Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Sveltolampo » 21 apr 2014, 10:31

Ma quante ne sapete... :sava73:

Per quanto mi riguarda sono onnivoro e convinto che l'alimentazione deve essere varia.
Certo l'allevamento intensivo rovina noi e il pianeta, per questo cerco di orientarmi su mercati locali....
Però non dimentichiamoci le verdure...cioè non posso trovare zucchine, melanzane, pomodori che costano meno in inverno...anche il coltivare a tutti i costi nelle serre tutto l'anno porta i sui bei danni all'ambiente...
Io vorrei insegnare un minimo alle mie bimbe che la natura ha una sua regola e "dovrebbe" essere rispettata, tutto ha un ciclo che si ripete ogni anno con il passare delle stagioni...

poi come cavolo glielo spiego che tocca ammazzare zanzare anche in gennaio :pippotto:

Per non parlare anche degli allevamenti di pesci dove nelle vasche c'è talmente poca acqua che proprio non so come fanno a nuotare...per fortuna vicino ai miei genitori ci sono allevamenti più rispettosi...

E comunque oggi è pasquetta, piove a dirotto, e mi mangio la cioccolata tiè!!!
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda ardesia » 21 apr 2014, 10:31

ciao!
un po' in ritardo, forse, intervengo pure io :-)

premetto che sono vegan dal '92, nel '94 ho aperto il primo sito italiano dedicato al tema e mi sono occupata, nel tempo libero, di divulgazione vegan per diversi anni; lo faccio ancora, ma tendenzialmente solo quando vengo chiamata apposta.

ci tengo a precisare: divulgazione e non diffusione, perché ritengo che sia importante condividere informazioni con chi se ne interessa, e lasciare che ciascuno segua poi la propria via nel decidere di se stesso.

ho pescato alcuni punti dal dialogo che precede, sui quali avrei piacere di dire la mia - sarà lunga, scusate!

giusto per amor di precisione, vegan e vegetaliano sono la stessa cosa; chi sceglie di mangiare solo frutta o parti di piante che non ne implicano l'uccisione si chiama fruttariano, mentre il crudista non cuoce il cibo - e no, non so se esistono carnisti crudisti, né mi interessa particolarmente esplorare il tema ;-)

il termine vegan spesso viene sentito come un po' limitativo dai vegan stessi, in quanto si limita a definire una posizione alimentare.
spesso un vegan si interessa anche di aspetti legati al proprio consumo in generale: pelli, pellicce, sete, perle, lana - ma anche benzine, oro, diamanti e materiali o oggetti prodotti grazie allo sfruttamento dei deboli di diverso tipo e specie.
al momento non esiste un termine adatto a indicare chi cerca di vivere portando meno sofferenza possibile agli altri, per cui si vaga nel vuoto terminologico...

ma visto che il thread si apre sul tema veg* con un taglio alimentare, lì resto nel rispondere!

chi si occupa di diritti animali esegue un distinguo importante tra motivi diretti e motivi indiretti.

una persona è veg* per motivi indiretti se si preoccupa in primo luogo della propria salute, dell'inquinamento, dei diritti dei lavoratori nei macelli, di far colpo su una ragazza veg* e così via (ne ho sentite di ogni).

una persona è veg* per motivi diretti se si preoccupa della sofferenza altrui e vuole vivere la propria vita cercando di minimizzare il più possibile il proprio impatto sugli altri, facendoli soffrire meno che può.

la carne può far bene o può far male, a seconda delle circostanze, dei punti di riferimento scientifici che si scelgono e di mille altri motivi.
però per mangiare carne non si può evitare non solo di uccidere l'essere vivente di cui tale carne era veicolo portante per la vita, ma anche di infliggergli sofferenza di diverso tipo (mi permetto di dir così perché sono davvero rari i casi, oggi, in cui un occidentale metropolizzato si nutre di selvaggina uccisa di sorpresa).
a me non interessa se la carne fa bene o fa male.
ritengo sbagliato mangiarla e quindi non lo faccio, indipendentemente dal beneficio che ne posso trarre o dall'impatto che ciò avrà sull'economia e l'ambiente.

spesso si usano la tortura o la violenza sessuale sui bambini come esempi alternativi per capirsi meglio (anche emotivamente) con chi non si sia mai posto alcuni problemi etici.
chi è contrario a queste due pratiche solitamente ha motivi diretti: si tratta di pratiche sbagliate, indipendentemente dal fatto che la tortura non sia poi così utile per ottenere informazioni, o che chi la pratica ha spesso contratti previdenziali inadeguati.

chi si dice veg* per motivi indiretti, a me personalmente fa lo stesso effetto che mi farebbe chi fosse contrario alla violenza sui bambini perché smettere di molestarli creerebbe molti disoccupati tra le fila degli psicologi - ma sto forse divagando.

spesso nel parlare di veganesimo o vegetarismo i carnisti (o carnivori, se preferite) si appoggiano - anche inconsapevolmente - a un tipo di retorica che viene definito delle tre N, ovvero motivano le proprie azioni su basi ritenute Naturali, Normali e/o Necessarie (rif. Joy M., Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Sonda 2012).

si tratta di un metodo dialettico che, a mio parere, è inefficace al fine di motivare una scelta, una pratica o un'abitudine.

mangiare carne è naturale tanto quanto mangiare insetti, ma mi risultano pochi carnisti occidentali che lo facciano.

picchiare i bambini, ridurre in schiavitù altri umani, discriminare le donne e via dicendo sono pratiche che per millenni sono state ritenute normali, naturali e necessarie alla buona conduzione della società, ma oggi vengono viste negativamente.

la storia ci insegna come il fatto che una pratica sia ritenuta naturale, normale o necessaria non implica automaticamente che essa vada portata avanti o che non si possa abbandonarla o combatterla, nella sfera privata così come in quella pubblica.

l'essere umano è un animale in grado di agire moralmente, ovvero di valutare se un determinato evento è giusto o sbagliato - qualsiasi esso sia, e qualsiasi sia l'impianto di riferimento per attribuire tale valore - nonché poi di agire in base alla propria relazione con il giudizio etico emesso.
a me è stato insegnato che bisogna sempre chiedersi se quello che si fa è giusto o no, e che poi bisogna modificare i propri comportamenti di conseguenza.
questo cerco di fare, nel mio piccolo, per quanto posso.

per quanto riguarda l'alimentazione vegan, si tratta quindi (sempre a mio parere) di una scelta etica che si disinteressa di quanto sia naturale o meno essere carnivori, o di quanto possa essere normale bere, da adulti, il latte di altre specie, né di quanto l'industria alimentare carnea sia necessaria per l'economia.

e infine vorrei precisare anche, sul veganesimo visto come dieta, che i prodotti di origine animale non sono necessari alla sopravvivenza dell'animale umano.
si può vivere benissimo anche mangiando vegan, come dimostrano milioni di persone su tutto il pianeta (e anche alcuni studi), me compresa; decidere di mangiare animali o loro derivati è una scelta personale, che non può però basarsi sul fatto che alimentandosi diversamente si morirebbe, perché non è così ;-)

concludo quindi con gli integratori.
l'unico integratore che in genere viene ritenuto indispensabile per il vegan è quello della vitamina B12, che l'organismo umano non produce da sé.
la sua effettiva utilità al momento è un po' in discussione, così come pare che anche molti carnisti soffrano di carenze da B12 - ma ai miei occhi il fatto che essere vegan richieda l'assunzione di una pasticchina sintetica (ai frutti di bosco!) ogni sette giorni non è un motivo valido o sufficiente per decidere di non essere vegan ;-)
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Need2Revolt » 21 apr 2014, 10:37

Normanno, sei il mio nuovo eroe! :approva:
ottima spiegazione, grazie
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Morg » 21 apr 2014, 10:51

Ecco, siamo al punto.
A mio parere, le uniche due posizioni dignitose sul vegan/vegetarianesimo sono queste:
-questione etica
-questione ambientale

La prima però si riduce e una contrapposizione di visioni personali, da cui è molto facile uscire. Basti pensare: per me parlare di un pollo e della sua 'dignità di vita' ha senso come parlare analogamente di un bambino?
Nel mio sistema di idee, no. Punto. Chiamatemi orco. :grin:

La seconda posizione è per me molto più interessante ma sottende una analisi economica a macrolivello che non solo è difficilissima da eseguire e argomentare ma, per lo stesso motivo, si apre a numerosissime obiezioni e possibilità di errore.
(P.S. L'agricoltura NON è innocua per l'ambiente)
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda LupoSolitario » 21 apr 2014, 10:54

Un collega vegano, simpaticissomo, mi ripeteva:

Salva una pianta...mangia un vegano!

:D
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda ardesia » 21 apr 2014, 11:14

Morg ha scritto:per me parlare di un pollo e della sua 'dignità di vita' ha senso come parlare analogamente di un bambino?
Nel mio sistema di idee, no. Punto. Chiamatemi orco. :grin:


ma la questione non sta nel confrontare la dignità di vita (qualsiasi cosa tu intenda) di un pollo con quella di un bambino.
sta nel chiedersi se il pollo o il bambino (o un altro essere) soffrono.
poi - in caso di risposta positiva - nel chiedersi se tale sofferenza sia da implicare a un proprio comportamento.
in caso positivo (per il pollo, per il bambino, per chiunque) c'è chi decide di alterare tale comportamento portatore di sofferenza per un altro essere e chi decide di disinteressarsene e continuare come prima.

non ho dati scientifici sul comportamento degli orchi in proposito, quindi esiterei a definirti tale ;-)

ne approfitto però per specificare un dato tecnico.

è vero che anche mangiando solo vegetali si fanno soffrire, indirettamente, numerosi esseri: i lavoratori dell'industria carnea, che perdono profitto, così come gli innummerevoli animali di diverse specie i cui habitat vengono distrutti dall'agricoltura, e che vengono danneggiati dagli integratori chimici che l'agricoltura spesso usa.

però, è imbarazzante doverlo dire esplicitamente, gli animali che gli umani mangiano - mucche, cavalli, conigli, polli, pesci, ... - non si sono nutriti d'aria per tutta la vita: hanno mangiato una quantità di cibo variabile in base alla specie e al tipo di allevamento.
se andate a cercare dati, scoprirete che la quantità di cibo vegetale necessaria per produrre proteine per gli umani passando da altri animali è molto maggiore di quella necessaria per produrre proteine per gli umani nutrendoli direttamente di vegetali.
ovvero, per avere le proteine che trovate in un chilo di mucca, consumate circa 5-9 volte la quantità di vegetali che consumereste per trovare le stesse proteine nei vegetali stessi.
(Singer P., Mason J., Come Mangiamo. Le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari, Sonda 2007 e credo anche Mason J., Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità, Sonda 2007)

vi lascio il compito di immaginare le ricadute che ciò ha, in termini proporzionali di inquinamento, animaletti secondari maltrattati, depauperamento ambientale e così via

in un'ottica di riduzione della sofferenza altrui, mangiare vegetali non solo risparmia la sofferenza degli animali che direttamente mangeremmo, ma riduce anche di un fattore (ai miei occhi significativo) l'impatto che abbiamo sul resto degli elementi, inclusi quelli indiretti.
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Mik » 21 apr 2014, 11:17

Morg ha scritto:Ecco, siamo al punto.
A mio parere, le uniche due posizioni dignitose sul vegan/vegetarianesimo sono queste:
-questione etica
-questione ambientale

La prima però si riduce e una contrapposizione di visioni personali, da cui è molto facile uscire. Basti pensare: per me parlare di un pollo e della sua 'dignità di vita' ha senso come parlare analogamente di un bambino?
Nel mio sistema di idee, no. Punto. Chiamatemi orco. :grin:

La seconda posizione è per me molto più interessante ma sottende una analisi economica a macrolivello che non solo è difficilissima da eseguire e argomentare ma, per lo stesso motivo, si apre a numerosissime obiezioni e possibilità di errore.
(P.S. L'agricoltura NON è innocua per l'ambiente)


Mi hai anticipato. Condivido pienamente :approva:
La discussione resta interessante, ma anche io, pur rispettando gli animali, non li considero alla stregua delle persone. E per questo non mi sento minimamente eticamente inferoriore.

Il punto di vista ambientale/economico invece meriterebbe un discorso a parte (e moooolto lungo).
Pur essendo onnivoro, c'è modo e modo di allevare gli animali e coltivare la terra e mi piacre cercare di sostenere chi cerca ancora di farlo in un modo sostenibile per l'ecosistema e secondo certi criteri. Anche io, come sveltolampo, vorrei insegnare ai miei figli che la natura ha i suoi tempi, i suoi cicli e i suoi equilibri.
Credo molto nell'equlibrio delle cose. Purtroppo l'uomo tende sempre ad esagerare ed estremizzare, in un senso o nell'altro.
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Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Mik » 21 apr 2014, 11:28

@ardesia: quando dici che un pollo soffre, in che momento intendi che soffre? Mentre viene allevato o nel momento in cui gli si tira il collo?
Per me, mentre viene allevato con certi criteri, non soffre.
Quando gli si tira il collo soffre meno che se morisse di morte naturale.
Non ha gli stesso diritti di un essere umano.

Quindi, per me, qui si risolve il problema etico di cui sopra.

Se invece so che un animale soffre prima di morire, tendenzialmente evito di mangiarlo. Per esempio non riesco a ordinare/cucinare quei crostacei che vengono bolliti vivi per essere cucinati.
Però se mi vengono serviti a casa di qualcuno, con tristezza ma me li sbaffo.

[youtube]d76WeXAzn-0[/youtube]
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Morg » 21 apr 2014, 11:41

ardesia ha scritto:
Morg ha scritto:per me parlare di un pollo e della sua 'dignità di vita' ha senso come parlare analogamente di un bambino?
Nel mio sistema di idee, no. Punto. Chiamatemi orco. :grin:


ma la questione non sta nel confrontare la dignità di vita (qualsiasi cosa tu intenda) di un pollo con quella di un bambino.
sta nel chiedersi se il pollo o il bambino (o un altro essere) soffrono.
poi - in caso di risposta positiva - nel chiedersi se tale sofferenza sia da implicare a un proprio comportamento.
in caso positivo (per il pollo, per il bambino, per chiunque) c'è chi decide di alterare tale comportamento portatore di sofferenza per un altro essere e chi decide di disinteressarsene e continuare come prima.

non ho dati scientifici sul comportamento degli orchi in proposito, quindi esiterei a definirti tale ;-)

ne approfitto però per specificare un dato tecnico.

è vero che anche mangiando solo vegetali si fanno soffrire, indirettamente, numerosi esseri: i lavoratori dell'industria carnea, che perdono profitto, così come gli innummerevoli animali di diverse specie i cui habitat vengono distrutti dall'agricoltura, e che vengono danneggiati dagli integratori chimici che l'agricoltura spesso usa.

però, è imbarazzante doverlo dire esplicitamente, gli animali che gli umani mangiano - mucche, cavalli, conigli, polli, pesci, ... - non si sono nutriti d'aria per tutta la vita: hanno mangiato una quantità di cibo variabile in base alla specie e al tipo di allevamento.
se andate a cercare dati, scoprirete che la quantità di cibo vegetale necessaria per produrre proteine per gli umani passando da altri animali è molto maggiore di quella necessaria per produrre proteine per gli umani nutrendoli direttamente di vegetali.
ovvero, per avere le proteine che trovate in un chilo di mucca, consumate circa 5-9 volte la quantità di vegetali che consumereste per trovare le stesse proteine nei vegetali stessi.
(Singer P., Mason J., Come Mangiamo. Le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari, Sonda 2007 e credo anche Mason J., Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità, Sonda 2007)

vi lascio il compito di immaginare le ricadute che ciò ha, in termini proporzionali di inquinamento, animaletti secondari maltrattati, depauperamento ambientale e così via

in un'ottica di riduzione della sofferenza altrui, mangiare vegetali non solo risparmia la sofferenza degli animali che direttamente mangeremmo, ma riduce anche di un fattore (ai miei occhi significativo) l'impatto che abbiamo sul resto degli elementi, inclusi quelli indiretti.


Eh no, la domanda giusta sarebbe se quella 'sofferenza' ha lo stesso 'valore'. E ancora, no. :grin: (per me,sia chiaro).
Tra l'altro sulla misurabilità della 'sofferenza' in altre forme di vita c'è una enorme discussione anche in ambito scientifico per cui vedo veramente difficile poterla usare come discriminante in qualsivoglia ambito.

Poi se allevi un pollo in cascina, e lo ammazzi per mangiarlo la domenica di festa, come facevano i nostri nonni, non vedo la 'sofferenza' dove sia.
Se si parla dei metodi dell'allevamento intensivo siamo tutti d'accordo, si può fare meglio, e non solo in termini di 'sofferenza' (argomento tutto da sviscerare) ma soprattutto di sanità.

Per il resto, sei passata poi ad argomentazioni economiche ed ambientali, alle quali rispondo come prima: analisi complesse, che non hanno soluzioni semplici. Rivedere le modalità di allevamento intensivo a favore di allevamenti più eco-friendly potrebbe per esempio essere già una modalità compatibile con la salvaguardia ambientale, molto più attuabile tra l'altro di una massiva conversione al vegetarianesimo della popolazione mondiale.
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Raistlin » 21 apr 2014, 12:56

Normanno ha scritto:finché non si raccontano castronerie per convincere il prossimo


Normanno, rispetto i tuoi studi, le tue conoscenze e il tuo lavoro, ma la frase qui sopra può essere ritorta contro quello che dici. Personalmente penso che le teorie evolutive siano una delle più grosse bufale mai apparse sul pianeta, ad esempio. Ma preferisco non addentrarmi in un OT tanto pericoloso (per il forum) quanto inutile.

Riguardo all'argomento del topic, non posso che quotare arkanskar quando scrive

arkanskar ha scritto:Il veganesimo ahimè, è anch'esso una religione, una fede se vuoi, con i suoi profeti, i suoi miracoli e i suoi fedelissimi. Mancano i riti forse. Ed è il tentativo di portarmi sulla retta via che mi infastidisce.


Si riferisce al veganesimo, ma io mi riferisco al senso generale della frase che ha scritto. Purtroppo siamo in tempi in cui il male più grande a mio modo di vedere è il fatto che si dica tutto e il contrario di tutto, senza avere (almeno con mezzi 'normali') la possibilità di comprendere la verità dietro le affermazioni che si odono/leggono. Il risultato è che discussioni come questa diventano inutili in partenza. Le persone tendono a non ricercare (difficile e lungo) e a convincersi a credere a ciò che è più conveniente/bello/originale/simpatico. Temo però che le verità sulla maggior parte di molti argomenti non le conosceremo mai, a meno di non dedicare la vita a ricerche specifiche.
Qualcuno potrebbe quindi opinare "Ah ma allora non si dovrebbe discutere manco più!". Purtroppo è almeno una mezza verità. E molto triste.
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Morg » 21 apr 2014, 13:35

Raistlin ha scritto:Temo però che le verità sulla maggior parte di molti argomenti non le conosceremo mai, a meno di non dedicare la vita a ricerche specifiche.
Qualcuno potrebbe quindi opinare "Ah ma allora non si dovrebbe discutere manco più!". Purtroppo è almeno una mezza verità. E molto triste.


Per fortuna c'è già chi la vita alla ricerca specifica la dedica già :pippotto:
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Normanno » 21 apr 2014, 13:49

Raistlin ha scritto:
Normanno, rispetto i tuoi studi, le tue conoscenze e il tuo lavoro, ma la frase qui sopra può essere ritorta contro quello che dici. Personalmente penso che le teorie evolutive siano una delle più grosse bufale mai apparse sul pianeta, ad esempio. Ma preferisco non addentrarmi in un OT tanto pericoloso (per il forum) quanto inutile.



Qui andiamo OT, ma le "teorie" evolutive non sono teorie. Sono fatti. Non ci sono al momento modelli alternativi provati per la storia della vita sulla terra. A meno che non si voglia credere alla creazione in X giorni o agli alieni che ci hanno costruiti come droni.
Ma per fortuna finché non mi presentate valanghe di prove almeno comparabili a quelle a sostegno delle meccaniche evolutive, l'evoluzione per me (e per chiunque abbia visto e toccato con mano i fossili e gli organismi viventi) è un dato di fatto.

Con questo, io lascio libero chi vuole di pensare quel che vuole, sia chiaro. Specifico solo che se si tratta di parlare di un problema scientifico, o si portano prove a sostegno di quanto si dice, o resta un fatto di fede ed in quel caso stiamo parlando appunto di fede e non di scienza. Per quanto concerne l'argomento della discussione, sono state scritte cose che non corrispondono a quanto le scienze hanno ampiamente dimostrato, e mi sono limitato a portare il punto di vista di uno studioso nella questione. Che voi vogliate vedere o no una serie di meccanismi evolutivi, questi sono fatti vostri. Ma che la visione stereoscopica sia tipica dei predatori, alla luce della mole gigantesca di dati esistente in proposito, lo definirei un dato di fatto. Stessa cosa vale per la dentatura, l'attacco dei muscoli masticatori, le superfici masticatorie dei denti stessi, l'input sensorio, lo sviluppo della struttura di una mano anziché di un piede. Sto parlando di biomeccanica e di morfologia adattativa, e quelle sono cose accettate persino da chi vuole negare l'evoluzione.

Il resto, perdonatemi, è cosa che non mi riguarda. Io ho le mie credenze morali (credo che gli animali abbiano gli stessi diritti dell'uomo se non maggiori), le mie credenze religiose (sono pagano fervente), e le mie evidenze scientifiche. Sono dispostissimo a discuterne finché la discussione resta nei termini qui usati, ed infatti sono contento di leggere per la prima volta in vita mia un dibattito su questo argomento che non sfoci in insulti e carognate varie :clap:

E per citare Morg, la vita alla ricerca specifica la dedico pure io. E' stancante, poco remunerativo, molto sofferto, ma è immensamente bello.

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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Morg » 21 apr 2014, 13:53

Morg ha scritto:
Raistlin ha scritto:Temo però che le verità sulla maggior parte di molti argomenti non le conosceremo mai, a meno di non dedicare la vita a ricerche specifiche.
Qualcuno potrebbe quindi opinare "Ah ma allora non si dovrebbe discutere manco più!". Purtroppo è almeno una mezza verità. E molto triste.


Per fortuna c'è già chi la vita alla ricerca specifica la dedica già :pippotto:


P.s.
sembrerò arrogante, ma nel 2014 negare l'evoluzione vuol dire non conoscere nulla dell'argomento.
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda Raistlin » 21 apr 2014, 14:53

Normanno ha scritto:l'evoluzione [...] per chiunque abbia visto e toccato con mano i fossili e gli organismi viventi è un dato di fatto


Con tutto il rispetto, questo lo scrivi tu ma tuttavia non combacia propriamente con quanto ho appurato nel tempo (ti assicuro che ero un evoluzionista 'convinto' in passato). Esistono opinioni autorevoli (parlo di ricercatori, scienziati e paleontologi, per chi dà peso a questi titoli) che la pensano esattamente all'opposto. Di certo se non si ricerca a riguardo (e soprattutto se non gli si vuol dare peso) non le si troverà mai.
Personalmente ritengo questo genere di teorie (evoluzione) al pari di una fede, viste le fonti e le prove (spessissimo mancanti, per ignoranza o per manipolazione mirata) che la suffragano.
Ad ogni modo mi fermo qui.
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Re: Carnivori, onnivori, vegetariani e vegan

Messaggioda AleK » 21 apr 2014, 14:59

Tra l'altro, negare l'evoluzione significa pure negare totalmente "L'anatomia Comparata" o "L'embriologia"... negare tipo: "No, quelle ossa non sono vere. La disposizione di quelle cellule non è reale. Quell'apparato escretore non è mai esistito, quelle sezioni di cervello sono un fake, ecc..."

Per ritornare In Topic (MANNAGGIA A VOOOOOI!! :biggun: ): ma voi vegani non berreste neppure il latte delle mucche dell'Alto Adige? Avete presente? Io, se esistesse la reincarnazione, vorrei rinascere mucca in Alto Adige. :D
Oppure non mangereste neppure uova di galline allevate da voi?
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