Prove da Essen: pennuto77 - parte V

Ho giocato a...
Giochi

Stanco ma soddisfatto anche quest’anno mi accingo a rientrare nella madre patria dopo aver passato la settimana paradisiaca che Essen ci offre ad ogni fiera. Inutile dire che mi sono divertito come un matto e che non penso ci sia nulla di meglio di questa fiera per un amante dei giochi da tavolo.
Innanzi tutto voglio fare un mega saluto a tutti i numerosissimi Goblin che riesco sempre ad incontrare ad Essen e che sono uno dei motivi principali per cui ormai mi ritrovo ad organizzare tutte le mie vacanze in funzione della settimana in Germania.
Sicuro però che non sono queste sdolcinatezze che volete leggere partiamo subito a descrivere i numerosi giochi provati la domenica di chiusura della Fiera di Essen 2016:

Stanco ma soddisfatto anche quest’anno mi accingo a rientrare nella madre patria dopo aver passato la settimana paradisiaca che Essen ci offre ad ogni fiera. Inutile dire che mi sono divertito come un matto e che non penso ci sia nulla di meglio di questa fiera per un amante dei giochi da tavolo.
Innanzi tutto voglio fare un mega saluto a tutti i numerosissimi Goblin che riesco sempre ad incontrare ad Essen e che sono uno dei motivi principali per cui ormai mi ritrovo ad organizzare tutte le mie vacanze in funzione della settimana in Germania.
Sicuro però che non sono queste sdolcinatezze che volete leggere partiamo subito a descrivere i numerosi giochi provati la domenica di chiusura della Fiera di Essen 2016:

Spaghetti:
Ovviamente non si tratta di uno dei tanti giochi che avevo in lista ma, avendo due figli piccoli, non potevo non buttare anche un occhio ai giochi per bambini. Complice anche un filo di campanilismo, mi sono fermato a fare una partita a questo giochino di destrezza davvero simpatico e dall’ambientazione decisamente invitante. Si tratta semplicemente di un gioco di destrezza in cui occorre prendere dei lacci di diversa lunghezza e colore (del tutto uguali ai lacci delle scarpe) stando attenti a non far cadere tre polpette di carne (sostanzialmente tre palline da pingpong colorate di marrone). Carino e dal bell’impatto visivo, devo ammettere che questo titolo sarebbe sicuramente entrato tra i miei acquisti, se non avessi avuto drammatici problemi di spazio in valigia. Ovviamente si tratta di un giudizio “tarato” sul target di riferimento del gioco.

Voto per tipo di gioco: 6,5
Voto personale: 6

Area 51: Top secret
Per grafica ed astrattezza non mi ero interessato particolarmente a questo titolo prima della fiera tanto che non era neppure fra i 110 regolamenti letti prima della fiera. Tuttavia grazie al più preparato dei miei compagni di fiera (il goblin Alessandro “Jelerak” Mongelli) ci siamo seduti al tavolo da gioco di questo astratto, poi rivelatosi titolo interessantissimo . Sostanzialmente i giocatori devono usare delle carte in 4 colori diversi per costruire pozzi di estrazione di altrettanti colori per poi fare punti proprio con le carte usate per erigere tali strutture. Le carte hanno un valore che va da 1 a 4 e necessitano di pozzi da implementare fino ad un livello altrettanto alto di sicurezza per poter portare a casa i corrispettivi punti vittoria. Ci sono tre aree con spazi limitati dove erigere le proprie strutture e anche il numero di queste ultime è limitato. Inoltre è possibile costruire e spostare dei mezzi di trasporto che permettano di collegare le tre aree tra loro per scorare anche carte di aree diverse con pozzi posizionati altrove. Il meccanismo per cui i punti si fanno per mezzo delle stesse carte che è necessario giocare nei siti per erigere e upgradare i pozzi è estremamente interessante e apre le porte a moltissime differenti strategie: pozzi piccoli ovunque per fare pochi punti ma spesso, pochi pozzi molto specializzati e magari ben collegati per fare poche azioni ma molto remunerative. Essere quello che dà sempre il via alla fase di punteggio, anche se sacrificando azioni sulla plancia, oppure, viceversa, consolidare la propria scuderia di strutture e lasciare che siano gli altri a fare punti? Avere le torri per tutti i colori delle carte o specializzarsi solo su alcune?
Devo dire che questo german freddo e spietato mi ha piacevolmente sorpreso e mi sono anche portato a casa una copia!

Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7,5

Goths save the Queen:
Trattasi di un giochino da 20-30 minuti di tempo edito da una delle case più interessanti per quanto si tratta di filler rapidi, molto accattivanti esteticamente e sempre divertenti ed originali: la Sit Down! È un giochino basato su un’idea tanto semplice quanto efficace. I due schieramenti contrapposti sono formati da due giocatori che, senza poter parlare, devono giocare una carta coperta a testa e azzeccare le intenzioni l’uno dell’altro per poter compiere l’azione desiderata, pena il rimanere fermi e perdere le due carte giocate. Infatti i due mazzi dei giocatori che collaborano sono completamente differenti ma hanno in comune il colore di fondo delle carte a disposizione. Vi sono due o più carte per ognuno dei 4 colori a disposizione. Prima gioca una carta coperta il comandante che sul dorso della carta mostra due colori ma non dice quale dei due sia quello presente sul lato coperto. Il compagno ha dunque il 50% di possibilità di azzeccare il corretto colore da giocare pena il perdere completamente il turno. Le carte azione del sottoposto fanno compiere al proprio esercito le più svariate azioni ma solo a patto di essersi coordinati correttamente. Ovviamente le diverse situazioni di gioco possono aiutare ad intuire il colore scelto dal comandante ma il gioco è talmente semplice e immediato che non è poi così banale riuscirci. La partita termina se si uccidono i soldati avversari o se si avanza fino al centro di un’ipotetica mappa fatta di una fila di carte e si libera la regina. I filler non sono tra le mie tipologie di gioco preferite ma questo risulta davvero divertente e gli sfottò al tavolo da gioco si sprecano, complice una grafica e un’ambientazione davvero gradevoli. Inoltre è un gioco che costa poco, dura solo qualche minuto e diverte grandi e piccoli.
Voto per tipo di gioco: 7
Voto personale: 7

Dokmus:
Astratto della categoria dei giochi scacchistici di piazzamento casette su una mappa componibile di tessere riportanti pianure, foreste, montagne, laghi, vulcani, circoli magici e i fondamentali templi. Proprio il posizionare le proprie casette adiacenti ai tempi sulla mappa è il principale modo di fare punti. Vi sono altre modalità per fare punti e tutta la partita risulta sempre tesa ed interessante oltre che aperta a strategie e ragionamenti mai banali e scontati. Inoltre la possibilità di scegliere ogni turno fra una serie di tessere che danno un potere speciale e determinano anche l’ordine di gioco aumenta le strategie applicabili di volta in volta. Ho trovato davvero bello questo gioco e se piacciono questa tipologia di titoli astratti di posizionamento non posso che consigliarlo molto vivamente.

Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7+

Rhodes:
Si tratta di un piazzamento lavoratori molto classico in cui i diversi giocatori devono produrre merci, imbarcarle e venderle per fare soldi e punti vittoria. È possibile erigere edifici dai poteri propedeutici alla propria strategia e costruire magazzini e campi di produzione. L’idea particolare sta nel fatto che le merci, per poter essere vendute e soddisfare i contratti che forniscono punti, devono essere imbracate sulle proprie navi che poi si sposteranno tra i moli comuni al porto. Ogni nave che entra determina lo scorrere di quelle già presenti al porto con il seguente abbassamento dei prezzi. Con un’apposita azione i giocatori possono acquistare le merci sulle navi al prezzo via via più basso a seconda di quanto avanti sia arrivata la nave da cui si compra. Potendo comprare anche le merci posizionate sulle navi altrui senza penalità o bonus per chi le aveva imbarcate si genera una corsa al porto che fa del timing con cui si compie tale azione la questione fondamentale per vincere. Non è nulla di particolarmente innovativo od interessante e francamente non mi ha conquistato più di tanto questo gioco sebbene a molti altri sia piaciuto e non abbia comunque nessun particolare difetto (tranne una grafica davvero orrenda).

Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 6,5

Riporto ciò che avevo scritto l’anno passato alla fine di questi report poiché coincide con ciò che penso anche quest’anno e avvalora la tesi di un trend davvero positivo del nostro passatempo preferito:
“Non sono molti i titoli che mi hanno davvero colpito tuttavia devo dire che la qualità media dei giochi provati è piuttosto alta. Bisogna però considerare che alla base di ciò vi è una notevole attività di scrematura preventiva e selezione basate sulla lettura di oltre 100 regolamenti. Inoltre con il gruppo di Essen si discuteva del fatto che ormai siamo giocatori molto “navigati” per cui titoli che nei primi anni ci avrebbero impressionato molto di più ora si ritrovano ad essere trattati con più freddezza anche in base ad ingenerosi paragoni con i “mostri sacri” delle loro categorie di appartenenza. Paragone che ai primi tempi non avevamo le conoscenze per fare. Nel complesso rimane una buona annata caratterizzata da un elevatissimo numero di nuove uscite che fa ben sperare per un trend del nostro mercato che pare in forte crescita”.
Quanto scritto per il 2015 vale anche quest’anno sebbene ad ulteriore riprova dell’ottima annata posso serenamente dire che questa volta, tra i tanti giochi provati, molti hanno saputo dimostrare originalità e coraggio, probabilmente grazie ad una situazione del mercato molto florida ed in crescita che ha incoraggiato gli editori a rischiare di più e proporre titoli che in tempi meno buoni probabilmente non si sarebbero potuti arrischiare a presentare. Davvero tantissimi sono i titoli che mi sono piaciuti ed il mio lavoro di selezione preventiva mi ha permesso di provare quasi solo titoli molto validi. Di questo devo anche ringraziare i tanti amici Goblin con cui mi confronto e di cui leggo le opinioni prima della fiera e che sono ormai i miei compagni inseparabili di queste kermesse. Su tutti non posso non citare: Alessandro “jelerak”, Marco “Zerro”, Giuseppe “Rivin”, Lorenzo “Sbrecco” e Daniele “Ditadinchiostro” che da diversi anni ormai fanno parte della mia compagnia itinerante fra i padiglione della Fiera. A loro si uniscono anche gli altri numerosissimi Glblin che vedo durante la Messe e le sera dopo di essa ma che non cito volutamente perché farei un grave torto ad i sicuramente molti nomi che dimenticherei certamente. Siete tutti nel mio cuore e formate la famiglia allargata di amici e compagni di gioco che amo tanto e che è il principale motivo per cui sono ormai più di 10 anni che pratico il nostro bellissimo passatempo comune. Grazie di cuore a tutti e ci vediamo l’anno prossimo a fine ottobre!
Ricordatevi sempre che i miei giudizi sono dati “a caldo” e spesso dopo pochissimi turni giocati per cui vanno presi con il beneficio del dubbio e servono solo da fallace linea guida per orientarsi nel mare magnum dei giochi che escono ogni anno in questa occasione. Ci sarà successivamente tempo e modo di approfondire giocando più partite a tanti giochi sopra recensiti ed ai sicuramente tanti altri che non sono riuscito a provare (ad esempio Terraforming Mars, Great Western Trail, A Feast for Odin, ecc. ecc.).