[PREVIEW] POLIS: FIGHT FOR THE HEGEMONY

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Scommetto che al momento è nella wishlist di pochi, ma provate lo stesso a leggere, potrebbe rivelarsi interessante.

ATTENZIONE! La seguente anteprima è ricavata dalle impressioni successive alla sola lettura del regolamento senza prova su strada del gioco.






Polis: Fight for the Hegemony
Autore: Fran Diaz Ambientazione: Antica Grecia

Editore: Asylum Games Meccaniche: Combattimento, Controllo territorio, commercio
Giocatori: 2 giocatori Dip. lingua: Bassa
Durata: 150 minuti Link regole: regole da BGG
Tipologia: Gioco da Tavolo Difficoltà: Impegnativo
Descrizione estesa del gioco

Il gioco in questione viene da un piccolo editore spagnolo e da un autore esordiente, pubblicato dopo che per due anni è stato disponibile come print&play: difficile, con queste premesse, che avrà i riflettori puntati in fiera, ma mi sono trovato quasi per caso a leggerne le regole restando piacevolmente colpito per alcune aspetti.

<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />Polis: fight for the hegemony ci porta ai tempi delle polis greche e vede due contendenti  contrapposti a guidare le sorti di Sparta e Atene. Un tipico gioco di conquista, che ha anche una corposa componente economica-gestionale, quasi lo si potrebbe definire un gioco di civilizzazione, con la peculiarità di essere prettamente progettato per due. Le due ore e mezza indicate per la partita e un regolamento di 20 pagine lasciano intuire che il target prefissato riguardo l’esperienza è abbastanza alto.

La mappa mostra la Grecia dell’antichità, estesa alla Sicilia e all’Asia minore; è divisa in territori, ed ogni territorio ha dei beni commercio presenti e una o più città. Ad ogni città (18 in gioco) corrisponde una carta che ne riassume le caratteristiche in termini di popolazione potenziale e fortificazione per resistere agli assedi, la carta viene assegnata al giocatore che la conquista.

 

Nel corso della partita i giocatori estendono il proprio territorio, conquistando nuove città, ed accrescono la popolazione delle città aggiungendo cubetti alle rispettive carte. Possono trasformare i suddetti/cubetti popolazione in: opliti (unità militari terrestri), galee (unità militari di mare), mercanti (indispensabili per il commercio). Convertire cubetti in unità specializzate serve per le vari azioni di conquista e sviluppo, ma comporta privarsi di punti vittoria. Infatti alla fine del gioco il punteggio si valuta in base alla popolazione complessiva delle proprie polis e ai punti prestigio che si conquistano nel corso della partita (conquistando città, completando edifici di prestigio, ecc.).

Interessante il sistema di comercio che prevede  6 differenti beni, di cui 4 comuni e presenti nei territori, 2 più rari e preziosi (argento e grano). Ovviamente i beni preziosi sono indispensabili per accrescere e sfamare la popolazione (grano) e per le costruzioni più prestigiose (argento):  possono essere ottenuti costruendo delle rotte di commercio verso i mercati esterni, o con un meno vantaggioso baratto interno.

 

La partita si sviluppa in un massimo di 4 round (si interrompe prima se un giocatore conquista la capitale nemica) e si articola in in numero indefinito di turni in cui si alternano i giocatori. Ogni turno consiste nell’eseguire 2 azioni a scelta tra 12, quando un giocatore passa l’altro può continuare ad eseguire azioni, ma pagando un costo aggiuntivo di una risorsa ad azione. Le azioni consentono di costruire nuove truppe convertendo i cubetti popolazione, di muoverli sulla mappa (le galee fanno anche da ponte per lo spostamento degli opliti), di raccogliere i beni che un territorio occupato fornisce, di commerciare beni mediante le due modalità descritte. Per accrescere il proprio prestigio le città possono avviare dei progetti (che sono in pratica edifici o personaggi famosi, come templi, filosofi, ecc.); la peculiarità del gioco è che ogni progetto può essere avviato  da un limitato numero di città (non potete far nascere Fidia a Sparta...), il che contribuisce ad ambientare il gioco e a differenziare le due fazioni.

 

I combattimenti sono di due tipi:

-gli assedi delle città che richiedono una specifica azione da consumare nel proprio turno e si risolvono con un semplice lancio di dado da confrontare con il valore di fortificazione

-i combattimenti di truppe (di terra o di mare) che non richiedono un’azione specifica, ma si risolvono alla fine di ogni turno se in un territorio di sono più di 8 unità. Si risolvono mediante delle carte che si pescano da un mazzo comune in base al numero di unità coinvolte; niente di nuovo come meccanismo, ma sembra ben studiato.

 

Oltre che nel combattimento l’alea è presente nella pesca di una carta evento ad inizio turno, che può comportare bonus/malus per i contendenti.

Come detto si prosegue la partita fino alla conquista della capitale nemica o per quattro round complessivi ai termini del quale i contentendi conteggiano prestigio e popolazione per decretare la vittoria.

Pro Contro
  •    Sistema di gioco che sembra ben strutturato.
  • Originalità nel proporre un gioco di civilizzazione progettato per due giocatori (anche se può essere un limite).

  •    L’incognita di un autore esordiente e di un editore poco conosciuto...
  • La reperibilità potrebbe essere un problema: il classico “prendere o lasciare” in fiera (o sperare in una futura edizione se il gioco avrà successo).

Conclusioni

Il gioco sembra interessante. Con tutte le incognite che possono venire da un autore ed un editore semisconosciuti: da verificare il sistema di combattimento con le carte, da verificare il sistema di commercio, ...diciamo da verificare tutto e andarci cauti, ma la lettura mi ha ben impressionato. Come vincolo strettamente personale mi frena  il fatto che al momento ho rare occasioni per giocare in due a giochi di un certo spessore.

  

Note
 Immagini tratte da boardgamegeek