Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dialogo?

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Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dialogo?

Messaggioda computerman » 19 nov 2015, 2:05

Spunto di riflessione:

Penso di ritrovarmi nel mezzo tra due generazioni, ho quasi 33 anni, e se mi volto alla generazione passata noto che a fatica si apprezza il gioco (in tutte le sue forme, sia questo videogioco o da tavolo). In realtà guardando alla precedente generazione noto che molte forme di intrattenimento "alternative" siano anche i cartoni/fumetti vengono considerati insieme ai giochi qualcosa da relegare ad un mondo più fanciullesco. Troppo spesso mi è capitato nel corso degli anni di sentire questo o quello sconosciuto/conoscente/amico di famiglia dire "eh alla tua età ancora con i giochi/video/fumetti/etc?" Sorvolando che qualunque fosse l'età sopra i 16 anni ero sempre fin troppo vecchio, come si può cambiare questa mentalità?
Immagino sia capitato anche a voi, sentire qualcuno che parlando di questi argomenti abbia liquidato la questione con "son cose da bambini" o simili, come reagite? Come aiutate le persone, sempre se vi va di farlo :D

Altra considerazione...la generazione dopo la mia invece, ho notato che se da una parte è indifferente alla critica sopra citata, non è molto vicina al gioco da tavolo; e che o si è cresciuti in una famiglia di giocatori o difficilmente ci si avvicina a questo mondo con le proprie gambe. Quando parli in giro siano questi più giovani o più vecchi hanno tutti la percezione di:
Gioco da tavolo = inverno = pioggia = casa = noiaaaaaa

Ecco come ci si schioda questo preconcetto? Come possiamo aprire la mente (a parte con un'accetta) a queste persone che ci guardano come fossimo alieni fuori dal mondo? Come si riesce a far capire che il gioco da tavolo non è solo monopoli dove la maggioranza ancora oggi gioca senza aver mai aperto il libretto delle istruzioni? Come possiamo aiutare le vecchie e le nuove generazioni?

Ultima considerazione...avete notato anche voi che i non giocatori sono "più lenti" o se preferite "meno svegli" rispetto ai giocatori anche nella vita? Sarà la nostra eterna convivenza con il piazzamento lavoratori e con giochi chiusi, che ci fa trovare soluzioni più velocemente di altri?
Ovviamente si parla a grandi linee e non si deve fare di tutta l'erba un fascio, ci sono sicuramente i bicentenari che giocano o i ragazzini che giocano, come ci saranno persone furbissime che non hanno mai aperto un fumetto/gioco etc.
Ecco questo sproloquio delirante dell'1 di notte ve lo lascio a voi...pieno di frasi sconclusionate e con una grammatica certamente da rivedere (data l'ora) ma spero vogliate condividere con me e con tutti i vostri pensieri, meno sconclusionati dei miei, o almeno si spera, su questi argomenti
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Re: Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dial

Messaggioda eriadan » 19 nov 2015, 11:48

Mah, guarda, a dire il vero le persone di vecchia generazione che liquidano i giochi in scatola come cose da bambini sono essenzialmente ignoranti (nel senso che ignorano) sul concetto di gioco e non si rendono conto che si autodenigrano. Il gioco è, di per sé, pervasivo nella natura delle persone e molte persone giocano senza capire che il gioco possiede mille declinazioni; il problema è che solo alcune di queste sono riuscite a legittimarsi nel mondo adulto: il gioco del calcio(praticato o o fruito come spettacolo), il gioco delle carte che occupa molto del tempo la generazione sia sopra la nostra, e spesso, volentieri e anche di più, la sopra-sopra-generazione.
Io penso che il miglior approccio retorico sia indagare sulle passioni dei denigratori e discuterne in modo costruttivo il senso per cui le praticano, spesso molte di queste rientrano nella definizione di gioco abbastanza condivisa
"Summing up the formal characteristic of play, we might call it a free activity standing quite consciously outside 'ordinary' life as being 'not serious' but at the same time absorbing the player intensely and utterly. It is an activity connected with no material interest, and no profit can be gained by it. It proceeds within its own proper boundaries of time and space according to fixed rules and in an orderly manner. It promotes the formation of social groupings that tend to surround themselves with secrecy and to stress the difference from the common world by disguise or other means." Fonte Wiki
Da lì risulta facile far capire che in pratica, coi giochi da tavolo, si fa la stessa cosa, solo con una declinazione diversa


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Re: Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dial

Messaggioda kenparker » 19 nov 2015, 12:21

computerman ha scritto:Spunto di riflessione:
...amico di famiglia dire "eh alla tua età ancora con i giochi/video/fumetti/etc?" Sorvolando che qualunque fosse l'età sopra i 16 anni ero sempre fin troppo vecchio, come si può cambiare questa mentalità?
Immagino sia capitato anche a voi, sentire qualcuno che parlando di questi argomenti abbia liquidato la questione con "son cose da bambini" o simili, come reagite? Come aiutate le persone, sempre se vi va di farlo :D


Se mi capitasse non mi andrebbe di farlo. Ho sempre troppo poco tempo e mi spiacerebbe utilizzarlo/sprecarlo per provare a convincere chi, con una domanda del genere, vuole giudicarmi e provocarmi più che ascoltarmi.

computerman ha scritto:Altra considerazione...la generazione dopo la mia invece, ho notato che se da una parte è indifferente alla critica sopra citata, non è molto vicina al gioco da tavolo; e che o si è cresciuti in una famiglia di giocatori o difficilmente ci si avvicina a questo mondo con le proprie gambe. Quando parli in giro siano questi più giovani o più vecchi hanno tutti la percezione di:
Gioco da tavolo = inverno = pioggia = casa = noiaaaaaa

Ecco come ci si schioda questo preconcetto? Come possiamo aprire la mente (a parte con un'accetta) a queste persone che ci guardano come fossimo alieni fuori dal mondo? Come si riesce a far capire che il gioco da tavolo non è solo monopoli dove la maggioranza ancora oggi gioca senza aver mai aperto il libretto delle istruzioni? Come possiamo aiutare le vecchie e le nuove generazioni?


Cioè, è vero che un goblin deve promuovere il gioco da tavolo, ma non dobbiamo convertire il mondo. Se metto un banchetto in mensa cercando di avvicinare tutti i passanti al gioco in scatola forse non raccoglierò infiniti consensi. Ci sta che ognuno abbia i propri gusti, interessi, passioni e possano essere diverse dalle nostre.
Il discorso è diverso se invece vedo dell'interesse in quello che faccio, se qualcuno mi chiede, vuole conoscere, magari provare, capire. Allora prendo una sedia e cominciamo a dialogare :consola:


computerman ha scritto:Ultima considerazione...avete notato anche voi che i non giocatori sono "più lenti" o se preferite "meno svegli" rispetto ai giocatori anche nella vita? Sarà la nostra eterna convivenza con il piazzamento lavoratori e con giochi chiusi, che ci fa trovare soluzioni più velocemente di altri?


Assolutamente no. Condivido le mie partite con giocatori molto svegli e giocatori meno svegli come me, giocatori che capiscono al volo un regolamento e giocatori che lo capiscono meno come me. E anche quando vado in giro trovo persone sveglie che non giocano ma anche persone lente. Quindi, personalmente, non ho trovato l'elite di intelligenza nel gioco in scatola ma tanti amici, sì!

ho appena giocato a: Immagine

 

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Re: Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dial

Messaggioda GrandeMu » 19 nov 2015, 13:25

computerman ha scritto:Ecco come ci si schioda questo preconcetto? Come possiamo aprire la mente (a parte con un'accetta) a queste persone che ci guardano come fossimo alieni fuori dal mondo? Come si riesce a far capire che il gioco da tavolo non è solo monopoli dove la maggioranza ancora oggi gioca senza aver mai aperto il libretto delle istruzioni? Come possiamo aiutare le vecchie e le nuove generazioni?


Sbaglierò, ma io di solito li invito a casa mia a provare :grin:

Con tanti colleghi ha funzionato ed ora son più le volte che devo dire di no a qualcuno perché se no saremmo troppi :D
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Re: Cosa pensa di noi "la gente" e come confrontarsi al dial

Messaggioda computerman » 20 nov 2015, 0:35

kenparker ha scritto:
computerman ha scritto:Altra considerazione...la generazione dopo la mia invece, ho notato che se da una parte è indifferente alla critica sopra citata, non è molto vicina al gioco da tavolo; e che o si è cresciuti in una famiglia di giocatori o difficilmente ci si avvicina a questo mondo con le proprie gambe. Quando parli in giro siano questi più giovani o più vecchi hanno tutti la percezione di:
Gioco da tavolo = inverno = pioggia = casa = noiaaaaaa

Ecco come ci si schioda questo preconcetto? Come possiamo aprire la mente (a parte con un'accetta) a queste persone che ci guardano come fossimo alieni fuori dal mondo? Come si riesce a far capire che il gioco da tavolo non è solo monopoli dove la maggioranza ancora oggi gioca senza aver mai aperto il libretto delle istruzioni? Come possiamo aiutare le vecchie e le nuove generazioni?


Cioè, è vero che un goblin deve promuovere il gioco da tavolo, ma non dobbiamo convertire il mondo. Se metto un banchetto in mensa cercando di avvicinare tutti i passanti al gioco in scatola forse non raccoglierò infiniti consensi. Ci sta che ognuno abbia i propri gusti, interessi, passioni e possano essere diverse dalle nostre.
Il discorso è diverso se invece vedo dell'interesse in quello che faccio, se qualcuno mi chiede, vuole conoscere, magari provare, capire. Allora prendo una sedia e cominciamo a dialogare :consola:


computerman ha scritto:Ultima considerazione...avete notato anche voi che i non giocatori sono "più lenti" o se preferite "meno svegli" rispetto ai giocatori anche nella vita? Sarà la nostra eterna convivenza con il piazzamento lavoratori e con giochi chiusi, che ci fa trovare soluzioni più velocemente di altri?


Assolutamente no. Condivido le mie partite con giocatori molto svegli e giocatori meno svegli come me, giocatori che capiscono al volo un regolamento e giocatori che lo capiscono meno come me. E anche quando vado in giro trovo persone sveglie che non giocano ma anche persone lente. Quindi, personalmente, non ho trovato l'elite di intelligenza nel gioco in scatola ma tanti amici, sì!


Non è questione di convertire...mica siamo l'isis dei giochi da tavolo, il concetto è diverso, come si fa a far passare il messaggio corretto? Ovvero che il gioco da tavolo è non solo piacevole ma molto spesso istruttivo? Come si fa a cambiare la mentalità riguardo al gioco in generale e ci metto dentro appunto anche i videogiochi, che non sono uno svago solo ed esclusivo per una certa età ma che possono aiutare tutti e sono una sicura e valida alternativa alla bottiglia di alcolico il sabato sera nel locale "di moda"?

A questo poi aggiungo che non voglio dire che chi gioca è un elite super intelligente e chi non gioca è una capra (lo avevo anche scritto ma lo ribadisco perchè forse il messaggio non è passato chiaro) io ho mia sorella (la stessa che vuole menare ad Alkyla :asd: ) che gioca sì, ma non è che sia una cima di prontezza. Quello che volevo dire è che chi gioca si allena, ed allena la mente, ed è quindi più pronto quando deve fare determinate cose. Un po come dire che chi legge molto, sa scrivere meglio o che chi suona è più portato per la matematica e cose di questo tipo.
Il gioco è una forma di allenamento mentale che secondo me andrebbe meglio "pubblicizzato" per far capire l'importanza dello stesso, io lo metterei come materia di studio :clap: Poi come in tutte le cose, e chiudo il concetto, c'è chi è "sveglio" indipendentemente dal gioco e chi "dorme" anche con il gioco, sono cose naturali. Così come ci può essere quello che diventa bravo allenandosi a calcio tutti i giorni e chi nasce fenomeno, ma di certo se tutti si allenassero, ci sarebbe una percentuale di talenti maggiore, no? :alcolico:
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