Angeli e Demoni

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Angeli e Demoni

Messaggioda Falkor » 26 mag 2007, 13:42

Non ne ero convinto molto fin dall'inizio, però la narrazione è ben congegnata e ti "tira dentro" con una certa abilità, ma se si riflette un po' più affando se ne rimane estremamente delusi.

A me almeno ha suscitato questo.

Inoltre, nel libro successivo Il codice Da Vinci segue lo stesso identico schema narrativo.

Quello che mi da fastidio è che l'ho divorato. Perché queste ciofeghe mi sollazzano?

Voi che ne pensate?
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Messaggioda Raistlin » 26 mag 2007, 14:40

Non ho letto Angeli e Demoni, ma ho letto il Codice da Vinci più per curiosità che per effettivo interesse, dato che ero sicuro di sapere benissimo a priori che genere di libro fosse. E infatti la lettura si è rivelata più un copione che un libro: scritto in modo semplice (troppo) e banale, scontato e prevedibile, volutamente provocatorio (odio le provocazioni, ma questo ovviamente rientra nella sfera della soggettività). Oltretutto mostruosamente commerciale. Ci ho messo dei mesi a finire il libro perchè proprio non riuscivo ad andare avanti e ogni scusa era buona per evitarlo :)
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Re: Angeli e Demoni

Messaggioda Cippacometa » 26 mag 2007, 16:18

Falkor ha scritto:Quello che mi da fastidio è che l'ho divorato. Perché queste ciofeghe mi sollazzano?

Voi che ne pensate?

Di Dan Brown ho letto, oltre a "Da Vinci Code", anche "Deception Point" e "Digital Fortress".
Per rispondere alla tua domanda, queste ciofeghe sono sollazzanti perché:
- Si leggono facilmente, dato che la trama è lineare e progressivamente auto-esplicativa, ed il lessico è semplice.
- C'è sempre una certa dose di suspence relativa al dipanamento della trama.
- Dan Brown fa sempre appello a "grandi temi" di sicuro impatto psicologico: il Cristianesimo in "Da Vinci Code", lo spionaggio informatico e la sicurezza nazionale in "Digital Fortress" e la vita extraterrestre in "Deception Point"... roba che tira!

C'è però un rovescio della medaglia che, come tu dici, relega la produzione browniana (o almeno i 3 libri che ho letto) al meritato rango di ciofega.
Le storie sono sempre banalmente incentrate su due personaggi: lui e lei, brillanti ed eminenti professionisti che alla fine si ritrovano implicati in un "major event" di proporzioni planetarie (Digital Fortress), cosmiche (Deception Point) o bibliche (Da Vinci Code). Il lieto fine, che non solo è prevedibile, ma pure scontato, è la ciliegina finale che fa della scialba letteratura browniana qualcosa da leggere sotto l'ombrellone per poi dimenticare nell'angolo più lontano della bilbioteca.
Gli va sicuramente riconosciuto del talento per aver saputo scrivere un romanzo come il Codice (per il quale ha ravanato a piene mani nella peggior produzione pseudo-storica-religiosa-esoterica del XX secolo, mischiando realtà, impostura, finzione e storia), ma il fatto che abbia lasciato i lettori improvvidi e creduloni nel dubbio (se non nella certezza) che quel che è scritto in questo romanzo sia vero, mi da molto fastidio.
Per questo non ho letto Angeli e Demoni e non credo leggerò più nulla di DB.
Dubitare di tutto o credere a tutto, sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano entrambe dal riflettere. (H. Poincaré)
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Messaggioda Amon » 26 mag 2007, 17:18

Di Dan Brown ho letto tre anni fa "Il codice Da Vinci" e mi è bastato. A parte l'intreccio assolutamente scialbo e scontato, il libro mi sembrò un'americanata vera e propria.
Lo comprai sulle ali dell'entusiasmo di una mia amica, la quale lo aveva apprezzato parecchio. Per "vendicarmi" della bufala le regalai "Angeli e demoni" e, neanche a dirlo, le piacque.
Dan Brown piace perché ha uno stile narrativo "cinematografico", immediato, semplice e pieno di colpi di scena. Questo aspetto lo odio particolarmente, perché se ho voglia di guardare un film vado al cinema o accendo la televisione, di certo non compro un libro.
Le persone che non sono abituate a leggere trovano quindi nella narrazione di Brown un "codice amico", quello dell'immagine. Chi ama la lettura, invece, proverà forzatamente disgusto e noia.
Un autore che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico. Per fortuna tra qualche anno nessuno si ricorderà più di lui...

P.S. Non si dice "ciofeca"?
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Messaggioda Falkor » 27 mag 2007, 11:21

Mi ritrovo in pieno in quanto detto da voi, l'unico merito, ma forse è più un'abilità che gli riconosco è il saper mescolare, fatti storici realmente accaduti (Codice Da Vinci), o nozioni scientifiche (Angeli e Demoni) con la fantasia, (da quello che so ha una vera e proprie equipe di ricercatori) il lettore medio perde la bussola non capendo più il limite tra realtà e finzione, in particolar modo è accaduto con il Codice Da Vinci, dove addirittura ha suscitato le ire del Vaticano, aumentando ovviamente l'impatto mediatico. La Chiesa a volte non perde occasione di fare brutte figure.

Amon ha scritto:P.S. Non si dice "ciofeca"?


E' possibile. :roll:
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Messaggioda Sol_Invictus » 27 mag 2007, 11:53

Falkor ha scritto: l'unico merito, ma forse è più un'abilità che gli riconosco è il saper mescolare, fatti storici realmente accaduti (Codice Da Vinci), o nozioni scientifiche (Angeli e Demoni) con la fantasia, (da quello che so ha una vera e proprie equipe di ricercatori) il lettore medio perde la bussola non capendo più il limite tra realtà e finzione, in particolar modo è accaduto con il Codice Da Vinci, dove addirittura ha suscitato le ire del Vaticano, aumentando ovviamente l'impatto mediatico. La Chiesa a volte non perde occasione di fare brutte figure.


Baaah..il Codice da Vinci (come tutti i suoi fratellini) rimane una boiata. Di romanzi a tema occulto/esoterico/anticlericale ne abbiamo gia', e di MOLTO migliori, con il Nome della Rosa ed il Pendolo di Focault. E probabilmente molti altri che non conosco..
Semplicemente, oggi robaccia come quella di Brown fa tanto scalpore perche' va di moda, a suo tempo i romanzi di Eco (pur essendo su un piano infinitamente superiore) non lo fecero forse perche' la gente aveva ancora un po' di testa, invece di lasciarsi trasportare dalle mode. Ma se oggi si cerca un bel romanzo su questi temi, senza dubbio affascinanti, di certo non bisogna darsi a Brown quando abbiamo alternative del genere..
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Messaggioda maniachouse » 27 mag 2007, 13:55

di libri che riguardano i temi trattati da Brown, ne ho molti. tra tutti, quello che ritengo il più interessante e lo consiglio, è "il segreto dell'isola" scritto nel 2000, da Giovanni Galli, guarda caso un'italiano, cmq scritto prima del 2003, quindi senza plagiare Brown.

l'ultimo in ordine di tempo che ho letto, che addirittura cita il codice da vinci, è "La Missione dei 4 cavalieri - Raymond Khoury" del 2006.
opera prima per lo scrittore citato, a mio parere molto valido come libro.

naturalmente mi sono letto il Nome della Rosa, di Eco.
non sono riuscito a finire il "Pendolo... :roll: " che non voglio cmq commentare...

tornando al caro Brown, ho letto tutti i libri da lui scritti, e reputo angeli e demoni, tolto il finale, meglio del Codice da Vinci, Cripto mi è piaciuto molto.
come le verità del ghiaccio, mi è piaciuto per il tema trattato e la truffa perpretata.
possono essere cavolate o altro, ma si leggono velocemente, e rilassano la mente, come dice giustamente Cippa... hanno tuttte le carte in regola per piacere al pubblico più veriegato. e anche chi storce il naso, ha letto 1 o + libri citati.
sono totalmente contrario a ciò che scrive Amon

Le persone che non sono abituate a leggere trovano quindi nella narrazione di Brown un "codice amico", quello dell'immagine. Chi ama la lettura, invece, proverà forzatamente disgusto e noia.
Un autore che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico. Per fortuna tra qualche anno nessuno si ricorderà più di lui...


uno legge un libro perchè trae un piacere nel farlo, qualsiasi libro, può essere una stupidata come un saggio, ma legge, non sempre uno si deve spaccare la testa, per leggere un libro profondo, che alla fine magari giudica solo un mattone.

francamente non mi metteri a leggere un libro di fisica, se non per lavoro o perchè voglio ampliare le mie conoscenze in tale materia, qui invece si sta parlando di un romanzo, tra l'altro c'è scritto in copertina che cosa è. come si può pensare che ci sia gente che possa cadere nel trabocchetto, credendo cecamente a ciò che c'è scrtitto.
cmq basta leggere qualsiasi trattato non redatto dalla chiesa che giustamente è di parte, per capire che si è letto un fantasy,
a me personalmente che sia reale o no la storia scritta poco frega, visto che non ho interessi ne contro ne a pro della chiesa o della religione, non mi interssa stop. quindi ho letto e leggero tutti i libri che trattano o tratteranno, questo tema semplicemente per divertimento, visto che sono convinto che invece questo genere rimarrà per molto tempo in cima alle classifiche.
visto il mondo in cui si vive, tutte queste tematiche attecchiscono in maniera tenace, viviamo in un mondo che cambia molto velocemente. mancano i punti fermi di riferimento, e quei pochi che abbimo, possono andare in pezzi, molto velocemente, anche aiutati da un semplice ROMANZO.

leggere o andare a veder un film tratto da un libro di Brown deve essere preso per quello che è, semplicemente qualche ora di divertimento e rialassamento della mente. cmq si può fare anche un'altra scelta:
leggere e vedere altro... ;)

saluti, Maniac... :twisted:

Ps. cmq tanto di cappello per Brown... che in questo momento sta contando le montagne di soldi, quadagnati alla faccia di quanti ne scrivono contro.
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Messaggioda Amon » 27 mag 2007, 15:15

maniachouse ha scritto:sono totalmente contrario a ciò che scrive Amon

uno legge un libro perchè trae un piacere nel farlo, qualsiasi libro, può essere una stupidata come un saggio, ma legge, non sempre uno si deve spaccare la testa, per leggere un libro profondo, che alla fine magari giudica solo un mattone.

E chi ha parlato di profondità, di mattoni o di saggistica varia? Tra gli autori di romanzi che consiglio più frequentemente ci sono Pennac, Richler, Hornby, Ammaniti, Starnone, Vassalli (i primi e più recenti che mi vengono in mente) e di certo non scrivono mattoni. Ho solamente detto che lo stile di Brown è banale, in quanto è più vicino al cinema che alla letteratura. Nell'intreccio del "Codice Da Vinci" l'autore è stato costretto a inserire una quantità spropositata di provocazioni e di colpi di scena (scontati peraltro) perché era l'unico modo per tenere incollato il lettore alla pagina. Ciò che contesto non è COSA è scritto ma COME è scritto.
Nella "Versione di Barney" di Richler o nel "Signore degli anelli" di Tolkien ci sono decine e decine di pagine in cui non avviene niente di eclatante (molte descrizioni e qualche dialogo); ciò nonostante non riesci a distogliere lo sguardo dal libro. Questo, se mi permetti, è un indice di qualità della forma testuale.
Poi, che discorsi fai? Piuttosto che non si legga meglio leggere Brown, sono d'accordissimo.

maniachouse ha scritto:Ps. cmq tanto di cappello per Brown... che in questo momento sta contando le montagne di soldi, quadagnati alla faccia di quanti ne scrivono contro.

Questo non lo accetto. Se devo togliermi il cappello di fronte a uno scrittore non è certo per il suo conto in banca. Brown è stato bravo a riunire un'équipe di gente specializzata a mercificare i suoi libri. Punto. Stesso discorso si può fare per la Rowling, autrice di Harry Potter.
Cosa dovremmo fare di fronte a gente come Kafka, Boll o Eco? Toglierci il cappello e scotennarci il cranio?
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Messaggioda Raistlin » 27 mag 2007, 15:46

maniachouse ha scritto:uno legge un libro perchè trae un piacere nel farlo, qualsiasi libro, può essere una stupidata come un saggio, ma legge, non sempre uno si deve spaccare la testa, per leggere un libro profondo, che alla fine magari giudica solo un mattone.


Per quanto mi riguarda apprezzo un libro (come anche un film) solitamente solo se mi lascia qualcosa; e quel qualcosa può essere un messaggio, un insieme di sentimenti (anche indefiniti), una ricreazione scenica particolare e suggestiva (io vivo d'atmosfera), insomma deve rappresentare un'esperienza - anche molto piccola - che me lo faccia ricordare per un motivo. Il mero divertimento fine a se stesso non è mai un'esperienza completa, a mio avviso, è il contorno l'importante.
Naturalmente è tutto rapportato a una questione di gusti e scelte personali.
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Messaggioda Raistlin » 27 mag 2007, 15:50

Amon ha scritto:Se devo togliermi il cappello di fronte a uno scrittore non è certo per il suo conto in banca. Brown è stato bravo a riunire un'équipe di gente specializzata a mercificare i suoi libri. Punto. Stesso discorso si può fare per la Rowling, autrice di Harry Potter.
Cosa dovremmo fare di fronte a gente come Kafka, Boll o Eco? Toglierci il cappello e scotennarci il cranio?


Quoto in toto.
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Messaggioda maniachouse » 27 mag 2007, 17:09

Questo non lo accetto. Se devo togliermi il cappello di fronte a uno scrittore non è certo per il suo conto in banca.


molto bene... le battute non vengono recepite... :roll: :grin: ;)

Brown è stato bravo a riunire un'équipe di gente specializzata a mercificare i suoi libri. Punto. Stesso discorso si può fare per la Rowling, autrice di Harry Potter.
Cosa dovremmo fare di fronte a gente come Kafka, Boll o Eco? Toglierci il cappello e scotennarci il cranio?


oppure dire... che non sono stati capaci di proposi, forse... ;)
anche se li giudico grandi scrittori.

a me personalmente, come ho detto in vari 3D aperti nella Tana, Brown non dispiace, proprio per la sua semplicità.
quando voglio svagarmi un pò... leggo romanzi leggeri, Naturalmente per molti, possono essere intesi in altro modo. ;)
quindi ben vengano personaggi come lo scritteriato... scellerato scrittore Brown, che con le sue banalità, ha fatto nascere o rinascere e poi vendere, non so quanti altri scrittori, ormai assopiti o già messi in naftalina, magari dando alla letteratura quello che non è riuscito... o non ha voluto dare, perchè forse non gli ne fregava di meno dare... ;)

Il
mero divertimento fine a se stesso non è mai un'esperienza completa, a mio avviso, è il contorno l'importante.
.



questo scritto in un forum di giochi, dove il divertimento dovrebbe essere la parola d'ordine, il fine ultimo... almeno per me.
come leggo un libro per divertimi semplicemente, gioco solo per divertirmi. se sono incazzato, o ho dei problemi, difficilmente mi metto a leggere un libro o a giocare... per far ciò, bisogna essere di solito sereni, altrimenti non trai nessun piacere da ciò che stai facendo:grin:

Naturalmente è tutto rapportato a una questione di gusti e scelte personale


come detto sopra, sono gusti e quindi vanno rispettati.
c'è chi non si diverte a leggere un libro se non ci trova profondi pensieri, e c'è chi invece si siede in poltrona, dimenticando la frenesia,casini o quant'altro, distraendosi leggendo un libro leggero, magari "senza contorni", ma divertendosi un casino. ;)

naturalmente è solo il mio pensiero, non voglio assolutamente polemizzare. ;)
come del resto il mio pensiero non mi fa ccondividere il fatto, che si tirino palate di fango, su un personaggio che fa solo il suo lavoro, bene o male va a gusti, ma sempre senza creare danno a nessuno,
visto che non si è assolutamaente obbligati a servirsi del suo talento letterario per continuare a vivere... :lol: ;)

saluti, Maniac... :twisted:
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Messaggioda Raistlin » 27 mag 2007, 18:42

maniachouse ha scritto:
mero divertimento fine a se stesso non è mai un'esperienza completa, a mio avviso, è il contorno l'importante.
.



questo scritto in un forum di giochi, dove il divertimento dovrebbe essere la parola d'ordine, il fine ultimo... almeno per me.


Heh, immaginavo una risposta del genere :)
Beh, potrà sembrarti strano, ma quando mi siedo a tavola con gli amici mi diverto perchè sono lì con loro. Il gioco da tavolo è solo un mezzo, una 'grolla dell'amicizia', non il fine; il divertimento vero deriva dal gruppo e dallo stare insieme, non dal gioco in sè. Questo è anche uno dei motivi per i quali, crescendo, ho abbandonato i videogiochi (anche se i miei giochi preferiti sono sempre stati quelli con forti caratteristiche di aggregazione, ragion per cui amo oltretutto le console e non il pc). Quando ero più piccolo me ne stavo lì a giocare da solo per ore davanti al teleschermo, mentre ora l'idea non mi attira più. Mi rendo conto di essere cambiato parecchio.
Tutto ciò sempre e comunque secondo me eh.
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Messaggioda maniachouse » 28 mag 2007, 10:11

ciao Raistlin :grin:

Beh, potrà sembrarti strano, ma quando mi siedo a tavola con gli amici mi diverto perchè sono lì con loro. Il gioco da tavolo è solo un mezzo, una 'grolla dell'amicizia', non il fine; il divertimento vero deriva dal gruppo e dallo stare insieme, non dal gioco in sè.


concordo con te che una buona compagnia rende ancora più apprezzabile un gioco, di solito se gioco con persone particolarmente affiatate e simpatiche mi diverto il doppio, rispetto a un gruppo puramente competitivo e critico, dipende poi molto dal gioco, se leggero, o impegnativo...
cmq, si hai ragione "un contorno" piacevole nei giochi può essere d'aiuto.
ma in un libro, questo diventa una cosa un po' diversa, visto che lo paragonerei più al gioco da PC, è un piacere personale difficilmente condivisibile da più persone.
quindi è una situazione personale, il libro ti piace per il contenuto, per il tema trattato, naturalmente per come è scritto-tradotto, e via così.
perciò essendo una cosa personale può piacere o no.
ho libri letti a metà, compreso il Signore degli Anelli... che a me personalmente non piace come genere, (anche se ho letto il Silmarillion, sempre di Tolkien, mi è piaciuto ) ma non mi permetterei mai di scrivere o dire che Tolkien fa schifo, non piace a me, a milioni di altre persone piace, quindi ben venga.
lo stesso vale per Brown, che si sappia vendere, che non sappia scrivere, che prenda a piene mani da tutto quello che c'è di più squallido in determinati settori, si vede che il pubblico ha bisogno di tutto questo. probabilmente una minoranza può arrivare a credere a tutto quello che scrive.
ma la maggioranza, legge i suoi libri SEMPLICEMENTE perchè sono veloci da leggere e volutamente con un taglio cinematografico, concitato che non ti lascia il tempo di pensare se effettivamente può essere razionale ciò che hai letto, ma ti da la sensazione della situazione al limite, e quell'emozione che ti lega alla pagina e ti fa leggere quella successiva. ( come diceva Falkor in apertura, l'ho divorato...per poi quasi scusarsi di gustare un libro del genere. personalmente non mi pento assolutamente di aver letto TUTTI i libri dello scellerato ) d'altro canto difficilmente un film ti può dare questo, visto anche il mediocre risultato del film sul Codice, addirittura cambiando la fine... :evil:
tu leggendo, immagini i protagonisti e le situazioni con la tua personale fantasia, in un film, devi prendere ciò che ti propone il regista... :roll: ;)

ultima provocazione:
cmq il continuare a parlare di Brown e dei suoi lavori, non fa altro gioco che far aumentare la popolarità dello scrittore, e anche chi non lo avrebbe mai letto, con questa continua polemica sui suoi scritti, viene invogliato a leggere i libri incriminati, anche solo per farsi un'idea... e se non si parte proprio dal codice o da angeli e demoni, magari non si riesce a capire molto bene tutti questi attacchi... naturalmente questo e sempre un mio personale pensiero. :grin: ;)

saluti, Maniac... :twisted:
Ultima modifica di maniachouse il 28 mag 2007, 11:01, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Falkor » 28 mag 2007, 10:48

Io credo che a prescindere da quello che si legga (o guarda), l'importante è che ci si renda conto di cosa si ha davanti agli occhi, mi spiego meglio, posso anche andare a vedere Natale a New York l'importante è discernere quella visione da altre e darle il giusto valore, credo che valga per qualsiasi arte questo concetto, (anche per la TV), perché come scrive maniachouse demonizzare questa o quell'altra cosa non fa che aumentarne l'eco pubblicitario.

Ovviamente, secondo me.

P.S.: Me ne guardo bene da spendere 7 euro per vedere Natale a New York ;) .
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Messaggioda Amon » 28 mag 2007, 15:43

maniachouse ha scritto:a me personalmente, come ho detto in vari 3D aperti nella Tana, Brown non dispiace, proprio per la sua semplicità.
quando voglio svagarmi un pò... leggo romanzi leggeri, Naturalmente per molti, possono essere intesi in altro modo. ;)

Caro Maniachouse, probabilmente mi spiego male. Ci provo per l'ultima volta.
C'è una differenza abissale tra semplicità e banalità. A parte che, se vogliamo, "Il codice Da Vinci" è concettualmente piuttosto complesso: storia, teologia, matematica, storia dell'arte non mi sembrano ambiti così "leggeri". In ogni caso non ho mai parlato di semplicità o di leggerezza ma di banalità. Lo stile di Brown è babale perché (definizione dal dizionario De Mauro) è "provo di originalità, poco interessante".
Quando voglio leggere qualcosa di leggero e svagarmi leggo Pennac. Hai mai letto qualcosa della saga della famiglia Malaussène? Non c'è nulla di più surreale e improbabile, a partire dalla professione del protagonista: capro espiatorio. Eppure Pennac non si può paragonare a Brown, nemmeno lontanamente. Il primo è uno scrittore, il secondo una persona che guadagna scrivendo.
Se non lo hai ancora letto, ti consiglio di cominciare con il primo libro della saga, "Il paradiso degli orchi".

maniachouse ha scritto:come del resto il mio pensiero non mi fa condividere il fatto, che si tirino palate di fango, su un personaggio che fa solo il suo lavoro, bene o male va a gusti, ma sempre senza creare danno a nessuno,
visto che non si è assolutamaente obbligati a servirsi del suo talento letterario per continuare a vivere... :lol: ;)

Vebbe', allora eliminiamo la critica letteraria. Il concetto di talento, invece, lo hanno eliminato da tempo: oggi bisogna saper vendere, non saper scrivere, suonare o dipingere. Se non vendi non sei nessuno; se vendi hai talento. Mah...
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