Star Trek Ascendancy: anteprima Essen 2016

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Star Trek: Ascendancy

Basata sulla sola lettura del regolamento, questa anteprima introduce Star Trek Ascendancy, quello che potrebbe essere il capolavoro della Gale Force Nine, nota a tutti per i suoi giochi da tavolo basati sulle serie televisive di successo.

La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e le conseguenti prime impressioni. In nessun modo ha valore di recensione. Il regolamento in inglese è disponibile su BGG a questo indirizzo.

Che la Gale Force Nine si fosse specializzata in giochi su licenza, lo sapevamo già. Che riuscisse anche fare ottimi giochi, l'abbiamo scoperto con Spartacus, Homeland e gli altri. Ma con Star Trek Ascendancy pare sia finalmente riuscita a sfornare il proprio capolavoro

Il gioco

ST:A si focalizza sull'essenza di Star Trek, come lo abbiamo conosciuto nella serie televisiva: esplorazione, colonizzazione, cultura aliena, più che mera conquista. Casa c'è di più adatto di un 4X per simulare tutto questo?

Ecco dunque che il tabellone non esiste, o meglio, parte dai tre pianeti base di Terrestri, Romulani e Klingon. Man mano che si esplorano nuove zone di spazio, si piazzano “corridoi spaziali” tra un pianeta e l'altro, fino a che i sistemi di partenza dei giocatori verranno collegati per prossimità. Quanto sarà lunga e interattiva la vostra partita dipende dunque da quanto fisicamente sul tavolo posizionerete distanti i pianeti iniziali. Il manuale dà ovviamente indicazioni in merito.

La pila dei pianeti esplorabili è composta da pianeti favorevoli all'inizio, per permettere una costruzione pacifica del proprio impero, poi arrivano anche i sistemi pericolosi.

Ogni giocatore dispone di tre flotte che possono anche specializzarsi e diverse astronavi singole. Inoltre ha tre basi spaziali edificabili, usate come avamposti di costruzione per le nuove flotte e 10 nodi di controlli in plastica. Questi vengono costruiti sui nuovi pianeti per marcarne il controllo e attorno ad essi vengono edificate le tre strutture produttive del gioco: centri di ricerca, di produzione e cultura. A loro volta questi centri producono per il giocatore le tre risorse fondamentali: materiali (usati per fare altre strutture e flotte), cultura (usata per colonizzare pacificamente i pianeti e per comprare token Ascendancy, che sono i punti vittoria del gioco), ricerca (che serve per comprare carte tecnologia, ovvero abilità speciali).

Vi ho parlato di colonizzare i pianeti e questo può esser fatto in due modi: con una conquista culturale (spendendo segnalini cultura) o militare (attaccando con una flotta). In entrambi i casi occorrerà tirare i dadi. Allo stesso modo nei combattimenti si tirano parecchi dadi, confrontando il proprio attacco con gli scudi nemici.

Il turno del singolo giocatore inizia con una fase di costruzione, in cui si possono fare strutture e nuove navi spaziali. Poi è scandito da punti azione, all'inizio 5 ma possono aumentare grazie a basi spaziali e tecnologie. Per ogni punto speso, ci si può muovere, iniziare una battaglia, invadere un pianeta, tentare una conquista culturale, prendere una carta tecnologia da costruire in seguito, costruire una base spaziale o una flotta di astronavi, eseguire altre azioni speciali delle carte tecnologia.

Il tutto è condito da possibili accordi commerciali col nemico, poteri speciali delle singole razze movimenti rapidi attraverso la galassia grazie al Warp.

Chi prima arriva a 5 segnalini Ascendancy, vince la partita.

Prime impressioni

A quanto pare ST:A riesce nell'intento primario di catturare il feeling di Star Trek in un gioco, là dove molti altri hanno fallito o partono  - opinione personale - col piede sbagliato (Star Trek Frontiers).

Meccaniche al servizio dell'ambientazione, esplorazione, scoperta, sfruttamento delle risorse, costruzione di un impero galattico, egemonia culturale, infine scontro armato con gli altri abitanti della galassia.

Un gioco di ampio respiro, dal sapore epico, il 4X definitivo di Star Trek in tutti gli aspetti e probabilmente anche un nuovo punto di riferimento per la categoria, in generale.

Tutto oro dunque? Non proprio. Intanto parliamo di un gioco epico in tutto e per tutto: un'ora di durata a giocatore e tempi di downtime a quanto pare significativi.

Poi un costo elevato e sole tre razze nella scatola (quindi massimo tre giocatori e non è nemmeno previsto giocare in 2), con altre in arrivo grazie alle espansioni (Cardassiani e Ferengi), che significano anche altri soldi spesi.

Infine un fattore fortuna che ovviamente rispecchia l'ambientazione ma pesa e va accettato, soprattutto in relazione alla durata. Ad esempio, oltre alle classiche battaglie risolte a colpi di dado e ai pianeti pescati, anche le carte tecnologia vengono pescate da un mazzo (ecco, in questo caso una regola casalinga per sceglierle penso non me la leverà nessuno). 

Al di là di tutto, però, pare che questo Star Trek Ascendancy abbia tutte le carte in regola per giocarsi il trono di miglior american dell'anno con Cry Havoc e Star Wars: Rebellion. Chissà chi la spunterà, alla fine...