[PREVIEW] MASSILIA

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ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco.










Titolo
Autore: Alain Epron Ambientazione: Antichità

Editore: Krok Nik Douin Meccaniche: Gestione dadi, piazzamento
Giocatori: da 2 a 4 giocatori Dip. lingua: no
Durata: 90 minuti Link regole: traduzione
Tipologia: GdT Difficoltà: media
Descrizione estesa del gioco

Massilia è il nuovo gioco di Alain Epron, autore che si è fatto conoscere lo scorso anno per l’interessante “Vanuatu”. Massilia, odierna Marsiglia, all’epoca dell’impero romano  era una fiorente città portuale dedita al commercio. I giocatori interpretano dei mercanti dediti ad accrescere i propri affari con la compravendita di prodotti nel porto della città francese.

Il tabellone presenta degli spazi dove i giocatori potranno collocare delle tessere che rappresentano le proprie bancarelle (una sola in fase di set-up, ma possono crescere fino a sei nel corso del gioco). I beni in commercio sono rappresentati dagli onnipresenti cubetti colorati: ci sono 4 differenti merci, di cui 3 principali e una merce meno preziosa. Negli spazi attigui alle bancarelle si muovono i clienti: meeples nei colori delle merci principali. In sintesi estrema il gioco consiste nel rifornire le proprie bancarelle di merci e di attrarre i clienti dello stesso colore per rivenderle.

Il tutto è basato su una meccanica di “gestione del dado”, alla “Troyes” per intenderci. Ci sono dei dadi in 4 differenti colori ai quali corrispondono 4 differenti azioni. C’è una riserva di dadi comuni che vengono rilanciati ad ogni turno e messi al centro del tabellone, ci sono poi dei dadi che appartengono alla riserva personale del giocatore. I dadi personali comportano un costo, per cui se il giocatore non vuole pagare la somma dovuta ogni turno è tenuto a metterli nella riserva comune.
Dopo aver tirato i dadi e scelto cosa fare con i propri della riserva personale i giocatori giocano a turno un numero indefinito di azioni in cui possono:
-prendere un dado (dalla riserva personale o propria) ed applicarne gli effetti;
-passare e prendere il primo posto disponibile per l’ordine di gioco successivo.

Il tutto si ripete per 7 turni, che rappresentano una settimana di lavoro, ed il tutto è legato, come avrete capito, alle azioni offerte dai dadi, che vediamo brevemente:

-I dadi beige consentono di comprare merci dal porto per collocarle sulle proprie bancarelle. Il numero del dado limita il quantitativo di merci, mentre il prezzo delle merci varia di turno in turno (c’è una rotazione delle tessere prezzo tra le varie aree.)
-I dadi marroni consentono di muovere i clienti. Il numero del dado limita gli spostamenti. Se i clienti arrivano in una bancarella che ha merci dello stesso colore del meeple le acquistano, dando in cambio al giocatore soldi e punti vittoria. Oltre ai clienti si può muovere un’altra pedina: il console. Il console permette di fare azioni veramente cattive. Intanto se arriva in un’area vuota consente al giocatore di piazzare un’altra bancarella. Se arriva su una bancarella avversaria consente di sovrascriverla o di far pagare un dazio al giocatore se ci sono delle merci in vendita.
-I dadi grigi consentono di acquisire delle carte divinità, pescandole da un mazzo coperto. Sono carte che offrono azioni speciali, tra le quali gli indispensabili “magheggi” sui dadi. Le carte non riportano testo (come tutto il resto della componentistica), solo simboli.
-I dadi neri, infine, si convertono direttamente in punti vittoria.

Alla fine dei 7 turni i giocatori sommano ai punti guadagnati nel corso della partita i punti forniti dalle bancarelle e sottraggono eventuali penalità accumulate.

Pro Contro
  • Gioco che promette, al pari del precedente “Vanuatu”, una buona dose di interazione tra i giocatori.

  • La meccanica base della gestione dei dadi sa di “già visto”.

Conclusioni

Massilia promette di essere un gioco molto tattico e, in sintonia con il precedente “Vanuatu” e la predisposizione dell’autore, con una buona dose di interazione tra i giocatori. Si dovrà valutare di turno in turno come variano i prezzi (cambiano sia i prezzi di acquisto che di vendita), la possibilità di realizzare punti vittoria, con un occhio alla possibilità di fare bastardate (l’azione più indicata per questo è quella dei dadi marroni, che consente di muovere clienti e console).

A naso direi che il gioco, rispetto a "Vanuatu" è più "leggero".
 Le manipolazioni che si possono operare sui dadi sono tante: alcune sono fornite di base al giocatore pagando punti penalità, altre sono fornite dalle carte speciali. La sensazione è, quindi, che l’elemento aleatorio sia controllabile (ma questo aspetto comporta un’analisi più approfondita). Certo, l’analogia con “Troyes” ed altri giochi simili è alta, e questo è un piccolo punto a sfavore.

La grafica è carina (rispetto a “Vanuatu” è cambiato il disegnatore) e la qualità dei materiali è nello standard, adeguata per la fascia di prezzo proposta.

Note