L'INDIMENTICABILE BALROG di Nicola Zotti

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La memoria non mi ha mai assistito al punto da riuscire sempre a collocare un certo articolo col numero esatto della rivista che lo ha pubblicato, di norma nemmeno con un’annata di una rivista, e spesso, malauguratamente, neppure con una precisa testata.

Pero’ "Di che colore sono le corna del Balrog?" no: quell’articolo per me e’ Agonistika News. Un rarissimo caso di identificazione assoluta, che strappa le croste alla memoria e convince i miei refrattari neuroni a catalogare l’articolo di Gianna Masetti tra gli indimenticabili. E forse adesso, grazie a queste poche righe che sto scrivendo, e’ anche, spero per sempre, una cerebrobandierina marcata "numero 5 di Agonistika".

Alcune pagine di Agonistika News erano un soporifero salotto di nonna Speranza, con ninnoli, centrini di pizzo e statuine di ceramica. Un salotto buono nel quale non entravo, ma dal quale mi avrebbero fatto uscire.

Altre parlavano al lettore perche’ il lettore capisse. Lo informavano, nel peggiore dei casi cercavano di educarlo.

Altre, tra cui quelle scritte da Gianna, rompevano la "quarta parete" e guardavano dritti negli occhi di noi giocatori, ci colavano addosso da quelle pagine la nostra stessa sostanza. E vedevi non "quel" gioco, non "il" gioco, ma noi stessi, "i giocatori" com’eravano, siamo e saremo.

Una corte dei miracoli, un freak show, una Danse macabre: il grottesco circo dei giocatori. Mostri non solo agli occhi degli altri, ma innanzitutto consapevolmente agli occhi nostri, nella storica, occidentale, suina attitudine al brago: maiali arrotolati nel fango ma orgogliosi di esserlo.

Attenzione: Gianna ha la mano leggera: le sue parole sono una lima dolce, non una raspa. "Di che colore sono le corna del Balrog?", non e’ satira, non e’ parodia, non e’ farsa. E’ racconto, cronaca, osservazione attentissima, testimonianza inattaccabile. Che il mondo dei giocatori sia fertile ispiratore di prove simili, e che Agonistika News sia stata meritevolmente capace di raccoglierle e di rappresentarle, lo dimostra la presenza in un altro numero della rivista di un secondo (e ultimo) indimenticabile articolo: ne parlera’ chi di dovere quando verra’ il suo turno, qui rendo omaggio alla goliardica, crudele arte dello sghignazzo che seppe esprimere.

L’umorismo di Gianna e’ molto diverso: frizzante e giocoso, e anche quando sembra piu’ caustica e feroce, anche quando si affila gli artigli sul topo, lei verso quello sciagurato, goffo, patetico, maleodorante bersaglio prova un sincero affetto. Non affonda, e potrebbe, le zanne: si ferma (commossa?) davanti al brilli’o che c’e’ negli occhi di ogni giocatore, quella ludica lucciola che illumina le mappe dei boardgame e i tavoli degli RPG e dei Wargame. E poi perche’ esagerare? Il gioco, allora, sarebbe finito. E che Gianna Masetti invece voglia continuare a giocare ce lo ricorda www.thenoobcomic.com, dove pubblica con successo le sue esilaranti strisce: sempre sul mondo dei giocatori (di MMORPG), sempre con lo stesso ineffabile stile.

E vi lascio soli con l’articolo di Gianna, alle sorprese di un intenzionale deja vu o, se preferite, di un deja lu.