[Report] Voci dal Comicon 2016

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 Ci arrivano in Redazione, quasi in contemporanea, due mail. Due report non solo dello stesso evento, il Comicon di Napoli 2016, ma quasi dello stessa partita. Un giocatore e un dimostratore che ci fanno rivivere l'evento con i loro occhi, da parti opposte del tavolo, accomunati da un'unica passione che è anche quella di tutti noi: il gioco da tavolo. Così abbiamo pensato che fosse più bello metterle assieme, senza che loro lo sapessero e farvele leggere come un unico articolo, che anche loro condividano assieme quello che con i loro report hanno avuto il pensiero di far condividere a noi. Assieme a loro, altre due testimonianze dal Comicon, a dimostrazione di come questo evento sia sempre più sentito e partecipato. 

Agzaroth

Ci arrivano in Redazione, quasi in contemporanea, due mail. Due report non solo dello stesso evento, il Comicon di Napoli 2016, ma quasi della stessa partita. Un giocatore e un dimostratore che ci fanno rivivere l'evento con i loro occhi, da parti opposte del tavolo, accomunati da un'unica passione che è anche quella di tutti noi: il gioco da tavolo. Così abbiamo pensato che fosse più bello metterle assieme, senza che loro lo sapessero e farvele leggere come un unico articolo, che anche loro condividano assieme quello che con i loro report hanno avuto il pensiero di far condividere a noi.  Assieme a loro, altre due testimonianze dal Comicon, a dimostrazione di come questo evento sia sempre più sentito e partecipato.

Agzaroth


Racconto critico di un turbo giro al Comicon

Mentre alcuni goblin partenopei si divertivano in quel di Fuorigrotta, viaggiando verso oriente seguendo le orme di Marco Polo (vero Mica, Aibindrye e Eithereven?), l'illustre sottoscritto, la mattina del 22 aprile, giorno di apertura del Comicon, fiera del fumetto napoletana, diventata maggiorenne con questa diciottesima edizione, si ritrovava inchiodato alla scrivania del suo ufficio, cercando di svolgere al meglio le sue mansioni, mentre la mente scalpitava al pensiero di correre, allo scattare della pausa pranzo, verso l'ampio cortile della Mostra d'Oltremare ed i suoi padiglioni, dipinti, quel giorno ed i successivi tre, dagli sgargianti colori dei costumi dei cosplayers, dei fumetti, delle action figures e, soprattutto, delle scatole dei giochi da tavolo. 

Il mattino scorreva lento, mentre i social cominciavano a riempirsi delle prime immagini delle code ai cancelli d'ingresso. I biglietti della fiera, infatti, sono andati esauriti per 3 dei 4 giorni di fiera, indice di un successo che negli anni continua a crescere e non sembra fermarsi, come dimostrano la presenza di un numero di editori ed ospiti sempre maggiore, questi ultimi di fama nazionale e, in alcuni casi, internazionale, e le scelte effettuate dall'organizzazione, come la designazione per il prossimo anno, in qualità di "direttore artistico", di Roberto Recchioni, autore e disegnatore di fumetti nostrano che si sta distinguendo, oltre che per le sue opere, per le sue attività gestionali in Bonelli e per il suo moderno modo di dialogare con il pubblico tramite i social e la rete in generale, insomma un uomo che, sulla carta, potrebbe con il suo contributo, spingere ancora più in alto la qualità della mostra.

L'invidia mi rodeva, acuita dal fatto che mio fratello, il mio migliore amico e mia moglie, erano già lì a spassarsela (forse mia moglie non tanto...), ma non potevo far altro che contate i minuti.

D'improvviso eccolo lì, il suono dell'agognata campanella, che liberava la mia carne dalle sue catene permettendo al mio spirito di spiccare il volo e di essere in un balzo al volante della mia batmobile, direzione padiglione della gamecon, basilica del gioco da tavolo della fiera. Frenato in tangenziale da un tutor per il quale il limite di velocità, nel 2016, è ancora di 80 chilometri orari, retaggio evidente di un passato nel quale le auto sterzando a destra giravano a sinistra, fatico a sottomettere il demone ardente che mi spinge verso la mia meta: la fame. Oh regà, la colazione sempre alle 7 l'ho fatta...

Ore 13:30, all'ombra degli edifici della facoltà di ingegneria di Napoli, immagine del ricordo dei tristi anni di studio, mi ricongiungo alla mia brigata, la quale, già ebbra di una prima mezza giornata di Comicon, non può che accogliere con gioia la mia proposta di fermarci nel tempio di Mefistofele, quello con la M gialla, il McDonald's.

Fatta la gioia dei nostri stomaci, e la tristezza dei nostri fegati, è il momento di recarci verso il paradiso del fumetto, accolti al cancello dall'apostolo Pietro. Non temete lettori, sono vivo, era solo un cosplayer.

Entrati, posso osservare la folla nel cortile e sbirciare nei padiglioni più vicini, quelli dedicati ai fumetti, dove la folla si accalca. Ma la mia meta è un’ altra: il padiglione dei giochi. Guidato dai miei compari, nei cui cervelli la mappa della fiera è tatuata come in un episodio di Prison Break, raggiungo il mio personale Monte Fato. E qui come il buon (forse troppo) Frodo i dubbi mi assalgono.

Il padiglione è certamente grande, spazioso, troppo spazioso. Gli stand sono pochi, e la gente pure, a differenza di quanto accade nei padiglioni riservati a fumetti e anche videogiochi in cui moba e fps online la fanno da padrone.

Comincio il mio giro, sperando almeno di trovare qualche buona offerta così da compensare il secondo me eccessivo costo del biglietto d'ingresso per quella che, in fondo, resta una fiera mercato. Nel padiglione gli stand dedicati propriamente ai gdt sono pochi, mentre molto più numerosi sono gli stand degli infiltrati (action figures, videogiochi, etc.). Sperando di non dimenticare nessuno, i presenti alla fiera, per quanto riguarda gli editori, sono, in rigoroso ordine alfabetico, Asterion, Dvgiochi, Giochi Uniti, Red Glove e Wizards of the Coast. Ad essi si aggiungono una associazione ludica salernitana (mi sembra) e lo stand di un negozio di gdt abbastanza noto da queste parti.

Percorrendo il padiglione, il primo incontro è con Giochi Uniti, che si distingue per gli sconti (bassi e alti) applicati ai giochi disponibili, grazie ai quali riesco ad acquistare Le Case della Follia: Alchimia Proibita e Le Case della Follia: Il Richiamo della Foresta a metà del loro prezzo e l'astrattissimo Keltis a soli 8€, facendomi dimenticare del costo del biglietto. Una rapida occhiata ai tavoli con i giochi in prova (perché il tempo stringe, la fiera chiude alle 18 e in fondo sono pur sempre un ragazzo padre, mio figlio, ahimè, aspetta dalla nonna), mi permette di notare come tra i giochi in prova ci sia anche qualche gioco dalla durata e complessità sopra la media di quanto dimostrato dalle altre case editrici, come, per esempio, il Magnifico Popolare Sulle Tracce di Marco Polo. 

È la volta dei padiglioni Dvgiochi e Red Glove, il primo dominato da Bang in tutte le salse (e dall'assenza di Above and Below), il secondo allietato dalle grida delle vittime di oscure maledizioni Vudù. Qui, per un deca, porto a casa Acchiappamostri, gioco che per il primo quarto d'ora si rivelerà una piacevole sorpresa, dei prolifici Inka e Marcus Brand, che forse dovrebbero diventare prolifici nel senso letterale del termine. 

Dopo un rapido saluto a Mariano (MIdgard), impegnato in una triplice dimostrazione negli stand Red Glove, è il turno di Asterion, presente con gran parte del suo catalogo e numerosi tavoli per la prova dei suoi titoli maggiormente user friendly, strategia che, dato il loro successo (ormai sono leader del settore in Italia) è sicuramente azzeccata. Tanto, noi tronfi hardcore gamer ci informiamo e questo ci si sa (cit.)

Qui ci fermiamo ad un tavolo per sfruttare l'ultima oretta che ci rimane per provare Quadropolis. Gioco carino (nel solito stile Days of Wonder), semplice ma con la giusta dose di possibilità lasciata ai giocatori. In quattro il gioco gira e diverte, ma a me restano dei dubbi sulla scalabilità (sebbene i Giullari credo possano testimoniare sulla sua bontà). Complimenti a Lorenzo, il dimostratore dalla lunga treccia, preparato, disponibile e simpatico.

Lasciamo il tavolo e la pioggia comincia a picchiettare sul padiglione, metafora della fine di questa giornata da adolescenza ritrovata. L'incantesimo della Fata Madrina sta per svanire, il corpo riprende a invecchiare, la zucca torna automobile e meno male perché anche la fame sta tornando.

È tempo di tornare a casa, si ritorna alla vita, il gioco più bello, quello più difficile.

Eduardo Iandolo - FantasticDragon


Dalla parte del dimostratore

La mia vita si divide in tre: lavoro ( sono un magazziniere ), musica ( studio composizione ) e giochi da tavolo. Arrivato il Comicon la parte giocatore che c'è in me ha preso il sopravvento in qualità di dimostratore per Giochi Uniti. Gioco da dimostrare: Sulle tracce di Marco Polo.

Il gioco lo conosco molto bene, ma non soddisfatto di conoscere il regolamento "da giocatore", sono entrato, nei giorni precedenti l'evento, già nei panni del dimostratore ed ho preparato un discorso logico in modo da spiegare tutte le azioni in maniera coerente e conseguenziale: spero che il risultato sia stato soddisfacente, e giudicando le reazioni dei giocatori che nei quattro giorni si sono susseguiti al tavolo, credo di non essere stato proprio una frana. 

Pronti via, primo tavolo made in tana: Eithereven e fidanzata, Mica e Aibicoso!!! Dopo le presentazioni, la prima spiegazione: tutto fila liscio, ma tra giocatori, si sa, si parla la stessa lingua. Ho seguito turno per turno molto intimamente, quasi fossi uno dei giocatori.

Eithereven è tornato diverse volte a giocare durante l'evento...non so se il gioco gli sia piaciuto, ma era chiaramente affascinato dalla mia voce :-)

Il pubblico di questa edizione del Comicon, almeno quello che si è affacciato al padiglione 5 ( quello totalmente adibito al gioco da tavolo ), era molto vario: giocatori incalliti, ragazzini inesperti ma interessati, famiglie, coppie che hanno visitato la fiera senza sapere neanche bene cosa fosse ;-)

Nella mia piccola carriera di dimostratore ho sempre affrontato giochi più leggeri di Marco Polo e questo gioco mi ha insegnato tanto: ho dovuto plasmare il mio modo di pormi in base al tavolo che si formava di volta in volta: se al giocatore appassionato ho potuto sbattere in faccia ogni regola senza doverla ripetere mai, a volte mi è capitato di dover essere molto molto lento nel procedere nella spiegazione delle azioni e del flusso di gioco perché il passo da Monopoly a Marco Polo, senza step intermedi è senza dubbio audace!!! Ma mai mi sono tirato indietro, e la soddisfazione di vedere nonno e nipote fare a calci, con cognizione di causa, per un pepe o un cammello, dopo appena due turni di gioco, non ha pari :-D

Piccole e grandi felicità quindi: ragazzini che sono passati a salutarmi ogni giorno per il semplice motivo che gli sono stato simpatico, giocatori che sono tornati per riprovare anche solo un turno per decidere definitivamente se comprarlo o no, persone che dopo Risiko hanno provato il loro "primo gioco" restando ampiamente spaesate, ma nonostante lo smarrimento, ho notato la consapevolezza di aver gettato lo sguardo su un mondo sconosciuto e probabilmente interessante.

Spiegare, mangiare, bere e le mie immancabili caramelle: quattro giorni intensi e paradossalmente affatto monotoni; certo il gioco è lo stesso, ma le persone...le persone sono state il centro dell'evento. Il gioco è stato solo un pretesto per incontrare e conoscere fiumi di gente.

I giocatori? Beh i giocatori sono quelli che mi hanno fatto fare meno fatica...dal germanofilo convinto all'amante degli american, ho visto di tutto ed è proprio l'ultimo tavolo della manifestazione con cui voglio chiudere anche questo piccolo report: coppia amante di american. Si siedono solo perché il tavolo è libero e hanno voglia di riempire l'ultima mezz'oretta di Comicon. Mentre preparavo i componenti, facendo il simpatico, mi sono fatto un po' i fatti loro; che giocate? Che fate? Lavoro? Studio? Rispondo sorridente ad ogni loro contro-domanda...insomma il gioco è passato davvero in secondo piano. Frase che mi fa innamorare, detta lentamente da lui..."Io poi, sai...dipingo..." la mia voce si sovrappone alla sua velocemente...mi riconosco e per un attimo smetto di essere dimostratore Giochi Uniti e torno nel mio mondo fatto di suoni..."oh, io sono un..." prima che io dicessi la mia parola preferita, almeno volendomi qualificare..."MUSICISTA", ascolto la fine della sua frase "...le miniature..."...ricompongo alla velocità della luce la sua frase "Io poi, sai...dipingo...le miniature..."...credo di non essermi scomposto esteriormente, ma dentro mi sono sentito di colpo nuovamente un dimostratore. I suoni sono spariti in un attimo e la parola "MUSICISTA" è stata messa da parte. Già con la mente che spiegava azione per azione il gioco che avevano davanti ho continuato la mia frase dicendo, molto chiaramente, la parola "Magazziniere".

Francesco Chirichella - Checco


Dunque, eccomi qua.

Desidero fare un piccolo report della mia giornata al COMICON 2016. Come detto in qualche post precedente, si tratta in assoluto della mia prima partecipazione a un evento di questo tipo e vi ho preso parte solo ed esclusivamente per la sezione relativa ai giochi da tavolo, la mia grande passione. Per cui nel leggere il mio messaggio, prendetelo per quello che è: un punto di vista di quanto vissuto, non confrontabile con altre esperienze.

Le mie prime parole le spendo per autoincensarmi ( :asd: ) per la mia grande vittoria: coinvolgere mia moglie e una coppia di amici in questa esperienza; abbiamo fatto 180 km tra andata e ritorno ma sentir dire da loro che ne è valsa la pena è la cosa che mi ha fatto più piacere!

Siamo arrivati ai cancelli del Comicon alle 9:20 e il clima era inclemente. Il sistema di ingresso alla manifestazione lo trovo veramente inadeguato a maggior ragione per via del temporale che c'era in corso. Da un lato è vero che i cancelli sono stati aperti 10 minuti prima dell'orario indicato (10:00) dall'altro però non è possibile essere così lenti nel verificare biglietti, documenti e zainetti. Ho partecipato a fiere per lavoro dove i controlli avvengono con metal detector semplicemente passandoci sotto e con documento e codice QR si verificano i biglietti, e le persone ad entrare erano in numero triplo rispetto a quanto visto ieri a Napoli. Credo che una struttura come la Mostra d'Oltremare vada integrata con questi strumenti e anche all'interno vada curata meglio. A motivo di questa pessima gestione siamo entrati in fiera alle 11:30! 

Lo spazio dedicato ai giochi da tavolo è tutto racchiuso in un padiglione (il nr. 5). Parlando con qualcuno ho sentito dire che negli anni passati non fosse così frequentato. Fatto sta che io, sabato, ho visto veramente tanta gente e i tavoli erano quasi sempre tutti occupati. C'è da dire che non abbiamo dovuto fare file eccessive per provare i giochi che mi ero prefisso, ma di gente ne ho vista parecchia. Essendo un loro ammiratore, mi sono fiondato col gruppo allo stand ASTERION/ASMODEE e abbiamo subito provato Il piccolo principe, viaggio verso le stelle. Gioco molto carino e ben realizzato con materiali apprezzabili. Spiegato in 5 minuti abbiamo fatto una partita completa con gli amici. Lo trovo adatto per bambini e per introdurre i "nuovi" ai giochi da tavolo. Giudizio positivo da parte di tutti e 4! 

Si era liberato un tavolo vicino e abbiamo giocato a Loony Quest. Troppo spassoso questo gioco nella sua semplicità. Si spiega (?) in 2 minuti e parte la caciara delle risate al primo giro di clessidra. La coppia di amici che stavano con me l'hanno comprato a fine giornata, ma la signora non aveva avuto dubbi subito dopo la prova: doveva essere suo :grin:

Abbiamo passato gran parte del tempo nello stand Asterion perchè per delle strane coincidenze appena finivamo di provare un gioco, si liberava un tavolo vicino e noi coglievamo l'occasione. Così abbiamo provato anche Crossing, che non è piaciuto perchè troppo banale e Concept, che non è piaciuto perchè lo abbiamo trovato troppo macchinoso per sviluppare il concetto da far indovinare... sarà che non avevamo familiarità con le icone del tabellone, ma io che avevo dato una spulciata in rete avevo altre aspettative. Aspettative, invece, pienamente soddisfatte da Quadropolis, al quale abbiamo fatto una partita completa che tra l'altro ho pure vinto :sava73: Gioco veramente realizzato con cura, strizza l'occhio per la grafica e la meccanica, tanto semplice quanto intrigante. A fine serata c'è stata la possibilità di giocare a Pandemia che ci è piaciuto, ma lo abbiamo trovato un pochino ripetitivo nelle cose da fare.

Su invito di @Checco sono andato allo stand Giochi Uniti a provare Marco Polo. La sua spiegazione avvincente ci ha fatto entrare subito nello spirito del gioco che mi è piaciuto tantissimo. Abbiamo giocato due turni completi e ho visto un gioco semplice nella meccanica ma molto profondo. Tante scelte da fare, pianificazione delle mosse a volte rovinata dalle scelte degli altri ma comunque con diverse strade percorribili. Dovessi fare un appunto lo farei alla grafica del tabellone: c'è poco contrasto con le carte e le tessere e questo genera un leggero effetto di spaesamento. È  piaciuto anche al mio gruppo. Tuttavia non siamo giocatori "hard" e loro prediligono giochi più "immediati" a differenza mia. Così a fine fiera, considerato il budget a mia disposizione, dovevo scegliere tra questo e Quadropolis e ho scelto quest'ultimo su pressione di mia moglie. Marco Polo però lo comprerò perchè mi è piaciuto tanto tanto.

Lo stand Giochi Uniti mi è sembrato più affollato degli altri. Non ho avuto modo di ottimizzare i tempi e provare altri titoli che erano sui tavoli e mi sarebbe piaciuto toccare con mano. Ho fatto un giro veloce agli altri stand, ad esempio DVGiochi nel quale avrei voluto provare Above and Below, ma mi pare di non averlo visto nè ai tavoli nè in vendita. Solo una sbirciata allo stand Red Glove che aveva in mostra molti giochi entry level. 

La giornata è volata via in un batter d'occhio e a fine serata sono tornato a casa felice come un bambino che era stato al parco giochi... con in testa il solo pensiero di partecipare a uno dei prossimi eventi di rilievo per gustarmi ancora il piacere di giocare! Scusate se sono stato prolisso. Forse questo è il mio intervento più lungo da quando partecipo al forum ma ho voluto condividere con voi la mia gioia!

Titillo80


 Ed anche quest’anno eccomi presente al Comicon! E per il 2° anno di seguito non sono qui in veste di dimostratrice, ma di Mamma. L’anno scorso Benedetta era piccolissima e facemmo solo un giretto, tra un biberon e l’altro; quest’anno, invece, reduci dalla Play, sapevo che sarebbe stato più faticoso, ma non volevo mancare.  Mi piace parteciparvi e portare lei a respirare un po’ di buona e sana aria ludica.

Siamo andate il venerdì mattina: orario ancora lavorativo/scolastico, meno folla, più possibilità di correre allegramente per il padiglione! Siamo entrate con Mariano (Midgard) all'apertura  degli stand, così lei poteva giocare un po’ in tranquillità ed io mi davo alle pubbliche relazioni: un saluto a Jagger77 ed ai ragazzi di Asterion, una chiacchiera con Checco e lo staff di Giochi Uniti…ed ovviamente l’occhio già scappava a cercare roba interessante! ;)

Appena aprono i cancelli, vediamo Aibindrye ed Eithreven: che gioia!! Il bello di essere Goblin è questo: ovunque sia una fiera, ci siamo noi, incontri con amici che non senti lontani e subito abbracci e partite. Ci siamo fermati a giocare Marco Polo perché spiegato da Checco: bel gioco, mi piace sempre e con loro di più! Mentre noi giocavamo, Benny stava in braccio a tirare il suo dadone preso ad Essen: bisogna abituarli da piccoli a maneggiare i fondamentali! Partita strettissima, finita a pari punti e vinta per il cammello: Aibi ancora rosica!

Poi ci trasferiamo da Red Glove, dove Mariano spiegava Rush & Bash: altra partita serrata, tra missili e lanci di bombe. Ma onestamente non so chi abbia vinto: gli ultimi minuti è scattato un allarme pappa! Ed infatti, noi due siamo tornate a casa, con baci, abbracci e promesse di rivedersi.

Io sono tornata il sabato mattina, stavolta lasciando Benny coi nonni. La giornata l’ho passata più a gironzolare per la fiera, ma sono riuscita a provare un prototipo sugli zombie ed una mezza partita a Super Fantasy: gioco carino, soprattutto le bare e le lapidi in legno sono fantastiche! Il bottino di giochi stavolta è quasi tutto per la piccola. E poi tra Essen, Play e math trade non è che avessimo molte scimmie! 

Il giudizio è tutto sommato positivo: il gioco da tavolo si sta conquistando sempre più un suo spazio e gli editori stanno dando più importanza alla piazza, che rappresenta nel Sud Italia la manifestazione più importante per diffondere la cultura ludica in un territorio ancora non avvezzo al gioco. Quindi di giochi nuovi da provare non ce n'erano molti, proprio perché  la platea  è quella dei fumettari. Una nota di rammarico per l’assenza delle affiliate campane: secondo me, è stata un’occasione di visibilità persa.   

Micaela Marasco - Mica