The Stygian Society: anteprima Essen 2018

The Stygian Society: copertina
APE Games

Uno degli autori american più prolifici e capaci ci porta in un dungeon in cui si combatte... con i cubi

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The Stygian Society

La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e, in nessun modo, ha valore di recensione.

Kevin Wilson crea questa sorta di dungen crawler ambientato nella torre di un perfido mago, per 2-4 giocatori, della durata tra i sessanta e i centoventi minuti, destinato a un pubblico esperto (14+) e basato su meccaniche di poteri variabili e, soprattutto, sulla famosa torre con i cubi (Shogun, Edge of Darkness, Amerigo). 

The Stygian Society: materiali
Materiali
Nonostante la grafica simpatica e fumettosa, il regolamento è corposo e non adatto alle famiglie o agli occasionali - cosa confermata anche dalla durata della partita. 

Riassunto di gioco

Per capire come funzioni The Stygian Society occorre conoscere come funziona la torre, sfruttata per la verità in diversi giochi, ma non così frequente da essere nota a tutti. Si tratta di un marchingegno simile a quello che serve a randomizzare i risultati dei dadi, con la differenza che qui nella parte alta vengono inseriti cubi e i piani intermedi sono fatti in modo da trattenerne casualmente alcuni durante la caduta.

The Stygian Society: meccanica di gioco
Meccanica di gioco
Quindi la torre non restituisce mai esattamente i cubi che avete appena messo dentro, facendone spesso uscire anche altri, rimasti lì dai lanci precedenti; la combinazione così casuale di cubi usciti determina un qualche risultato di gioco. 

Nel caso specifico di The Stygian Society, a ricorrere a tale meccanica è il combattimento. Nella fattispecie, a ogni piano della torre si pesca una carta nemici; questa dice quanti mostri - e di che tipo - i nostri eroi dovranno affrontare. La carta indica inoltre quanti cubi e di che colore (quelli dei mostri sono gialli, rossi e neri) andranno inseriti a ogni turno di ogni giocatore.

Dal canto suo, l'eroe aggiunge alla torre altri cubi, che dipendono dalle sue abilità (sono verdi per la mischia, blu per le distanza, bianchi per la magia). Ora un po' di cubi usciranno dalla bocca della torre, alcuni dei quali, rimbalzando, finiranno anche all'interno del recinto: questi valgono doppio. 

Per prima cosa si risolvono le mosse dei mostri; per cui, se un orco fa un attacco consumando tre cubi rossi e c'è tale numero fuori dalla torre, vengono rimossi per compiere tale attacco. Ora l'eroe può consumare cubi usciti allo stesso modo per fare una mossa tra quelle che ha a sua disposizione.

Si passa poi al personaggio successivo fino a che si uccidono tutti i nemici o la vita del gruppo - che ha un'unica pedina e punti vita ed esperienza in comune - si riduce a zero. 

Al terzo piano della torre c'è un miniboss da affrontare, mentre al sesto uno dei temibili stregoni forniti dal gioco, che funge da boss finale. 

Questa base è condita da abilità speciali per ogni eroe, carte sempre più potenti acquisibili con l'esperienza (che si ottiene uccidendo i mostri), oggetti magici e tesori ottenuti a ogni piano e quant'altro. 

Prime impressioni

Come dicevo in apertura, Kevin Wilson ha un curriculum di tutto rispetto (la prima edizione de Il trono di spade - il gioco da tavolo, Arkham Horror, Sid Meier's Civilization, Descent: Journeys in the Dark). Questo The Stygian Society è sicuramente un dungeon crawler atipico, sia per struttura che per meccaniche, ma certamente presenta spunti e originalità da prendere in considerazione.

Per iniziare, la torre diventa sia meccanica che ambientazione: gli eroi si avventurano effettivamente lungo i piani della torre di un mago malvagio, fino all'ultima stanza e, al contempo, la si usa per risolvere praticamente il novanta percento del gioco. 

Non bisogna lasciarsi ingannare dall'aspetto puccioso dei disegni, perché, un po' come accade in Root, le regole sono poi parecchie e e le opzioni molte. Probabilmente questa grafica così casual-friendly serve per acchiappare più compratori possibile

Al di là di questo, meccanicamente è uno di quei giochi che, secondo me, sortirà un effetto “tutto o nulla”: o lo amerete o lo odierete. La torre è una meccanica particolare: è meno casuale di un dado, che non ha memoria; ma può fare altrettanto “male” e, per questo, in certi momenti risultare davvero odiosa. 

Quindi, se questa meccanica l'avete già provata e vi piace, questo gioco penso non vi deluderà; se, invece, non l'avete mai sperimentata, questa potrebbe essere l'occasione giusta

Commenti

ohh carino questo! sai che però non ho capito se è un DC collaborativo o competitivo alla Clank?

altre questioni da verificare: 1.è gioco da oneshot o da campagna? 2.sembra sarà complicato, ma quanto per davvero? 3.la scalabilita è stretta per essere un DC, in 2 girerà bene?

È cooperativo 

questo è un peccato... :(

Oh! Questo mi ispira. Vado a leggermi le "corpose" regole. Slurp!

Uff! Non le hanno ancora formattate con la grafica! Ma così non sono divertenti! Grrr....

Quando leggo di giochi "grossi" con grafica "user friendly" mi torna sempre in mente GODz...

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