A Feast For Crows, finalmente!

Discussioni, commenti, considerazioni e suggerimenti sui libri e le vostre letture... Ricordate di citare il libro di cui parlate nel titolo dei vostri post e controllate gli annunci e gli adesivi dei moderatori per le altre norme all'interno di questo forum.

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Messaggioda Athafil » 4 ott 2005, 2:36

beh ragazzi io sto seguendo varie saghe alla LUNGA distanza. Io Martin l'ho inizato a leggere appena era uscito... fenomenale.. poi l'ho perso di vista.

Non voglio parlare nè di harry Potter (settimo libro settimo libro...)
Poi aver atteso Brrooks, le buon vecchie Margaret e Tracy della dargonlance...oppure i libri di DUNE....

però la saga che sto seguendo da più tempo e con più attesa è la saga di robert Hordan della Ruota del Tempo (parliamo che il primo acquisto risale al 1994)

Comunque ora anche Martin è sulla buona strada...

Until swords part... Athafil Oakleaf - Principe degli elfi Ambasciatore Elfico "Potrei sapere come si fa ad uscire di qui?" "Dipende in gran parte da dove tu vuoi andare"  FFFF ha ragione...

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Messaggioda Galdor » 4 ott 2005, 10:31

Athafil ha scritto:Poi aver atteso Brrooks, le buon vecchie Margaret e Tracy della dargonlance...

Tracy Hickman (nonostante il nome possa ingannare) è un maschietto.. ;)
...e ha una moglie che si chiama Laura! 8)
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Messaggioda linx » 4 ott 2005, 13:42

linx ha scritto:Per mol(r)ti personaggi (cattivi o buoni che fossero) il racconto è già finito.

Sei sicuro?
;)[/quote]

E quanti ne devono resuscitare?
Allora diventa veramente Beautyful!
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
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Messaggioda Xarxus » 4 ott 2005, 13:58

Bhe, secondo me non ne "resusciteranno" tanti. Cat basta e avanza.
Piuttosto sarà interessante scoprire le 3 teste.
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Messaggioda Jelerak » 4 ott 2005, 14:13

Xarxus ha scritto:Una dele caratteristiche che mi hanno affascinato di più della saga, è quella che poi mi ha spaventato di più. In realtà si tratta di una telenovela storico-fantasy scritta. Ed io che sfottevo mia moglie per Beautifull(e).


La differenza fondamentale è che Martin aveva già in mente le linee generali della storia (e anche il finale a quanto dice) sin dall'inizio e non credo che farà morire/resuscitare personaggi solo perchè odiati/amati dai lettori come succede per le telenovelas.
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Messaggioda Xarxus » 4 ott 2005, 14:19

Oh, questo è chiaro. Una telenovela gioca sui feedback del pubblico. Lo scrittore genera un libro (magari non l'intera saga) senza questo contatto, per quanto tra un libro e l'altro possa collezionare sensazioni.

Secondo me la cadenza e la morfologia della storia di Westeros è da telenovela. Personaggi protagonisti che smettono (anche per causa di forza maggiore) di esserlo, ritmo costante, cadenzato, attenzione ad una o più famiglie, ecc.

Al di là del tema, credo che il motivo del successo delle telenovela come genere televisivo dipenda anche da queste caratteristiche. E questo mi spaventa un po', quasi esistesse un modo "affascinante" più che un argomento o una storia in sè.
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Messaggioda Galdor » 4 ott 2005, 15:29

linx ha scritto:E quanti ne devono resuscitare?
Allora diventa veramente Beautyful!

Ma lo è già: mi ricordo che -fin dalla lettura del primo libro- a me e ai miei amici ci dette l'impressione di un grande Fantasy Beatiful! :lol: :lol:
Dopo aver letto tutti quelli usciti finora l'impressione è diventata una concreta realtà.. ;)
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Messaggioda linx » 4 ott 2005, 17:55

Xarxus ha scritto:Al di là del tema, credo che il motivo del successo delle telenovela come genere televisivo dipenda anche da queste caratteristiche. E questo mi spaventa un po', quasi esistesse un modo "affascinante" più che un argomento o una storia in sè.


La grossa differenza fra un buon libro e una telenovela è che in una telenovela (ma per questo anche in molti telefilm per le masse, tipo Smallville per intenderci) le azioni dei personaggi sono calcolate in funzione della trama, in un buon libro (come molti scrittori ti possono confermare) la trama è la logica conseguenza delle azioni dei personaggi.

Martin non ha personaggi che agiscono in modo stupido (neanche i cattivi, che nei fantasy solitamente fanno eccezione) e ciò a me basta
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Messaggioda Xarxus » 4 ott 2005, 18:14

Bhe, sì, hai ragione, la qualità non si discute.

Non so se a voi ha fatto lo stesso, ma a me è capitato di temere che finisse. Non so. Come altri hanno detto, non riesco ad oggi a immaginarmi un finale, casomai posso pensare ad eventi che si potrebbero, secondo le mie supposizioni, verificare. Non ci sono altri scrittori ad oggi che mi hanno suscitato le stesse sensazioni. Questa sua (di Martin) originalità la trovo veramente affascinante.

La parte che mi è piacuiuta di meno (ho detto piaciuta di meno, non ho detto non piaciuta) forse è quella riguardante la principessina, almeno per ora. La storia del cavaliere delle cipolle la trovo fantastica.
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Messaggioda linx » 4 ott 2005, 20:16

Xarxus ha scritto:La parte che mi è piacuiuta di meno (ho detto piaciuta di meno, non ho detto non piaciuta) forse è quella riguardante la principessina, almeno per ora. La storia del cavaliere delle cipolle la trovo fantastica.


E' come se fosse un libro a parte.
E, tra l'altro, un libro con un solo punto di vista, mentre a Westeros il narratore cambia in continuazione.

Comunque ero io che non riuscivo a concepire un finale (se non banalissimo). Concordo con te.
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Messaggioda Galdor » 4 ott 2005, 20:25

La dote principale di Martin (a mio avviso) è l'abilità di creare personaggi davvero vivi, ma non stereotipati! 8)
Tutti noi abbiamo (o abbiamo avuto) sicuramente un personaggio preferito e uno odiato...i miei?

Preferito: Eddard Stark (finchè non è morto); Tirion Lannister (il nano) dopo Eddard.

Antipatico/insulso: Jon Snow; Arya Stark (le sue parti le ritengo le peggiori in assoluto) :-?
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Messaggioda Xarxus » 4 ott 2005, 21:15

linx ha scritto:E' come se fosse un libro a parte.
E, tra l'altro, un libro con un solo punto di vista, mentre a Westeros il narratore cambia in continuazione.

Comunque ero io che non riuscivo a concepire un finale (se non banalissimo). Concordo con te.


Sì, è come leggere più libri in cui le storie sono affini. Ogni personaggio, anche quello che compare in un evento e basta, ha un carattere ed una storia, e la sua storia, assolutamente coerente (con qualche piccola eccezione), è motivo dei suoi gesti. Assolutamente in linea.

Gestire caratteri differenti, contemporaneamente, diversi punti di vista, rendendoli tutti egualmente validi e realistici non è cosa da poco. Basta un piccolo (non è vero) elenco per notarlo:
Eddard Stark: integerrimo, fedele, determinato, ed allo stesso tempo misterioso. Un po' stereotipato (in qualche caso inizialmente mi appariva come il Paladino LB di D&D). Diventa vero ed umano quando muore, facendo la figura dell'idiota, per amore dei propri figli. Preferisce macchiare sè stesso con una menzogna (secondo me non è la prima volta che lo fa). In questo trova il suo compromesso.
Cat: moglie adorevole. Come ogni donna, non usa alla guerra, preferisce (preferirebbe) la stasi all'azione, ma poi si rende conto di non poter più controllare le cose. Forse la più naturale tra le figure.
Jon: figliastro (secondo me nipote). E' simbolo dell'odi et amo più puro. Lucido, pecca di inesperienza, ma indubbiamente affascinante. Se è vera la mia supposizione, sarà interessante vedere come saranno gestite le cose.
Robb: cerca di fare l'adulto, ma non è pronto e per quanto a tratti l'uomo che è in lui venga fuori, resta un ragazzo e finirà vittima della sua stessa ingenuità e delle sue passioni. Molto realistico, a mio avviso.
Sansa: ingenua fino all'inverosimile è il frutto della chiocciagine di Cat. Malgrado gli eventi, la sua fanciullesca stupidità fatica a sparire. Viene travolta, di continuo. Da come ne parla, ci si aspetta un "riscatto", ma Martin non è tipo da rendersi prevedibile.
Arya: forse un po' fuori dalle righe, alle volte stona un po'. Un po' troppo eroina, un po' troppo poco bimba. Il personaggio, comunque, non è privo di fascino.
Brandon: bellissimo! Tirare avanti per così tante pagine con un sogno/visione che non giunge mai all'epilogo, riuscendo a tenerlo costantemente interessante è cosa incredibile. E' una brace che cova sotto le ceneri, o almeno questa è l'impressione. Non vedo l'ora di vederlo evolversi.
Rickon: per ora è una nota di colore, una comparsa. Nel miscuglio di personaggi che c'è non emerge, ma non è detto che vada sempre così.
I Metalupi: una sorta di metafora, una specie di alterego dei personaggi. Alle volte sono sfruttati per sottolinear un carattere, altre per indurre a supposizioni sbagliate (Martin è un mostro!)
Theon: Infido, perfido e stupido.... ed il tutto uin maniera incredibilmente veritiera.
Daenerys: l'ambiente in cui si muove è quasi un luogo sospeso. Mentre da una parte ci sono guerre per un trono, lei conquista città con gli eunuchi con semplicità. Alle volte sembra un po' favoleggiata, guidata dal destino (e questo forse l'aspetto che non mi è piaciuto - anche Arya dà queste sensazioni). Alle volte anche inutilmente sessuale.
Stannis: duro e coriaceo, è un condottiero pratico e tutt'altro che stupido. Forse, comunque, irretito da cose tutt'ora poco chiare.
Twin: crudele fino al'inverosimile. Non capisco perchè supporti, se poi disprezzi. Ha un rapporto conflittuale col proprio sangue.
Jaime: è il personaggio che si evolve maggiormente, secondo il mio personalissimo punto di vista, anche a seguito di fatti drammatici. Rendere credibile una simile trasformazione è molto difficile. Molto riuscito.
Tyrion: prevedibile; è forse un po' scontato nel suo agire. Il Gobbo di Notre Dame ricalca lo stereotipo del piccolo brutto, ma scaltro ed infondo buono. Che Martin poi lo modifichi e ci stupisca con un colpo di scena? Non me ne meraviglierei.
Cersei: assolutamente egoista e ambiziosa. E' figlia di suo padre: l'unico suo pensiero è rivolto a sè stessa.

Mi fermo qui, ma sapete meglio di me che di personaggi ce ne sono "a chili", ognuno con un carattere diverso, eppure con un punto di vista credibile. L'uso di tanti personaggi contemporaneamente è magistrale.
Non ho sottomano esempi di letteratura in cui i coprotagonisti siano così tanti e tutti tanto dettagliati. Si fatica (ed è bellissimo) a capire chi sia protagonista e chi no, ma è normale parlando di cronache.

Ho detto la mia, ma ovviamente si tratta di opinioni personali.
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Messaggioda Galdor » 5 ott 2005, 2:53

Galdor ha scritto:Preferito: Eddard Stark (finchè non è morto); Tirion Lannister (il nano) dopo Eddard.

Antipatico/insulso: Jon Snow; Arya Stark (le sue parti le ritengo le peggiori in assoluto) :-?

Dimenticavo tra gli antipatici/insulsi: Jaime Lannister e Bran Stark!

Lo Sterminatore di Re: Me lo sentivo pagina dopo pagina (dopo un pochino che lo leggi Martin diventa facilmente prevedibile) che sarebbe diventato buono: ma che senso ha? Ha fatto di tutto nella sua vita senza ritegno o coscienza alcuna e poi - per un nulla- diventa buono. Che tristezza! Stride da morire. In realtà Martin ce l'ha questo difettuccio...personaggi tremendamente str**zi diventano, per un motivo o per un altro, buoni: il Mastino, Jaime, Tyrion stesso (che all'inizio pareva cattivo e basta), ecc.. :roll:
E questo sarebbe stupire? (preferivo il Martin di "Songs of Stars and Shadow")

Bran: che palle la sua storia. La tira avanti per pagine e pagine senza nulla, il tutto completamente avulso dal contesto. Noia mortale (un pò come Arya). ;)
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Messaggioda liga » 5 ott 2005, 3:08

Galdor ha scritto:In realtà Martin ce l'ha questo difettuccio...personaggi tremendamente str**zi diventano, per un motivo o per un altro, buoni: il Mastino, Jaime, Tyrion stesso (che all'inizio pareva cattivo e basta), ecc..


io invece alla fin fine lo vedo come un pregio ... staccarsi un po' dalla classicità del genere in cui i buoni sono e restano buoni ed i cattivi sono e restano cattivi ... i personaggi di Martin, tranne poche eccezioni (ma esistono queste eccezioni anche nella vita), tendono ad essere abbastanza umani e come tali sono buoni o cattivi a seconda del momento, delle circostanze e di chi li circonda (o dal punto di vista di chi vede la vicenda) ... è chiaro che spesso ha il gusto di rendere gradevole un personaggio tanto più quanto più vicina è la pagina della sua dipartita ... ma del resto deve pur essere un romanzo!

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Messaggioda Xarxus » 5 ott 2005, 3:40

liga ha scritto:io invece alla fin fine lo vedo come un pregio ... staccarsi un po' dalla classicità del genere in cui i buoni sono e restano buoni ed i cattivi sono e restano cattivi ... i personaggi di Martin, tranne poche eccezioni (ma esistono queste eccezioni anche nella vita), tendono ad essere abbastanza umani e come tali sono buoni o cattivi a seconda del momento, delle circostanze e di chi li circonda (o dal punto di vista di chi vede la vicenda) ... è chiaro che spesso ha il gusto di rendere gradevole un personaggio tanto più quanto più vicina è la pagina della sua dipartita ... ma del resto deve pur essere un romanzo!

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LOL, concordo, anche se non sempre il tipo diviene "simpatico" prima della morte :grin: (Twin docet). In effetti il genere fantasy, dall'eroico, all'epico, passando per il "giocato", è intriso di strutture classiche che Martin spezza. L'eroe per questo scrittore non è tale sempre, ma lo è in quel momento, per quel gesto. Il che è veritiero e credibile. O anche è umano, alla fine, e per questo più vicino al sentire comune.

I personaggi che, nel mio modo di vedere, infatti stonano un po', sono quelli... poco umani. Daenerys, Tyrion... ed in qualche modo la stessa Arya, troppo grande per la sua età. Dobbiamo ricordarci che parliamo di letteratura fantasy, in cui infondo, qualcosa di diverso dal reale ci deve pur essere. Sembra comunque di assistere a 2 generi diversi, se si isolano questi 3 personaggi dagli altri. Alle volte Tyrion mi da l'impessione che mi dava Sherlock Holmes, con i suoi difetti. Quasi fosse odiato dall'autore, che al tempo stesso non può liberarsene per qualche (nel caso di Tyrion) oscuro motivo. Forse solo una impressione.

Ci trovo anche del vittimismo. La mia sensazione è che l'autore ci si proietti dentro, ma è solo una mia personale (e forte) impressione.

Una volta qualcuno mi ha detto che un cattivo è credibile (e temibile) quando non è cattivo sempre, quando la sua negatività ha uno scopo assolutamente non cattivo, se osservato da una prospettiva differente. Prendiamo Jaime, ad esempio. Secondo me la sua cattiveria, mano a mano che la storia si svolge, può essere riletta come cinismo, o anche necessità. Non che non sia un egoista (chi non lo è), ma il suo sterminio di Re, tanto per proseguire con gli esempi, è forse più un lucido atto dovuto (ed incompreso), che una piroetta politica. E spesso il proprio dovere non è oggettivo.

Complesso, molto complesso, nel modo in cui viene presentato, e quindi molto affascinante.
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