PreEssen 2008

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Continua il mio sguardo critico e supponente sulle uscite di Essen, sono stato come sempre molto definitivo, ma credo che sia meglio così. Ricordo che mi baso esclusivamente sul regolamento letto, non sul gioco giocato.


Ricordiamoci del forum dove ritroverte queete analisi e dove potremo parlarne più diffusamente e facilmente. Quindi tutti nel forum..


Ma bando alle ciance…


Los Banditos: 2 giocatori, 15 minuti

Un gioco davvero poco interessante. Un incrocio mal riuscito tra il poker e Shangaien. Risultato bruttino. I giocatori tirano dadi pescati a caso da un sacchetto. I dadi hanno 3 colori diversi e una volta tirati devono essere posizionati solo sul proprio lato in corrispondenza di una carta punti vittoria. Una carta può avere al massimo 3 dadi per giocatore e a seconda della combinazione creata coi dadi i giocatori vinco o perdono la carta. Le combinazioni sono quelle del poker, sfruttando i colori dei dadi come fossero dei semi. Gioco che davvero non dice nulla se non che è meglio comprare Shangaien che risulta davvero più godibile e intrepido, per quanto sfacciatamente simile. Bocciato.

Master Builder: 2-4 giocatori, 60 minuti

Gioco che attira più per la componentistica che per altro. Il succo è che si costruisce, edifici, mura campanili… e non sono tasselli, ma edifici 3d, ad incastro che creano una città. L’effetto è davvero bello oltre che essere molto intrigante, ma il gioco? Prima fase si prendono i lavoratori da un pool. Senza costi, i giocatori dovranno però pagare un compenso ogni turno, i lavoratori sono differenti, più o meno bravi e più o meno esosi. Inoltre ogni lavoratore ha delle caratteristiche specifiche. Poi Si mettono all’asta i contratti che definiscono cosa si deve costruire, in quanto tempo e quanti e quali lavoratori sono richiesti. Quindi si pesca un evento che colpisce i lavoratori, malattie, decessi, avanzamenti et similia indicandoli per caratteristica (e non tutti quelli di uno stesso tipo hanno la stessa caratteristica). Quindi si costruisce verificando soltanto se si hanno i giusti lavoratori. Infine si prendono soldi derivanti da contratti completati e si pagano i lavoratori. Grosso modo ci siamo, vedrete anche voi che il gioco non sembra nulla di che, anzi, banale e poco intrigante se non per la componentistica. Molto casuali gli eventi che danno una certa incertezza anche quando si ha i lavoratori migliori… Insomma… Mediocre (e si salva solo per la componentistica)



Habitat: 2-6 giocatori, 30 minuti

Un gioco di carte non annunciato nelle uscite valleyGames, ma che appare proprio in occasione di questa Essen. Accanto a Titan e Municpium ci ritroveremo questo mazzo di 123 carte raffigurante animali e flora tipici del Canada. Il gioco sembra banale, costruire delle catene alimentari allineando in sequenza animali e flora verificando i requisiti richiesti. I requisiti sono compatibilità ambientale (aria, acqua, terra), compatibilità di dieta (un insetto non mangia un orso, ne il contrario, credo…) compatibilità o meglio corrispondenza di altre caratteristiche (ad esempio sono un po particolari i mangiatori di carogne divisi in carogne acquatiche e terrestri). Inoltre le carte hanno un rank che determina la sequenza delle carte. I giocatori effettuano una fase 1: pescano carte oppure rubano carte agli altri giocatori tra quelle giocate. Quindi una fase 2: giocano carte, le recuperano dagli scarti, usano carte evento. Infine verificano se le loro catena alimentari funzionano e se i loro animali sopravvivono… Non è dato sapere quando finisce il gioco, ne come si fa a vincere, ma il gioco in se si è capito. Un bell’astratto che sembra leggermente ambientato, con disegni di fattura elevatissima e con qualche idea di articolazione tra le carte davvero interessante (incastri a condizione, idea simpatica). La durata dichiarata fa pensare a un gioco comunque non complicato e con decisivi colpi di fortuna, ma sembra divertente e con buone idee. Nella speranza e per il fatto che ci sia il procione tra gli animali disegnati, dico: Buono.



Wasabi: 2-4 giocatori, 45 minuti

Gioco atteso già all’inizio dell’anno e slittato dopo incomprensibili motivi ad Essen 08. Il gioco sfrutta l’interesse dell’occidente verso l’oriente, ambientando il gioco in una cucina giapponese, giocatori che sono degli chef giapponesi che preparano sushi (come se la cucina giapponese fosse solo sushi…). Cmq i giocatori ricevono una mano iniziale di 3 ingredienti e 3 obbiettivi ossia ricette. Nel proprio turno si deve giocare un ingrediente, ossia piazzarlo nel tabellone. In questo modo si andranno a creare catene di ingredienti, ossia tasselli adiacenti verticalmente o orizzontalmente, se in uno di questi due sensi si ricrea la ricetta riportata nel proprio obbiettivo (sequenza continua senza interruzioni o ingredienti non presenti) si completa la ricetta, la pone, quindi da parte e gli si affibbia un punteggio con apposito tassello (ogni tassello ha un valore di difficoltà, ossia di numero di ingredienti e un punteggio). Se la ricetta è esattamente nell’ordine indicato dall’obbiettivo si completa con stile, si ha un bonus. I bonus sono cubetti wasabi che vengono messi dentro una fantomatica ciotola… Ad arricchire il parco giochi davvero misero ci sono le carte azione che sconvolgono le ricette le posizioni le regole e occupano spazi. Il gioco finisce quando il tabellone è pieno. Ora vede bene che non c’è nulla di interessante, un gioco di misero piazzamento sconvolto da carte speciali e con un’ambientazione appiccicata violentemente e con una componentistica che sembra eccezionale (da vedere ste benedette ciotole). Gioco che non entusiasma per nulla, banale, piatto, un deja vu davvero impressionate e non pare neanche a buon mercato. Buttatevi su Medina. Mediocre.