La cultura dei giochi da tavolo nel Regno Unito

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Originale segnalato da Kraken:
Traduzione a cura di The_LoneWolf
 
La cultura dei giochi da tavolo nel Regno Unito sta diventando in questo periodo più popolare che mai, con club e circoli che stanno aprendo lungo tutto il paese. ToyNews è qui a dirvi come il "mainstream" abbraccia la cultura dei nerd.
Una rivoluzione è in corso.
Dalle colonie di hipster/anticonformisti delle città, alle High Streets dei paesini dormienti, nerd e giocatori celebrano insieme l'ascesa del gioco da tavolo nel Regno Unito.
 
Potendo vantare già una fiorente cultura underground, il gioco da tavolo ora sta finalmente sfociando nel mainstream, costruendosi una presenza sociale con club dedicati e cafè che iniziano a spuntare in tutto il paese.
I produttori di giochi da tavolo stanno ne stanno già vedendo i risultati.
La Spin Master è in questo mercato da soli tre anni, e già in questo lasso di tempo ha visto aumentare la richiesta del suo prodotto ogni anno.
"Il mercato dei giochi da tavolo nel Regno Unito è cresciuto del 5% nel 2013", dice Emma Eden, il manager di mercato della Spin Master. "Con la crescita maggiore dovuta ai giochi per famiglie, seguiti da quelli per bambini".
 
Chiunque apprezza un gioco come Buckaroo, ma questi titoli per famiglie accessibili a tutti non sono gli unici che stanno avendo successo, anche titoli più specialistici stanno iniziando a guadagnare fama e pubblico.
Oggi, nel pub dietro l'angolo potremmo trovare più facilmente un giocone come Cards Against Humanity piuttosto che Oliver Reed (attore britannico famoso per i suoi problemi con l'alcool, e quindi spesso presente in pub/taverne, morto a fine anni 90)
"La cultura dei giochi da tavolo sta sicuramente crescendo" ci dice il manager del mercato della Esdevium Games, e spiega "Sta diventando un godibile modo di passare il tempo per adulti e famiglie".
"I giochi specializzati sono cresciuti da una piccolissima industria di nicchia sino a diventare una stupenda esplosione di creatività con un più largo pubblico, ed è stata una forza fondamentalmente per buona parte della nostra crescita come azienda."
 
Hooly Ringseel, proprietaria della Chelmsford's Dark Side Comics, specializzata in giochi da tavolo e "nerd cultura", e crede che questo più ampio spettro di clientela darà un forte cambio di rotta nell'atteggiamento.
"La cultura nerd è assolutamente molto più accettata in quest giorni", ci spiega.
"Non c'è più quella stigma, quella nomea negativa attaccata, e anche i giocatori da tavolo stanno diventando giovani".
 
Il fenomeno del gioco da tavolo sta crescendo anche nei cafè e nei bar.
 
Questo Settembre, a Londra vedremo apparire un nuovo cafè di giochi da tavolo sotto il nome di Draughts, con un parco titoli di oltre 500 testate, spaziando di tutto da Indovina Chi? fino a un gioco tattico da otto ore.
Toby Hamand, co-fondatore di Draughts, crede che questo è il momento perfetto per aprire un'attività del genere.
"Questa è sicuramente una reazione alla crescente domanda di mercato", ci dice.
"Oxford ha aperto un suo cafè dei board game l'anno scorso, e a Londra abbiamo sicuramente uno spettro di clienti più ampio, che cresce ogni anno."
 
Hamand non è il solo, sei mesa fa, Lesley Singleton ha lanciato il Board Game Club, un'evento organizzato che ogni mese si sposta da pub a pub.
"Abbiamo imparato rapidamente che giochi veloci, subito pronti una volta aperti, che catturano vasti gruppi di persone hanno "battuto" giochi più strategici e pesanti ogni singola volta" spiega Singleton.
"I nostri ospiti non vogliono sedersi per ore, giocando a un'intensa sfida ambientata nel mondo di Tolkien, quando possono divertirsi in modo più spensierato e semplice con una varietà di altri titoli".
 
Nonostante la crescita in popolarità della cultura del cafè giochi da tavolo, il fondatore della Grublin Games, Henry Jasper, crede che i negozi tradizionali rimarranno il cuore dell'intero movimento.
"Giochiamo insieme ad altre persone, e sono i negozi che si concentrano nel creare questo senso di comunità che è la vera forza della cultura dei giochi da tavolo", dice.
"Mi aspetto di vedere che i negozi evolveranno per creare una loro accessibilità più simile a quella di un bar/cafè. 
Voglio dire non dovrebbero diventare veri e propri cafè, ma sicuramente possiamo fare di più per rendere i nostri negozi dei veri centri di ritrovo, più accessibili, confortevoli ed invitanti possibile."
 
Esdevium's Hoggs aggiunge: "Saremmo molto felici di vedere più negozi di giocattoli abbracciare il gioco da tavolo in questo modo. A prescindere dal livello di interesse o esperienza, possiamo fornire raccomandazioni, consigli e strumenti che aiutano a creare una comunità."
"Vorremmo vedere più negozi di questo tipo, più negozi introduttivi alla comunità. Il passaparola è fondamentale. E in questo modo aumenterebbe il potenziale dei giochi da tavolo, così come le reazioni positive dei clienti finali e quindi della domanda del prodotto".
 
 
In chiosa a questo articolo, permettetemi di fare i complimenti al nostro nuovo traduttore che è stato rapidissimo e precisissimo. 
Iniltre vi ricordo questa iniziativa della Redazione:
tramite la quale potete segnalrci recensioni/articoli/altri scritti interessanti in lingua e vederne realizzata la traduzione, a beneficio di tutti i goblin.
Agzaroth - Redazione TdG

Commenti

arkanskar Mar, 14 Ott 2014 - 13:19

"I nostri ospiti non vogliono sedersi per ore, giocando a un'intensa sfiga ambientata nel mondo di Tolkien,"

questa dev'essere corretta :D

arkanskar Mar, 14 Ott 2014 - 13:20

"I nostri ospiti non vogliono sedersi per ore, giocando a un'intensa sfiga ambientata nel mondo di Tolkien,[...]"

questa dev'essere corretta :D

Ulisse67 Dom, 02 Nov 2014 - 19:09

Sono interessatissimo al tema. Mi frulla in testa da un po' di tempo l'idea di un localino, comunque a basso costo ma che abbia quella voglia di abbraccio che sia percepito anche dal non ludico... Il motore è l'aggregazione creativa, che avvicina mondi per farli conoscere. Questione da approfondire e forse impresa da fare....

La realtà è....vivere oggi e non aspettare domani, perchè il paradiso non è un luogo dove andare, ma una sensazione da provare. The Mission cap.2 pag.20