Pressen 08

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Continua il viaggio nel mondo dell'ignoto, quel che ci sarà a Essen 08...

Oggi compariamo due titoli simili di cui però è difficile capire il valore vero. A voi la scelta e il giudizio.

Rincominciamo dunque a leggere qui e nel forum! Buona lettura


Ghost Stories: 2-4 giocatori, 60-90 minuti

Un gioco cooperativo dalla grafica molto intrigante ed evocativa. I giocatori sono dei monaci che cercano di disinfestare i villaggi della campagna cinese. Il gioco sembra essere intrigante e articolato, ma appare molto simile a Shadows Over Camelot (come struttura) senza traditore. Ogni turno di giocatore è diviso in fase yin e fase yang, nella prima il giocatore gestisce i fantasmi, nella seconda il proprio monaco. I fantasmi hanno due effetti o vagano sul tabellone oppure provocano effetti negativi sui giocatori. E’ in questa fase che arrivano nuovi fantasmi con meccanismi interessanti. Se un fantasma ha terrorizzato vagando un certo numero di villaggi la partita è persa.

Nella fase yang il giocatore muove il proprio monaco e o cerca di svolgere l’azione del tassello villaggio dove si trova (che da una serie di bonus e oggetti) oppure cerca di esorcizzare. Per esorcizzare occorre tirare dadi e ottenere dei colori in numero pari al valore di forza del fantasma utilizzando eventualmente bonus o armi speciali.

Fatto questo il giocatore, se è riuscito ad assoldare monaci buddisti, li può utilizzare, questi aiutano nell’esorcismo o bloccano l’arrivo di nuovi fantasmi. Il gioco procede in questo modo finché non sopraggiunge l’incarnazione del cattivo tra i cattivi Wu Feng! Il gioco sembra davvero intrigante per varietà: Wu Feng ha 10 incarnazioni diverse con regole proprie e senza che i giocatori sappiano quale uscirà nella partita, i fantasmi sono molti, i giocatori hanno 2 poteri speciali (tra cui però ne devono scegliere uno all’inizio della partita), i villaggi hanno poteri svariati e variegati.

Grafica meravigliosa e componentistica che sembra eccezionale. In realtà però mi sembra manchi qualcosa (inoltre è solo fino a 4 giocatori). Per me Shadows over Camelot è un metro di giudizio per varietà e possibilità. Tra lui a questo Ghost Stories manca il traditore, ossia l’evento che non ti aspetti o se lo aspetti che non sai quando chi come… Ho l’impressione che con le incarnazioni di Wu Feng si voglia ovviare a questo problema. Altro gioco cooperativo di paragone è Pandemic dove la geniale idea della gestione delle carte virus da quel quid che impone di giocarci, qui quel quid potrebbe essere la gestione dell’entrata dei fantasmi. Non saprei di preciso esprimermi, i cooperativi non sono mai dei bei giochi, molto dipende dal gruppo e ancor più da cosa piace a quel gruppo. Inoltre ci sono regole per la determinazione cmq di un vincitore cosa che ritengo uccida un po il cooperativo. Buono.

 

Red November: 3-8 giocatori, 60-90 minuti

Altro gioco cooperativo di questa Essen 08. Bellissimo graficamente e con una componentistica mirabile con gli gnomi e gli 8 giocatori sostenuti! Il gioco sembra molto più lineare del precedente ed è ambientato in un sommergibile che ha più di qualche problema... Durante la propria fase un giocatore può effettuare una serie di azioni, queste sono: muoversi (comprende aprire portelloni, entrare nelle camere e abbandonare il sommergibile), sbloccare le porte (serrate per vari effetti), estinguere fuochi, pompare acqua, aggiustare i reattori, le bombole di ossigeno o i motori, uccidere il kraken, raccogliere oggetti o scambiarli. sembra un normalissimo gioco alla tedesca, numerose azioni da eseguire, gestione delle risorse e piazzamento. Un po banale si direbbe.

Però ha delle idee illuminate e brillanti, sebbene non propriamente originali. In primis il costo delle azioni: questo è in minuti più minuti si spendono per fare l’azione più è facile effettuarla con successo (x minuti che si spendono + bonus da oggetti o eventi da la soglia da almeno eguagliare col dado d10), quindi grande libertà, molte possibilità, ma anche molto random. Poi, importante, la gestione del tempo che è il fulcro del gioco. Si hanno 60 minuti per evitare il peggio, ogni azione ha appunto un costo in minuti (per un totale massimo di 10 minuti) e questo tempo viene segnato con un segnalino tempo. Il tempo indica non solo quanto rimane agli gnomi, ma anche a chi tocca il turno, il giocatore più indietro nella tabella tempo gioca il turno. Il tassello tempo generale viene spostato solo quando un giocatore lo raggiunge e lo supera in questo modo esiste una gestione della contemporaneità delle azioni dei giocatori che giocano ovviamente in tempi diversi. Un’idea che ricorda un po il giro del mondo in 80 giorni o se volete Jenseit von Theben, ma che qui viene reinventato.

Ancora interessante è il sistema dell’acqua che inonda le camera e che crea dislivelli da camera e camera se i boccaporti rimangono chiusi e che si livella qualora questi vengano aperti. Il resto sembra piuttosto banale. Onestamente comparandolo con i due principi della cooperazione, Shadow over camelot e Pandemic, si nota la mancanza del quid sorpresa del traditore e una pianificazione importante tipica di Pandemic, qui in Red November rovinata dalla presenza anzi onnipresenza del dado. Un gioco molto intrigante per le sue idee molto buone e molto ben studiate. Buono.

Onestamente non saprei cosa consigliare tra i due, come detto, i cooperativi sono molto personali. In generale a leggere le regole sembra che Red November sia decisamente migliore come idee e come struttura. Ma risulta troppo randomico, troppo poco pianificabile. Ghost stories, risulta più piatto e meno originale, ma più pianificabile e con qualche interessante idea di gestione. Inoltre c’è da gustarsi l’ambientazione che può far propendere per l’uno o per l’altro. Ancora c’è una questione di reperibilità, il gioco della FFG sarà rintracciabile dappertutto e ci si può anche aspettare una edizione italiana casa nexus, l’altro potrebbe essere più difficile da trovare, stessa casa di Cash and Guns…

 

Mozaika: 3-5 giocatori, 30-45 minuti

Un gioco davvero banale. I giocatori devono creare il mosaico più bello. I tasselli mosaico hanno un colore e un simbolo. Si pescano dei tasselli, si effettua un’asta a pugno chiuso, secca per determinare l’ordine di presa delle tessere scoperte, e quindi si piazza. Il giocatore che ha offerto di meno prende un tassello che darà punti negativi alla fine del gioco. Quindi c’è una fase di rendite che vengono a seconda della posizione delle singole tessere mosaico nel proprio tabellone. Alla fine del gioco, ossia poco 16 round, cioè quando tutti i tabelloni dei giocatori sono pieni, si conteggiano i punti vittoria. I punti si guadagnano a seconda di come i giocatori sono riusciti a piazzare i tasselli mosaico, sostanzialmente disegni o colori uguali in linea e simmetria vari. Gioco davvero banale che non regala nulla di nulla.

Due-tre anni fa uscì un titolo simile, Giza, che però aveva qualche numero, pur nella sua semplicità, ma qui ci troviamo davanti ad un prodotto misero. Spiazza il fatto che chi ha offerto di meno prende una penalità, ma la questione vera è che non c’è nulla che non si sia stravisto e fatto molto meglio. Un piazzamento davvero piatto. Insufficiente.

 

Sushizock im Gockelwok: 2-5 giocatori, 30 minuti

Gioco che assomiglia in maniera quasi ridicola a Heckmeck o il verme è tratto se volete… Quindi estimatori di questo gioco preparatevi alla novità di Essen che più vi si addice: Sushizock. Il gioco è semplicerrimo, si tirano 5 dadi per un massimo di 3 volte conservando ogni volta almeno un dado. Al terzo lancio si stabilisce cosa il giocatore riceve: ci sono sushi e aringhe. Sushi sono punti positivi, le aringhe negativi. All’inizio della partita si piazzano in sequenza random i tasselli in due file distinte per tipo. A seconda di quanti risultati sushi o aringa si sono ottenuti si può prendere il tassello sushi o aringa nella posizione pari al numero di dadi con quel risultato. Ci sono anche bacchette sui dadi, se un giocatore ne ottiene almeno 3 può rubare aringhe o sushi ad un giocatore. Se un giocatore non può prendere nulla prende l’aringa col valore peggiore. Il gioco finisce quando sono finiti i tasselli da prendere e si va al conteggio. I vari sushi e aringhe devono essere posizionate durante il gioco una sopra l’altra formando due pile distinte. Alla fine si devono togliere tutti i sushi che sorpassano la pila delle aringhe. Quindi si effettua il conteggio.

Gioco intrigante per le sue varie implicazioni tattico strategiche… ehm scusate… Il gioco in se non è nulla, si tirano solo dadi e basta, poi che possa essere divertente è un altro discorso, un gioco così non piacerà ai gamers più duri, ma di sicuro regala qualche momento di rilassamento (se non divertimento). Se vi piace Heckmeck, probabilmente vi piacerà ancora di più Sushizock, altrimenti lasciate perdere. Ma occorre, in una ludoteca, anche del materiale immediato con cui giocare. Forse tra i titoli in uscita ad essen di queste settore ludico, questo, al momento riscontra i miei favori (poi c’è il sushi…). Buono.