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Diplomacy vs Trono di Spade
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Autore Messaggio
Fabmat
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Post: 716
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PostPostato: Sab 23 Giu 2012 13:31:21    Soggetto: Rispondi con citazione

Ciao

decimalegio ha scritto:
l’aleatorietà delle Carte Casata usate per eventuali scontri…..(aleatorietà totalmente assente in Dip, quindi se vogliamo proprio metterla su questo piano, più ingessato e prevedibile,


scusami: cosa intendi per "aleatorietà"?

Ti assicuro che al momento della lettura e della risoluzione ordini si scoprono nei giocatori "tic" nervosi mai sospettati (un nostro amico, Fulvio, era noto per l'allisciamento della barba!)... ma come potrebbe essere altrimenti?
Si freme sperando che l'alleato (a parole) rispetti la zona smilitarizzata o esegua l'appoggio concordato ... per non parlare del sudore che bagna copiosamente le nostre mani quando hai messo in atto un tradimento e speri che nessuno lo abbia subdorato!!!

Insomma, l'aleatorietà, l'imprevedibilità è possibile solo con le carte? Io credo di no! In Dip l'elemento imprevedibile e casuale è quello ...umano!
Riuscirò a persuadere quel giocatore o cederà alle offerte di uno degli altri (troppi!) giocatori? Avranno capito che non rispetterò l'accordo? Ma la Francia parla troppo con l'Inglese... devo temere attacchi alla mia Italia? etc.

E' la prima volta in assoluto che sento definire il Dip "ingessato o prevedibile"! (sia in senso "relativo" che "assoluto")

Fabrizio
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Campo di Marte
www.campodimarte.org

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decimalegio
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Post: 539
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PostPostato: Sab 23 Giu 2012 20:43:03    Soggetto: Rispondi con citazione

....fab.... io e te.... o facciamo finta di non capirci.... o non so cosa....

....l'imprevedibilità nelle mosse dei giocatori è uguale in Dip come in TdS (anzi qui di più perchè vi sono più tipi di ordini che si possono dare)..... io parlo dell'imprevedibilità delle carte: in TdS può uscire un arruolamento, un aggiornamento barili, le aste, i bruti (che in un rarissimo caso possono attaccare due volte nello stesso turno) la proibizione di certi ordini per quel turno. Tutte cose che cambiano radicalmente la posizione sulla mappa, e richiedono aggiornamenti continui di strategia. Insomma tutte cose che Dip si sogna.....

....la maggiore prevedibilità (relativa) di cui parlo sta nel fatto che in Dip o si attacca o si appoggia, non c'è via di scampo. Poi è ovvio che l'imprevedibilità umana è preponderante ed è quello che fa amare o odiare quel gioco.......

un saluto.....
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Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio...e avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra!
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nakedape
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PostPostato: Sab 23 Giu 2012 23:17:39    Soggetto: Rispondi con citazione

decimalegio ha scritto:
Insomma tutte cose che Dip si sogna.....


Ecco per me è un caso eclatante di less is more. Troppe sovrastrutture aleatorie e complicazioni per un gioco con una forte componente diplomatica. Poi c'è chi lo gioca senza, ma per me il gioco la chiama in tutte le salse (compreso l'accenno nel regolamento). Dai supporti alle decisioni che prende chi possiede le tre supremazie...
_________________
Timeo danaos et dona ferentes.
Ovvero...non vi fidate dei ruffiani, degli opportunisti o di chi vi sorride troppo. Potreste averne uno più vicino di quanto immaginiate.
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aledrugo1977
Goblin sondaggisticus
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 00:06:16    Soggetto: Rispondi con citazione

Circa gli ordini di grandezza di variabili di gioco mi sa che la distanza andrebbe quanto meno ridimemsionata circa le aperture: solo il fatto che nel tds il supporto e la marcia sono a discrezione, il supporto può agire più volte con chi si vuole, di conseguenza a una marcia segue uno scontro ma n spostamenti, il ponte navale è automatico... l' ordine di gioco influenza l' attivazione degli ordini e qui mi fermo.

Aperture:
Quando si parla di aperture, di due o tre opzioni per casata nel TdS si fa riferimento a "scelte di massima di campagna". Il baratheon può andare a king's landing oppure nel narrow sea o puntare a dorne. Sì sono tre opzioni di apertura ricche di sfumature: è un indirizzo di campagna (centrale, settentrionale o meridionale). Il Lannister può giocarla sulla sicurezza di non essere attaccato dal Grayjoy oppure partire spavaldo (un po' l'Italia del TdS almeno all'inizio).
Ma da qui a dire che sono codificate punto anche no, dipende dagli altri anche, da come gira il tavolo e le relative alleanze temporanee.

Che aperture avrà mai l'austria? andrà bene nei balcani. Come? Beh è un insieme di sfumature ma il suo indirizzo di campagna all'apertura è quello. L'italiano in apertura dove andrà mai? Forse Tunisi? Ma dai davvero?
Il tedesco dove andrá mai in apertura? Danimarca e paesi bassi ecc. Poi uno si sceglie possibilmente un fronte e cerca di procedere. Vai da una parte alla volta, se hai più fronti sei fottuto tendenzialmente.

Poi l'effetto domino è notevole in entrambi i giochi.
In una cosa sono simili: un fronte se possibile alla volta, il che implica avere degli alleati o quanto meno concordare dei confini sicuri e concentrarsi altrove, banale ma vero.
In un aspetto sono profondamente diversi: nel TdS uno scaltro e esperto può vincere una campagna uno contro uno da solo, ovvero basta avere un fronte non belligerante. In Diplomacy ti serve avere/concedere supporti per vincere una campagna.
In altre parole nel TdS paga anche la strategia del singolo con basi diplomatiche , in D senza diplomazia la strategia più fine non serve a nulla come disse decimalegio.
Ovviamente se a un tavolo tutti i vicini ti giocano contro, tranne rarissimi casi di inefficienza ...in TdS come in D potresti anche essere Rommel ma alla fine perdi rapidissimamente.

Supporti & Politica:
Nel tds io sono abituato a fare politica, a concedere supporto e richiederlo agli altri così come sfruttare gli esiti delle aste (mi metti ultimo nel trono per favore? no dai non dare il comando stellato a lui! cosa vuoi in cambio?).
Certi gruppi fanno poca o nulla politica per contenere i tempi o forse per disabitudine. Ho fatto più partite al TdS via email: spettacolare i corvi messaggeri con in più l'ansia di vedere operativo realmente il supporto alleato messo in tavolo!
La questione Politica non la fa il gioco (D o TdS) la fanno i giocatori. Incerti tavoli funziona, in altri non decolla o è scarna. Perché? Perché un ottimo gruppo potrebbe fare politica pure giocando a monopoli: non c'è regolamento che codifica la riuscita della fase politica. Il carisma, la capacità di parlare (o scrivere), l'empatia e la lungimiranza strategica e tattica [pure il contrario di tutto ciò!] non scaturiscono da un regolamento e/o una struttura di gioco o metagioco.

Less Is More:
Mah che vorddì?
Avrebbe senso se TdS e D fossero molto ma molto simili.
Io credo che non siano affatto giochi alternativi, sono cose ben diverse. Scacchi e Dama giocano sulla stessa scacchiera ma ciò non fa di loro giochi uguali.
Certo c'è la diplomazia, la strategia e un tabellone con dei punti da conquistare...come anche nel risiko volendo.
E' il come che è diverso nelle meccaniche stesse (tipo di unità, tipi di ordini, meccanismo di reclutamento, meccanismo di limite di truppa, combattimento e bla bla bla) inoltre sono i giocatori con le loro peculiarità a fare l'esperienza politico-diplomatica.

Una partita al TdS o a Diplomacy (o a Fief) senza parlarsi tra giocatori, promettere, negare ecc ecc non ha senso.
Nel TdS c'è solo una cosa vietata: mostrare i propri ordini agli altri giocatori mentre vengono piazzati. Forse è sufficiente per lasciare a un gruppo di gioco di regolarsi sul grado di politica da mettere.
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Che ci posso fare se sono la reincarnazione di Rommel?!
____
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aledrugo1977
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 00:58:10    Soggetto: Rispondi con citazione

...parte di testo immessa due volte...scusatemi ma il browser del cellulare a volte fa strani scherzi
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Ultima modifica di aledrugo1977 il Dom 24 Giu 2012 03:53:12, modificato in totale 1 volta
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nakedape
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 03:36:22    Soggetto: Rispondi con citazione

aledrugo1977 ha scritto:

L'italiano in apertura dove andrà mai? Forse Tunisi? Ma dai davvero?
Il tedesco dove andrá mai in apertura? Danimarca e paesi bassi ecc.


Che l' Italiano vada a Tunisi mi pare un dettaglio, non un indirizzo di campagna, ad ogni modo le aperture codificate per l' italiano sono 37 (!!),
E, se uno si prendesse la briga di dare un' occhiata ai link postati, capirebbe che ci sono 37 modi diversi di indirizzarsi sulla mappa che sottendono pesantemente gli sviluppi e la diplomazia future, altro che le tre del Baratheon (in quanti modi potranno poi essere declinate?).

aledrugo1977 ha scritto:
In altre parole nel TdS paga anche la strategia del singolo con basi diplomatiche , in D senza diplomazia la strategia più fine non serve a nulla come disse decimalegio.


Per quanto mi riguarda è una differenza che trovo scarna.
La vera differenza casomai la fa il fatto che nel TdS la diplomazia la fai alla luce del sole (e no, non stiamo parlando dell' ultima versione web).

aledrugo1977 ha scritto:
Ovviamente se a un tavolo tutti i vicini ti giocano contro, tranne rarissimi casi di inefficienza ...in TdS come in D potresti anche essere Rommel ma alla fine perdi rapidissimamente.


Il che in altre parole mi contraddice quanto detto sopra. Ma vabbè è un classico caso di stima dell' impossibile. In sostanza la diplomazia nel TdS pesa parecchio così come un qualsiasi altro wargame multiplayer giocato con il tavolo che parla. Mancano gli strumenti per decidere se pesa significativamente di più in un gioco piuttosto che nell' altro.

aledrugo1977 ha scritto:
La questione Politica non la fa il gioco (D o TdS) la fanno i giocatori. Incerti tavoli funziona, in altri non decolla o è scarna. Perché? Perché un ottimo gruppo potrebbe fare politica pure giocando a monopoli: non c'è regolamento che codifica la riuscita della fase politica.


No. Ma ci sono regolamenti che la supportano e altri che la lasciano all' inventiva del tavolo. A me un gioco che ti dice "arrangiati" su un aspetto importante (perchè può condizionare molto la vittoria) e non me lo codifica perde parecchio. Anche perchè appiattisce il gioco al classico bash the leader...e a quel punto qualsiasi sovrastruttura diventa superflua.

aledrugo1977 ha scritto:
Less Is More:
Mah che vorddì?


Vuole dire semplicemente che entrambi hanno un aspetto diplomatico pesante. A questo punto preferisco (io eh...!) un gioco meno barocco e più efficiente, meno zeppo di fronzoli e di eventi random...e con una fase diplomatica ben codificata.

Ma poi è chiaro che ognuno ha i suoi gusti.
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nakedape
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 03:46:24    Soggetto: Rispondi con citazione

aledrugo1977 ha scritto:
Che aperture avrà mai l'austria? andrà bene nei balcani.


Eh...già...

BALKAN GAMBIT
(1) The family of openings F Tri-Alb, A Bud-Ser. This is a true gambit, since the player is giving up much of his ability to defend his home centres against Italy (and, to a lesser extent, giving up some Austrian influence in Rum) in exchange for the virtual assurance of gaining both Gre and Ser.
(2) A name given, like most, by Richard Sharp, to a particular group of Austrian opening moves in Spring 1901, all of which share in common the order A Bud-Ser (and usually F Tri-Alb). The name explains it all: a "Gambit" is a move that risks loss in one area for a hopefully better chance of gain elsewhere, in this case the Balkans. It is a commitment by Austria to taking up two centres in the south (Serbia and Greece) and is thus generally regarded as anti-Turkish. There are several variations, mostly involving A Vie, of which the Trieste, Budapest and Galicia versions traditionally account for a significant proportion of Austrian opening moves - indeed, Balkan Gambits are widely regarded as the only "sensible" alternative to the "Southern Hedgehog"). Notice should also be taken of the so called "Houseboat" variation of the Balkan Gambit, in which F Tri- Holds instead of moving to Albania.

The Balkan Gambit is most commonly defined as *any* Austrian opening which includes the moves A Bud-Ser & F Tri-Alb. In the 1960's it was common to see the Budapest variation (A Vie-Bud), an attempt to take three centres. In the early 1970's Italy often opened A Ven-Tri and accordingly the Budapest variation lost favour with the Trieste variation gaining in popularity (A Vie-Tri). The Balkan Gambit is a risky opening: if both Italy and Russia attack Austria in Spring 1901 it is unlikely that Austria will live to tell the tale. A commonly seen variation is the Galician (A Vie-Gal) which offers Austria some defense against most hostile openings. In the 1980's Italy has moved towards opening A Ven-Tyr, A Rom-Ven. Accordingly some Austrian players have used the rarely-seen Tyrolian variant A Vie-Tyr which, if Russia is friendly, gives Austria a strong position provided Italy has opened to Tyr and not Tri. Postal play has, on occasion, seen the Bohemian variant but this has nothing to commend it to Austrian players; even if England/France/Italy & Russia have all agreed to attack Germany. Finally in the early 1970's the A Vie H option attracted support from Don Turnbull, I presume as a result of FTF experience as this opening has not (to my knowledge) been played in a British postal game.

Più o meno come le sottigliezze del TdS, no?
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aledrugo1977
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 05:28:33    Soggetto: Rispondi con citazione

nakedape ha scritto:
aledrugo1977 ha scritto:
Che aperture avrà mai l'austria? andrà bene nei balcani.


Eh...già...
Più o meno come le sottigliezze del TdS, no?


Mah ragioniamo su piani diversi.

A monte di tutto personalmente sono in totale disaccordo con questo tipo di approccio al gioco. Mi riferisco a qualunque tipo di gioco. Teorizzazioni di questo tipo vanno contro il mio approccio al gioco.

Vedo di spiegare in termini semplici. Se inizio a leggere un libro cerco di evitare gli spoiler.
A chi mi dice "l'assassino è il gemello del maggiordomo, lo si potrebbe in verità evincere dagli indizi velati espressi nelle pagg k, x, y e z" rispondo a malo modo in quanto mi sono rovinato l'esperienza della lettura. Certo, posso ancora godere del libro se è tecnicamente scritto bene poiché c'è altro oltre al finale in sé però non è la stessa cosa del leggerselo da solo coi propri tempi. E quindi fare proprio il libro.

In un gioco da tavolo è lo stesso: provarlo e riprovarlo, con gente diversa e in tempi diversi. Scambiare sì impressioni e considerazioni strategiche ma non scavare in trattati di altri.
Mi sembra una esperienza sintetica, un lavoro sul gioco che esula dalle mie motivazioni al gioco.

Dico questo perché francamente a me di leggere dell'evoluzione del gambit austriaco non interessa per niente perché per me può solo togliere all'esperienza di gioco. Preferisco arrivarci da solo e tutto sommato non siamo di fronte ad equazioni differenziali parametriche quindi non è che è impossibile arrivarci da soli giocandoci in prima persona.
Ad ogni modo lo studio del gambit in sé a mio umilissimo avviso è futile visto che se la fase diplomatica è estremamente avversa beh non c'è niente da fare. A monte ci sono gli accordi e il sapersi vendere a modo oltre che elementi empatici imponderabili (kingmaking, botte al ciccione, antipatia o semplicemente luna in venere).

Poi ciascuno può impiegare il proprio tempo come ritiene.

Detto questo personalmente credo che la misurazione dei gambit sia un effimero metro apparentemente oggettivo. E' assodato che la condotta degli altri giocatori può vanificare a monte l'elucubrazione più sofisticata.
Bene delle n aperture virtualmente possibili ne restano n-k dove con n-k si indicano quelle compatibili con gli accordi (e possibili reazioni) degli altri. Bene teniamo a mente questo straordinario risultato teorico.

Prendiamo il Trono di Spade. Ad occhio il Baratheon ha accesso a 12 territori terrestri e 3 mari con 3 marce e 5 pezzi iniziali (2 navi e 3 pezzi di terra). Ogni marcia porta a spostare quanti pezzi si vuole in territori diversi con ponte navale automatico e una sola battaglia. Non sto a fare il conto della risultante delle combinazioni possibili anche perché bisognerebbe aggiungere altre combinazioni con l'ordine tassazione che ha un suo senso anche al primo turno e non conteggio neanche l'ordine supporta che ha pure applicazioni all'apertura.
Di certo non tutte sono mosse buone ma come ordine di grandezza di variabilità c'è di che cavarsi la voglia. Forse ci sarà meno materiale per trattati ludici.
Di contro il Lannister, per essere sicuro e autosufficiente (col nuovo set up le cose cambiano, ci sono più variabili), deve tenere ferma la flotta navale ma può muovere in 5 territori le 3 truppe di terra. Sono le due partenze estreme. Però. Però la mappa è asimmetrica. Il Baratheon non ha barili "facili", il Lannister sì. Il che implica che il Lannister potrà avere armate ciccione, il Baratheon no. Perché? Perché è fedele al romanzo, perché ogni casata ha forze e debolezze, momenti di forza e di debolezza.
Poi ci mettiamo le carte casata, le carte westeros (nella variante "pro" con due file sempre rivelate per farsi i conti i tasca per gli amanti della strategia pura), i bruti e le aste. Farsi almeno un alleato concedendo supporti e/o favori nelle aste nella speranza di riceverne (o effettuare incursioni) gestendo la fase politica come meglio il tavolo ritiene (trattativa libera con cronometro? foglietti? sms? incontri privati? email?). Quante variabili fanno?

Facciamo lo stesso che sono meno delle n-k di Diplomacy, non ho il coraggio di contraddire Nakedape e non voglio neanche sapere se c'è un modo matematico che stabilisce questa cosa perché se fossero di più nel TdS verrebbe giù il mondo.

Embé?

Cosa abbiamo misurato? Sono due giochi con similitudini ma diversi nelle meccaniche. Basta solo che il TdS si vince per morte istantanea a X castelli OPPURE entro 10 turni. Tra esperti vuol dire in 6 giocatori 3-6 ore.
Diplomacy non si finisce in 3-6 ore, è tarato sul lungo termine.
Il TdS è impostato per destreggiarsi sulle opportunità strategiche mutevoli di turno in turno, sul rischio delle aste, sul bluff dei combattimenti.

In entrambi i giochi non ci saranno due partite uguali, perlomeno sarò stato molto fortunato io nel TdS.

Che poi alla fine il TdS si tratti di controllar castelli e barili, beh il gioco è quello, il come e le emozioni delle aste, delle richieste di supporto date (e negate!), i bluff cambiano sempre ed è quello che piace a chi ci gioca.
Diplomacy alla fine è controllare dei pallini in mappa: ciò che piace è la capacità di persuasione sugli altri, anche solo vedere che succede in tempi molto più dilatati.

Dal mio punto di vista il gambit non esiste, sono un seguace di Ockham non mi interessano trattati con numeri non commensurabili.

E se pure fossero misurabili...Chi ha più combinazioni possibili è il più figo?
Allora il Superenalotto è il gioco più bello di tutti: 1 su oltre 620 milioni di combinazioni possibili per vincere è il non plus ultra...
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nakedape
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 06:53:50    Soggetto: Rispondi con citazione

aledrugo1977 ha scritto:

Facciamo lo stesso che sono meno delle n-k di Diplomacy, non ho il coraggio di contraddire Nakedape e non voglio neanche sapere se c'è un modo matematico che stabilisce questa cosa perché se fossero di più nel TdS verrebbe giù il mondo.


Vabbè ma se uno è contro lo "spoiler" di un gioco che partecipa a fare in un forum di giochi? In un coacervo di nerd e di geek come questo (e mi ci metto in mezzo) è chiaro che ci sia gente incline allo studio della propria passione. Che poi la conoscenza e/o l'esperienza contraddica o meno le impressioni altrui, questo può avvenire a più livelli. Sia dal giocatore con 10/50 partite a chi ha esplorato il gioco matematicamente...

In sintesi...che ti devo dire Ale? hai ragione tu...perchè se dico che a me il TdS pare asfittico e che le casate tendono a riprodurre situazioni analoghe sulla mappa ben più che in D. non va bene perchè devo accettare le tue opinioni (più informate a tuo dire). E se porto link a siti informati a sostegno della mia impressione non va bene perchè spoilero.
(E, guarda caso, decidi sempre tu dove finisce lo "scambio di opinioni" e comincia lo "spoiler".)

Boh...hai ragione!
Viva il TdS!
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Agzaroth
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 09:29:32    Soggetto: Rispondi con citazione

strano che qualcuno non abbia ancora tirato in ballo Dune... Laughing
ha molto in comune pure lui con questi due giochi.
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aledrugo1977
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 11:04:32    Soggetto: Rispondi con citazione

Esprimo un giudizio "io penso che", "a me non interessa perchè" e "secondo me non è corretta la premessa perchè".

Posdo ritenere che
- nel conteggio della variabilità di gioco manchino dei dati del TdS i quali se a te non piacciono...non è vero che non ci sono
- sono due giochi diversi, con strutture e meccaniche diverse e quindi un paragone sul mero numero di mosse possibili (parziali in virtù del punto sopra) non ha senso
- ultimo a me non piace fare l'autopsia di un gioco bensì preferisco giocarlo.
I primi due punti sono lì così come sono, il terzo è una mia credenza. Chi legge si farà la sua idea, tu resterai della tua e abbiamo comunque apportato un peso costruttivo alla nerdaggine del mondo, diciamo 2 kg di geekismo solido.

@Agzaroth
A me Dune piace ancora più dei gia stimati TdS e Diplomacy.
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decimalegio
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 11:28:57    Soggetto: Rispondi con citazione

aledrugo1977 ha scritto:
.....La questione Politica non la fa il gioco (D o TdS) la fanno i giocatori. .......Perché un ottimo gruppo potrebbe fare politica pure giocando a monopoli.....


....ai bei tempi giovanili non sai la fatica che facevo nel tentare di convincere qualcuno a "non" vendere le "Ferrovie Nord" che avrebbero consentito a qualcun'altro il "monopolio" sulle Fs.... oppure la fatica nel convincere che i terreni marroni erano peggiori di quelli gialli (ovviamente miei).... ahahahaha...... se non è Diplomacy questo.......ahahahahahaha
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stec74
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 14:23:19    Soggetto: Rispondi con citazione

Alla fine non ce l'ho fatta e scusatemi in anticipo...
Tutta questa discussione mi sembra assolutamente inutile e scusate se mi permetto anch'io di andare un attimino OT con questo unico post.

Ho giocato entrambi e Diplomacy e il Trono non sono assolutamente confrontabili.
Molto semplicemente mi sembra di capire che ci siano due approcci fondamentalmente opposti al gioco:
c'è chi gioca per divertirsi e valuta più il tavolo che il gioco e chi il divertimento lo trova nell'analisi delle finezze e dei tecnicismi che un gioco (leggi = regolamento) mette in tavola.

Tanto che il secondo approccio, spinto al suo estremo, non richiederebbe nemmeno un tavolo per giocare. Basta il solo regolamento da leggere, rileggere e sviscerare, da completare con analisi al microscopio elettronico, statistiche, curve gaussiane, tonnellate di discussioni qui o su bgg e qualunque altra cosa estrapolata da quest'ultimo.
E' un male? no, sono solo due approcci differenti... e nel secondo intavolare il gioco serve solo ed unicamente a verificare nella pratica quello che nella propria mente era gia stato giocato mille volte... tant'è che ogni gioco richiede il suo numero ottimale di giocatori altrimenti uno in meno o in più ci si rifiuta di giocare e si obbliga tutti a cambiare gioco... ma a quest'ultima battuta si risponderà che "non obbligo mai nessuno a fare nulla che non voglia ma cerco di far capire che il tempo è prezioso e un gioco è meglio giocarlo in condizioni ottimali".

Ma ovviamente non è tutto qui. C'è il piacere dei materiali di gioco e della scenografia, gli amici con cui giocare e divertirsi... perchè alla fine rientra tutto nel pacchetto. E naturalmente, alla fine di ogni partita, dibattito ludo-tecnico-scientifico su quanto accaduto nelle ultime 3/4 ore!
Si, scientifico! Perchè, appunto, l'analisci scientifica richiede innanzitutto osservazione per convalidare o meno quanto si è studiato precedentemente!
C'è del piacere ludico fine a se stesso, ovviamente, ma una buona porzione è... beh, si, calcoli e analisi!
Alla fine magari risulta più divertente questo che il mero spostare una carrarmatino da destra a sinistra o applicare l'ordine x anzichè l'ordine y, che male c'è?

E quindi risulta spontaneo partire con i confronti tecnico-matematici tra colossi ludici, ma resta il fatto che questi due giochi sono solo apparentemente simili.
A ingredienti comuni corrisponde una diversa miscela e preparazione e il risultato sono due giochi che spingono i giocatori a confrontarsi su due piani totalmente differenti.

L'altra filosofia di gioco, meno impegnativa, mi vede più afferente e, così credo, anche Aledrugo. Probabilmente apparteniamo all'altro filone, quello che predilige i giocatori e il divertimento puramente ludico che una serata con gli amici riesce a regalare, mettendo il gioco in un secondo piano rispetto al resto. Alcuni storceranno il naso sentendo frasi del genere e lo capisco, eppure se un gioco permette di giocare in 6 o anche più senza perderne e i giocatori sono mediamente rapidi... cavoli, io gioco in 6!

Due filosofie agli antipodi, ma chi dice che gli opposti non si tocchino? Infatti siamo spesso allo stesso tavolo tutti insieme a divertirci e questo è l'importante! Wink
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fino al rintoccar dell'ora in cui la sua umanita' si desta..."

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nakedape
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 14:52:09    Soggetto: Rispondi con citazione

stec74 ha scritto:
Due filosofie agli antipodi, ma chi dice che gli opposti non si tocchino? Infatti siamo spesso allo stesso tavolo tutti insieme a divertirci e questo è l'importante! Wink


Quotonissimo!
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Ovvero...non vi fidate dei ruffiani, degli opportunisti o di chi vi sorride troppo. Potreste averne uno più vicino di quanto immaginiate.
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Fabmat
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PostPostato: Dom 24 Giu 2012 20:48:57    Soggetto: Rispondi con citazione

Ciao

appena rientrato da un weekend “marino” e prima di soffrire per l’Italia permettemi di aggiungere qualcosa

decimalegio ha scritto:
....fab.... io e te.... o facciamo finta di non capirci.... o non so cosa....




decimalegio ha scritto:
....l'imprevedibilità nelle mosse dei giocatori è uguale in Dip come in TdS


è uguale in tutti i giochi: hai mai perso, ad esempio, a Puerto Rico per una cappel… ops, una scelta “indeguata” del giocatore che ti precede o precede il vincitore?

decimalegio ha scritto:
io parlo dell'imprevedibilità delle carte: in TdS può uscire un arruolamento, un aggiornamento barili, le aste, i bruti (che in un rarissimo caso possono attaccare due volte nello stesso turno) la proibizione di certi ordini per quel turno. Tutte cose che cambiano radicalmente la posizione sulla mappa, e richiedono aggiornamenti continui di strategia. Insomma tutte cose che Dip si sogna.....


questo è il punto: c’è bisogno delle carte per ottenere necessariamente “imprevedibilità”? L’imprevedibilità nel Diplomacy, come dicevo, è rappresentato dal mancato rispetto di un accordo, dal tradimento che stiamo per attuare, dall’attacco imprevisto che riceve il tuo importantissimo alleato… insomma, le nosta carte sono “l’uomo”!
Non puoi fare affidamento su calcoli di probabilità legati all’uscita delle carte o su analisi statistiche del dado… perché nelle menti dell’uomo e sulle nostre capacità di interpretare le azioni altrui non c’è alcuna sicurezza ma solo il nostro intuito e le nostre capacità!
Non hai altro per giocare: tu e altri sei giocatori che devi convincere, persuadere, bladire, minacciare etc. perché la vittoria arride ad una solo potenza ma si ottiene unicamente grazie agli altri!

decimalegio ha scritto:
.....la maggiore prevedibilità (relativa) di cui parlo sta nel fatto che in Dip o si attacca o si appoggia, non c'è via di scampo.


O_O dai, non scendiamo in banalizzazioni come quelle utilizzate dai denigratori del calcio che vedono questo sport come “undici ragazzi in mutande che corrono appresso al pallone”!!!

Una partita a Diplomacy MOLTO di più della fase militare da te citata in maniera incompleta (esistono altri tipi di mosse, il trasporto ad esempio); è anche una fase diplomatica dove è IMPOSSIBILE elencare tutti i casi che possono verificarsi… perché l’uomo non è catalogabile!!! (altro che prevedibile!)
Basterebbe leggere qualche resoconto finale che scrivono i giocatori per capire cosa significa una partita di Diplomacy!

stec74 ha scritto:
Ho giocato entrambi e Diplomacy e il Trono non sono assolutamente confrontabili.


;-)

Posseggo diverse copie di Diplomacy e sia la 1 che 2 edizione italiana del Trono di Spade… e sono intervenuto solo per correggere alcune inesattezze, a mio modesto avviso, riguardo il gioco del Diplomacy.

In tutti i miei interventi non ho masi scritto che il Dip è migliore del TdS o viceversa.. perché non esistono giochi brutti ma solo giochi che piacciono o no!

Ed ora scusate ma il mio De Rossi mi fa saltare le coronarie…

Fabrizio
_________________
Campo di Marte
www.campodimarte.org

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