come si diventa inventori?

Discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda faalan » 13 dic 2007, 23:47

Ohhh, ma complimentoni! :grin:
spero contino qualcosa anche se fatti da uno che come massima creazione per il momento ha ''le regole per ruolare Risiko'' :oops:

Tornando al discorso, concordo assolutamente che, a seconda della prospettiva che si ha in mente, diventi progressivamente maggiore anche il necessario contributo di ''risorse'', andando questo via via ad allinearsi con quelle necessarie per un vero lavoro... Poi certo, tutto va esaminato relativamente alla prospettiva.
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Messaggioda Ubriaschello » 14 dic 2007, 4:34

faalan ha scritto:le regole per ruolare Risiko


io ho modificato il risiko con l'ONU :lol:
e mi sono divertito tantissimo a giocare una roba di ruolo, gestione, guerra, con un master e poche regole e nemmeno un nome. l'avevamo chiamato Andmar, dal nome dei miei due amici che l'avevano prototipato (andrea e marco) :lol:

allora ciò che conta ormai si è detto, direi che non posso che prender atto e far tesoro per inseguire i miei sogni...

un appunto: dov'è che si fa richiesta per poter essere un play-tester? d'accordo che a giocare per forza c'è il rischio che mi stufi, però ci sono lavori ben peggiori ;)
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Messaggioda Angiolillo » 14 dic 2007, 6:55

Grazie a Favar per il link! ;)

Sì, è il mio lavoro a tempo pieno dal 1988 circa (a parte una parentesi a far siti internet per banche, ma durante la quale non ho smesso di fare giochi). Solo, per trarne un lavoro non mi limito a giochi in scatola: ci sono anche giochi per riviste, radiotelevisivi, per computrer e internet, per pubblicitrà, per formazione, eccetera. E libri e articoli sul gioco, e corsi di formazionie all'uso del gioco per insegnanti ed bibliotecari, eccetera. Ultimamente tra i gioochi realizzati per mestiere ci sono anche i gratta e vinci online:
http://www.lottomatica.it/grattaevinci/home/index2.html

Ciao ciao!

A.
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda linx » 14 dic 2007, 12:40

Ubriaschello ha scritto:un appunto: dov'è che si fa richiesta per poter essere un play-tester? d'accordo che a giocare per forza c'è il rischio che mi stufi, però ci sono lavori ben peggiori ;)


Non penso che il playtester possa essere considerato un lavoro. Soprattutto in Italia dove la cultura del gioco ha un valore sono in piccolissime nicchie.

Comunque colgo l'occasione per dire che stiamo per inuagurare un forum per l'offerta/domanda di playtester.
Puoi cominciare da lì, magari
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Angiolillo » 14 dic 2007, 13:04

Confermo che anche all'estero il playtester non è, di norma, considerato un mestiere. Per WoW abbiamo un gruppo di playtester esterni alle azxiende coinvolte, provenienti da vari paesi (USA, Scozia, Belgio, Francia, oltre ovviamente che Italia), che ringraziamo nei credit e a cui inviamo copie di cortesia dei giochi, mas che non sono pagati (direi che il nocciolo è quello, no?).

E non è questyione di "braccino tirato" da parte nostra: è normale. Ai tempi d'oro della TSR, la rivista "The Dragon" in un numero di aprile (April Fool è l'equivalente del pesce d'aprile) pubblicò un gioco da tavolo sull'industria del gioco, "File 13":
http://www.boardgamegeek.com/game/2916
C'erano anche note esplicative sul ruolo delle varie figure coinvolte: per esempio gli spedizionioeri sono quelli che frullano, punzonano e stracciano le confezioni con la scusa di caricarli e scaricarli dai camion. Dei playtester dicevano più o meno che sono quelli che collaudano il gioco finito e vengono retribuiti con la menzione del loro nome nei credits: dato il basso contenuto calorico di ciò muoiono di fame come mosche, ma non è un problema perché sono molti e tanto se ne trovano sempre altri.

Da distinguere il paytester e lo sviluppatore, che invece non solo collauda ma partecipa all'elaborazione della proposta autoriale per conto dell'editore quando il gioco non viene pubblicato così come proposto ma riadattato secondo le esigenze della casa editrice.

Sto facendo un libretto che approfondisce questa e altre faccende, restate sintonizzati che prima o poi uscirà...

Ciao e a presto,

Andrea
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Messaggioda linx » 14 dic 2007, 13:18

Angiolillo ha scritto:Dei playtester dicevano più o meno che sono quelli che collaudano il gioco finito e vengono retribuiti con la menzione del loro nome nei credits: dato il basso contenuto calorico di ciò muoiono di fame come mosche, ma non è un problema perché sono molti e tanto se ne trovano sempre altri.

:lol: :lol: :lol:
Grande! Grazie per la segnalazione
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Messaggioda Angiolillo » 14 dic 2007, 13:39

Sono passati 25 anni da quando l'ho letto, ma me lo ricordo come se fosse ieri... ;)
Da qui la decisione di fare l'autore e non il playtester. ;) ;) ;)

Altra bella cosa. Ho curato la Pochettravel Edition di Maschiacce Armate Pesantemente (ed. Qualitygame/Nexus). Nei credits c'era questa significativa parte...


Playtester: __________________________________ *



* Questo spazio è stato lasciato intenzionalmente vuoto.
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Messaggioda faalan » 14 dic 2007, 14:36

Oh che bello...

Io sto qui e leggo, sia mai che impari riesca ad imparare qualcosa :lol:
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Messaggioda linx » 14 dic 2007, 14:42

Angiolillo ha scritto: Ho curato la Pochettravel Edition di Maschiacce Armate Pesantemente (ed. Qualitygame/Nexus). Nei credits c'era questa significativa parte...


[color=blue]Playtester: __________________________________ *



Mi ricordo il gioco e posso crederci ;)
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Messaggioda WarAngelo » 15 dic 2007, 15:32

>Ubriaschello: com'è che si diventa inventori di giochi?

A LuccaGames07, Ixion che e' qui della Tana mi ha fatto una bella intervista, dove ho raccontato quel che e' successo a me come inventore di giochi.
http://www.ludicamente.net/LdM2.0/index ... &Itemid=19

Credo che ogni autore abbia una sua "storia", per fortuna ognuna diversa dall' altra.
Se ci fosse una perfetta alchimia o una strada segnata impeccabile non ci sarebbe piu' neanche il divertimento a scoprire la propria strada, il proprio stile.
Ogni autore e' una persona con una sua storia e sviluppa i suoi giochi con competenze diverse: c'e' chi li inventa e si appoggia ad altri per svilupparli, c'e' chi li crea e illustra, c'e' chi li crea, illustra e produce.

Personalmente trovo che la "scuola" migliore ia "sul campo" e non dietro allo schermo del computer, ma in mezzo ai giocatori, agli organizzatori, ai colleghi, dal vivo insomma.
Potrei dirti "in questo modo'":
http://warangel.it/07i.html
relativamente all' ultimo anno, ma come detto questa e' solo la mia personale esperienza.

>cos'è che differenzia un game inventor da un comune giocatore fantasioso?

Un giocatore fantasioso sviluppa (se lo sviluppa) un suo gioco per puro appagamento personale.
Un inventore di giochi propone i suoi giochi alle case editrici oppure li autoproduce, in modo da renderli disponibili (online, alle fiere ecc) al pubblico.
Cioe' non crea i suoi giochi per pochi amici ma per il pubblico, e li rende disponibili possibilmente al mondo intero: ora che c'e' internet si ricevono ordini da ogni parte del pianeta, se lavori bene.
Il tempo e i giocatori, il pubblico, giudicano la differenza.
Un gioco o un autore o qualsiasi realta' che dura un anno e poi svanisce ha una credibilita'.
Tutto cio' che inizia a durare una decina di anni, gioco o persona o che sia, evolvendosi e migliorandosi, secondo me e' meritevole e credibile.
Premiazioni, riconoscimenti, partecipazioni, collaborazioni, fattivita' per gli altri e per la crescita del mondo comune, questo rende credibile un' autore e ogni suo gioco.
L' autore e l' elemento comune di tutti i suoi giochi e di tutto cio' che crea, FA: puo' esser una garanzia di qualita', di divertimento che mette nelle sue creazioni, di disponibilita' o "servizio clienti" per il suo pubblico.
Se lavori benissimo, moltissimo del tuo pubblico puo' succedere che poi diventa anche tuo amico:)
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Messaggioda Angiolillo » 16 dic 2007, 7:50

"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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