[Report] Essen 2015: sabato

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 Nel giorno più caotico e convulso della fiera se si vuole provare qualcosa di serio occorre fare una scelta netta ed impegnativa. E a beneficio mio e di tutti voi sabato mattina decido di piazzarmi in modo stabile e con netto anticipo alla stand Spielworxx. Eccovi il resoconto dei giochi provati e le mie impressioni: 
 
 Haithabu:
Dei due titoli di questa notevole casa editrice Haitabu era sicuramente quello che mi interessava meno dalla lettura del regolamento. Tuttavia complice il tavolo prenotato a Dilluvia Project mi siedo a malincuore accanto per provare questo titolo di compravendita e spedizione merci. Il gioco è piuttosto lineare e pulito e si gioca tutto sull’ottimizzazione di mosse e soldi per comprare a poco, vendere a tanto e spedire nel modo migliore. Tutto gira bene e funziona tuttavia nulla stupisce per originalità e bellezza. Non posso certo dire si tratti di un gioco brutto, anzi, tuttavia come molti altri titoli di questa fiera non riesce a fare breccia nel mio cuore ludico in modo particolare. Buon gioco, nulla di più.
Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7,5
 
 Dilluvia Project:
Ebbene si, ci fermiamo al tavolo di Haitabu quel tanto che basta ad attendere che finiscano i tedeschi del tavolo accanto in modo da fare a cambio con loro e poter finalmente provare quello che era per me uno dei titoli più attesi della Messe 2015. Abbiamo la fortuna di incappare in uno spiegatore davvero bravo che ci fa digerire il non semplicissimo regolamento di Dilluvia come se nulla fosse. Già dalle primissime mosse il gioco mi conquista apparendomi profondo, interessante e molto ben amalgamato. Una meccanica di piazzamento lavoratori con alcune idee carine si fonde molto bene con una fase di piazzamento tessere sulla mappa (senza particolari scontri fra i giocatori) ed una sensazione di crescita e sviluppo della propria strategia sia sul breve che sul lungo termine che mi appaga moltissimo. Tutto sommato i turni scorrono molto tranquilli e lineari e l’interazione fra i giocatori non è mai gratuita o distruttiva e si limita al timing nell’occupare le mosse migliori per i propri scopi. Alzandomi dal tavolo mi dirigo direttamene alla casa per acquistare quello che al momento è sicuramente il miglior titolo provato in fiera. Anche Project Elite mi è molto piaciuto ma perché originale e particolare, tuttavia si trattava di un gioco molto più leggero e meno in sintonia con i miei gusti. Dilluvia invece è esattamente il tedesco che aspettavo da questa fiera e che spero venga eguagliato da Mombasa che però ancora non sono riuscito a provare.
Voto per tipo di gioco: 8,5
Voto personale: 9
 
 OctoDice:
Si sa che il sabato non si può fare tanto gli schizzinosi per cui incappando in un tavolo libero di questo giochino di dadi dalla grafica uguale a AcquaSphere non ci tiriamo indietro. Il gioco è carino e scorre via senza intoppi regalando 20 minuti di combinazioni dadose che personalmente mi hanno ricordato molto Roll Throught the Ages anche se in versione più light. Si hanno a disposizione sei dadi ogni turno, tre bianchi e tre neri, e ogni lancio si deve mettere da parte una coppia di essi per poi lanciare gli altri. Alla fine le sei facce accantonate potranno essere combinate in tre coppie biano&nero di cui due devono essere utilizzate. Varie combinazioni permettono di fare punti e sviluppare piccoli poteri per incrementarli. Il gioco è simpatico ma alla fine non c’è quasi nessuna possibilità di gestire i risultati in modo più ragionato per cui tutti si riduce a qualche lancio e combinazione più o meno casuale.
Voto per tipo di gioco: 6
Voto personale: 6
 
 Between Two Cities:
Uno dei giochi leggeri che avevo adocchiato per semplicità e scalabilità (3-7 giocatori in 20 minuti) è questo gioco di piazzamento tessere dalle caratteristiche tutt’altro che banali. Durante la partita in fatti ci troveremo a collaborare con i giocatori alla nostra destra ed alla nostra sinistra nella costruzioni dei due città contemporaneamente i cui punteggi a fine partita saranno condivisi fra i due urbanisti. Vincerà chi farà più punti considerando però l’agglomerato urbano che ne ha fatti di meno fra i due edificati. Tutto questo piazzando tessere scelte sempre fra più possibilità e draftando come in 7Wonders la mano pescata all’inizio. Nello scoprire le due tessere da edificare ci sarà anche una fase di contrattazione verbale fra i giocatori in cui verranno scelte le due città a cui assegnare le tessere scelte. Ovviamente i punteggi che tali edifici fanno fare sono legati alla compresenza ed al loro piazzamento con altre tessere della stessa città favorendo combinazioni da concordare fra i due giocatori che edificano il polo urbano in comune.
Ovviamente in mezz’ora spiegazione compresa riusciamo a terminare la partita in 6 giocatori insieme a tre inglesi e tutti ci alzeremo dal tavolo molto divertiti e contenti di aver provato questo discreto e ben realizzato filler. Consigliato soprattutto a quanti si ritrovano spesso in 6-7 al tavolo ed hanno difficoltà a scegliere il gioco.
Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7,5
 
 Domus Domini:
Altro titolo che avevo nel mio radar e che regge da 2 a ben 6 giocatori. Si tratta di un gestionale abbastanza semplice e non troppo lungo che avevo in lista e che chiuderà la carrellata dei giochi provati in questo giorno di fiera. I giocatori si trovano a gestire le risicate economie di un monastero di frati che dovranno produrre frutta, verdura, erbe e formaggi da rivendere per utilizzare i proventi in opere di ampliamento e ristrutturazione della chiesa. I materiali sono eccellenti e la grafica anche è evocativa e molto efficace, sicuramente una delle migliori tra i giochi provati in questa edizione di Essen. Tutto scorre bene ed alcune idee gradevoli regalano a questo titolo buone sensazioni durante la partita. C’è da dire che abbiamo giocato in tre e non so se il gioco reggerebbe altrettanto bene in sei giocatori. Tuttavia in 30 minuti abbiamo fatto tre quinti della partita e ci siamo abbastanza divertiti. L’unica cosa che non mi ha convinto tantissimo è il sistema con cui è possibile “disturbare” gli altri giocatori facendogli perdere tre punti per ogni azioni di disturbo che si compie nei confronti però dei soli giocatori che si trovano più avanti nel tracciato del punteggio. È vero che ci si può difendere da tali attacchi ma in 6 giocatori è presumibile pensare che se uno viene preso di mira da tutto gli altri è quasi impossibile che possa difendersi in modo efficace e comunque tale difesa sarebbe inevitabilmente estremamente dispendiosa in termini di risorse da destinarvi e “sprecarvi”.
Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 8-
 
Con questo report si chiude il penultimo giorno di fiera, devo dire che sono riuscito a provare un’ottima quantità di titoli anche se pochi hanno colpito nel segno (e nel portafogli).