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Agzaroth Clarissimus







Registrato: Aug 23, 2009 Post: 2869 Località: La Spezia
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Postato: Ven 06 Apr 2012 12:27:49 Soggetto: dadi e grandi numeri: un altro luogo comune |
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Legge dei grandi numeri
All'aumentare del numero delle prove fatte il valore della frequenza tende al valore teorico della probabilita'.
(ovvero su un numero infinito di lanci è plausibile che al 50% esca croce e al 50% esca testa. La frequenza (50%) è uguale alla probabilità (1/2))
spesso si sente parlare di secchiate di dadi che equilibrano i tiri di dado, per la legge dei grandi numeri.
purtroppo ci sono diversi errori di fondo in questo concetto, ma direi che i basilari sono fondamentalmente 2:
1) la legge dei grandi numeri si basa, appunto, su GRANDI numeri. quanto grandi? tanto e tanto più grandi quante maggiori sono le possbilità. ovvero è diverso il lancio di una moneta dal lancio di 1d6 o 1d20, perchè questi lanci hanno un numero diverso di risultati.
generalmente, comunque, è solo all'infinito che la legge dei grandi numeri viene verificata (e badate bene che e anche se circoscrivessimo l'infinito in un numero finito di lanci, questo numero finale dovrebbe essere comunque molto alto per avere una frequenza con un margine di errore accettabile, diciamo attorno al 2,5%)
in una singola partita, questo numero di lanci non si raggiunge mai, iindipendentemente dal tipo di dado che state utilizzando.
ma non solo non arriva a una distribuzione normale: neanche ci si avvicina.
o meglio, è più un caso se nel centinaio id lanci di una partita "dadosa" la distribuzione dei risultati si avvicina alla rpbabilità che non se succede il contrario.
altro aspetto: i dadi non hanno memoria. questo significa che una serie positiva oggi può essere bilanciata da una serie negativa che uscirà tra un minuto, tra una settimana, un mese, un anno, un secolo.
2) in una partita i tiri di dado non sono tutti uguali. chi ha giocato come me ad esempio a Warhammer (purtroppo) lo sa bene: un 6 in più in uno scontro che si sta già vincendo di parecchi punti non cambia nulla. un 6 piuttosto che un 1 in un momento decisivo, può cambiare la partita e segnare lo spartiacque tra vittoria e sconfitta.
spero di non essere stato troppo oscuro, in ogni caso il concetto base che vorrei far passare è questo: in una singola partita non c'è modo di appellarsi alla legge dei grandi numeri e di farci affidamento, neanche se state davvero lanciando secchiate di dadi giocando a Perudo.  _________________ - Dio non gioca a dadi... preferisce i "german" - |
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Galandil Illuminatus


Registrato: Mar 17, 2004 Post: 1438 Località: Bari
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Postato: Ven 06 Apr 2012 12:46:42 Soggetto: Re: dadi e grandi numeri: un altro luogo comune |
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Tutto giusto, tranne una cosa che si dovrebbe approfondire e specificare.
| Agzaroth ha scritto: | | in una singola partita, questo numero di lanci non si raggiunge mai, iindipendentemente dal tipo di dado che state utilizzando. |
Vero.
| Citazione: | ma non solo non arriva a una distribuzione normale: neanche ci si avvicina.
o meglio, è più un caso se nel centinaio id lanci di una partita "dadosa" la distribuzione dei risultati si avvicina alla rpbabilità che non se succede il contrario. |
Detto così, non è corretto.
In realtà, all'aumentare del numero di tiri di dado, l'eventuale gaussiana (distribuzione normale), se esiste, tende a far diventare sempre più probabile (all'aumentare del numero di tiri) la quantità dei tiri più probabili rispetto a quelli meno probabili, e cioé aumentando i tiri si diminuisce la varianza.
Per fare un esempio per i meno esperti: se devo tirare X volte due d6 e fare la somma, all'aumentare del campione dei tiri (quantità), la probabilità di fare un 7 sarà sempre più alta all'aumentare del campione, fino al limite ad arrivare alla frequenza identica alla probabilità effettiva all'infinito, ergo la probabilità di tirare X 2 e 12 diminuirà di conseguenza.
| Citazione: | | altro aspetto: i dadi non hanno memoria. questo significa che una serie positiva oggi può essere bilanciata da una serie negativa che uscirà tra un minuto, tra una settimana, un mese, un anno, un secolo. |
I numeri ritardatari!!!!!
| Citazione: | spero di non essere stato troppo oscuro, in ogni caso il concetto base che vorrei far passare è questo: in una singola partita non c'è modo di appellarsi alla legge dei grandi numeri e di farci affidamento, neanche se state davvero lanciando secchiate di dadi giocando a Perudo.  |
Esattamente, però è anche per questo motivo che il giocatore + bravo a Perudo viene fuori su un gran numero di partite: più partite farà, più possibilità avrà di far venire la sua "skill". Come nel poker o in altri giochi dove il caso è presente (e nei quali ovviamente il giocatore ha un minimo di controllo, nel gioco dell'oca c'hai ben poco da controllà lol).
Nice post.  _________________ Elbereth Gilthoniel!
Galandil il Bardo
Gaming is a serious matter! |
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Agzaroth Clarissimus







Registrato: Aug 23, 2009 Post: 2869 Località: La Spezia
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Postato: Ven 06 Apr 2012 13:16:41 Soggetto: Re: dadi e grandi numeri: un altro luogo comune |
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| Galandil ha scritto: | Tutto giusto, tranne una cosa che si dovrebbe approfondire e specificare.
| Citazione: | ma non solo non arriva a una distribuzione normale: neanche ci si avvicina.
o meglio, è più un caso se nel centinaio id lanci di una partita "dadosa" la distribuzione dei risultati si avvicina alla rpbabilità che non se succede il contrario. |
Detto così, non è corretto.
In realtà, all'aumentare del numero di tiri di dado, l'eventuale gaussiana (distribuzione normale), se esiste, tende a far diventare sempre più probabile (all'aumentare del numero di tiri) la quantità dei tiri più probabili rispetto a quelli meno probabili, e cioé aumentando i tiri si diminuisce la varianza.
Per fare un esempio per i meno esperti: se devo tirare X volte due d6 e fare la somma, all'aumentare del campione dei tiri (quantità), la probabilità di fare un 7 sarà sempre più alta all'aumentare del campione, fino al limite ad arrivare alla frequenza identica alla probabilità effettiva all'infinito, ergo la probabilità di tirare X 2 e 12 diminuirà di conseguenza.
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mi sono espresso male io.
intendo: prendiamo 1d6 e facciamo un numero tendente a infinito di serie di lanci ciascuna composta da un numero limitato (diciamo 60) di lanci.
è più improbabile che una qualsiasi serie abbia uan distribuzione di 10 lanci pere ogni numero (10 1, 10 2, 10 3, 10 4, 10 5 e 10 6) che non il contrario (ovvero che questa distribuzione statistica non sia verificata, all'interno della singola limitata serie).
se invece ora uniamo i risultati di tutte le serie, come se fossero una serie unica, allora ecco verificata la legge dei grandi numeri,perchè è come se avessimo ua unica serie di lanci che tende a infinito.
| Galandil ha scritto: | Nice post. |
grazie, non ci crederai ma un po' l'ho fatto pensando a te.
specifico che io non sono un esperto di statistica, nn avendo nessun titolo di studio in tale settore. se nel forum c'è qualcuno esperto può magari fornire argomentazioni più solide e matematiche delle mie. _________________ - Dio non gioca a dadi... preferisce i "german" - |
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Crow Initiatus


Registrato: Nov 08, 2010 Post: 922 Località: Lucca
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Postato: Ven 06 Apr 2012 14:37:38 Soggetto: |
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"I dadi non hanno memoria", ma soprattutto non hanno un comportamento. La legge dei grandi di numeri si applica principalmente a fenomeni comportamentali. Il dado è un'estrazione totalmente casuale di un valore.
Prendiamo 1d6. Ogni faccia del dado ha le stesse identiche probabilità di uscire (anche all'infinito, anche su grandi numeri di lancio) di tutte le altre. Quindi, per assurdo, potremmo fare 1 miliardo di 1, 1 miliardo di 2, 1 miliardo di 3 etc.
Non c'è nessun elemento di nessun tipo che può rendere un 6 più probabile di un 3, a meno che il dado non sia truccato
Diversa condizione è la regola di gioco che si sta applicando. Ad esempio se 6 è il successo e da 1 a 5 il fallimento allora è statisticamente più probabile che esca 1 fallimento piuttosto che un successo dal momento che 5 facce su 6 hanno più probabilità di uscire di 1 su 6.
Per cui il lancio dei dadi è un fenomeno puramente randomico, mentre l'utilizzo del risultato può essere modulato.
Ora veniamo all'argomento specifico: le quantità di dadi lanciate. Se prendiamo 3 dadi da 6 e li lanciamo, per ciascun dado si verifica lo stesso calcolo di probabilità di un singolo dado, cioè che ogni faccia di ogni singolo dado ha la stessa probabilità di uscire, su quel dado, di tutte le altre facce su ogni dado. Infatti l'unica cosa che cambia è la simultaneità del lancio (cioè tutti e 3 insieme, che rotolano ed estraggono un valore).
A questo punto dobbiamo valutare la meccanica di gioco. Ad esempio se il gioco ci chiederà di sommare i risultati ed ottenere un quantitativo di risorse in funzione del risultato avremo combinazioni di probabilità assolutamente diverse.
Ad esempio il 2 non potrà mai uscire: 0% di chance.
Il 3 potrà uscire solo dalla combinazione di 1+1+1 e quindi avrà meno probabilità del 6 che può uscire come: 2+2+2 o 1+4+1 o 1+3+2 (e tutti i reciproci calcolando ogni probabilità di ogni risultato per determinare la probabilità complessiva della somma). Per cui mettere il successo (o la risorsa migliore) vicino al 6 la rende più probabile che una risorsa vicina al 3 (Come Gauss e Galandil ci insegnano! )
Quindi non è mai la quantità dei dadi lanciati a determinare l'impatto dell'alea ma solo come i numeri estratti vengono applicati alle regole di gioco.
Comunque la matematica che sta alla base di questo concento è la semplice probabilità: numero di possibili successi / numero di possibili combinazioni. _________________ Mario Cortese
www.dungeondice.it: ma davvero non ci conosci?! |
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nakedape Magister verbi



Registrato: Dec 21, 2009 Post: 6154 Località: San Giovanni in Persiceto
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Postato: Ven 06 Apr 2012 15:16:28 Soggetto: Re: dadi e grandi numeri: un altro luogo comune |
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Quoto in toto l'intervento di Crow.
Ci sono diversi aspetti infatti da tenere presenti.
A) Come i dadi sono usati. Se da soli o in somme. Esistono poi dadi gaussiani già di per loro, con due tre, due 4, un due e un cinque.
B) L'impatto della forbice dei risultati sul gioco. In Warhammer ci sono dei tiri ammazza/partita. Invece il dado aggiuntivo di smallworld non sposta poi molto.
C) In realtà più si aumenta il numero di lanci e maggiore sarà la distribuzione dei risultati. Il problema è che non tutti i lanci "pesano" allo stesso modo nella giocata. E questo è un altro aspetto di cui tenere conto.
D) In Risiko abbiamo due lanci contrapposti. Ebbene tirando 6 dadi da 6 (tre da una parte e tre dall'altra) non vado a migliorare la distribuzione statistica, ma a causa della contrapposizione dei due gruppi di dado l'alea aumenta anzichè diminuire... _________________ Timeo danaos et dona ferentes.
Ovvero...non vi fidate dei ruffiani, degli opportunisti o di chi vi sorride troppo. Potreste averne uno più vicino di quanto immaginiate. |
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Lobo Crazy Goblin







Registrato: Jun 09, 2003 Post: 3562 Località: Flaminius - TdG
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Postato: Ven 06 Apr 2012 15:26:30 Soggetto: |
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Al di la di tutto l'unica vera regola è che i tiri NON hanno lo stesso peso.
Tornando all'esempio di Warhammer se faccio una pletora di 5 e 6 quando mi basata un 3 e poi facio una quantita di 3 e 4 quando mi occorre il 5, è ben diverso.
Per non parlare poi del "momentum" della partita o del bersaglio. Sti ricchi ca... se massacro dei fantaccini, i tiri che servono sono magari quelliper ferire il comandante _________________ Lobo
Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza! |
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Normanno Magnificus





Registrato: Nov 07, 2004 Post: 3050 Località: Uppsala
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Postato: Ven 06 Apr 2012 15:37:15 Soggetto: |
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Ma cos'è, una crociata contro l'uso della fortuna e del caso nei giochi? Per definizione nessun istante è uguale a quello precedente o quello successivo, per cui non esiste nessun "equilibrio" nel caso. Il caso esiste, è un dato di fatto, che presumibilmente verrà prima o poi dimostrato con qualche equazione a X incognite in un sistema matematico caotico, ma esiste, quindi c'è.
Se non vi piace, non usate i dadi, se vi piace usate i dadi...
No offense meant.  _________________ Sito del Normanno:
www.marcosignore.it
Blog Ludico del Normanno:
http://roccanormanna.wordpress.com/
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wooow Affiliatus


Registrato: Feb 03, 2011 Post: 317
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Postato: Ven 06 Apr 2012 16:13:21 Soggetto: |
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| Crow ha scritto: | Non c'è nessun elemento di nessun tipo che può rendere un 6 più probabile di un 3, a meno che il dado non sia truccato  |
Se vogliamo cercare il pelo nell'uovo non è proprio così perchè l'imperfezione intrinseca (peso e/o forma) dei comuni dadi da boardgame può sempre generare dei risultati con maggiore frequenza rispetto ad altri,
ad esempio nei dadi con le facce incise il materiale asportato in modo non omogeneo crea un leggero spostamento del peso/baricentro rendendo potenzialmente più probabile l'uscita di un risultato piuttosto che un'altro, oppure l'usura nel corso del tempo può deformare leggermente i dadi rendendo gli spigoli diversamente arrotondati e/o le facce non perfettamente parallele "agevolando" l'uscita di determinati risultati
è ovvio che stiamo parlando di leggere imperfezioni la cui incidenza è difficilmente quantificabile, però va ricordato che è proprio estremizzando questi concetti di peso e/o forma che si truccano i dadi |
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Galandil Illuminatus


Registrato: Mar 17, 2004 Post: 1438 Località: Bari
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Postato: Ven 06 Apr 2012 17:57:00 Soggetto: Re: dadi e grandi numeri: un altro luogo comune |
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| Agzaroth ha scritto: | mi sono espresso male io.
intendo: prendiamo 1d6 e facciamo un numero tendente a infinito di serie di lanci ciascuna composta da un numero limitato (diciamo 60) di lanci.
è più improbabile che una qualsiasi serie abbia uan distribuzione di 10 lanci pere ogni numero (10 1, 10 2, 10 3, 10 4, 10 5 e 10 6) che non il contrario (ovvero che questa distribuzione statistica non sia verificata, all'interno della singola limitata serie).
se invece ora uniamo i risultati di tutte le serie, come se fossero una serie unica, allora ecco verificata la legge dei grandi numeri,perchè è come se avessimo ua unica serie di lanci che tende a infinito. |
Ma questa è la stessa cosa, concettualmente, del considerare il possibile risultato su un singolo tiro, portato poi all'infinito.
Cioé la combinazione che tu citi, i 10x1, 10x2, ecc., ha una certa probabilità di accadere all'interno del "gruppo" di 60 tiri consecutivi: considerando poi i vari gruppi di 60 tiri e portandoli all'infinito, si applicherà la legge dei grandi numeri e la frequenza corrisponderà alla probabilità dell'accadimento di fare in 60 tiri 10x1, 10x2, ecc.
Io parlavo di varianza che è un altro principio, che ci dice quanto sia probabile discostarsi, all'interno di un certo campione, dalla media.
| Citazione: | grazie, non ci crederai ma un po' l'ho fatto pensando a te.
specifico che io non sono un esperto di statistica, nn avendo nessun titolo di studio in tale settore. se nel forum c'è qualcuno esperto può magari fornire argomentazioni più solide e matematiche delle mie. |
Per quello basta armarsi di un po' di pazienza e leggersi tali argomenti su wikipedia. Secondo me tali argomenti sono cmq alla portata di tutti, basta ragionarci un po' su e si capisce il principio, poi applicare i numeri veri e propri diventa quasi automatico.
Però questo non toglie che un gioco con elementi casuali non sia controllabile, sta all'autore saper utilizzare in modo sensato o meno il caso: se nel mio gioco ad un certo punto inserisco la possibilità di fare il tiro "I win", ho cannato del tutto il design, soprattutto se arrivare a questo tiro non richiede nessun tipo di abilità (insomma, come dire con un esempio pratico che se nel gioco tiro 6 volte un dado e per vincere devo fare da 1 a 6 consecutivamente la mia abilità non conta niente ed è non sense).
E comunque posto sempre che QUALSIASI gioco ha almeno un elemento casuale per definizione (la solita scelta dei pezzi negli scacchi, ecc.), che sposta le probabilità di vittoria, a pari abilità dei giocatori, in vario modo. _________________ Elbereth Gilthoniel!
Galandil il Bardo
Gaming is a serious matter! |
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Galandil Illuminatus


Registrato: Mar 17, 2004 Post: 1438 Località: Bari
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Postato: Ven 06 Apr 2012 18:01:05 Soggetto: |
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| Crow ha scritto: | (Come Gauss e Galandil ci insegnano! ) |
Accostare me a Gauss è un'offesa gravissima. Per Gauss, si intende.
| Citazione: | | "I dadi non hanno memoria", ma soprattutto non hanno un comportamento. La legge dei grandi di numeri si applica principalmente a fenomeni comportamentali. Il dado è un'estrazione totalmente casuale di un valore. |
Non ho ben capito che cosa vuoi dire con questa affermazione. Secondo te non vale la legge dei grandi numeri su un numero infinito di tiri di dado/lancio di monetine?
Che vale solo in ambito sociologico?
Io nel frattempo sto usando un mezzo, per risponderti, che si basa sulla legge dei grandi numeri e della statistica, che ha ben poco di comportamentale (a meno che i nostri pc non abbiano poteri decisionali che vadano al di là di quel che gli si dice di fare con le varie applicazioni/SO/ecc.).  _________________ Elbereth Gilthoniel!
Galandil il Bardo
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Rayden Illuminatus






Registrato: Jan 09, 2008 Post: 1364 Località: Pescara
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Postato: Sab 07 Apr 2012 10:55:08 Soggetto: |
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[OT]
| Normanno ha scritto: | | Il caso esiste, è un dato di fatto, che presumibilmente verrà prima o poi dimostrato con qualche equazione a X incognite in un sistema matematico caotico, ma esiste, quindi c'è. |
È già stato fatto, poco meno di un secolo fa, con equazioni "ad infinite incognite". Si chiama Meccanica Quantistica, ed è una delle pippe mentali più folli che l'essere umano abbia mai partorito.
Eppure funziona alla grande.
[/OT] _________________
Prima il piacere, poi il dovere.
D'altronde, che senso ha il dovere se non quello di permettere il piacere? |
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randallmcmurphy Clarissimus





Registrato: Jun 24, 2005 Post: 2293 Località: Rimini
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Postato: Dom 08 Apr 2012 01:50:10 Soggetto: |
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Alla fine quando dovete tirare dei dadi in un qualsiasi gioco DIMENTICATEVI di statistiche e numeri...l'unica cosa che conta è ENTRARE IN SIMBIOSI con i dadi!
I dadi percepiscono le vostre sensazioni e dovete imparare a DOMINARLI..altrimenti vi saranno sempre contro..
Un po' come le carte a Poker
Bisogna avere "il controllo del dado"!  _________________ « Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »
(Isaac Asimov) |
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Subzer0 Accolitus


Registrato: May 19, 2011 Post: 162 Località: Castel Maggiore (BO)
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Postato: Dom 08 Apr 2012 18:41:42 Soggetto: |
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| Rayden ha scritto: | Si chiama Meccanica Quantistica, ed è una delle pippe mentali più folli che l'essere umano abbia mai partorito.  |
questa me la segno! _________________

Ultima modifica di Subzer0 il Dom 08 Apr 2012 23:31:56, modificato in totale 1 volta |
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Zot Initiatus




Registrato: May 09, 2007 Post: 887 Località: Bologna
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Postato: Dom 08 Apr 2012 19:54:21 Soggetto: |
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Per risolvere il problema è sufficiente giocare infinite partite.  |
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Crow Initiatus


Registrato: Nov 08, 2010 Post: 922 Località: Lucca
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Postato: Lun 09 Apr 2012 20:43:48 Soggetto: |
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| wooow ha scritto: | | Crow ha scritto: | Non c'è nessun elemento di nessun tipo che può rendere un 6 più probabile di un 3, a meno che il dado non sia truccato  |
Se vogliamo cercare il pelo nell'uovo non è proprio così perchè l'imperfezione intrinseca (peso e/o forma) dei comuni dadi da boardgame può sempre generare dei risultati con maggiore frequenza rispetto ad altri,
ad esempio nei dadi con le facce incise il materiale asportato in modo non omogeneo crea un leggero spostamento del peso/baricentro rendendo potenzialmente più probabile l'uscita di un risultato piuttosto che un'altro, oppure l'usura nel corso del tempo può deformare leggermente i dadi rendendo gli spigoli diversamente arrotondati e/o le facce non perfettamente parallele "agevolando" l'uscita di determinati risultati
è ovvio che stiamo parlando di leggere imperfezioni la cui incidenza è difficilmente quantificabile, però va ricordato che è proprio estremizzando questi concetti di peso e/o forma che si truccano i dadi |
Allora per cercare anche il parrucchino nell'uovo, oltre al pelo, bisognerebbe anche considerare la temperatura corporea del lanciatore, la consistenza del tavolo, l'altezza di lancio, l'itensità, l'attrito dell'aria, la rarefazione dell'ossigeno
Ogni imperfezione del dado subirebbe in maniera diversa lo scontro con queste forze termo-elettrico-cinetico-dinamiche creando un numero N di rotolamenti diversi e di esiti diversi
Sono troppo belli questi topic perché poi si finisce ad assumere l'esistenza di un dio a forma di spagh...ehi un attimo  _________________ Mario Cortese
www.dungeondice.it: ma davvero non ci conosci?! |
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