Scatole di cartone e doppio clic

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Agonistika News e nata nel 1991 dall'incontro tra Sergio Valzania, dirigente Rai, ex boy scout, appassionato di wargame tridimensionale e di Go e Roberto Flaibani, libero imprenditore, ex fricchettone, appassionato di boardgames e di giochi diplomatici. Dal numero 6 in poi sono arrivata io, traduttrice, ex impiegata con la passione delle lingue straniere. All'inizio di giochi non sapevo molto, ma sospettavo che dietro a Monopoli e a Scarabeo ci fosse dell'altro. Anzi diro di piu': lo speravo ardentemente. Il lavoro del trio e' durato fino al 1999 e ha prodotto 33 numeri. Raccontare in poche righe questa avventura editoriale non e' semplice. Ci provo usando due aneddoti che, in qualche modo, mi sembrano sintetizzarla efficacemente.

Una sera i soliti ignoti mi aprono la macchina:cercavano le casse dello stereo, ma, gia che c'erano, si sono presi anche tutte quello che hanno trovato nel cofano, compreso un gioco da tavolo. E' stato spiacevole ma, niente in confronto ai problemi che sono sorti dopo, quando ho denunciato il furto. Il poliziotto, per cui evidentemente la parola gioco corrispondeva ad un concetto astratto o, al massimo, a qualcosa di legato al mondo dell'infanzia, era letteralmente senza parole. Dopo esasperanti contrattazioni lessicali siamo finalmente giunti ad un accordo e nella denuncia (che ancora dovrei avere da qualche parte) compare il seguente inquietante oggetto: "scatola in cartone contenente gioco per adulti dal titolo.". Questo aneddoto mi ricorda la nostra rivista per due motivi. Il primo e' che e' accaduto nel periodo in cui ne ero ne ero capo (e peraltro unico) redattore. Il secondo e' che, a ben guardare, la surreale definizione dell'agente sembra fatta apposta per lei.

Agonistika News era impaginata in casa, con grafica sobria, rigorosamente in bianco e nero; era diffusa per posta, gratuitamente; era nata da un'esperienza associativa di gioco giocato; si rivolgeva a un pubblico di settore. Insomma aveva tutto l'entusiasmo e la mancanza di glamour tipici delle fanzine. Pero' aveva cose che di solito le riviste amatoriali non hanno. Prima fra tutte la terza pagina, affidata spesso a nomi molto prestigiosi della cultura. (Sergio Valzania mi ha recentemente riferito, con un certo orgoglio, che nella bibliografia del volume de I Meridiani che raccoglie le opere di Giuseppe Pontiggia, sono citati anche i due articoli che aveva scritto per noi). Un'altra sua peculiarita' era invece di tipo anagrafico: il trio e molti dei collaboratori avevano da lungo tempo abbandonato l'adolescenza... Insomma era proprio un gioco per adulti contenuto in una scatola di cartone!

Anche la linea editoria di Agonistika News era, per la varieta dei temi affrontati, assai poco fanzinara. Questo approccio, che a suo tempo aveva le aveva attirato delle critiche (si parla troppo di cose che col gioco non hanno niente a che vedere, era l'accusa principale), si rivela adesso, col distacco dovuto al passare del tempo, un evidente punto di forza. Rileggere gli articoli permette infatti non solo di vedere come e a cosa si giocava in quegli anni, ma anche di seguire una serie di argomenti - fumetti, cinema, storia... - che del gioco sono parenti stretti. Gli inserti pubblicitari offrono un quadro della situazione associativa e commerciale degli anni '90. E, infine, la rivista nel suo insieme documenta la nascita e lo sviluppo di fenomeni che sembrano esistere da sempre, come per esempio i giochi di carte collezionabili. O Internet che, almeno agli esordi di AgoNews, aveva una diffusione così limitata da non fare testo. Anche in senso letterale, come testimonia questo secondo, ormai storico, aneddoto. Dovevo far arrivare con la massima urgenza una traduzione a un amico a Milano; era un giorno festivo, i corrieri non lavoravano e naturalmente lui non aveva la posta elettronica. Disperata, non ho potuto far altro mettere in moto la fantasia: sono corsa alla stazione e, dopo un po' di insistenze, ho convinto un controllore del treno Roma-Milano a prendersi il dischetto e a recapitarlo s.p.m. al mio amico. E pensare che adesso bastano uno zip e un paio di clic!

Beatrice Parisi