[PREVIEW] BRIEFCASE

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ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco.









Briefcase
Autore: Nikolas Sakaloglou, Sotirios Tsantilas Ambientazione: finanza

Editore: Artipia Games Meccaniche: deck-building
Giocatori: da 2 a 4 giocatori Dip. lingua: no
Durata: 45 minuti Link regole: italiane (traduzione TdG)
Tipologia: Gioco di carte Difficoltà: media
Descrizione estesa del gioco

Questo è il gioco dei novelli Briatore! Come nel reality show con protagonista l’ex scapolo d’oro d’Italia, i giocatori sono chiamati ad improvvisarsi imprenditori con lo scopo di acquistare (e far lavorare!) più industrie possibili per avere guadagni da trasformare in punti vittoria.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

 

Come per altri titoli Essini, il gioco è un card game classico con carte che rappresentano le varie risorse necessarie a costruire un’azienda (calcestruzzo, acciaio, personale ed energia), carte che permettono di operare sul mercato comune (acquisti, attivazione, affitto e ostacolo) e carte (dalla forma quadrata simili a quelle di Alta Tensione) che rappresentano le società che si possono acquistare sul mercato.

 

Il gioco si sviluppa in modo classico: pesco le carte, gioco le carte, faccio azioni e se riesco compro società che vanno a formare il mio impero. Le caratteristiche che mi hanno colpito in modo favorevole sono:

-          attivazione delle società: una volta che si sono comprate le società non si ha l’attivazione automatica, ma bisogna poi spendere altre risorse per attivarle (come succede poi nella realtà)

-          interazione fra i giocatori: a differenza di altri giochi di carte, qui i giocatori hanno la possibilità di intralciarsi i piani a vicenda, muovendo carte “blocco” (sia sulle risorse che sull’acquisto delle società) che ne impediscono la pesca;

-          tutte le carte a fine turno, sia giocate che in mano, vanno scartate e se ne pescano di nuove ogni volta

Pro Contro
  •   Indipendenza totale dalla lingua;
  • buona rigiocabilità  (non si gioca sempre con tutte le società contemporaneamente);
  •  interazione “bastarda” fra i giocatori

  •    meccanica già vista

Conclusioni

Il gioco non farà certo gridare il popolo geek per l’innovazione a livello di meccanica, poiché sostanzialmente trasforma un gioco di costruzione e accumulo risorse classico da board game in card game, tuttavia sembra veramente ben studiato e bilanciato, rispecchiando molti passaggi reali del mondo degli affari reale. Le premesse sono certamente ottime, vedremo se il mercato (reale) ne rimarrà piacevolmente sorpreso… anche se personalmente un azzardo sulla buona riuscita ce lo farei.

  

Note
    Gioco inizialmente finanziato su indiegogo.