Era solo una questione di tempo perché ci si trovasse.
E così un bel giorno (o meglio una sera) succede.
La Tana del Drago Fumante, le acerbe, ombrose, prime ore della sera. Nuvolo.
La coppia che supera i battenti non ha per niente l'aria spaesata e avanza con il piglio di chi è pronto a gettare il mantello sul guanto proteso della prima armatura che capita a tiro, vuota guardiana sempre sull'attenti, per poi annunciare stentorea "Tesoro, sono a casa!".
Sopra l'usbergo (una maglietta rigorosamente nera), le insegne annunciano ciò che si leggeva già sull'aristocratico volto: su fondo nero un superbo naso a cetriolo ti punta, stile lancia in resta, da sotto un paio di occhi tondi e arancio, scaltri e traboccanti di malizia.
Siamo di fronte ai Signori della Tana dei Goblin e, per tutti i boccali schiumanti, ne siamo fieri!