e il presente non incontrarsi? La carta stampata e’ risorta digitale e il sogno di allora e’ lo stesso di oggi!