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Mariov Adeptus


Registrato: Jan 24, 2005 Post: 281 Località: Suno (NO)
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Postato: Gio 15 Dic 2005 19:28:38 Soggetto: |
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Per ora ho letto solo un'antologia di suoi migliori racconti e devo dire che li trovo veramente angoscianti ed emozionanti. Mi riprometto al più presto di leggere le sue altre opere.
Geniale _________________ Mario Sacchi - Post Scriptum
www.postscriptum-games.it
Il mondo è bello perché è Mario |
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Juda Clarus


Registrato: Nov 25, 2004 Post: 1542 Località: Lodi
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Postato: Gio 15 Dic 2005 19:36:49 Soggetto: |
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Grazie anche a Galdor per il suo spoiler, comunque più o meno quello che intendevo io con misteri dionisiaci era proprio che le creature sono oltre il bene ed il male proprio perchè avvolte da mistero, cioè non conosciute. In ogni caso Lovecraft usa molto spesso la parola demone ( anche se non in senso cristiano, forse pagano!). _________________ Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?! |
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malekith Affiliatus


Registrato: Jul 11, 2005 Post: 343 Località: torino
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Postato: Ven 16 Dic 2005 00:02:22 Soggetto: |
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Forse utilizza demone in quanto esseri divini e mortli allo stesso tempo e di un'altra dimensione come dàimon in greco...
cmq è un autore veramente geniale... avevo intenzione di iniziare anche il gioco diruolo a non trovo membri per un gruppo... _________________ Ti farò un'offerta che non potrai rifiutare...
La stella della morte brilla per te...WUA-TAAAA! |
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IlProfessore Magnificus



Registrato: Nov 03, 2004 Post: 3282 Località: Pisa
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Postato: Ven 23 Dic 2005 18:22:52 Soggetto: |
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| trilobit ha scritto: |
Tra i suoi lavori piu' belli, secondo me, sono da annoverare i seguenti (in "rigoroso" ordine sparso):
- "Alle montagne della follia"
- "Il Caso di Charles Dexter Ward"
- "L'Orrore di Dunwich"
- "La Maschera di Innsmouth" |
Sono daccordo sui 4 titoli da te scelti ai quali aggiungerei La casa delle streghe, comunque non sull'ordine sparso, personalmente La maschera di innsmouth è il racconto più impressionante di Lovecraft, soprattutto si tratta di una storia che ruota intorno ad un personaggio singolo (solitario) e credo sia completadi tutti gli elementi più importanti del fantastico lovecraftiano.
Ho trovato interessante anche un saggio breve su Lovecraft con estratti di lettere private e comparazione di queste ai suoi libri ne viene fuori una teoria interessante che ruota intorno alla sua xenofobia ed alla sessualità invisibile del solitario di providence. nei suoi racconti le donne sono più rare delle entità aliene... |
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IlProfessore Magnificus



Registrato: Nov 03, 2004 Post: 3282 Località: Pisa
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Postato: Ven 23 Dic 2005 18:39:00 Soggetto: |
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| trilobit ha scritto: |
Inoltre, a ricalcare il perfetto spirito materialista di HPL, i Grandi Antichi non sono "divinita'" nel signigicato piu' stretto del termine, bensi' "qualcosa" di vivo, "biologico", materiale, sebbene immemorabilmente antico e inconcepibilmente "grandioso". Ed e' proprio la loro "inconcepibilita'" che le eleva a pericolose "divinita'" la cui conoscenza fa' perdere il senno.
Geniale! non trovate? |
Quando ciò che descrive è grandioso e inconcepibile e sovrasta ogni possibile sforzo razionale per afferrarlo è perchè Lovecraft stesso si riflette nei suoi racconti. Egli assurge al ruolo di entità aliena (da se) e l'orrore che prova è orrore di se stesso incapace di definirsi. Lovecraft è sicuramente un poeta ma è talmente spaventato dall'idea di non esser compreso (in primo luogo è lui stesso che non si accetta) che la sua poesia è un impulso vitale che egli quasi non realizza. Lovecraft scrive poesie in forma di racconti, non ha il dono della sintesi, è ossessionato dal ripetere sempre le stesse cose e lo fa con una capacità narrativa che ha del disumano. Per questo se parliamo di demonio in lovecraft credo lo si possa fare nel significato orginale del termine greco dàimon.
La grandezza di Lovecraft è quella di pochi altri che hanno saputo parlare di se stessi spinti dal coraggio. Ciò che muove la penna del solitario di Providence è però un sentimento diametralmente opposto. Citando le sue stesse parole di apertura ad un saggio sull'orrore nella letteratura è <<il più antico sentimento del genere umano>>: è la paura. |
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Juda Clarus


Registrato: Nov 25, 2004 Post: 1542 Località: Lodi
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Postato: Ven 23 Dic 2005 18:53:42 Soggetto: |
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| Citazione: | | La grandezza di Lovecraft è quella di pochi altri che hanno saputo parlare di se stessi spinti dal coraggio. Ciò che muove la penna del solitario di Providence è però un sentimento diametralmente opposto. Citando le sue stesse parole di apertura ad un saggio sull'orrore nella letteratura è <<il più antico sentimento del genere umano>>: è la paura. |
In realtà non capico se secondo te, con i suoi racconti, Lovecraft parli più di se stesso o cerchi invece di parlare più in generle dell' essere umano e della limitatezza delle sue facoltà conoscitive. Quale delle due è prevalente, nonostante entrambe siano presenti? _________________ Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?! |
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IlProfessore Magnificus



Registrato: Nov 03, 2004 Post: 3282 Località: Pisa
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Postato: Ven 23 Dic 2005 19:12:20 Soggetto: |
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| Juda ha scritto: | | Citazione: | | La grandezza di Lovecraft è quella di pochi altri che hanno saputo parlare di se stessi spinti dal coraggio. Ciò che muove la penna del solitario di Providence è però un sentimento diametralmente opposto. Citando le sue stesse parole di apertura ad un saggio sull'orrore nella letteratura è <<il più antico sentimento del genere umano>>: è la paura. |
In realtà non capico se secondo te, con i suoi racconti, Lovecraft parli più di se stesso o cerchi invece di parlare più in generle dell' essere umano e della limitatezza delle sue facoltà conoscitive. Quale delle due è prevalente, nonostante entrambe siano presenti? |
L'orrore cosmico di lovecraft è un orrore prevalentemente interiore, che egli ricava da se stesso e che traspone sul mondo. Quando Lovecraft parla dei limiti dell'uomo e dell'impotenza che deriva dalla parziale comprensione dell'esistenza, ci racconta se stesso e lo fa in maniera confusa come confuse e caotiche sono le entità di cui parla, sembra distrutto dal disagio di vivere senza afferrare alcuna essenza di ciò che è vita ed è la precarietà che genera il terrore di un'esistenza non posseduta, per questo la vita diviene ai limiti qualcosa di mostruoso di informe di putrido viscido e repellente ed oltretutto eterno perchè eternamente impossibile a definirsi.Ma parlando di questo mi pare che Lovecraft non faccia altro che mostrare se stesso e tenderei a dire in maniera non del tutto volontaria |
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Juda Clarus


Registrato: Nov 25, 2004 Post: 1542 Località: Lodi
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Postato: Gio 29 Dic 2005 19:23:47 Soggetto: |
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Per ora ho letto solo un' antologia i racconti ma non sono del tutto sicuro che Lovecraft sia così fortemente autobiografico. Leggerò qualcosa in più e poi saprò dire... per ora parlo solo per impressioni.  _________________ Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?! |
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Juda Clarus


Registrato: Nov 25, 2004 Post: 1542 Località: Lodi
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Postato: Mar 14 Feb 2006 21:36:40 Soggetto: |
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Ho finito il primo volume di racconti ( dal 1897 a 1922) comprendente anche i racconti giovanili. Ovviamente in questa prima parte le influenze autobiografiche sono molte, tuttavia ho l' ipressione che più ci si avvicini ai racconti maturi, più questo elemento venga meno ( pur rimanendo presente). _________________ Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?! |
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