Prove da Essen: i Giullari - parte I

Ho giocato a...
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Prima giornata di Essen iniziata con un lieve ritardo per noi a causa di eterni lavori in autostrada, ma poco dopo le 13 riusciamo a varcare i cancelli del paese dei balocchi. 

Facciamo un giro di ambientazione e vediamo già pennuto seduto ai tavoli.

Prima giornata di Essen iniziata con un lieve ritardo per noi a causa di eterni lavori in autostrada, ma poco dopo le 13 riusciamo a varcare i cancelli del paese dei balocchi. 

Facciamo un giro di ambientazione e vediamo già Pennuto seduto ai tavoli.

Puntiamo subito ad uno dei titoli che saranno presi d'assalto e ci lanciamo verso THE COLONISTS, il gioco è maestoso, ma purtroppo gran parte dei materiali resterà nella scatola. La versione base che abbiamo giocato, consigliata per la prima partita, prevede una semplice gestione di risorse e lavoratori. Il nostro segnalino si muove sulla mappa centrale, composta da tanti esagoni, per massimo tre passi e, ad ogni passo, può fare un azione. Con le azioni si ottengono risorse, si migliorano e si acquistano nuovi edifici e lavoratori. Alla fine di ogni turno la mappa si ingrandisce ed entrano in gioco nuovi edifici e possibilità. Il gioco richiede una grande ottimizzazione per la scarsità di risorse (o meglio di posto dove tenerle tra un turno e l'altro) ma scarseggia in interazione,come si poteva intuire dalla possibilità di giocarlo in solitario. L'unico piccolo soffio di interazione visto è nel dover pagare l'avversario per usare l'edificio occupato dal loro colono. Ribadiamo: abbiamo visto solo la versione base base base e da alcune tessere viste l'interazione aumenta, grazie al diplomatico ad esempio che permette di usare tessere occupate da altri. Il gioco sottende molta più profondità di quanta abbiamo potuto vedere. La spiegatrice ci svela che abbiamo giocato con le prime 20 pagine del regolamento, e ne mancano più di 30. Da approfondire sicuramente. Ah. C'è una leggera dipendenza dalla lingua. 

voto 4/5

Passiamo dalla Artipia dove lo scorso anno ci innamorammo di Pursuit of Happiness, e proviamo FIELDS OF GREEN, il gioco ci viene presentato come il discendente di Among the stars. Nel gioco draftiamo 6 carte prese a scelta tra 4 mazzi: campi, che forniscono cibo, allevamenti che trasformano il cibo in soldi, costruzioni che convertono soldi in punti e edifici che danno punti a fine partita. 

Il gioco ci lascia un po’ freddini, non ha guizzi particolari ed è difficile programmare strategie, non è scoccata la scintilla: Voto 2/5

Giriamo tra i padiglioni e iniziamo a memorizzare i giochi da acquistare domani, ci fermiamo ancora al tavolo di LORENZO IL MAGNIFICO, a spiegarci il gioco l'autore in persona. Il gioco è molto cattivo, l'interazione si sente fortissima come la coperta molto corta. I dadi e le carte donano varietà e le strade da perseguire tante e (pare) tutte bilanciate. Il gioco forse non apporta grandi novità, ma fila che è una meraviglia. Il gioco è già sul camper assieme a Micromondo.

voto 4/5

Andiamo a cena e Aibi tira fuori dal Giappone ALCHEMIDUS, il gioco richiede silenzio e concentrazione per capire come manipolare i dadi senza errori. Gioco interessante e intelligente, forse difficile da proporre vista la natura brain burner del titolo. Tanto da pensare, ma gran soddisfazione per chi riesce a vedere il processo migliore di trasformazione. 

voto 3/5

Andiamo a giocare a Micromondo e a Lorenzo ora. A domani

I giullari

Autore: 
IGiullari

Commenti

Ritratto di pennuto77
pennuto77

Solo un piccolo appunto, the Colonist è molto dipendente dalla lingua nelle carte che sono in mano ai giocatori e contengono parecchio testo.

Ritratto di Kobayashi
Kobayashi

Grazie per il report! A malincuore depenno Lorenzo dalla wishlist...cattiveria & interazione non vanno d'accordo con il mio menage famigliare :)