Yspahan: scommettiamo che...?

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Dopo aver visto le foto del tabellone ho dato un’occhiata poco fiduciosa al regolamento di questo gioco. Mi aspettavo di trovarmi davanti ad un gioco di maggioranza dove stolti o maliziosi piazzamenti dei miei amici mi avrebbero regalato nottate con un eccesso di bile nell’organismo. Invece ecco cosa ho trovato.

Questo gioco dal nome difficile da scrivere e che quindi ribattezzerò Y si basa su una diversa disponibilità di risorse ad ogni inizio turno. Ogni turno inizia infatti con un lancio di nove dadi a 6 facce che sanciranno le possibilità disponibili per quel turno.
Le risorse del gioco sono di base 2: i cammelli e l’oro e la loro disponibilità viene data da quanti UNO o SEI verranno lanciati fra i nuovi dadi. Gli altri risultati danno possibilità di piazzare delle case in settori della mappa con l’omonimo simbolo identificativo.
La particolarità sta nel fatto che ogni giocatore, in ciascuno dei 21 turni di gioco (scanditi in giorni e settimane), può scegliere solo uno delle 6 possibilità (oro, cammelli, case x 4 settori) e prendere tante unità di tale disponibilità quanti sono i dadi con quel numero. Logicamente se io prendo i cammelli nessun altro in quel turno li prenderà ma, al contempo, non potrò fare alcuna altra azione: insomma UNA sola scelta determinante a turno. Il primo giocatore sarà ovviamente avvantaggiato e infatti il gioco prevede una rotazione di ruoli in tal senso e la possibilità di sfruttare meglio la tua condizione favorevole di primo a scegliere comprando dei dadi in più da lanciare.

Nel gioco i 4 quartieri sono suddivisi a loro volta in souk (gruppi di case) e i punti nel gioco si fanno essenzialmente completando un souk, che può contenere case di un’unico giocatore (evitando gli scontri di maggioranza che tanto mi danno fastidio) ma che non ha nessun valore se non completo. Quindi scegliendo gli appositi risultati di dado metti casette finchè non riempi il souk. Senza nessuna interferenza? Non è proprio così. Perché ora vedremo...

La seconda azione del turno ti obbliga a spostare un omino (supervisore)  sulle due strade messe in croce (letteralmente) che tagliano in 4 la cittadina.
L’omino viene spostato di un numero pari al risultato complessivo dei dadi che hai scelto ad inizio turno (che faccio notare avranno tutti lo stesso valore). Questo spostamento può essere “aggiustato” spendendoci dell’oro per meglio indirizzare la pedina. La pedina così mossa finirà di fronte ad un edificio e manderà al tabellone della carovana il segnalino lì presente. Da una parte ciò fa in genere guadagnare punti ma, d’altra parte, ti scompagina il souk rendendolo incompleto per un punto costringendoti magari a sprecare un’intera scelta di dadi per mettere una singola casetta. Questo elemento di interazione-ostacolo fra giocatori viene mitigato dal regolamento con la possibilità di spendere un cammello per lasciare lì il cubo e spedire invece alla carovana un cubo dalla propria riserva. Diventa quindi importante avere dei cammelli di scorta, se non fosse che questi hanno anche altri utilizzi.

Una terza azione del turno vi fa invece pescare una carta che può avere diversi effetti vantaggiosi da giocare quando più ci aggrada durante il gioco. Tali carte hanno anche un effetto jolly e possono essere giocate coperte per aggiungere un “dado” alla sezione scelta ad inizio turno permettendovi quindi di guadagnare una casetta, un cammello o un oro a seconda di cosa avete scelto.
La gestione degli effetti di queste carte pescate possono avere degli effetti importanti sulla strategia da adottare per vincere la partita.

Ultima ma non meno importante è la possibilità durante il vostro turno di costruire un edificio spendendo un certo ammontare di cammelli e oro che, oltre a darvi vantaggi strategici in grado di indirizzare la vostra partita vi farà guadagnare sempre più punti se arriverete a costruirne più di 3.

A tutto ciò rimane da aggiungere il sistema di punteggio della carovana che aggiunge un modo in più da scegliere per accumulare punti se ci si concentra.

La mia personale opinione, su cui scommetto, è che sarà un gioco veloce da giocare perché le scelte da compiere sono comunque pilotate da una gradazione di convenienze (scegliere 3 dadi sarà spesso più goloso che sceglierne 1, anche se quell’uno rappresenta proprio quello che ti servirebbe perché ti manca) e ridotte quindi di numero; sarà un gioco a basso livello di frustrazione perché le scelte degli altri non possono farvi veramente male se ci state un pò attenti e più che altro vi aiuteranno a pilotare le vostre strategie; sarà un gioco che mette a disposizione stili diversi di gioco da adottare perché è possibile concentrarsi su aspetti diversi preferendo edifici, carovana o schiere di souk.
E’ sicuramente un gioco astratto, perché l’ambientazione non si sente particolarmente, ma non è uno di quegli astratti matematici che ti obbligano continuamente a fare di conto per trovare la giusta scelta perché i conti qui sembrano molto più semplici e lineari, pur non essendo neppure uno di quei titoli dove le scelte si ricucono al punto da sentirsi pilotati verso una partita che non siamo noi a guidare.
Insomma parrebbe proprio un bel gioco e questo proprio non ci voleva in questo periodo dove la mia lista dei probabili acquisti è già fin troppo lunga.
Penso possa finanche essere un buon titolo per traghettare i giocatori di Ticket to Ride fuori dalla loro palude e lanciarli verso titoli un pò più profondi senza spaventarli. Probabilmente si può fare lo stesso con i giocatori di Alhambra.

Ho come l’impressione che piacerà particolarmente a chi ha apprezzato Amun-Re di Knizia che sento come il titolo più vicino.

Vi saluto fino alle valutazioni per il mio prossimo acquisto azzardato.
Mi raccomando fatemi sapere se ho azzeccato i miei pronostici sui forum.