Come nasce la passione?

Area per le discussioni e gli scambi di idee su argomenti non legati ai giochi e che non trovano posto in altri forum. Attenzione, anche se è un forum abbastanza libero, anche qui vanno osservate le regole generali e le indicazioni dei moderatori!

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Messaggioda AleK » 27 lug 2012, 16:48

Allora, il gruppo "a maggioranza femminile" predilige i party game.
Ci si incontra per cenare assieme (cuciniamo noi) e poi si prosegue col gioco, una, massimo due ore.
Il gioco più quotato è Geistesblitz al momento però si gioca molto anche a Dixit, Bang!, il grande dalmuti, schicki micki, fluch der mumie... insomma, giochi di questo tipo.
Si arriva a giocare al massimo a Carcassonne e Coloni di Catan, ma raramente.
Non sono mai riuscito a proporre qualcosa di più impegnativo, sia perché dopo cena siamo tutti mezzi abbioccati, sia perché non ho qua con me tutta la mia collezione (mi son traferito).

Con l'altro gruppo ci si incontrava solo per giocare, poi al massimo si ordinava una pizza. Era il gioco il fulcro dell'incontro.
E si giocava a qualsiasi cosa.
Un tempo erano principalmente giochi di ruolo, poi quasi esclusivamente giochi da tavolo.
Diciamo che siamo più amanti di giochi alla Twilight Imperium III e Trono di Spade (anche se non troviamo mai il tempo necessario per giocarli) però giocavamo davvero a qualsiasi genere, da puerto rico a dixit... a volte rispolveravamo pure i coloni e carcassonne.
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Messaggioda nakedape » 27 lug 2012, 17:02

AleK ha scritto:Diciamo che siamo più amanti di giochi alla Twilight Imperium III e Trono di Spade (anche se non troviamo mai il tempo necessario per giocarli) però giocavamo davvero a qualsiasi genere, da puerto rico a dixit... a volte rispolveravamo pure i coloni e carcassonne.


Se dovessi quindi dire, direi che puntate più sul genere social-ameritrash che non sul tecnico e gelido german... ;)
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Messaggioda AleK » 27 lug 2012, 17:12

@Angiolillo: ok, ora è più chiaro. :-)
Guarda, io non so se le cose siano effettivamente collegate, non conosco la storia del gioco e non mi sono mai posto il problema, non essendo competente direi solo cose superficiali.

Solo una piccola nota, in tutti i campi (cinema, letteratura, giochi) si va verso la "semplificazione", si producono solo opere che cercano di piacere a un numero maggiore di persone, appiattendole fino all'estremo e sfornando prodotti che, quando sono mediocri, siamo fortunati.
Però voglio sottolineare un particolare: non tutte le opere semplici sono pure mediocri.

Per tornare in topic, quando si paragonano giochi di generi diversi, sotto un punto di vista che tende a elevare un genere sopra l'altro, resto sempre un po' perplesso.
Insomma, si possono fare anche party game di qualità.
Molti dei quali sono, IMHO, superiori a giochi più profondi.

Insomma, Puerto Rico lo preferisco mille volte a qualsiasi Trivial, però, IMHO, un party game come Kaleidos è anni luce avanti ad un gioco pretenzioso come Siena. Giusto per fare un esempio.
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Messaggioda AleK » 27 lug 2012, 17:18

Crosspost... :-))
@nakedape: forse no, giochiamo molto più spesso con i tecnici e gelidi german :grin:
E' possibile che, per ricollegarmi con un tuo posto di ieri, Twilight e il trono di spade siano più "Fisse del passato", essendo giochi che non possiamo giocare quando vogliamo, ci resta sempre la voglia di riprovarli. :-)
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Messaggioda Angiolillo » 27 lug 2012, 18:08

Non mi dilungo per annoiare. Qualcosa di più l'ho scritto qua alcune settimane fa:

http://www.gioconomicon.net/modules.php ... e&sid=6253

Più che da esperto, lo dico da giocatore nato negli anni '60 che questa semplificazione delle regole l'ha vista avvenire. Poi magari la mia è una lettura sbagliata... Che comunque non si focalizzava sul fatto che i giochi siano più ruiffiani per piacere a più persone: del resto Monopoli resta un bestseller da oltre 200.000.000 di copie, che si continua a fare e rifare. Ma è ormai un gioco di tradizione orale, credo (tanto che quasi nessuno lo goca secondo le regole scritte nella scatola). Io mi focalizzavo soprattutto come complessità delle regole come ostacolo all'accesso da parte di nuovi giocatori che dalla lettura del regolamento partono. E personalmente, come progettista, cerco di lavorare sulla "complessità nascosta" (vedi l'articol odi cui sopra), in cui certi meccanismi sono magari incorporati nei materiali anziché nelle regole, e così non vanno studiati e capiti prima di giocare rendendo l'accesso al gioco più semplice. Rispetto alla tua giusta osservazione su cinema & co preciso in breve che intendevo semplicità dal punto di vista della misura della difficoltà di accesso al gioco, non come sinonimo di semplificazione e banalizzazione.
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Crow » 28 lug 2012, 17:07

Quindi, mi pare di capire, che non è possibile instillare la passione quanto più 'riscoprirla'. Ovvero deve già giacere un seme (di creatività o problem solving ad esempio) nella persona da far fruttare. Ho capito male? Altre opinioni?

Credo sia un argomento molto interessante per il futuro della divulgazione in Italia.
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Messaggioda kadaj » 28 lug 2012, 17:50

Crow ha scritto:Quindi, mi pare di capire, che non è possibile instillare la passione quanto più 'riscoprirla'. Ovvero deve già giacere un seme (di creatività o problem solving ad esempio) nella persona da far fruttare. Ho capito male? Altre opinioni?

Credo sia un argomento molto interessante per il futuro della divulgazione in Italia.



Per me è così...

La passione è sopita in tutti noi, sotto varie forme. Se risvegliata porta poi ad amare quell'attività con tutti noi stessi.

Per alcuni la passione può essere nello sport, per altri nell'arte e, per noi, nei giochi... ;)

La passione c'è, esiste, ma non può essere creata... Almeno, così la penso io... :grin:
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Messaggioda notfound » 28 lug 2012, 18:15

Crow ha scritto:Quindi, mi pare di capire, che non è possibile instillare la passione quanto più 'riscoprirla'. Ovvero deve già giacere un seme (di creatività o problem solving ad esempio) nella persona da far fruttare. Ho capito male? Altre opinioni?

Credo sia un argomento molto interessante per il futuro della divulgazione in Italia.


Credo di si, per la mia compagna è stato così. Sono riuscito a trasmettere la mia passione a lei (e ad altri suoi amici), coinvolgendola gradualmente con giochi di difficoltà sempre maggiore. E pensare che l'ho iniziata con Hero Quest, il mio primo amore, quello che mi ha proiettato nell'universo ludico!
Oggi giochiamo tranquillamente ad un Olympus, Mondo senza Fine, Constantinopolis, Agricola, Rise of Empires e altri gestionali di questo genere e per il futuro ho in programma Civilization e Through the Ages...l'importante è che sia io a leggere i manuali e a spiegare il gioco, perchè lei è troppo pigra per farlo, ma in fondo è l'unico piccolo prezzo che mi tocca pagare! :P
Ho provato con altre persone che invece si sono rifiutate categorigamente di ascoltarmi quando avevo appena superato gli 8 minuti di spiegazione come quando ho provato a proporre Stone Age, che a sentir loro era troppo complesso e pieno di regole che non riuscivano a memorizzare!
Devo per forza di cose convenire col fatto che ci sono persone predisposte al gioco altre no, punto.
Per quanto riguarda le origini del seme del gioco, la mia famiglia per quanto non mi abbia fatto mai mancare niente non era molto incline al gioco, ma io con la mia innata ed enorme fantasia e la voglia di esplorazione ho sempre guardato al di là delle solite cose, al non convenzionale e anche nei giochi ho ricercato qualcosa che timolasse fortemente il mio immaginario che era già caricato da fumetti di ogni genere ...quindi che dire se non pensare che sia stato un dono!
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Messaggioda Raistlin » 29 lug 2012, 3:19

Angiolillo ha scritto:Una bambina ha risposto: "No, io la voglio già fatta."


Un esempio che fa riflettere il tuo, Angiolillo. Certo, magari è un caso e quella bambina era solo un po' viziata :) Tuttavia denoto un impigrimento generale e come controparte una sempre più crescente - ma è ovvio - semplificazione/banalizzazione nell'offerta; ovvio perchè la società/il mercato tendono ad offrire quello che la massa richiede. Non vuoi sforzarti ad usare il cervello? Benissimo, noi te lo facciamo usare il meno possibile (che in tal contesto poi è pure meglio!). Per assurdo la banalità nel regime attuale diviene un pregio.
Certo, qualcosa di user-friendly è comodo, ma a lungo andare abitua male. Abitua alla pappa pronta.

Riguardo il tema del topic ho riflettuto parecchio, analizzando me stesso e le persone che conosco meglio con passioni simili alle mie, prima di dare una risposta alla domanda posta da Crow. Alla fine sono arrivato ad alcune conclusioni.
Quello cui siete giunti a mio avviso (e mi riferisco al primo post di Crow) è solo un paravento: non è la voglia di scoprire, di conoscere o di mettersi in discussione che fa nascere una passione, ma sono ben altri meccanismi, molto più profondi e radicati nel nostro io interiore.
Ho riscontrato almeno due motivi principali (sicuramente ve ne sono altri) per cui una passione può nascere; il primo motivo riguarda il voler dimostrare quanto si vale, almeno in qualcosa - per quanto questo qualcosa possa essere misero od insignificante - nella vita. Per competitività diciamo, che poi è la stessa cosa. Per poter esaltare anche solo il più infimo frammento del proprio ego e potergli dire 'Non sei nessuno, solo un mediocre nella vita, lo sai bene... ma a Risiko sei IL MIGLIORE', crogiolandosi quindi nel piccolo mondo in cui si è i Signori Incontrastati.
Il secondo motivo è più complesso da spiegare ed è legato alla fantasia/fantasticheria: la passione nasce perchè si fantastica sull'oggetto della passione stessa e lo si finisce per percepire molto migliore di quello che è in realtà, autoalimentandosi di esso o, meglio, di un potenziale immaginario da esso derivante.
Ultima modifica di Raistlin il 29 lug 2012, 16:21, modificato 3 volte in totale.
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Messaggioda frigster » 29 lug 2012, 3:22

Per me è tutto molto più semplice (ah quanto adoro la semplificazione!): ci sono persone intelligenti (PI) e persone non intelligenti (PNI). Fine.

Ad un certo punto della nostra vita, immagino in tenerissima età, vuoi per gli stimoli ricevuti dall'ambiente circostante, vuoi per un patrimonio genetico, vuoi perché il grande Dungeon Master ha tirato l'Unico Dado e ha deciso così, la persona si trova a un bivio e senza saperlo imbocca una delle due strade. O sarà una PI o sarà una PNI.

Quello che succede dal bivio in poi è un semplice esercizio di immaginazione.

La PNI baserà le scelte della sua vita sulle SENSAZIONI. Sarà in balia dell'emisfero destro del suo cervello. Probabilmente a scuola sarà un bullo perchè questo gli darà la SENSAZIONE di essere migliore degli altri. Da adolescente si metterà l'anello al naso perché questo gli darà la SENSAZIONE di essere più figo. Da grande andrà a vedere tutti i cinepanettoni perché questo gli darà una SENSAZIONE di divertimento senza tante complicazioni.

La PI vedrà invece le sue scelte guidate dall'emisfero sinistro del cervello, quello razionale. Se il destro è affamato di SENSAZIONI il sinistro richiederà INFORMAZIONI, che saranno poi elaborate e daranno dei risultati. Ecco che nasce l'enigmista, l'appassionato di cinema che va a vedere i film e poi è in grado di paragonarli per poterli criticare, l'appassionato di musica, di letteratura e perché no, l'appassionato di gdt che sono un modo come un altro di incamerare INFORMAZIONI (libretto di istruzioni) per elaborare dei dati (strategia di gioco).

Le due strade non si incontreranno mai.
Riuscite a immaginare un bullo che alla sera, prima di dormire, si risolve un bel cruciverba?
Ovvero, riuscite a immaginare il capitano della squadra si scacchi che va in giro a picchiare quelli con una media voti insufficiente?
Perfetto.

La PI trarrà giovamento dall'ottenere un risultato mediante ragionamento, la PNI ha bisogno di un risultato immediato perché il ragionamento non sa cosa sia.
Quindi lasciamo alla PNI il suo prezioso I-phone con la App che fa le scoregge perché quando cliccherà sul pulsantino il suo emisfero destro sarà inondato di endorfine, tanto quanto l'emisfero sinistro della PI lo sarà dopo aver vinto la sua prima partita a Puerto Rico perché ha capito come sfruttare al meglio la combinazione Cave + Costruttore.

E adesso, se permettete, vado a prendere la mia pastiglia arancione.
Cos'è che ho detto?
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Messaggioda Raistlin » 29 lug 2012, 3:41

frigster ha scritto:Per me è tutto molto più semplice (ah quanto adoro la semplificazione!): ci sono persone intelligenti (PI) e persone non intelligenti (PNI). Fine.


Heh capisco il tuo pensiero e mi fa sorridere il tuo esempio perchè in fondo è realistico, tuttavia non ricondurrei il tutto all'intelligenza, quanto alla saggezza.
Un tempo mi capitava di pensare, erroneamente, che la gente in linea generale fosse stupida, vedendo soprattutto come vanno le cose nella nostra società. Ma la gente non è stupida, assolutamente. Semplicemente non è saggia. Dove per 'non è saggia' intendo 'non fa un buon uso della sua intelligenza'.
Per farti un esempio citando il personaggino che citi, il bullo con l'anello al naso non è detto che posto di fronte ad un problema serio non arrivi a risolverlo, magari addirittura in modo più brillante di quanto potresti fare tu; molto probabilmente però quello stesso personaggio sarebbe in grado di fumarsi puntualmente lo stipendio in gadget elettronici senza pensare minimamente al futuro.
Ecco cosa intendo. L'intelligenza è bene o male un dono, la saggezza la sviluppi nel corso della vita, attingendo da innumerevoli fonti per affinarla.
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Messaggioda kadaj » 29 lug 2012, 10:01

frigster, stiamo parlando di come nasce la passione, non di come si crea un italiano medio... :grin:
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Messaggioda Raistlin » 29 lug 2012, 12:37

kadaj ha scritto:frigster, stiamo parlando di come nasce la passione, non di come si crea un italiano medio... :grin:


:)
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Messaggioda Crow » 29 lug 2012, 16:00

Queste analisi, per quanto in gran parte condivisibili, non lasciano molto spazio al secondo punto della questione: come far nascere la passione. Ovvero, poste queste ipotesi, l'unico modo è fare 'scouting' di quei soggetti che covano il seme della passione senza ancora saperlo e fargli capire copsa c'è a portata di mano. Per tutti gli altri nessuna redenzione.

Non è un po' triste per il nostro hobby?
Siamo davvero destinati a rimanere una nicchia?
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Messaggioda Raistlin » 29 lug 2012, 16:17

Crow ha scritto:Siamo davvero destinati a rimanere una nicchia?


Secondo me sì, fintanto che le priorità per alcuni sono differenti. E' sempre, tutta una questione di priorità.
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