Recensioni Fuorilegge - Le Havre, non è un porto per vecchi

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Devo ammettere che sono sempre tre ore, tre ore e mezza, di grandissima soddisfazione, qualcosa che vale la pena di fare da solo quanto con amici o semplici conoscenti; ciò nonostante anche la versione estesa del Ritorno del Re non può essere sempre l'avvenimento della domenica pomeriggio, quindi, qualche volta, abbiamo giocato a Le Havre, conquistando un angolo di paradiso secondo i crismi di qualsiasi credo.
Nel 2007 Uwe se ne usciva con il fortunato Agricola, con il quale, per la prima volta, riusciva a dare sfogo alle sue polluzioni matematiche senza produrre aborti come già accaduto in precedenza.

Visto il successo di un prodotto che finalmente la gente non usava per asciugarsi il vomito causato dal prodotto stesso, il nostro eroe decise, ad un solo anno di distanza, di dare alle stampe un gioco che accontentasse un po' più il suo ego e un po' meno i giocatori. Insomma l'idea che tutte quelle mani toccassero, magari riuscendo a gestire, il suo lavoro, lo doveva aver reso davvero furibondo. Così ecco Le Havre, il gioco che se fosse uscito prima di Agricola, avrebbe chiuso la porta a chiave.



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