[PREVIEW] PAX PORFIRIANA

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ATTENZIONE! Le seguenti anteprime sono ricavate dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada dei giochi.



PAX PORFIRIANA

Autore: Phil e Matt Eklund Ambientazione: Storia messicana

Editore: Sierra Madre Games Meccaniche: draft
Giocatori: 2-5 Dip. lingua:
Durata: 90 minuti Regole: Inglese
Tipologia: GdC Difficoltà:
Descrizione estesa del gioco

Phil Eklund continua, con la sua casa editrice Sierra Madre a rispolverare i suoi vecchi titoli, rispolvero che si associa anche ad uno snellimento, alla stessa stregua del "Bios Megafauna" pubblicato lo scorso anno.

Questa volta parte da un titolo di minor successo (e quasi sconosciuto in Italia) "Lords of Sierra Madre" e tira fuori "Pax Porfiriana": passa da un gioco per 2-8 giocatori di 4 ore ad un più abbordabile gioco per 2-5 giocatori che impegna per 90 minuti.

Verte sulla storia messicana, e precisamente sui trentanni di dittatura di Diaz Porfirio, dittatura storicamente chiusa con la rivoluzione del 1910. I giocatori hanno il ruolo di imprenditori benestanti (hanceado) e devono cercare di arricchirsi sfruttando anche i modi subdoli ed i cambi di regime.

Fanno da motore al gioco 220 differenti carte: in ogni partita se ne mettono in gioco 50 + 10 per giocatore, quindi il setup variabile rende alquanto differenziate le partite, dato che tutto avviene tramite esse. Le carte vengono acquistate (draft scoperto) e giocate nel corso del turno di gioco e permettono di creare un motore economico per accumulare ricchezza o di mettere il bastone tra le ruote agli avversari (ci sono molti modi per contrastarsi).

Nel corso del gioco la forma di governo può cambiare: dalla dittatura (pax porfiriana) si può passare all’invasione degli Stati Uniti, la Legge Marziale e l’Anarchia. Ciascuna forma di governo ha effetti sull’economia alterando la rendita delle miniere e delle banche che si posseggono, più altri effetti specifici.

Il gioco si chiude quando c’è un tentativo di destabilizzare Diaz, cosa che avviene mediante delle speciali Topple Card. A seconda della forma di governo presente al momento di giocare una di queste carte il tentativo di stabilizzazione consiste in un colpo di stato, una successione, una rivoluzione o nell’annessione agli Stati Uniti. Un giocatore può risultare vincitore, come colui che ha rimosso Diaz dal potere, se invece il tentativo di destabilizzazione non va a buon fine vince chi ha più soldi.

Per i materiali c’è da notare sono notevolmente migliorati rispetto al vecchio "Lords of Sierra Madre" (non aspettatevi il "deluxe", ma neanche lo spartano estremo che è un po’ lo standard per l’editore).

Come per tutti i giochi della Sierra madre inutile dire che il tutto è fortemente ambientato, aspetto che di solito l’autore predilige a discapito della giocabilità e del bilanciamento.

Pro Contro
  • Fortemente ambientato, come per tutti i giochi dell’autore.

  • Gioco semplificato e ridotto nella durata rispetto al predecessore.

  • Da verificare la qualità dei materiali (sicuramente migliori ripetto a "Lords of sierra Madre", ma per questo non ci voleva molto).

  • Da verificare quanto il gioco sia controllabile.

Conclusioni

Per quanto sia un appassionato di Phil Eklund penso che uno dei presupposti per farsi piacere i suoi giochi è quello di essere attratto dall’ambientazione (visto che è il suo punto forte). É l’aspetto che un po’ mi frena su Pax Porfiriana, mentre, per esempio, la colonizzazione spaziale di "High frontier" mi aveva fulminato sul colpo un gioco sulla rivoluzione messicana fatica un po’ a scaldarmi. Ovviamente è una considerazione strettamente personale e alla fine, comunque, potrei cedere.

Note