[Prova su Strada] My Village

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My Village

Dopo aver preso questo gioco in fiera, al termine di un paio di turni giocati nella ressa teutonica, non vedevo l’ora di rigiocarlo.

Così il giorno dopo essere tornato a casa mi ritrovo con due amici al tavolo di casa mia a spiegare questo gestionale di dadi (uno della lunga serie partorita in questa annata esseniana).

Dopo aver preso questo gioco in fiera, al termine di un paio di turni giocati nella ressa teutonica, non vedevo l’ora di rigiocarlo.

Così il giorno dopo essere tornato a casa mi ritrovo con due amici al tavolo di casa mia a spiegare questo gestionale di dadi (uno della lunga serie partorita in questa annata esseniana).

IL GIOCO

Il gioco non è banalissimo da spiegare perché le cose da dire sono molte, ma tutto è reso facile da una grafica ed un’iconografia davvero ottime. Ogni carta del gioco descrive in modo chiaro effetti e funzioni e contribuisce ad un colpo d’occhio davvero notevole. In My Village, infatti, ci si trova ad ampliare il proprio villaggio acquistando carte che raffigurano strade su cui viaggiare, la chiesa, la casa patronale, i campi coltivati, le bancarelle del mercato ed altro ancora. Da un pool di dadi lanciati ogni turno occorre prenderne due e svolgere una o più azioni date dalla somma precisa dei due valori sui dadi. Alcune azioni sono singole mentre altre (soprattutto dopo che si è molto ampliato il proprio villaggio) possono dare vita ad una serie nutrita di azioni concatenate. Tutto però costa tempo, ed il tempo è impietoso. Come per il genitore the Village, infatti, anche in questa versione dadosa, allo scorrere del tempo muoiono le persone del proprio villaggio. Qui però è possibile istruire altri villeggianti per fargli prendere il posto dei dipartiti che, se lasciati vacanti, inibiscono alcune delle azioni fattibili.

Una chicca molto carina è che i punti vittoria appena guadagnati vengono immagazzinati da una parte ma sono a rischio di essere letteralmente dimezzati al sopraggiungere dei topi. Per metterli al sicuro dai roditori occorre spendere alcune azioni che servono ad immagazzinarli in casa propria. I topi arrivano al sopraggiungere di un certo numero di decessi e tali decessi scandiscono anche la durata della partita e possono dare spunti strategici interessanti.

PRIME IMPRESSIONI

Tutto ben fatto, con costo contenuto e materiali e grafica ottimi. Scorre bene e offre molte possibili strategie dando anche una buona sensazione di controllabilità e di crescita al giocatore. Infatti chi odia il dado non si faccia ingannare, ci sono molte meccaniche adatte a gestire il risultato dei lanci oltre al fatto che essere primo giocatore dona una possibilità di scelta molto ampia che ovviamente si va assottigliando per i giocatori successivi (diminuiscono i dadi fra cui scegliere).

Anche questo titolo, insomma, è stato molto gradito dal mio gruppo risultando promosso pienamente alla prova su strada.