[PREVIEW] THE BATTLE OF RED CLIFFS

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ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco









The Battle of Red Cliffs
Autore: E.R.Burgess, Ta-Te Wu Ambientazione: astratto

Editore: Sunrise Tornado Game Studio Meccaniche: pesca e gioca, collezione set
Giocatori: 1-9 Dip. lingua: no
Durata: 30 minuti Link regole: regolamento inglese
Tipologia: GdC Difficoltà: semplice
Descrizione estesa del gioco

 Chi si fosse perso il film (i due film, a dire il vero) capolavoro di John Woo sulla battaglia delle Scogliere Rosse è invitato ad andarselo a vedere.

Nel gioco di Burgess e Ta-Te Wu, invece, l'ambientazione è solo un blandissimo pretesto per proporre una versione semplificata del Mahjong, noto gioco d'azzardo cinese.

Il Mahjong viene giocato con tessere, a volte anche di pregevole fattura e materiali ricercati, qui, invece siamo di fronte a un più economico gioco di carte.


Il mazzo è composto di 125 carte, la maggior parte numerate da 1 a 9, in 4 colori diversi, poi ci sono gli “zero” e le Beauty (che si combinano solo tra loro) e una carta jolly.


Ogni giocatore inizia con 6 carte in mano, all'inizio di ogni mano ne pescherà una nuova e alla fine rimpinguerà fino a 6. Lo scopo è quello di calare in tavola dei tris ottenuti con una serie numerica (tre numeri in successione o tre numeri uguali). La partita termina quando un giocatore ha 5 o più carte punteggio davanti a sé.

Dei tris calati, infatti, va scelta e conservata davanti a sé, scoperta, una sola carta, le altre due si scartano. Sarà poi la combinazione finale delle carte conservate davanti a sé che darà il punteggio, secondo una combinando numeri, Beauties, colori e scale.


Il gioco fornisce la possibilità di partecipare singolarmente fino a 7 giocatori, oppure in squadre fino a 9. E' inoltre proposta una variante per il solitario.

Pro Contro
  • più semplice, veloce e d economico rispetto al Mahjong classico.

  • fortuna preponderante

Conclusioni
 Il sistema è molto semplice e il calcolo del punteggio ha meno opzioni rispetto al Mahjong. La fortuna fa da padrona, del resto deriva da un gioco d'azzardo popolarissimo in oriente. L'originale ha un altro fascino, se non altro come storia, questo rimane un buon introduttivo se non ci si vuol complicare troppo le cose e soprattutto spendere meno.

Come detto in precedenza, il nome del gioco è probabilmente solo un pretesto per attirare curiosi, poteva pure chiamarsi “Bienenstich im Liebesnest”, sarebbe stato lo stesso.

  

Note